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Da "IL VENERDI' DI REPUBBLICA" del 27/08/10

ITALIA - SONDAGGI PERICOLOSI

Le strane società fantasma che «bucano» il mare di Sicilia

Nel Canale una ditta irlandese, che ha solo diecimila euro di capitale, ha già installato piattaforme petrolifere con il permesso
del ministero. Ma, se si cerca agli indirizzi dichiarati, si trova poco o niente. Intanto i Comuni si ribellano.

di Lorenzo Tondo


 

SCIACCA (AGRIGENTO). Voglìono bucare il canale di Sicilia. Vogliono farlo in punta di piedi. Un passacarte silenzioso da Dublino a Roma, attraverso la Puglia, giunge fino all'estremo Sud. A far rumore sono stati alcuni errori, contenuti in uno studio di trentasei pagine, ricco di grafici, numeri, sviste e alcune omissioni. Lo hanno realizzato i geologi della Peal Petroleum per conto della SanLeon srl, compagnia petrolifera che, con un capitale sociale di appena diecimila euro, si prepara a trivellare il fondo del mare siciliano.

Quando ai primi di maggio l'ingegnere Mario Di Giovanna si trovò tra le mani le carte che annunciavano i lavori, autorizzati dal ministero dello Sviluppo Economico, notò subito qualcosa di strano. Se ne accorse quasi per caso. Un foglio bianco appeso all'albo pretorio indirizzato al «Responsabile affissioni» (l'usciere del Comune), rimandava ad un generico studio sull'impatto ambientale. L'obiettivo dell'analisi, commissionata dalla San Leon, era quello di trivellare in un'area di 482 chilometri quadrati, da Selinunte a Capo Bianco, a meno di due chilometri dalla costa.

«Mi chiesi perché in comune non ne sapevano niente» racconta Di Giovanna. «E perché quelli della San Leon avevano inviato il documento ai Responsabile affissioni e non al sindaco». Di Giovanna sembra l'uomo dei destino. Quello del momento giusto. Esperto di geotecnica, con un passato nella Saipem, un'azienda dell'Eni, non si lascia scappare le stranezze. E a pagina 19 dello studio i suoi sospetti diventano certezze. I geologi della Peal scrivono che «l'area di indagine» è frequentata da «piccole imbarcazioni che trovano ricovero  nei porti  di Gela,  Pozzallo e Scoglitti».   Si domanda,  Di Giovanna - 


POLITICI CONTRO
Sopra, l'ex ministro dello Sviluppo
Economico,
Claudio Scajola.
Il suo ministero ha autorizzato
quindici permessi per sondaggi
petroliferi nel mare
di Sicilia.
IL SINDACO SI RIBELLA
Sotto, il sindaco di Sciacca Vito Bono.
«Ci stanno svendendo per un'azienda con un capitale ufficiale di appena diecimila euro. Vale meno di una gelateria»

oggi portavoce del Comitato No alla Piattaforma - perché mai dovrebbero trovare ricovero a più di 100 chilometri di distanza, quando vi sono nell'area i porti di Sciacca, Mazara e Porto Palo?

Il mistero è presto svelato. Il paragrafo in questione è copiato da un'altra indagine, realizzata nel marzo del 2008 sui monti Iblei, nella Sicilia sud-orientale, anche questi oggetto di ricerche petrolifere. A pagina 36 la Peal Petroleum sostiene addirittura che il «traffico marittimo sarà limitato ad un passaggio giornaliero verso il porto d'approdo più vicino, presumibilmente quello di Ancona». E un copia e incolla, osserva l'assessore Gianfranco Vecchio. Per altro effettuato da un documento che già conteneva uno svarione: il collegamento tra monti Iblei e porto di Ancona. Insomma, un pasticcio. «La Peal non ha realizzato lo studio sul nostro territorio e ha riportato errori marchiani», conclude l'assessore. Raggiunto da Repubblica, il geologo Luigi Albanesi, coordinatore dell'analisi ambientale della Peal, parla di «studio propedeutico, realizzato con un approccio bibliografico» e afferma che «il ministero dell'Ambiente non pretende che gli studi vengano fatti sul luogo». Dunque, tutto regolare.

A circa 26 miglia nautiche dalla costa di Sciacca e a 39 da Pantelleria, sorge un grosso isolotto di roccia lavica che sfiora la superficie a circa 6 metri di profondità. Lo eruttò la terra nel 1831 dando vita all'isola Ferdinandea, una delle tante bocche vulcaniche di un massiccio complesso sottomarino: è il regno di Empedocle, l'Etna marino, il gigante sommerso che fa ancora tremare i fondali. Lo ha  scoperto   Mimmo  Macaluso,  che avverte:   «Lo scorso agosto  si è verificata

Sotto, il ministro
dell'Ambiente, Stefania
Prestigiacomo,
siracusana, che si è detta contraria
sottolineando che nessuno ha
chiesto le autorizzazioni
di impatto ambientale
previste dalla legg

l'esplosione di una sacca di metano nell'area oggetto di ricerca. Immaginate se lì ci fosse stata una piattaforma». Ma dei rischi sismici e vulcanici, nello studio delia Peal, non c'è traccia. «Ci stanno svendendo per diecimila euro» accusa il sindaco di Sciacca, Vito Bono. «La San Leon vale meno di una gelateria».

Dal sito dell' "ADX ENERGY LMT" del 31/08/10

 La piattaforma Lambouka-1 a 13 mg da Pantelleria
raggiunge i 2785 metri di profondità

Lambouka‐Operations Update #8 - Activities during past week

The 8 1/2” section was successfully drilled from 2,219 meters through themain target section (Abiod formation) to the current measured depth of 2,785 meters. A bit change was made at a depth of 2,629 meters. Further to the update from 27th August which described the preliminary positive indications in the Abiod reservoir section more drilling fluid losses were encountered throughout the entire 8 ½” section. All losses were managed in a safe and efficient manner.

The combination of drilling fluid losses, high resistivity on MWD (Measurement While Drilling) logs, increase in background gas and oil shows has led to the decision to run a comprehensive set of wireline logs which will provide the basis for a reliable dataset for the evaluation of reservoir properties and the presence of hydrocarbons.

Weekly Operations Forecast: Forecast operations during the coming week are as follows:

• Drill to final TD and pull out of hole with BHA (bottom hole assembly)
• Commence Formation evaluation by wireline logging
• Conduct MDT (Modular Formation Dynamics Tester)

Participants in the Lambouka ‐1 well are as follows (note 1);
ADX (note 2) 30% Operator - Gulfsands Petroleum Plc 30% - Carnavale Resources Ltd 20% - XState Resources Ltd (note 3) 10% - PharmAust Limited 10%.

Notes:

1. The respective interests in the Lambouka Prospect area in the Kerkouane Permit and the Pantelleria Licence are based on the completion of all farmin obligations.
2. ADX’ interest is held via wholly owned subsidiary Alpine Oil & Gas Pty Ltd and pending completion of the farmin obligation, Alpine will continue to hold 100% of the Pantelleria Licence.
3. XState Resources Limited interest is held via wholly owned subsidiary Bombora Energy Limited.

http://www.audax.com.au/documents/Lambouka-1%20Operations%20Update%208.pdf


Da "TRAPANI BLOG SICILIA" del 29/08/10

Pantelleria, Legambiente: “Non si può trivellare”. Non è così

di Guido Picchetti

“Lega Ambiente sostiene Pantelleria.” Così recita il testo di un articolo pubblicato alcuni giorni or sono su “La Sicilia web”, chiedendo nel contempo che la Regione si mobiliti concretamente per la tutela del mare dalle trivellazioni off-shore nello Stretto di Sicilia.

Nel suo intervento Gianfranco Zanna, responsabile dei Beni Culturali di lega Ambiente Sicilia, fa espresso riferimento alla manifestazione del “No Trivella day” a Pantelleria, esprimendo piena solidarietà e sostegno alla iniziativa.

E prosegue affermando che in prossimità di Pantelleria non si potrebbe per legge assolutamente trivellare, essendo stata l’isola da tempo dichiarata sito di importanza comunitaria (SIC); e il decreto del Ministero dell’Ambiente appena entrato in vigore, che estende a 12 miglia dalla costa dalle aree soggette a tutela il divieto di trivellazioni, dovrebbe vietare ogni operazione off-shore entro detti limiti.

Purtroppo non è così. Il decreto legge n° 128 del 29 Giugno 2010, entrato in vigore il 26 Agosto scorso ad integrazione e modifica di un precedente decreto in data 3 Aprile 2006 – a norma di una legge del 18 Giugno 2009 – (povera Italia !!!, 1° ndr), riporta una lunga serie di nuovi commi in materia ambientale, tra cui ce ne sono ben sei che vanno ad aggiungersi al comma 11 dell’art. 6 del precedente decreto, gli ultimi tre dei quali (se a questo punto non vi siete persi, 2° ndr.) sono quelli che precisamente si riferiscono alle prospezioni petrolifere… E, in particolare, è il comma 17 quello che più ci interessa. Esso recita testualmente:

“Ai fini di tutela dell’ambiente e dell’ecosistema, all’interno del perimetro delle aree marine e costiere a qualsiasi titolo protette per scopi di tutela ambientale, in virtù di leggi nazionali, regionali o in attuazione di atti e convenzioni internazionali sono vietate le attività di ricerca, di prospezione nonché di coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi in mare, di cui agli articoli 4, 6 e 9 della legge 9 gennaio 1991, n. 9.

Il divieto è altresì stabilito nelle zone di mare poste entro dodici miglia marine dal perimetro esterno delle suddette aree marine e costiere protette, oltre che per i soli idrocarburi liquidi nella fascia marina compresa entro cinque miglia dalle linee di base delle acque territoriali lungo l’intero perimetro costiero nazionale.

Al di fuori delle medesime aree, le predette attività sono autorizzate previa sottoposizione alla procedura di valutazione di impatto ambientale di cui agli articoli 21 e seguenti del presente decreto, sentito il parere degli enti locali posti in un raggio di dodici miglia dalle aree marine e costiere interessate dalle attività di cui al primo periodo. Le disposizioni di cui al presente comma si applicano ai procedimenti autorizzatori in corso alla data di entrata in vigore del presente comma.

Resta ferma l’efficacia dei titoli abilitativi già rilasciati alla stessa data. Dall’entrata in vigore delle disposizioni di cui al presente comma è abrogato il comma 81 dell’articolo 1 della legge 23 agosto 2004, n. 239.”

Ripeto qui in lettere maiuscole due ultime frasi contenuta all’interno del comma in questione. “LE DISPOSIZIONI DI CUI AL PRESENTE COMMA SI APPLICANO AI PROCEDIMENTI AUTORIZZATORI IN CORSO ALLA DATA DI ENTRATA IN VIGORE DEL PRESENTE COMMA. RESTA FERMA L’EFFICACIA DEI TITOLI ABILITATIVI GIA’ RILASCIATI ALLA STESSA DATA”.

Tradotte in parole semplici e facendo due esempi pratici tanto per capirci, le due frasi in stile ministeriale vogliono dire che il decreto nulla può contro quelle concessioni già rilasciate come quelle che attualmente esistono nelle zone di mare intorno a Pantelleria, mentre qualche efficacia potrebbe ancora avere nei confronti di tutte quelle richieste di concessioni pur da tempo avanzate, ma non ancora formalizzate lungo la costa occidentale delle provincie siciliane.

Per Pantelleria tutto è perduto quindi ? Non credo, ma certamente non sarà facile evitare che si creino strani orizzonti marini in bella vista dell’isola. Occorrerà far valere certi diritti che l’isola già si era saputa creare in precedenza, quale ad esempio l’essere stata individuata come “area di reperimento” fin dalla legge quadro sulle AMP del 1991. Se l’Area Marina Protetta di Pantelleria a vent’anni di distanza risulta ancora presso il Ministero dell’Ambiente “in corso di istituzione”, di qualcuno la colpa sarà pure.

E quel qualcuno sarebbe bene che recitasse almeno un “mea culpa”, e non si attaccasse ora al carro di quanti protestano oggi contro le trivellazioni, cercando di mascherare le proprie responsabilità.

approfondimenti:
"LA SICILIA WEB", IL DECRETO LEGISLATIVO DEL MINISTERO DELL'AMBIENTE n° 128 del 29 giugno 2010 entrato in vigore il 26/08/10 u.s.

http://trapani.blogsicilia.it/2010/08/pantelleria-legambiente-non-si-puo-trivellare-non-e-cosi/


Da "TRAPANI BLOG SICILIA" del 28/08/10

Anticipare il “No Trivella Day” non è stato un bene

di Guido Picchetti

Un bell’articolo quello pubblicato in data odierna dai siti “L’ALTRA CENSURA” e “INFORMARE PER RESISTERE” contro le piattaforme che operano a poca distanza dalle coste italiane.

Potremmo essere totalmente d’accordo, se non fosse per un particolare che li vizia all’origine e contribuisce poi a generare sfiducia. Posso anche pensare che si tratti di un errore commesso in buona fede, ma è una dimostrazione di come la “non verità” alla fine non paghi. Vediamo di spiegarci meglio. L’articolo sul sito “L’ALTRA CENSURA” e su “INFORMARE PER RESISTERE” sono stati ripresi dal sito originario “BLOGEKO IT” dove due giorni fa è stato postato firmato da “Maria”.

Nel fare la mia abituale rassegna stampa sull’argomento l’articolo di “BLOGEKO IT” non mi era sfuggito, ma mi aveva colpito la frase ad effetto contenuta nel paragrafo di apertura del testo, riconfermata tra l’altro dallo stesso indirizzo URL della pagina web in questione … La frase era questa: “Più avanti trovate una foto che mostra quanto (la piattaforma, ndr) sia prossima alla riva“.

Indubbiamente la foto centrale del servizio su “BUGEKO IT” che qui unisco, ripresa oggi nei due servizi ripubblicati oggi da “ALTRA CENSURA” e “INFORMARE PER RESISTERE”, avrebbe colpito chiunque.

Quando l’ho vista io stesso sono rimasto per un attimo perplesso. La costa ripresa in secondo piano sembra proprio quella di Pantelleria, l’isola dove risiedo stabilmente da svariati anni. Ma, conoscendo la distanza da Pantelleria alla quale opera attualmente la piattaforma dell’ADX (circa 13 miglia), ho pensato dapprima a una foto ripresa durante una sosta nel porto dell’isola (idea subito scartata essendo notoriamente il nostro porto non in grado di accogliere una struttura del genere), e poi ad un banale falso… E quindi ho deciso di non riprendere l’articolo nei miei “Echi di stampa”, seppure buono per il resto.

Il falso in verità c’era, ma era conseguente ad una leggerezza di interpretazione da parte dell’estensore dell’articolo, che aveva sì ripreso la foto dal sito ufficiale dell’ADX, ma tra quelle di una serie che mostravano le strutture della compagnia in pausa operativa in uno dei suoi porti d’appoggio (in Australia o altrove)… Praticamente con Pantelleria e la “Lambouka-1 in azione al largo dell’isola, la foto aveva poco o nulla a che fare

Che bisogno c’era allora di dare per scontato qualcosa che tale non era ? A che prò la dichiarata “... prossimità alla riva … ” ?

A fare effetto, certo, ma è un effetto che poi si ritorce a danno di chi fa informazione, e di quanti poi riprenderanno in buona fede la stessa notizia falsata…

La stessa cosa è accaduta due giorni fa qui sull’isola in occasione del “No trivella Day”… E debbo dirlo, anche se più d’uno qui sull’isola poi ce l’avrà con il sottoscritto… In molti sappiamo che la manifestazione, in precedenza prevista per venerdi 25, è poi stata anticipata al 23 per favorire la partecipazione di tanti illustri ospiti dell’isola che altrimenti non avrebbero potuto garantire la loro presenza. Ospiti con nomi illustri che avrebbero dato peso e risalto alla protesta, è indubbio…

Ma l’anticipo di data ha per altro verso pregiudicato la piena riuscita dell’iniziativa, inutile nascondercelo, avendo impedito la partecipazione dei tantissimi proprietari di imbarcazioni sull’isola che, se informati per tempo, avrebbero probabilmente partecipato. Le barche presenti al momento della deposizione della corona in mare erano, contate dalla Guardia Costiera, non più di 20

Ma non è questa l’alterazione della verità, a mio giudizio comprensibilissima, che lamento, ma piuttosto la modifica del programma previsto per la processione delle imbarcazioni coinvolte, modifica decisa ancor prima di muovere dal porto, che, sarà stato per il mare un po’ mosso che metteva a dura prova gli stomaci, sarà stato per il limitato tempo a disposizione dei vip partecipanti, ha indotto gli organizzatori a deporre in mare la corona di fiori ad appena un paio di miglia dall’imboccatura del porto, affidando alle correnti del Mare (con la M maiuscola, certamente favorevole all’iniziativa) il compito di trasportarla per altre 10 miglia nelle vicinanze della “Lambouka-1″.

Che bisogno c’era poi nei successivi comunicati diffusi al riguardo alterare una verità che qui sull’isola tutti conoscono (il passaparola sull’isola funziona più del Times nel Regno Unito...), se non a generare sfiducia anzichè consensi, e a togliere comunque valore ad una iniziativa per altri versi indubbiamente utile ?

D’altro canto, chi più è a conoscenza di quanto è avvenuto nel “NO TRIVELLA DAY”, sa bene che una visita la piattaforma “Lambouka-1″ l’ha ugualmente ricevuta: ed è stata quella dei quattro giovani fotografi e videoperatori di “STOPPA LA PIATTAFORMA” giunti da Sciacca che, sotto la guida dell’ing. Mario Di Giovanna e a bordo di un gommone neppure tanto grande, in mattinata, senza attendere la prevista processione poi parzialmente abortita, hanno raggiunto la piattaforma, documentandone dimensioni e posizionamento…

http://trapani.blogsicilia.it/2010/08/no-trivella-day-anticipare-la-manifestazione-non-e-stato-un-bene/

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Commenti su "BLOG SICILIA"
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Post di Maria su "Blog Sicilia" del 10/09/1010
La foto della piattaforma davanti a Pantelleria è tratta da una sezione del sito Adx Energy intitolata “Lambouka-1 Well Site Photos”. “Well Site”, posizione del pozzo. Ci si arriva da questo link http://www.audax.com.au/projects.asp?id=18 facendo scendere il menù a tendina della sezione “Projects”
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post di Guido Picchetti su "Blog Sicilia" del 10/09/1010
Cara signora Maria, nel mio articolo ho detto di aver pensato a un falso dato che, vivendo stabilmente a Pantelleria, so per certo che una piattaforma, stante le condizioni del porto dell’isola, con potrebbe mai entrarvi, e, anche se fosse riuscita ad entrare, intorno al nostro porto non esiste quella collinetta che si vede dietro la piattaforma… Ma, avendo poi controllato le varie immagini pubblicate sul sito dell’ADX (e nel mio pezzo dico anche questo chiaramente…), ho visto anche che la foto non era un falso, ma riprendeva una delle piattaforme dell’ADX, forse anche la Lambouka-1, ma durante una sosta nei vari scali di appoggio… Pertanto l’errore da lei involontariamente commesso (e gliene do ben volentieri atto…) era nella sua frase “Più avanti trovate una foto che mostra quanto sia prossima alla riva“. E’ una frase che fa pensare ad una foto scattata mentre la piattaforma è in fase operativa, mentre invece sappiamo tutti come essa abbia operato a 13 miglia dalla costa dell’isola, e che quella foto non può assolutamente riferirsi al sito dove sono state effettuate le trivellazioni della “Lambouka-1″.
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Post di Maria su "Blog Sicilia" del 10/09/1010

Ripeto: Adx Energy ha pubblicato la foto nella sezione dedicata alle immagini provenienti dal pozzo Lambouka-1. Non nella sezione dedicata alle immagini della piattaforma mentre era in Australia o chissà dove. Oltretutto dal sito di Adx Energy si ricava che Lambouka-1 è il nome del pozzo, e NON della piattaforma.
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Post di Guido Picchetti su "Blog Sicilia" del 10/09/1010

Mi sembra che la Sua sia una questione di lana caprina che può solo annoiare i lettori. E, a meno che Lei non voglia insistere nel dire di aver scoperto intorno al pozzo Lambouka-1 la famosa "Isola che non c'è", penso che potrà trovare soddisfazione solo protestando presso l'ADX per l'uso improprio fatto delle loro immagini... Un uso che l'ha indotta a pensare come scattate sul sito del pozzo di scavo anche le immagini riprese probabilmente durante il viaggio di trasferimento della piattaforma impiegata fino al sito di trivellazione, viaggio anch'esso parte di quella complessa operazione che l'ADX più volte indica nei suoi report con il solo nome di "Lambouka-1" che tutto comprende ...

Commenti sulla Bacheca su FB di "TRAPANI BLOG SICILIA"
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Post di Mimmi Panzarella del 29/08/10
Mi dispiace che si dica che la manifestazione sia stata anticipata solo per assicurarsi la presenza dei vip, perchè lo si è fatto solo perchè le previsioni meteo riportavano condizioni peggiori per venerdì. non penso che la manifestazione sia andata male visto che sono apparsi articoli su varie testate come Il Messaggero, il Messaggero Online, Repubblica, Giornale di Sicilia, La Sicilia, Il Corriere della Sera, e sono state fatte delle riprese della trivella da Rai.news24, ho ricevuto telefonate di solidarietà da tutta Italia compresa quella dal direttore ente parchi. Il sen. D'Alì dal Giappone mi ha fatto sapere che al suo rientro metterà ai voti un odg in cui si chiede la revoca della concessione. L'ass. Armao che si trovava a Pantelleria ha dato piena solidarietà all'iniziativa e continuerà il suo impegno alla regione. Il Vescovo mons. Mogavero ha dato anche lui la sua solidarietà venendo alla partenza.
Poi per quanto riguarda i tanto bistrattati vip dobbiamo anche a loro se il giornali hanno ripreso la notizia. I panteschi dubito che sarebbero stati più numerosi ed in ogni caso 30 (non 20) barche ritengo fossero un buon numero. La documentazione della trivella è stata fatta la mattina presto dagli operatori in accordo con me e Zaccagni quando il mare ancora lo consentiva. Insomma , mi chiedo, cosa si voleva di più da una manifestazione organizzata in pochi giorni da due sole persone con la sola forza della loro buona volontà e del loro cuore? In ogni caso il NO-TRIVELLA DAY non finisce qui. E' sempre più facile criticare che agire.

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Post di Guido Picchetti del 29/08/10
E' soprattutto la Sua ultima frase a dispiacermi, scritta da Lei, ritengo, alludendo al sottoscritto... Ma posso dirle che in ciò ha totalmente sbagliato. E qualche testimone in questo a mio favore dovrei pure averlo. E' da una vita che sono abituato a fare e non a criticare... Non sono un politico, questo è vero, e, abituato come sono a dire ciò che penso, ma sempre in termini rispettosi dell'altrui pensiero e delle altrui iniziative, ciò che scrivo può dispiacere, lo capisco, ma è sempre ben documentato e attentamente ponderato...
Mi accusa di non "fare". Dimentica, o forse non sa, quello che ho cercato di fare a favore dell'Area Marina Protetta di Pantelleria a partire dal Maggio 1999, dopo che Walter Pane, il compianto mio cugino, mi aveva convinto ad occuparmene, sapendo di alcune mie esperienze precedenti analoghe e del mio amore per il mare... Un amore e un interesse che per anni ho messo disposizione degli alunni delle scuole pantesche affinchè imparassero anch'essi a conoscerlo, rispettarlo ed amarlo . Sono solo i futuri panteschi che dovranno goderne o soffrirne i frutti. Certo è stato un lavoro lungo, che almeno fino ad oggi non ha portato a molti risultati pratici sull'isola. Uno di questi, forse Le è sfuggito nonostante lo abbia segnalato su Blog Sicilia, e allora qui le riporto il link dove potrà documentarsi. Eccolo: http://trapani.blogsicilia.it/2010/08/alunni-e-mare-insieme-vincenti-a-pantelleria/, e il pezzo è intitolato "Alunni e mare, insieme vincenti a Pantelleria".
Ma se davvero vuole andare a fondo della storia del Comitato Pro Parco e dei suoi perchè, non ha che da documentarsi sulle pagine web dove, sul mio sito, ho riportato tutti i documenti ufficiali del Comitato Pro Parco. E' questa una cosa che ho potuto fare essendo io stesso per i primi anni il curatore del sito web originale del Comitato Pro Parco, lasciato poi scadere da chi se ne era successivamente assunto l'onere... E' una storia tanto bella agli inizi (ricca di iniziative ed entusiasmi comuni...), e tanto brutta poi, specie alla fine ... quando, con un colpo di mano a botta di deleghe, nel Febbraio del 2004 fu fatto fuori il penultimo direttivo per interessi mai chiariti, e ad esso seguì un ultimo direttivo, che lasciò di fatto colpevolmente decadere il Comitato Pro Parco, una ONLUS ancora oggi in essere (come lo stesso notaio Bandini le può confermare), e che non inviò più alcuna comunicazione ai tanti soci (tra residenti e ospiti dell'isola) che il Comitato stesso annoverava. E così scomparve dalla scena. Anche in famiglia dovrebbe saperne qualcosa...
Storia vecchia, mi dirà, e certamente ha ragione. Veniamo ad oggi, allora. Anzitutto mi dispiace contraddirla, ma fu Lei proprio la mattina di Lunedi 23 che mi disse del cambiamento di data del "No trivella Day" dal 27 al 25 Agosto per le sfavorevoli condizioni meteo previste. E al mio consiglio di rinviare l'inziativa alla settimana seguente, Lei, dopo aver sentito telefonicamente Alberto Zaccagni, mi rispose che era preferibile anticipare che rinviare, in quanto non sarebbe stata altrimenti garantita la presenza già confermata prevista dei Vip. Spero ricordi...
Per quanto riguarda il numero delle barche. Anche qui debbo contraddirla. Ad onor del vero, ero sulla barca della Guardia Costiera guidata dal maresciallo Barbato (affiancato dagli appuntati Francesco Arena e Angelo D'Isanto), che qui voglio ringraziare per la cortese ospitalità. Giunti sul luogo della deposizione della corona in mare, le barche contate al momento erano per l'esattezza 21: tra esse, il gommone dei CC e le due vedette della Guardia Costiera, compresa la più grossa venuta da Palermo. E il numero di 20 imbarcazioni su richiesta confermò telefonicamente al suo comando a terra il Maresciallo Barbato. Ma non è questo numero che ha importanza, o che può inficiare la validità dell'iniziativa che per me, mi creda, è fuori discussione. E sono più che lieto di tutte le adesioni che intorno all'iniziativa si sono e si stanno ancora avendo, e che testimoniano una maggiore presa di coscienza del problema che minaccia l'isola.
Se rilegge bene quanto da me scritto, ciò che ho lamentato e che ancora lamento è stata la scelta di anticipare la data del NTD, senza avere così il tempo di informare a dovere gli operatori del mare panteschi e favorirne una più massiccia partecipazione. Un inconveniente, questo, per il quale ho visto che lo stesso suo collaboratore Alberto Zaccagni in alcuni suoi interventi si è scusato, e l' ho apprezzato molto. Mentre invece, di Alberto Zaccagni, non ho apprezzato quanto da lui riportato sul suo sito "I love Pantelleria" dove, nel presentare la sua associazione "Apnea Pantelleria", afferma quanto segue:

"L' "Associazione Apnea Pantelleria" è stata, in prima istanza, mossa dall’intento di essere organo presente e propositivo nel processo di istituzione Area Marina Prottetta di Pantelleria. L'obbiettivo di essere ammessa al tavolo tecnico ristretto del Comune di Pantelleria è stato perseguito il 9 marzo 2010 quando, in concertazione con altre realtà marine dell’isola e tramite il Sindaco Gabriele Salvatore, è stata inviata una lettera al Ministero dell'Ambiente al fine di sospendere l’istruttoria in quanto si evidenzia la necessità di ricevere un approfondimento minuzioso e capillare in tema AMP affinchè l'amministrazione di concerto con la popolazione possa fare le necessarie valutazioni."

Ad Alberto e a Lei vorrei fare in merito una domanda: - Siete proprio sicuri che aver richiesto la sospensione dell'istruttoria in corso per l'Area Marina Protetta di Pantelleria sia stata una mossa giusta ? Personalmente sono convinto del contrario: solo una rapida istituzione dell'Area Marina Protetta di Pantelleria può mettere la nostra isola nelle condizioni di chiedere e ottenere tutte quelle garanzie che la mettano al riparo dalle molte minacce che incombono sul mare che ha intorno, e sperare in futuro che si realizzi quello che alcuni siciliani di buona volontà hanno già indicato come il "Santuario Marino dello Stretto di Sicilia" .
Un cordiale saluto, e senza alcun rancore, mi creda.

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Post di Carmelo Nicoloso su FB del 28/08/10
Carissimo Guido, è importante quanto si muove attorno alla questione Trivellazione; devo dirti che proprio ieri è uscito un articolo su Venerdì di Repubblica, dove si evince la grande energia messa in campo da Di Giovanna nell'agrigentino, coinvolgendo attivamente il sindaco di Sciacca. Ribadisco il nostro obiettivo su Pantelleria è l'Area Marina Protetta, e a seguire per la salvaguardia del Canale di Sicilia il Santuario Marino; aspetterò che rientra Franco Tassi dall'Austria per attivarci operativamente.
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Post di Guido Picchetti su FB del 28/08/10
Concordo pienamente, come ben sai, e spero proprio che ci si riesca.... Tutti i miei interventi, anche se può a volte sembrare diversamente, sono finalizzati a quell'obiettivo, che sarebbe davvero ora venisse raggiunto...
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Post di Carole Bernardo su FB del 28/08/10

Avete visto "La società dello spettacolo" di Guy Debord? Ecco noi siamo così, anche quando si protesta, non lo si fa per la protesta in sè, ma per fare spettacolo, per finire in televisione. Non ho sentito nessuno dire: cambiamo consumi, studiamo fonti alternative, smettiamo di alimentare con i nostri acquisti le multinazionali. E' tutto facciata. Per stoppare la piattaforma, dovremmo stopparci noi a riflettere per un bel po'. Ma per ora il mondo è troppo occupato a consumare per potere pensare!


Da "FRONTE NAZIONALE SICILIANO" del 28/08/10

Sciano: no alle trivellazioni nelle acque di Pantelleria

L’FNS è nettamente contrario alle trivellazioni nel CANALE DI SICILIA ed, a maggior ragione, alle trivellazioni nelle acque della stessa PANTELLERIA. L’FNS si batte, infatti, per il totale divieto di trivellazioni nelle acque di tutto il Mediterraneo, fino a quando non si avranno certezze scientifiche sulla sicurezza degli impianti e sulla capacità delle moderne tecnologie di prevenire qualsiasi pericolo o danno all’ambiente, alla biologia marina, al mare, al territorio, al paesaggio. E, soprattutto, alla vita dell’uomo. Il Mediterraneo, peraltro, non è un oceano. E non è neppure “aperto” come lo è il Golfo del Messico. Ma è, sostanzialmente, un lago.

Niente improvvisazioni, quindi, e niente fenomeni di ascarismo. E niente avventure, delle quali si possono intuire le conseguenze nefaste. Ci aspettiamo, sulla questione, un intervento immediato, serio e severo da parte della Regione siciliana, contro ogni speculazione e contro la esposizione a pericolo del mare del quale la Sicilia è il Centro. Pretendiamo un impegno serio e condiviso, altresì, da parte della U.E. e di tutti i Paesi che gravitano nel bacino del Mediterraneo. L’UE, da parte sua, dovrebbe tutelare, a prescindere da ogni altra considerazione, il mare di Pantelleria (fino a 12 miglia dalla costa), in quanto si tratta di “Sito di Importanza Comunitaria (S.I.C.).

La Regione Siciliana deve rivendicare, anche in termini di responsabilità, la centralità geografica che, fino a questo momento, è stata volutamente sottovalutata o, addirittura, ignorata, da gran parte degli esponenti della classe politica e dei Partiti dominanti in Sicilia … per conto terzi. Insomma, il rapporto fra la Sicilia e il Mare non può essere gestito in maniera occasionale e precaria, ma va vissuto in modo più adeguato. Con consapevolezza e con una visione più ampia e più “nobile” di quanto non si sia fatto fino ad oggi. Nell’interesse di tutta l’Umanità.

Il segretario politico del FNS Giuseppe Sciano - scianogiuseppe@libero.it

http://siciliaindipendentefns.blogspot.com/2010/08/no-trivella-day.html


Da "STOP ALLA CENSURA" del 27/10 /10

Pantelleria, “No Trivella Day” contro la piattaforma
Lambouka-1 vicino alla costa

“No Trivella Day”, Pantelleria dice no alle trivellazioni petrolifere ad un tiro di schioppo dalle sue coste. Ieri è svolto un corteo di barche fino alla piattaforma Lambouka-1 della ADX Energy, a poche miglia dall’isola. Più avanti trovate una foto che mostra quanto sia prossima alla riva.

Intanto oggi, sulla scia della marea nera nel Golfo del Messico, è entrato in vigore il decreto che vieta le trivellazioni entro le 5 miglia dalla costa e nelle aree marine protette.

La trivellazione a Pantelleria non è bloccata dal decreto. Che succede in caso di fuoriuscita di idrocarburi? Non credo che sarebbe risolutivo mandare a 5 miglia dalla costa ministro dell’Ambiente Prestigiacomo, autrice del decreto, affinchè dica al petrolio “Tu non puoi passare”, la famosa frase di Gandalf ne ll Signore degli Anelli. Guardate.

L’immagine è tratta dal sito della ADX Energy, nel settore dedicato alla fotogallery della Lambouka-1, la piattaforma al largo di Pantelleria.

Per il momento, si tratta solo di trivellazioni esplorative nell’ambito di ricerche petrolifere che interessano una vastissima superficie Canale di Sicilia. L’area parte da Capo Bon (in acque tunisine) e arriva fino a 6-7 miglia da Pantelleria, in acque italiane.

L’esplorazione è solo all’inizio, come si ricava dall’ultimo aggiornamento della situazione postato sul sito della ADX Energy.

E’ la solita storia. Si approssima il picco del petrolio (e forse anche quello del carbone), cioè la fine dell’estrazione facile.

Anzichè puntare sulle energie pulite alternative – il sole, il vento, il mare – pare che si voglia spolpare fino all’osso i giacimenti di fonti fossili di energia, e cercare idrocarburi in luoghi che fino all’altro giorno sarebbero stato sdegnati. Vedete voi se vi pare una scelta saggia.

Da Blog Sicilia il No Trivella Day a Pantelleria.
Su Ansa in vigore il decreto che vieta le trivellazioni a 5 miglia dalla costa e in aree protette
Sul sito di ADX Energy le trivellazioni a Pantelleria, l’ultimo rapporto sull’andamento delle operazioni e la fotogallery. Foto

http://stopthecensure.blogspot.com/2010/08/pantelleria-no-trivella-day-contro-la.html
stesso articolo pubblicato in precedenza da "Maria" su "BOGEKO IT" del 26/0810, su "INFORMARE PER RESISTERE", e su "FAI INFORMAZIONE IT" del 28/08/10

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Nota di Guido Picchetti sull'articolo su riportato

Un bell'articolo quello pubblicato in data odierna dai siti "L'ALTRA CENSURA" e "INFORMARE PER RESISTERE" contro le piattaforme che operano a poca distanza dalle coste italiane... Potremmo essere totalmente d'accordo, se non fosse per un particolare che li vizia all'origine e contribuisce poi a generare sfiducia. Posso anche pensare che si tratti di un errore commesso in buona fede, ma è una dimostrazione di come la "non verità" alla fine non paghi. Vediamo di spiegarci meglio. L'articolo sul sito "L'ALTRA CENSURA" e su "INFORMARE PER RESISTER" sono stati ripresi dal sito originario "BLOGEKO IT" dove due giorni fa è stato postato firmato da "Maria".

Nel fare la mia abituale rassegna stampa sull'argomento l'articolo di "BLOGEKO IT" non mi era sfuggito, ma mi aveva colpito la frase ad effetto contenuta nel paragrafo di apertura del testo, riconfermata tra l'altro dallo stesso indirizzo URL della pagina web in questione ... La frase era questa: "Più avanti trovate una foto che mostra quanto (la piattaforma, ndr) sia prossima alla riva".

Indubbiamente la foto centrale del servizio su "BLOGEKO IT" che qui unisco, ripresa oggi nei due servizi ripubblicati oggi da "ALTRA CENSURA" e "INFORMARE PER RESISTERE", avrebbe colpito chiunque. Quando l'ho vista Io stesso sono rimasto per un attimo perplesso. La costa ripresa in secondo piano sembra proprio quella di Pantelleria, l'isola dove risiedo stabilmente da svariati anni. Ma, conoscendo la distanza da Pantelleria alla quale opera attualmente la piattaforma dell'ADX (circa 13 miglia), ho pensato dapprima a una foto ripresa durante una sosta nel porto dell'isola (idea subito scartata essendo notoriamente il nostro porto non in grado di accogliere una struttura del genere), e poi ad un banale falso... E quindi ho deciso di non riprendere l'articolo nei miei "Echi di stampa", seppure buono per il resto.

Il falso in verità c'era, ma era conseguente ad una leggerezza di interpretazione da parte dell'estensore dell'articolo, che aveva sì ripreso la foto dal sito ufficiale dell'ADX, ma tra quelle di una serie che mostravano le strutture della compagnia in pausa operativa in uno dei suoi porti d'appoggio (in Australia o altrove)... Praticamente con Pantelleria e la "Lambouka-1 in azione al largo dell'isola, la foto aveva poco o nulla a che fare...

Che bisogno c'era allora di dare per scontato qualcosa che tale non era ? A che prò la dichiarata "... prossimità alla riva ... " ?  A fare effetto, certo, ma è un effetto che poi si ritorce a danno di chi fa informazione, e di quanti poi riprenderanno in buona fede la stessa notizia falsata...

La stessa cosa è accaduta due giorni fa qui sull'isola in occasione del "NO TRIVELLA DAY"... E debbo dirlo, anche se più d'uno qui sull'isola poi ce l'avrà con il sottoscritto... In molti sappiamo che la manifestazione, in precedenza prevista per venerdi 25, è poi stata anticipata al 23 per favorire la partecipazione di tanti illustri ospiti dell'isola che altrimenti non avrebbero potuto garantire la loro presenza. Ospiti con nomi illustri che avrebbero dato peso e risalto alla protesta, è indubbio...

Ma l'anticipo di data ha per altro verso pregiudicato la piena riuscita dell'iniziativa, inutile nascondercelo, avendo impedito la partecipazione dei tantissimi proprietari di imbarcazioni sull'isola che, se informati per tempo, avrebbero probabilmente partecipato. Le barche presenti al momento della deposizione della corona in mare erano, contate dalla Guardia Costiera, non più di 20...

Ma non è questa l'alterazione della verità, a mio giudizio comprensibilissima, che lamento, ma piuttosto la modifica del programma previsto per la processione delle imbarcazioni coinvolte, modifica decisa ancor prima di muovere dal porto, che, sarà stato per il mare un pò mosso che metteva a dura prova gli stomaci, sarà stato per il limitato tempo a disposizione dei vip partecipanti, ha indotto gli organizzatori a deporre in mare la corona di fiori ad appena un paio di miglia dall'imboccatura del porto, affidando alle correnti del Mare (con la M maiuscola, certamente favorevole all'iniziativa) il compito di trasportarla per altre 10 miglia nelle vicinanze della "Lambouka_1".

Che bisogno c'era poi nei successivi comunicati diffusi al riguardo alterare una verità che qui sull'isola tutti conoscono (il passaparola sull'isola funziona più del Times nel Regno Unito...) , se non a generare sfiducia anzichè consensi, e a togliere comunque valore ad una iniziativa per altri versi indubbiamente utile ? D'altro canto, chi più è a conoscenza di quanto è avvenuto nel "NO TRIVELLA DAY", sa bene che una visita la piattaforma "Lambouka-1" l'ha ugualmente ricevuta: ed è stata quella dei quattro giovani fotografi e videoperatori di "STOPPA LA PIATTAFORMA" giunti da Sciacca che, sotto la guida dell'ing. Mario Di Giovanna e a bordo di un gommone neppure tanto grande, in mattinata, senza attendere la prevista processione poi parzialmente abortita, hanno raggiunto la piattaforma, documentandone dimensioni e posizionamento...

 approfondimenti: "BLOGEKO", "L'ALTRA CENSURA", " INFORMARE PER RESISTERE"


Da "QUALE ENERGIA IT" del 27/08/10 

Perforazioni offshore, le maglie larghe della legislazione italiana

La legislazione petrolifera italiana per le aziende è tra le più vantaggiose nel mondo, oltre ad essere poco attenta alle implicazioni ambientali. Il grande numero di autorizzazioni alle trivelle in mare rischia di mettere a repentaglio un patrimonio naturalistico ed economico immenso. L’opposizione delle amministrazioni locali costiere e dei comitati dei cittadini.

Come è possibile che venga concessa l’autorizzazione per due perforazioni offshore nel canale di Sicilia ad una società con un capitale sociale di 10mila euro (la San Leon Energy che ha sede a Lecce)? Oppure concedere l’autorizzazione per trivellazioni ai fini della ricerca di gas e petrolio a sud dell'Isola d'Elba, tra Pianosa e Montecristo, nell’area Pelagos, santuario internazionale dei mammiferi marini, su un’area di 643 km2? Quest’ultima concessione è stata rilasciata alla Puma Petroleum della multinazionale australiana Key Petroleum Ltd, nel pieno della zona marina protetta che, come ricorda Legambiente, include anche le aree protette di Bergeggi, Cinque Terre, Portofino, Secche della Meloria, Asinara, i parchi nazionali dell'Arcipelago toscano e dell'Arcipelago della Maddalena.

Dell’assalto delle trivelle in mare, così come sulla terraferma, ne avevamo parlato alla presentazione del rapporto di Legambiente “Texas Italia“ (Qualenergia.it, Mare Nostrum da trivellare) che evidenzia che nel nostro paese sono stati rilasciati 95 permessi di ricerca degli idrocarburi: 24 in mare (per un'area di circa 11mila km2) e 71 sulla terraferma (per oltre 25 mila km2).

Era il 26 aprile scorso, quando l’ex ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, come ricorda anche un articolo sul Financial Times (ripreso anche da Internazionale), adottava nuove procedure per le attività di ricerca petrolifera offshore e rilasciava almeno 20 nuove licenze per esplorazioni a largo delle coste italiane, di cui 12 in Sicilia. L’aspetto sconcertante è che le amministrazioni locali siciliane erano ignare di queste autorizzazioni e solo grazie alla stampa ne sono venute a conoscenza. La reazione di molti sindaci, così come quella delle autorità regionali e di diversi comitati di cittadini (ad esempio la rete NoTriv), è stata di ferma opposizione. Va detto però che nel passato la Regione siciliana aveva dato pressoché carta bianca ai petrolieri ai fini della ricerca.

Oggi le comunità costiere siciliane temono che le trivellazioni avvengano troppo vicino ai parchi marini e ai vulcani sottomarini, ma anche che queste concessioni siano affidate a società con risorse finanziarie limitatissime e quindi incapaci di affrontare eventuali incidenti. Non ultima tra le preoccupazioni dei siciliani l’annuncio delle perforazioni della BP a largo delle coste libiche.

Il Ministero dell’Ambiente ha pubblicato l’11 agosto un decreto, da ieri in vigore, che vieta le attività di ricerca, prospezione e coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi in mare all'interno del perimetro delle aree marine e costiere a qualsiasi titolo protette. Tuttavia se questo decreto salverà l’area Pelagos, non garantirebbe tutte le zone non vincolate, come il Canale di Sicilia e il mare di Pantelleria, aree di grande valore turistico e ambientale, e quindi economico.

A proposito di trivellazioni nei pressi di Pantelleria, qui emergono contraddizioni e mancanza di coordinamento tra l’Italia e i paesi del sud del Mediterraneo. Una compagnia petrolifera australiana, la ADX, all’inizio del mese di agosto ha cominciato le perforazioni nel giacimento di Lambouka-1, con una piattaforma che, sebbene sia in acque tunisine, è a sole 13 miglia nautiche da Pantelleria. Come spiega l’articolo del Financial Times, in caso di fuoriuscite di petrolio la compagnia farebbe arrivare le sue navi da Tunisi, che si trova a 70 miglia. L’isola italiana, che è nella direzione delle principali correnti, non sarebbe comunque in grado di affrontare la situazione in caso di crisi.

Qualenergia.it continuerà a monitorare la situazione nel settore e a denunciare, grazie anche al contributo di comitati locali, il pericolo di queste trivellazioni in mare, ma anche su terraferma. Perché, si è ormai capito, che la rete della legislazione italiana ha maglie molto larghe, tanto da dare il via libera a società improvvisate che vogliono operare nel settore e particolarmente disattenta alla salvaguardia ambientale. Una legislazione petrolifera per le aziende che è tra le più vantaggiose nel mondo, se solo pensiamo che le royalties che vengono richieste dallo Stato per le piattaforme offshore sono appena del 4%, mentre altrove arrivano fino al 90%. Inoltre i petrolieri in Italia possono approfittare di una franchigia di 300mila barili/anno sulla quale non pagano le royalties. Un vero paradiso, che inizia solo da poco, forse grazie anche alla mediaticità del disastro del Golfo del Messico, ad essere messo in discussione. (LB)

http://www.qualenergia.it/view.php?id=1544&contenuto=Articolo


Da "TRAPANI BLOG SICILIA" del 27/08/10

Le acque del Canale di Sicilia dovrebbero essere protette…

di Guido Picchetti

Secondo quanto riferisce l’Ansa in un comunicato del 20 Novembre 2007 (reperito in archivio da Carmelo Nicoloso, responsabile del Comitato Parchi Italia per la Sicilia e il Mezzogiorno), in occasione della  “Conferenza di solidarietà internazionale per le strategie di protezione dell’Africa e del Mediterraneo contro i cambiamenti” in quei giorni corso di svolgimento a Tunisi, il ministro dell’Ambiente allora in carica, Alfonso Pecoraro Scanio, firmò un accordo bilaterale con la Tunisia per la protezione delle acque del Canale di Sicilia, vera e propria culla per le balene. Accordo analogo con Malta era stato già firmato a Giugno dal ministro, secondo il quale, dopo il via libera da parte della Tunisia, non ci sarebbero stati più ostacoli per la firma ufficiale dell’accordo trilaterale (tra Malta, Tunisia e Italia) per l’istituzione del Santuario Marino del Canale di Sicilia, che si auspicava potesse essere stipulato nel Gennaio 2008.

A tre anni di distanza occorre domandarsi come mai quegli accordi non hanno avuto a tutt’oggi alcun effetto pratico. Sembra proprio che, in merito, si sia o sia stato tutto arenato. Dal canto mio vorrei aggiungere un ulteriore elemento che ritengo niente affatto trascurabile in questa analisi, trattandosi di soldi (... dei cittadini) ! Riguarda il finanziamento pubblico di ben 20 milioni di euro che la stessa legge istitutiva dei quattro parchi nazionali siciliani (la n. 222 del 29 novembre 2007, che tanto fece inviperire la Regione Sicilia da indurla a ricorrere inutilmente alla Corte Costituzionale) stanziava al 1° comma dell’Art. 21 per l’anno 2007 in favore del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare “come contributo straordinario per le aree protette e per la difesa del mare nonchè per la tutela della biodiversità nel Canale di Sicilia“.

L’anno 2007, ricordiamolo, è lo stesso in cui furono avviati quegli accordi succitati tra Italia, Tunisia, e Malta, mentre nel Gennaio 2008 avrebbe dovuto seguire l’accordo trilaterale definitivo per l’istituzione del Santuario marino del Canale di Sicilia. Ma c’è stata poi questa ultima firma? Chi è venuto meno ai suoi doveri istituzionali non concludendo l’atto dovuto ? E soprattutto che fine hanno fatto quei soldi stanziati dalla legge succitata (collegata alla Finanziaria 2008) ? Sono stati davvero destinati, e in quale misura, alle finalità previste, e tra esse alla “tutela della biodiversità nel Canale di Sicilia” ?

È su questi punti che, a mio giudizio, occorre battere e cercare di far uscire allo scoperto chi di dovere. È assurdo che a tre anni di distanza da quando quei fondi furono destinati con un preciso obiettivo, “LA TUTELA DEL CANALE DI SICILIA”, noi ci troviamo ancora senza alcuna protezione ufficiale sulle acque dello Stretto, e, quel che è peggio e che più direttamente ci riguarda, nella necessità di fantomatici studi dei fondali (già da tempo disponibili e in mano agli esperti…) per poter arrivare all’Area Marina Protetta di Pantelleria, studi comunque avviati nel Gennaio scorso e poi inspiegabilmente stoppati su richiesta dell’amministrazione comunale pantesca a Marzo sotto la pressione delle vicine elezioni comunali. Amministrazioni comunali, la precedente e la nuova, che oggi protestano insieme giustamente per la presenza delle piattaforme petrolifere in attività a poca distanza dalle coste isolane, ma senza fare alcun cenno alla necessità di tutelare le acque dello Stretto di Sicilia che circondano l’isola di Pantelleria. Come dire, “vogliamo la botte piena e la moglie ‘mbriaca” !

Approfondimento
http://trapani.blogsicilia.it/2010/08/le-acque-del-canale-di-sicilia-dovrebbero-essere-protette/


Da "LALTRASCIACCA IT" del 27/08/10

L'AltraSciacca per il 'No Trivella Day' a Pantelleria

L’AltraSciacca ed il comitato “Stoppa la piattaforma” hanno partecipato al “No Trivella Day” organizzato a Pantelleria il 25 Agosto. Un gruppo di audaci, formato da Mario Di Giovanna, Antonio Giordano, Umberto Marsala ed il giornalista Rai Davide Fiorentini, si è spinto fin sotto la piattaforma Lambouka-1 che sta trivellando ad appena tredici miglia al largo di Pantelleria. Come potete notare nella galleria di foto che segue, la piattaforma è immensa (guardate quanto sembra piccola la nave a confronto).

Alle 13:00 un gruppo di 30 barche si è mosso dal porto di Pantelleria per far rotta verso la piattaforma e deporre in mare, nei suoi pressi, una corona di fiori listata a lutto in segno di protesta. Il nostro augurio è che questo gesto possa far prendere maggiormente coscienza del pericolo cui stiamo sottoponendo il nostro Mar Mediterraneo e tutti i Paesi che su di esso si affacciano, ma soprattutto possa risvegliare le coscienze degli Amministratori e dei Politici più sensibili dal torpore, dall’indifferenza e dall’egoismo in cui da troppo tempo ormai sono precipitati.

http://www.laltrasciacca.it/2010/08/26/laltrasciacca-per-il-no-trivella-day-a-pantelleria/


Da "AUDAX COM" del 27/08/10

Il report n° 7 dell' ADX sui lavori della "Lambouka-1
Raggiunti i 2216 m di profondità

24th August 2010
Lambouka‐1 Well ‐ Operations Update 7

Activities during the past week
The 12 1/4” hole section was successfully drilled to a total depth of 2.216m. The 9 5/8” casing string has been run and cemented. The riser seal assembly and the BOP (blow out preventer) has been successfully pressure tested ahead of drilling 8 1/2“ hole section.
Rig operations as at 0600 hrs Tunisian local time (GMT +1) on the 23rd ofAugust were preparation to change the drilling mud to a non formation damaging water based mud system (ensuring that the Lambouka‐1 primary reservoir target the Abiod carbonate reservoir is drilled most efficiently and with minimum drilling induced damage).
Note: For a success case the Abiod formation is expected to contain condensate rich gas with the potential (for the P50 case) of 370 bcf of sales gas and 30 mmbbls of liquids. The upside potential (the P10 case) is 244 mmboe (condensate + gas).
Weekly Operations Forecast:
Forecast operations during the coming week are as follows:
• Drill out of 9 5/8” casing shoe and perform a FIT/ LOT (formation
integrity leak off test)
• Drill 8 1/2” hole section to planned well total depth
• Evaluate the Abiod Carbonate reservoir

ADX will continue to report drilling results from the Lambouka‐1 well as they occur.

http://www.audax.com.au/documents/Lambouka-1%20Well%20Operations%20Update%07.pdf


Da "REPUBBLICA IT" del 26/08/10

Trivelle davanti a Pantelleria, la protesta di abitanti e vip

PANTELLERIA - Volevano andare all' arrembaggio contro la piattaforma petrolifera che a 13 miglia da Pantelleria da qualche mese trivella il fondo del mare in cerca del petrolio. Non ci sono riusciti: a sette miglia dall' obiettivo il mare grosso ha costretto a tornare indietro le imbarcazioni dei manifestanti (preoccupati di eventuali fuoriuscite come accaduto nel Golfo del Messico). A guidare la spedizione era "il Tricheco", il peschereccio messo a disposizione dall' attrice Carole Bouquet, nonostante la sua assenza. A bordo, tanti abitanti dell' isola ma anche ospiti illustri dell' isola: l'attore Zingaretti, gli ex ministri Visco e Mannino, il fotografo Fabrizio Ferri e la moglie, la ballerina Alessandra, il vescovo di Mazara del Vallo Mogavero.

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/08/26/trivelle-davanti-pantelleria-la-protesta-di-abitanti.html


Da "MAZARA ON LINE" del 26/08/10

«No trivella Day», protestano pescatori e anche i vip

PANTELLERIA. Semplici cittadini, pescatori, associazioni e personaggi vip, inclusi l’attuale sindaco Alberto di Marzo e il suo predecessore Salvatore Gabriele, ieri hanno preso parte alla manifestazione «No trivella day» organizzata da un comitato spontaneo che dice no alle trivellazioni in mare per le ricerche di idrocarburi e che protesta vibratamente per la piattaforma che da alcune settimane è comparsa al largo di Mursia, a circa 20 miglia dalla costa. Alla partenza, nel mare antistante la diga foranea, c’erano una trentina di barche, tra cui quelle dell’attrice Carol Bouquet che da anni ha scelto Pantelleria, del fotografo Fabrizio Ferri e dell’ex ministro Vincenzo Visco, tutti con casa sull’isola. Durante la processione in mare è stata gettata una corona di fiori, un gesto di protesta simbolico, quasi scaramantico, con cui si è voluto dare il preciso messaggio che si rifiutano possibili disastri ambientali come quello accaduto di recente nel Golfo del Messico. «Siamo molto preoccupati – dice l’ecologista Giovanni Bonomo del centro culturale pantesco “Vito Giamporcaro” – perché anche solo quando si fanno delle perforazioni in mare ci sono sostanze chimiche che fuoriescono ed entrano facilmente nella catena alimentare provocando danni di portata inimmaginabile sull’ambiente e sulla stessa vita dell’uomo. Chiediamo al Governo nazionale di attivarsi per dare uno stop alle società che intendono effettuare le trivellazioni nei nostri mari e al ministro Stefania Prestigiacomo, che si è dichiarata contraria a questa attività, di intervenire con azioni concrete perché nel caso di un disastro come quello del Golfo del Messico qui da noi sarebbero intere popolazioni degli Stati rivieraschi del Mediterraneo e le loro stesse economie a subire gravi penalizzazioni ». La manifestazione di ieri è stata sostenuta anche da Legambiente. «Legambiente – dichiara Gianfranco Zanna, responsabile Beni culturali di Legambiente Sicilia – in questa battaglia è al fianco dei cittadini panteschi perchè la loro sopravvivenza è legata alla salvaguardia del mare che è patrimonio di tutti. È utile sottolineare che è già stato pubblicato in Gazzetta, ed è quindi entrato in vigore, il decreto del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del mare sulle trivellazioni offshore. Legambiente ritiene che le concessioni richieste per gas e petrolio non possano in alcun modo essere approvate e debbano essere definitivamente negate. Peraltro Pantelleria è stata individuata come un sito di importanza comunitaria estendendo il quale a 12 miglia dalla costa non si potrebbe per legge assolutamente trivellare. Contro le trivellazioni e con fatti concreti deve mobilitarsi anche la Regione».
[fonte La Sicilia - M. Leggio]

http://www.mazaraonline.it/public_html/?p=14891 


Da "MARSALA IT" del 26/08/10

A Pantelleria ieri il "No trivella day". In vigore da oggi
il decreto del governo sulle trivellazioni

Una processione di barche con a bordo tantissimi cittadini di Pantelleria e il Vescovo della Diocesi di Mazara del Vallo ha simbolicamente “assaltato” ieri un impianto per la trivellazione e l'estrazione di idrocarburi che si trova a 13 miglia dall’isola, di fronte la costa di Mursia. Una volta giunti sul posto, i cittadini (con loro anche l'ex Sindaco di Pantelleria, Salvatore Gino Gabriele) hanno deposto una corona di fiori in segno di lutto. Ieri mattina a colpi di sirene, trenta imbarcazioni con a bordo circa 200 tra isolani e turisti, sono partite dal porto di Pantelleria per poi dirigersi verso la piattaforma, attiva da mesi. Insieme agli isolani anche molti vip, tra i quali gli ex ministri dell’Economia, Vincenzo Visco, e del Mezzogiorno, Calogero Mannino, il fotografo Fabrizio Ferri, l’attore Luca Zingaretti e la compagna Luisa Ranieri, ormai panteschi d’adozione, che si sono dati appuntamento alle 13 in banchina per aderire alla manifestazione organizzata da un comitato spontaneo e fortemente sostenuta da politici e autorità locali.

«E’ vero la centrale estrattiva si trova in acque internazionali – ammette Mimma Panzarella del Comitato No Trivella Day – ma è pur sempre a soli 20 km dall'isola che vive esclusivamente di turismo. Noi non siamo nel golfo del Messico, ma chi ci assicura che non dovremmo prima o poi fare i conti con un disastro simile a quello provocato dalla marea nera? Non dimentichiamoci che siamo pur sempre nel Mediterraneo, un mare chiuso, un grande lago le cui acque impiegano 78 anni per depurarsi da scorie e rifiuti». Al suo fianco Mario Di Giovanna, ingegnere del Comitato “Stop alla piattaforma” in rappresentanza della città di Sciacca: «La società proprietaria della piattaforma petrolifera, la Atwood oceanics, ha ottenuto l'autorizzazione a trivellare a 10-20 miglia da Pantelleria ad una profondità di 610 metri, ma non ci risulta abbia installato i sistemi di sicurezza necessari, come ad esempio lo strumento che protegge dalle improvvise risalite di petrolio, quello stesso, per essere chiari, che non ha funzionato nel golfo del Messico, provocando il ben noto disastro ambientale».

LEGAMBIENTE. “La protesta dei cittadini panteschi è sacrosanta e merita la giusta attenzione da parte di tutti. Legambiente è al loro fianco in questa battaglia per la sopravvivenza, legata alla salvaguardia del mare, patrimonio di tutti”. Lo dice Gianfranco Zanna, responsabile Beni culturali di Legambiente Sicilia, che si schiera contro le trivellazioni nel Canale di Sicilia. “E’ utile sottolineare – aggiunge – che è già stato pubblicato in Gazzetta, ed è quindi entrato in vigore, il decreto del ministero dell’Ambiente, della tutela del territorio e del mare sulle trivellazioni off-shore. Legambiente ritiene che le concessioni richieste per gas e petrolio non possano in alcun modo essere approvate e debbano essere definitivamente negate”.

DA OGGI IL DECRETO IN VIGORE. Da oggi è in vigore il decreto sulle trivellazioni petrolifere offshore, ma è a rischio il Canale di Sicilia e Pantelleria, ancora priva dell’Area Marina Protetta. Il decreto in questione pubblicato mercoledì 11 agosto sul supplemento ordinario della Gazzetta Ufficiale recita testualmente: “Ai fini di tutela dell’ambiente e dell’ecosistema, all’interno del perimetro delle aree marine e costiere a qualsiasi titolo protette per scopi di tutela ambientale, in virtù di leggi nazionali, regionali o in attuazione di atti e convenzioni internazionali, sono vietate le attività di ricerca, di prospezione nonché di coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi in mare“.

Lo Stretto di Sicilia e l’isola di Pantelleria sono nell’occhio del ciclone. La sua Area Marina Protetta, già prevista dalla legge Quadro sulle Aree Marine Protette del 1991 a, a venti anni di distanza ancora non è stata ufficialmente istituita, ma risulta attualmente presso il Ministero dell’Ambiente ancora in “corso di istituzione”. Tre anni fa c’è stata una legge che ha istituito addirittura il Parco Nazionale dell’Isola di Pantelleria, che dovrebbe comprendere sia l’area terrestre che quella marina con un unico comitato di gestione. Legge contestata dalla Regione Siciliana presso la Corte Costituzionale, la quale però, un anno dopo, ne ha confermato la piena validità. Purtroppo gli studi sui fondali intorno all’isola, già avviati nello scorso Gennaio dal Ministero dell’Ambiente, in quanto necessari per definire i confini dell’area marina da comprendere nel Parco Nazionali, sono stati sospesi nel Marzo scorso.

LA PIATTAFORMA AL LARGO DI PANTELLERIA. la piattaforma situata a 13 Km da Pantelleria (denominata “Lambouka-1″), è già operativa dai primi di agosto, e ogni 4/5 giorni le società cointeressate nelle operazioni mettono regolarmente in rete un report sullo stato dei lavori. Le trivellazioni hanno già raggiunto la profondità di 2216, ovviamente sono delle trivellazioni esplorative, ma anche se non sono di sfruttamento i rischi non cambiano.

http://www.marsala.it/cronaca/ambiente/17483-a-pantelleria-ieri-il-qno-trivella-dayq-in-vigore-da-oggi-il-decreto-del-governo-
sulle-trivellazioni.html
 


Da "GUIDA SICILIA" del 26/08/10

La Sicilia non vuole trivelle nel suo mare
La Regione Siciliana dice no anche alle piattaforme off-shore
per la ricerca di metano nel Canale di Sicilia

Legambiente si schiera contro le trivellazioni nel Canale di Sicilia. "La protesta dei cittadini panteschi è sacrosanta e merita la giusta attenzione da parte di tutti. Legambiente è al loro fianco in questa battaglia per la sopravvivenza, legata alla salvaguardia del mare, patrimonio di tutti" annuncia Gianfranco Zanna, responsabile Beni culturali degli ambientalisti siciliani. "È utile sottolineare - ha aggiunto - che è già stato pubblicato in Gazzetta, ed è quindi entrato in vigore, il decreto del ministero dell'Ambiente, della tutela del territorio e del mare sulle trivellazioni off-shore. Legambiente ritiene che le concessioni richieste per gas e petrolio non possano in alcun modo essere approvate e debbano essere definitivamente negate". Legambiente Sicilia ha espresso solidarietà e sostegno alla manifestazione di ieri, organizzata a Pantelleria da tanti comitati, dai barcaioli e dai cittadini, contro le trivellazioni. "Considerato che il decreto è molto chiaro - ha aggiunto Zanna - occorre ricordare che a Pantelleria è stato individuato un sito di importanza comunitaria (sic). Estendendo il sic a 12 miglia dalla costa, non si potrebbe per legge assolutamente trivellare. Anche la Regione siciliana deve mobilitarsi, con fatti ed atti concreti, contro le trivellazioni nel Canale di Sicilia".

Dalla Regione Siciliana, intanto, è arrivato "un no secco alla realizzazione di un progetto che prevede tre piattaforme e tre pozzi di metano nel Canale di Sicilia". Lo ha ribadito l’assessore all’Ambiente, Giovanni Roberto Di Mauro. La posizione del Governo Lombardo è stata ampiamente sostenuta a Roma anche dall’architetto Vera Greco, componente della Commissione nazionale per Valutazione dell’impatto ambientale, in rappresentanza della Regione Sicilia. "In una regione come la Sicilia - ha spiegato l’assessore - per la quale il mare rappresenta una delle attrattive turistiche fondamentali, è ragionevole considerare che l’installazione di numerose piattaforme off-shore, con il conseguente impatto paesaggistico sull’orizzonte marino e le potenziali ricadute in termini di inquinamento da fuoriuscite di gas metano, porterebbero benefici praticamente nulli per la collettività e per il comparto dell’industria, della pesca e del terziario turistico avanzato, mentre altissimi potrebbero risultare i potenziali costi relativi alla sostenibilità economica. Costi per infrastrutture private con risorse regionali ed europee".

La posizione del Governo siciliano è stata ribadita dall’architetto Vera Greco che ha sottolineato di avere "consegnato la copia della delibera alla Commissione nazionale tecnica. A fronte di notevoli investimenti pubblici, e nessuno mi ha dato durante la riunione elementi sui costi - ha aggiunto -, il gioco non vale la candela. Non può pagare la Sicilia per allineare l’Italia all’Europa. Non ci sono giacimenti tali da giustificare investimenti e rischi. Nei prossimi giorni mi incontrerò con i tecnici della Regione Sicilia per studiare nuove iniziative da intraprendere".

Gli scienziati contro le trivellazioni - "Se i milioni di dollari spesi per andare sulla luna fossero stati impiegati per studiare la crosta terrestre oggi conosceremmo come eseguire in sicurezza le trivellazioni petrolifere; purtroppo conosciamo più la luna che la terra". Questo quanto sostenuto dal professor Antonino Zichichi, presidente della Federazione mondiale degli scienziati in apertura dei Seminari internazionali di Erice sulle Emergenze Planetarie che si sono tenuti nei giorni scorsi. Per Zichichi "bisogna proibire le perforazioni prima di conoscere la crosta terrestre". E da Erice, la comunità scientifica internazionale ha lanciato un appello, in tal senso, ai governi di tutto il mondo. Il professor Richard Garwin, del Thomas J. Watson Research Center (Usa), ha auspicato una "regolamentazione, su scala mondiale, delle procedure di trivellazioni petrolifere" ed ha affermato che "é necessario un modo diverso di comunicare da parte delle compagnie petrolifere": maggiore trasparenza, dunque, nelle varie fasi, "dai sondaggi alle trivellazioni vere e proprie".

Nella giornata conclusiva dei seminari di Erice, dodici esperti si sono confrontati sull’argomento per formulare una serie di proposte per scongiurare altri disastri ambientali.

[Informazioni tratte da La Siciliaweb.it, Ansa, LiveSicilia.it]
http://www.guidasicilia.it/la-sicilia-non-vuole-trivelle-nel-suo-mare/news/41152


Da "TRAPANI BLOG SICILIA" del 26/08/10

“No Trivella Day” non si può esaurire dall’alba al tramonto

di Guido Picchetti

Parole, parole, parole… È quanto ho letto stamane sui vari comunicati stampa pubblicati sul “No Trivella Day“, una manifestazione che è stata indubbiamente utile a far prendere coscienza a tanti del problema che minaccia le acque intorno a Pantelleria. Un problema che però non è nato oggi, ma risale a quando le richieste di concessione furono avanzate a chi di competenza… Vale a dire almeno 5 o 6 anni fa… Possibile che Regione, Provincia e Comune fossero allora all’oscuro di quando stava avvenendo intorno a Pantelleria? Ed è poi possibile che le stesse autorità sempre all’oscuro siano ancora state tenute negli anni successivi, quando quelle richieste furono esaminate e valutate, come previsto per legge, e infine accolte ? E che siano state accolte già da almeno un anno lo dimostra il fatto che oggi è pienamente operativa a 13 miglia da Pantelleria la piattaforma “Lambouka-1″ della “ADX Energy”, contitolare di concessioni di ricerche petrolifere che interessano una vastissima superficie dello Stretto di Sicilia, e che partendo da Capo Bon (in acque tunisine) arrivano fino a poche miglia (circa 6 o 7) da Pantelleria, in acque italiane.

Dicevamo parole, parole... E se non aggiungo al vento, poco ci manca… In fondo prendere coscienza di un problema, e far sì che altri ne vengano a conoscenza, è pur sempre un fatto positivo. Può essere utile in questa presa di coscienza comune l’intervento imprevisto (ma proprio per questo bene accolto) dell’Assessore regionale dei Beni culturali e dell’Identità Siciliana Armao, il quale, a Pantelleria per una presentazione ufficiale al Castello Barbacane dei reperti archeologici recentemente rinvenuti sull’isola, si è sentito in dovere di assicurare la sua piena adesione alla manifestazione del No Trivella Day in corso, dichiarando, in un’intervista rilasciata sul momento a un giornalista, “che è decisamente intollerabile che proprio nel giorno in cui si cerca di far conoscere la "Perla Nera del mediterraneo” per le sue ricchezze archeologiche e paesaggistiche, l’isola di Pantelleria venga sfregiata dalle trivelle… ”

Pienamente d’accordo… Ma, è una mia domanda, come mai lo stesso giorno in cui viene organizzato il No Trivella Day, viene anche organizzata (ritengo dall’Amministrazione Comunale in carica) la presentazione ufficiale dei nuovi reperti archeologici al Castello ? Non è questa una prova di assenza totale di unità di intenti in favore dell’isola da parte di chi conta, che può soltanto ritardare, se non annullare, ogni sforzo fatto o da fare per raggiungere degli obiettivi di interesse comune ? Purtroppo è ciò che viene fuori da quanto successo nella giornata di ieri. Validissima l’iniziativa per far conoscere il problema e farne parlare… Ma non altrettanto utile per arrivare ad una soluzione valida, per la quale occorre, soprattutto, l’unità di intenti sull’isola tra tutti quelli che hanno a cuore il futuro di Pantelleria e non si limitano a guardare l’oggi e il proprio immediato tornaconto: un accordo che si può trovare solo dibattendo e confrontando apertamente le diverse opinioni, ma senza perdere di vista il fine cui occorre mirare… Senza bugie e senza nascondere o alterare la verità, per arrivare a riconquistare quella fiducia reciproca che, mi dispiace dirlo, mi sembra attualmente sull’isola sia andata in gran parte perduta …

http://trapani.blogsicilia.it/2010/08/no-alle-trivellazioni-a-pantelleria-ma-non-e-che-sono-solo-parole/


Da "TRAPANI BLOG SICILIA" del 26/08/10

In vigore da oggi il decreto sulle trivellazioni petrolifere

di Guido Picchetti

Da oggi in vigore il decreto sulle trivellazioni petrolifere offshore: salvo il Santuario dei Cetacei e l’Arcipelago Toscano, a rischio il Canale di Sicilia e Pantelleria, ancora priva dell’Area Marina Protetta.

Pare sia quanto accadrà a seguito dell’entrata in vigore del decreto, ed è spiegato chiaramente da un intervento del vicepresidente dell’associazione del Cigno Verde Sebastiano Venneri, secondo il quale la concessione di ricerca “Elba Sud” di 643 km2, rilasciata alla Puma Petroleum della multinazionale australiana Key Petroleum Ltd, ricadendo nel pieno della zona protetta che include al suo interno le aree protette di Bergeggi, Cinque Terre, Portofino, Secche della Meloria, Asinara, nonchè i parchi nazionali dell’Arcipelago Toscano e dell’Arcipelago della Maddalena, non potrà più avere alcuna efficacia.

Anche Lega Ambiente Arcipelago Toscano in sua nota richiama il decreto in questione, che, pubblicato mercoledì 11 agosto sul supplemento ordinario della Gazzetta Ufficiale, entra oggi in vigore. Esso recita testualmente: “Ai fini di tutela dell’ambiente e dell’ecosistema, all’interno del perimetro delle aree marine e costiere a qualsiasi titolo protette per scopi di tutela ambientale, in virtù di leggi nazionali, regionali o in attuazione di atti e convenzioni internazionali, sono vietate le attività di ricerca, di prospezione nonché di coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi in mare“. E l’Arcipelago Toscano, essendo interamente compreso nel Santuario Internazionale dei Mammiferi Marini dichiarato dall’UE “Area specialmente protetta di interesse mediterraneo”, dovrebbe risultare protetto dalle minacciate trivellazioni.

Lo Stretto di Sicilia e l’isola di Pantelleria invece sono nell’occhio del ciclone. La sua Area Marina Protetta, già prevista dalla legge Quadro sulle Aree Marine Protette del 1991, firmata allora proprio dal compianto Presidente della Repubblica Cossiga, a venti anni di distanza ancora non è stata ufficialmente istituita, ma risulta attualmente presso il Ministero dell’Ambiente ancora in “corso di istituzione”.

Tre anni fa c’è stata una legge che ha istituito addirittura il Parco Nazionale dell’Isola di Pantelleria, che dovrebbe comprendere sia l’area terrestre che quella marina con un unico comitato di gestione. Legge contestata dalla Regione Siciliana presso la Corte Costituzionale, la quale però, un anno dopo, ne ha confermato la piena validità. Purtroppo gli studi sui fondali intorno all’isola, già avviati nello scorso Gennaio dal Ministero dell’Ambiente, in quanto necessari per definire i confini dell’area marina da comprendere nel Parco Nazionale, sono stati sospesi nel Marzo scorso, essendo prossime le elezioni della nuova amministrazione comunale, e, tre mesi dopo le elezioni, ancora sospesi
sono…

E per Pantelleria niente Area Marina Protetta, niente Parco Nazionale, ma solo trivelle in funzione a poche miglia dalle sue coste… Basteranno processioni di barche, corone di fiori, e No Trivella Day, a salvare la Perla Nera e il suo mare dalle incombenti minacce delle Maree Nere ?

http://trapani.blogsicilia.it/2010/08/in-vigore-da-oggi-il-decreto-sulle-trivellazioni-petrolifere/
notizia simile su "IL GIORNALE DI POZZALLO" del 26/08/10

Post di Carmelo Nicoloso su FB del 26/08/10
Carissimo Guido,
ho visto che a questo Trivella Day hanno partecipato vari personaggi, Legambiente compresa quella siciliana calvalca l'onda mediatica, questo poco importa, purtroppo al di la' del piccolo passaggio sull'Area Marina Protetta di Pantelleria (nostro principale obiettivo), nessuno parla del Santuario dei Cetacei nel Canale di Sicilia ratificato con un protocollo d'intesa tra Italia e Tunisia coordinato da Marevivo; in ogni caso andiamo avanti, penso che a giorni uscirà una nota di Pro Natura (sono il responsabile per il progetto Mediterraneo) indirizzata al Ministero dell'Ambiente.
#
Post di Guido Picchetti del 26/08/10
Vorrei saperne qualcosa di più su questo Santuario dei Cetacei nello Stretto di Sicilia e di questo protocollo di intesa tra Italia e Tunisia coordinato da Mare Vivo di cui parli... Personalmente non ne so nulla, e nelle mie circumnavigazioni (stellari ...) sulla rete, tutte incentrate sul problema della difesa dello Stretto di Sicilia, non ho mai trovato nulle... E anche all'ultimo Congresso della Società Italiana di Biologia Marina, cui ho personalmente partecipato richiamando l'attenzione dei congressisti sulla tutela ambientale dello Stretto e sui pericoli che lo minacciano, nessuno ha detto nulla .... E allora ??? Se c'è tiriamolo fuori... E quello che serve, o no ?
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Post di Carmelo Nicoloso del 26/08/10
Spero di trovare copia del trafiletto di giornale che riportava di questo protocollo, e quindi avviare i contatti con qualcuno di Mare Vivo...


Da "FATTI DI SICILIA" del 26/08/10

Beni culturali: Armao partecipa al No Trivella-Day a Pantelleria

“La presenza delle trivelle e’ incompatibile con la tutela e la valorizzazione del territorio. Trovo inaccettabile che, proprio mentre si presenta all’opinione pubblica il ritrovamento di preziosi reperti archeologici rinvenuti a Pantelleria, a poche miglia dalla costa dell’isola si realizzino trivellazioni alla ricerca di petrolio”. Lo dichiara l’assessore regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, Gaetano Armao, che oggi a Pantelleria, nel Castello Barbacane, ha presentato alla stampa il ritrovamento di un tesoretto composto da 107 monete in argento, dei “denari” risalenti alla seconda metà del I secolo a.C., e di un medaglione aureo di età punica.

“L’amministrazione dei beni culturali – aggiunge Armao – sta investendo su Pantelleria e sulla tutela del suo paesaggio. Nell’isola, a breve, e’ prevista l’apertura del museo del mare di Arenella, del parco archeologico di Sesi e del museo archeologico di Pantelleria, che avrà sede nel castello Barbacane. Proprio al castello, a ottobre, saranno ospitate le ormai celebri Augustea capita, le teste imperiali attualmente esposte al British Museum di Londra. Ebbene ritengo intollerabile che un ‘gioiello’ ricco di tesori qual e’ Pantelleria venga sfregiato dalle trivelle e per di
più nel giorno in cui si cerca di far conoscere la ‘Perla Nera del mediterraneo” per le sue ricchezze archeologiche e paesaggistiche. Lo Stato non può prescindere dal coinvolgere la Regione e la comunità locale in scelte ambientali che rischiano di stravolgere completamente il paesaggio visto che la piattaforma e’ visibile ad occhio nudo di giorno e di notte. Contestiamo questo scempio – conclude l’assessore – e ho pertanto ritenuto di partecipare personalmente all’iniziativa del No Trivella Day”.

http://www.siciliasudor.it/48728/beni-culturali-armao-partecipa-al-no-trivella-day-a-pantelleria/
Notizia simile su "RADIO MOSAICI BLOG SPOT" e su "INFORMA SICILIA" del 26/08/10


Da "LIVE SICILIA" del 26/08/10

L’Udc condivide la protesta di Pantelleria

“La politica al servizio della tutela dell’ambiente e a difesa della sicurezza e delle nostre ricchezze paesaggistiche. E’ questo il senso della manifestazione No trivella day di oggi a Pantelleria, contro l’installazione di piattaforme petrolifere nel Mediterraneo”. Lo afferma il segretario regionale dell’Udc, Saverio Romano. “Il partito – aggiunge – è direttamente impegnato in questa lotta e al nostro impegno nelle sedi politiche affiancheremo una campagna di sensibilizzazione e di informazione, coinvolgendo iscritti e simpatizzanti. La difesa del nostro mare e l’idea di sviluppo eco-sostenibile del nostro territorio mal si conciliano con i pozzi petroliferi a largo delle nostre coste”.

http://www.livesicilia.it/2010/08/25/ludc-condivide-la-protesta-di-pantelleria/?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A+livesicilia+%28Il+nuovo+quotidiano+online+sulla+Sicilia+-+Live+Sicilia%29
notizia simile su "IL VALLONE" del 26/08/10


Da "IL MESSAGGERO IT" del 25/08/10


A Pantelleria il “No trivella day”:
barche in corteo contro la piattaforma

di Francesca Filippi

PANTELLERIA (25 agosto) - Le piattaforme di prospezione petrolifera sono diventate, dopo il disastro nel Golfo del Messico, un grande pericolo per l’ecosistema. Si è diffusa nel mondo una paura pari a quella che si scatenò contro il nucleare dopo il disastro di Chernobyl. Perciò l’apparire di una piattaforma al largo di Pantelleria, al centro del Canale di Sicilia, ha fatto scattare l’allarme e dato vita al “No Trivella Day”.

Una processione di barche ha simbolicamente “assaltato” l’impianto a 13 miglia dall’isola per deporre una corona di fiori in segno di lutto. Questa mattina a colpi di sirene, trenta imbarcazioni con a bordo circa 200 tra isolani e turisti, sono partite dal porto di Pantelleria per poi dirigersi verso la piattaforma, attiva da mesi. Insieme agli isolani anche molti vip, tra i quali gli ex ministri dell’Economia, Vincenzo Visco, e del Mezzogiorno, Calogero Mannino, il fotografo Fabrizio Ferri, l’attore Luca Zingaretti e la compagna Luisa Ranieri, ormai panteschi d’adozione, che si sono dati appuntamento alle 13 in banchina per aderire alla manifestazione organizzata da un comitato spontaneo e fortemente sostenuta da politici e autorità locali.

«E’ vero la centrale estrattiva si trova in acque internazionali – ammette Mimma Panzarella del Comitato No Trivella Day – ma è pur sempre a soli 20 km dall'isola che vive esclusivamente di turismo. Noi non siamo nel golfo del Messico, ma chi ci assicura che non dovremmo prima o poi fare i conti con un disastro simile a quello provocato dalla marea nera? Non dimentichiamoci che siamo pur sempre nel Mediterraneo, un mare chiuso, un grande lago le cui acque impiegano 78 anni per depurarsi da scorie e rifiuti».

Al suo fianco Mario Di Giovanna, ingegnere del Comitato “Stop alla piattaforma” in rappresentanza della città di Sciacca: «La società proprietaria della piattaforma petrolifera, la Atwood oceanics, ha ottenuto l'autorizzazione a trivellare a 10-20 miglia da Pantelleria ad una profondità di 610 metri, ma non ci risulta abbia installato i sistemi di sicurezza necessari, come ad esempio lo strumento che protegge dalle improvvise risalite di petrolio, quello stesso, per essere chiari, che non ha funzionato nel golfo del Messico, provocando il ben noto disastro ambientale».

Intanto sull’isola è allarme per il turismo, un settore già in forte difficoltà quest’anno per colpa della crisi. «I villeggianti sono i primi a temere una catastrofe – ammette Giuseppe Spata, presidente del Consiglio comunale – sono loro infatti a minacciare di andarsene. “Ci manca solo la piattaforma petrolifera e vendiamo i nostri dammusi” mi ripetono allarmati. E l’allarme è generale, lo dimostra il fatto che siamo in tanti a protestare. Piuttosto colpisce l’atteggiamento del Governo, che da una parte impone l’istituzione del Parco Marino, ma dall’altra non fa nulla per fermare le trivelle. Così Pantelleria rischia di morire».

Anche la Regione Sicilia si mobilita: «Non siamo contro lo sviluppo, ma questo tipo di attività mette a repentaglio il nostro principale asset: l’ambiente» così al Financial Times l’assessore regionale all’Ambiente, Roberto Di Mauro.

http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=116176&sez=HOME_INITALIA
Notizia simile su "NUOVA RESISTENZA" del 25/08/10, e su "LEVANTE ON LINE" del 28/08/10
 


Da "SICILIA OGGI" del 25/08/10


Trivellazioni, Legambiente protesta a Pantelleria

PANTELLERIA – “La protesta dei cittadini panteschi è sacrosanta e merita la giusta attenzione da parte di tutti. Legambiente è al loro fianco in questa battaglia per la sopravvivenza, legata alla salvaguardia del mare, patrimonio di tutti”. Lo dice Gianfranco Zanna, responsabile Beni culturali di Legambiente Sicilia, che si schiera contro le trivellazioni nel Canale di Sicilia. “E’ utile sottolineare – aggiunge – che è già stato pubblicato in Gazzetta, ed è quindi entrato in vigore, il decreto del ministero dell’Ambiente, della tutela del territorio e del mare sulle trivellazioni off-shore. Legambiente ritiene che le concessioni richieste per gas e petrolio non possano in alcun modo essere approvate e debbano essere definitivamente negate”. Legambiente Sicilia esprime solidarietà e sostegno alla manifestazione di oggi, organizzata a Pantelleria da tanti comitati, dai barcaioli e dai cittadini, contro le trivellazioni. “Considerato che il decreto è molto chiaro – continua Zanna – occorre ricordare che a Pantelleria è stato individuato un sito di importanza comunitaria (sic). Estendendo il sic a 12 miglia dalla costa, non si potrebbe per legge assolutamente trivellare. Anche la Regione siciliana deve mobilitarsi, con fatti ed atti concreti, contro le trivellazioni nel Canale di Sicilia”.

http://www.siciliaoggi.net/2010/08/trivellazioni-legambiente-protesta-a-pantelleria/
stessa notizia su "LIVE SICILIA" del 25/08/10


Da "TRAPANI BLOG SICILIA" del 25/08/10


Su La Sicilia “La piattaforma è in realizzazione”. No, è operativa

di Guido Picchetti

In relazione all’articolo pubblicato sul quotidiano La Sicilia di lunedì 23.08.2010 sull’interpellanza del consigliere Giuffrida (Pdl) sulle piattaforme petrolifere, Carmelo Nicoloso, coordinatore per la Sicilia e il Mezzogiorno del Comitato Parchi Italia, ritiene importante e opportuno precisare che la piattaforma situata a 13 Km da Pantelleria (denominata “Lambouka-1″) cui si fa cenno in tale interpellanza, non è “da realizzare” come riportato su “la Sicilia”, bensì è già operativa dai primi di agosto, e ogni 4/5 giorni le società cointeressate nelle operazioni mettono regolarmente in rete un report sullo stato dei lavori.

Le trivellazioni hanno già raggiunto la profondità di 2216 m; ovviamente sono delle trivellazioni esplorative, ma anche se non sono di sfruttamento i rischi non cambiano. Sembra che la nascita di questo “ecomostro” nel Canale di Sicilia, sia avvenuta senza nessun preavviso, senza avvisi ai naviganti, senza che nessuno ne sia stato al corrente, mentre è istituenda l’area marina protetta dell’isola.

In sintesi, l’interpellanza del consigliere Giuffrida mirava proprio all’importanza dell’Area Marina Protetta e alle lunghe traversie per l’istituzione, ovviamente con riferimento alle trivellazioni, riportando ad esempio i devastanti effetti che il Petrolchimico ha arrecato all’area Siracusana, con un occhio anche al Golfo del Messico.

Come indicato a politici e istituzioni ai vari livelli, l’intento principale della nostra organizzazione è quello di tutelare Pantelleria “perla nera del Mediterraneo“, un ecosistema marino unico al mondo, ricco di biodiversità. Ed è fondamentale che il Ministero dell’Ambiente si attivi celermente per chiudere l’iter istitutivo dell’Area Marina Protetta, considerando l’importanza strategica che detta area riveste a livello internazionale, ricordando di fatto che esiste un protocollo d’intesa tra Italia e Tunisia per l’istituzione di un Santuario dei Cetacei nel Canale di Sicilia, quindi è sostanziale la sinergia tra i vari governi interessati a questa area Mediterranea, per attivare opportuni protocolli di tutela e salvaguardia.

http://trapani.blogsicilia.it/2010/08/su-la-sicilia-la-piattaforma-e-in-realizzazione-no-e-operativa/  


Da "MARSALA IT" del 25/08/10

"No trivella day", Oggi da Pantelleria parte la protesta in barca
contro le piattaforme petrolifere nel Mediterraneo

Una processione di barche per dire no alle trivellazioni nel Canale di Sicilia, all’estrazione petrolifera nel mare di Pantelleria. Una mobilitazione generale di tutti i barcaioli, e di tutta la popolazione che vorrà aderire. Una corona di fiori in segno di lutto sarà buttata a mare. Oggi, partendo dal porto di Pantelleria alle 13 i panteschi raggiungeranno per protestare la piattaforma petrolifera al lardo della costa di Mursia: una centrale estrattiva posta a soli 20 km dall'isola.

La società proprietaria della piattaforma petrolifera e' la "Atwood oceanics "ed ha ottenuto l'autorizzazione a trivellare a 10-20 miglia da Pantelleria ad una profondita' di 610 metri. Secondo quanto evidenziano alcune associazioni, la società proprietaria della piattaforma non avrebbe ancora neanche installato i sistemi di sicurezza necessaria, come ad esempio lo strumento che  protegge dalle improvvise risalite di petrolio, quello stesso, per essere chiari, che non ha funzionato nel golfo del Messico, provocato il ben noto disastro ambientale.

ANCHE LA REGIONE SICILIANA SI MOBILITA. “Non siamo contro lo sviluppo, ma questo tipo di attività mette a repentaglio il nostro principale asset: l’ambiente”. Lo ha dichiarato al Financial Times l’assessore all’Ambiente della Regione Siciliana, Roberto Di Mauro. In un articolo dal titolo “I siciliani si mobilitano contro le perforazioni offshore”, il giornale finanziario britannico dà largo spazio ai progetti di sviluppo dell’industria petrolifera al largo delle coste siciliane e alle preoccupazioni per la conservazione ambientale innescate da questi progetti. “I timori seguiti al disastro di BP nel Golfo del Messico e i suoi piani di avviare perforazioni in acque profonde al largo della Libia – scrive il Financial Times– ha dato vita a molte contrarietà a livello centrale e regionale, con decine di sindaci che si preparano a incontrarsi per organizzare una protesta comune a Roma”. Per Di Mauro è importante “‘che la storia non si ripeta’, riferendosi alla costruzioni negli anni Sessanta di raffinerie che hanno inquinato le spiagge della Sicilia meridionale”.

Il Financial Times ricorda anche che uno degli ultimi atti dell’ex ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola è stato, il 26 aprile, adottare nuove procedure per le perforazioni offshore - “meno di una settimana dopo l’esplosione della piattaforma BP nel Golfo del Messico” – e ha emesso 20 nuove licenze per esplorazioni petrolifere a largo delle coste italiane, di cui 12 in Sicilia. Quanto ai timori degli abitanti dell'isola, il giornale sottolinea: “Le comunità costiere temono che le perforazioni siano troppo vicine ai parchi marini e che le licenze siano concesse a compagnie con risorse finanziarie limitate per gestire un eventuale disastro”. È questo il caso, si legge ancora, dell’australiana ADX la cui piattaforma è nel sito tunisino Lambouka-1 a poche miglia dalle coste occidentali di Pantelleria “ma che, in caso di perdite di petrolio, farebbe intervenire le sue navi antinquinamento ferme a Tunisi, a 70 miglia di distanza”.

“Il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo ha irritato l’industria petrolifera e sorpreso i propri colleghi quando il mese scorso – ricorda ancora il giornale finanziario britannico – si è detta a favore di una moratoria delle perforazioni in acque profonde sulla scia del disastro di BP”. Intanto il titolare degli Esteri, Franco Frattini, ha chiesto “che il tema sia discusso a livello di Unione per il Mediterraneo”. Mentre la produzione di Eni e di Edison – “che estraggono petrolio dalle acque basse siciliane dagli anni Ottanta senza grandi incidenti” – “è cresciuta l’anno scorso del 130 per cento”, Il Financial Times ricorda ancora che “secondo il ministero dell’Industria, le compagnie con licenza o in attesa di un’autorizzazione a compiere esplorazioni in cerca di gas o petrolio a largo della Sicilia sono: “Eni, Edison, Adx, BG International, Northern Petroleum, Shell Italia, Northsun Italia, Petroceltic, Hunt Oil, San Leon Energy, Nautical Petroleum, Puma Petroleum e Sviluppo Risorse Naturali”.

LE RICERCHE E I RISCHI PER LE COSTE SICILIANE. Pare che lungo le coste, nell’arco di tempo che va dal 2002 al 2010, siano state presentate al ministero dello Sviluppo Economico più di 40 richieste di permessi di ricerca Idrocarburi in mare. Autorizzazioni che insistono su un’area superiore ai 20mila kmq coinvolgendo un territorio che va da Trapani a Siracusa. E pare che ad oggi ben 20 su 40 concessioni abbiano ricevuto il via libera da parte dei ministeri competenti.

In concreto, i piani di ricerca prevedono una prima fase realizzata con indagini sismiche condotta con pistole ad aria, chiamate airgun, che creano onde sonore ad alta intensità. Nella seconda fase si procede poi alla vera e propria estrazione del petrolio. Siti Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco, città a forte vocazione turistica, templi, riserve e aree marine protette oltre a grandi porti pescherecci, come Sciacca e Mazara del Vallo, rischiano molto se si considera che la distanza dalla costa della maggior parte dei permessi di ricerca arriva a pochi metri dalla terraferma. E il problema si fa ancora più complicato se si aggiunge che le piattaforme petrolifere saranno ben visibili dalla terraferma, in alcuni casi persino raggiungibili, con una conseguente compromissione non solo dei siti archeologici ma anche di resort di lusso e porti che sorgono affacciati al Mediterraneo. Tutte strutture che hanno ricevuto dalla Comunità Europea, dallo Stato e dalle Regioni capitali elevati per incentivare lo sviluppo turistico.

A turbare i sonni dei comuni sono poi i capitali sociali delle società richiedenti, alcuni dei quali arrivano a stento ai 10mila euro, pochi per coprire i possibili sversamenti accidentali di idrocarburi che causerebbero inquinamento e depauperamento dei fondali. E le azzurre coste meridionali italiane corrono grossi rischi anche per la presenza di vulcani attivi in prossimità delle coste. Come la bocca del vulcano dell’Isola Ferdinandea, che si trova tra Sciacca e Pantelleria, a circa sei metri di profondità.

http://a.marsala.it/cronaca/ambiente/17445-qno-trivella-dayq-oggi-da-pantelleria-parte-la-protesta-contro-le-piattaforme-petrolifere-nel-mediterraneo.html  


Da "PANTELLERIA COM" del 25/08/10

News 6265

Il professor Zichichi: "Bisogna proibire le perforazioni prima
di conoscere la crosta terrestre
Lo scienziato ad Erice: ''Conosciamo meglio la luna della terra''


(nella foto il professor Antonino Zichichi)

“Bisogna proibire le perforazioni prima di conoscere la crosta terrestre”. E’ stato chiaro Antonino Zichichi, presidente della Federazione Mondiale degli Scienziati, aprendo, al Centro “Ettore Maiorana” di Erice i Seminari Internazionali sulle Emergenze Planetarie. Contro le ricerche e le trivellazioni petrolifere nel mar Mediterraneo il Presidente della Commissione Ambiente, Territorio e Beni Ambientali del Senato, Antonio d’Alì aveva rivolto nei giorni scorsi un appello alla comunità scientifica internazionale attraverso il Centro di Cultura Scientifica Ettore Majorana ed il professore Antonino Zichichi.

Gli scienziati si sono riuniti a Erice, presso il CCSEM, per discutere il tema delle emergenze planetarie ed in particolare i rischi ambientali connessi al pericolo degli incidenti nelle attività di perforazione petrolifera sottomarina. Nella breve nota di saluto d’Alì ha sottolineato “come la Commissione Ambiente si sia già pronunciata contro la previsione di nuove concessioni, in particolare nel mar Mediterraneo, che è già il più inquinato tra i mari del mondo come presenza di catrame pelagico”, ed in conclusione ha chiesto al professore Zichichi ed agli scienziati riuniti ad Erice di attivarsi come “comunità scientifica internazionale” per “una forte presa di posizione contro l’ipotesi di nuove trivellazioni petrolifere sottomarine”, ed ha chiesto che “tale appello venga presto inoltrato ai Governi, in particolare a tutti i Governi dell’aera euro mediterranea”.

“Se i milioni di dollari spesi per andare sulla luna - ha replicato il professor Antonino Zichichi - fossero stati impiegati per studiare la crosta terrestre oggi conosceremmo come eseguire in sicurezza le trivellazioni petrolifere; purtroppo conosciamo più la luna che la terra”. Ad Erice, come riporta il Giornale di Sicila, sono rimbalzati i gravissimi interrogativi e le prospettive catastrofiche legate alle trivellazioni e ai tragici incidenti occorsi alle navi petroliere addette al trasporto del greggio, con le conseguenti devastazioni ecologiche ed economiche, come quelle verificatisi nelle acque oceaniche del Golfo del Messico e al largo di Mumbai (India).

Richard Garwin, del Thomas J. Watson Research Center, ha evidenziato, quindi, l’opportunità di “una regolamentazione, su scala mondiale, delle procedure di trivellazioni petrolifere” e la necessità di “un modo diverso di comunicare da parte delle compagnie” invocando maggiore trasparenza nelle diverse fasi, “dai sondaggi alle trivellazioni vere e proprie”. In provincia di Trapani l’allarme è stato lanciato, nei giorni scorsi, per la presenza di una piattaforma della compagnia australiana “Audax Energy” che sarebbe stata già autorizzata ad estrarre petrolio al largo di Pantelleria, ed ancora prima per i permessi che sarebbero stati rilasciati dal Governo già nel gennaio dello scorso anno alla “San Leon Energy” di Monteroni (Lecce) per effettuare ricerche nel mare delle Egadi.

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News 6266

I comuni della Sicilia Meridionale: "Impedire le perforazioni su tutto il territorio"
Costituito un organo di coordinamento

(Nella foto l'assessore Pietro Bernardo)

I Sindaci dei Comuni Costieri della Sicilia Meridionale e Occidentale, riunitisi in seduta Straordinaria nella Città di Sciacca, su convocazione dell'Assessore al Territorio e Ambiente della Regione Sicilia on. Giovanni Roberto Di Mauro, per discutere la grave minaccia che incombe sui loro territori, rappresentata dalla ottenimento da parte di svariate società di permessi di ricerca petrolifera in terra e nel mare prospiciente le loro coste, dopo ampia discussione hanno deliberato di costituire un proprio Organo di Coordinamento che persegua lo scopo di impedire la effettuazione di ricerche e prospezioni petrolifere su tutto il Territorio ed il Mare di Sicilia in considerazione del fatto che:

• tali attività risultano essere attività profondamente deturpanti ed ambientalmente rischiose e che costituiscono una minaccia inaccettabile al patrimonio ambientale, economico, sociale, archeologico e storico del territorio coinvolto;
• lo sfruttamento di eventuali risorse di idrocarburi nel territorio siciliano porterebbe a vantaggi praticamente nulli per la economia della Regione Sicilia e dello stesso Stato;
• Pongono come finalità prima dell'Organo di Coordinamento, oggi costituito, la promulgazione di una apposita Legge Regionale e/o Nazionale che vieti la effettuazione di ricerche e prospezioni petrolifere nel Territorio e nel Mare di Sicilia;
• In subordine, allo scopo di rispondere alla emergenza che in questi giorni si verifica a seguito della esistenza di innumerevoli istanze di prospezione presso il Ministero dello Sviluppo Economico ed il Ministero dell'Ambiente, chiedono agli Organi Istituzionali presposti di accertare, per tali istanze:
• se vi siano state gravi violazioni al principio di pubblicità degli atti amministrativi in considerazione del fatto che la popolazione è stata tenuta totalmente all'oscuro di progetti con così gravi conseguenze sul territorio;
• se siano state rilasciate autorizzazioni, nulla osta, concessioni, ecc. da Organi dello Stato, senza avere acquisito il preventivo
parere della Regione Siciliana;
• se vi siano gravi problemi di sicurezza dovuti alla altissima sismicità ed alla presenza di vulcani attivi;
• se prima del rilascio delle sopracitate autorizzazioni, sia stato valutato il bilancio fra i vantaggi dello sfruttamento di un eventuale bacino petrolifero ed i gravissimi svantaggi dovuti alla compromissione ambientale di una delle più felici coste d'Italia, ricca di storia e di insostituibili tesori ambientali ed alle conseguenti irrimediabili compromissioni dell'economia delle città rivierasche;
• se sia ammissibile la presentazione, da parte di molte delle Società richiedenti concessione, di una documentazione del VIA superficiale, lacunosa ed errata, e se sia ammissibile ottenere le autorizzazioni di carattere ambientale con procedure di rilascio semplificate;
• se sia ammissibile vanificare in un sol colpo l'ingente serie di investimenti che Comunità Europea, Stato, Regione e privati hanno riversato sulla costa di meridionale e occidentale della Sicilia;
• se sia ammissibile che una scelta di fondo tale da condizionare gravemente ed irrimediabilmente lo sviluppo di un intero territorio possa essere assunta tramite una procedura di affidamento, nel più assoluto silenzio da parte di tutti gli enti competenti e nella più completa ignoranza, da parte delle popolazioni coinvolte, del drammatico mutamento del proprio destino;
• se il capitale sociale di molte delle società richiedenti che in alcuni casi è di appena 10'000, e l'assoluta mancanza di esperienza nelle operazioni di trivellazioni (società inattive), sia congruo rispetto agli elevatissimi rischi ambientali che la suddetta ricerca comporta.

Il presente Atto viene approvato all'unanimità dal consesso dei rappresentanti Istituzionali oggi riunitisi e ne viene disposto l'invio al Presidente della Regione Siciliana, al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio, al Ministro dello Sviluppo Economico, ed al Ministro dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

Risultano presenti i rappresentanti dei seguenti Comuni:
Comune di Agrigento, Comune di Realmonte, Comune di Siculiana, Comune di Cattolica Eraclea, Comune di Santa Margherita di Belice, Comune di Menfi, Comune di Favignana, Comune di Pantelleria, Comune di Marsala, Comune di Montallegro, Comune di Mazara del Vallo, Comune di Palma di Montechiaro, Comune di Licata, Comune di Gela, Comune di Castelvetrano, Comune di Porto Empedocle, Comune di Ribera, Comune di Sciacca, Legambiente Sicilia. Reg. Sicilia ARTA, Associazione Stoppa la Piattaforma.

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News 6267

L'ex sindaco Salvatore Gino Gabriele:
''Ho il dovere come cittadino di esserci al No Trivella Day"

(nella foto l'ex sindaco Salvatore Gino Gabriele)

“Io ci sarò perchè è giusto che le battaglie oltre che sul terreno istituzionale si fanno con i cittadini”. Lo ha dichiarato l’ex sindaco di Pantelleria Salvatore Gino Gabriele. “Io ho il dovere come cittadino di esserci, insieme a tanti altri semplici cittadini e personalità che hanno a cuore le sorti di questa nostra Isola. Aderisco al Comitato Spontaneo che si è creato, che rappresenta la forza di una battaglia che occorre a tutti i costi sostenere, ne và del nostro patrimonio ambientale, culturale e di sviluppo del nostro territorio e per tutto il Mediterraneo”. “Oggi i compromessi - continua Gabriele - di sviluppo non pagano, non si può essere sostenitori di uno sviluppo sostenibile per le energie rinnovabili e poi avere le piattaforme che estraggono petrolio, oggi l'ambiente, il Mediterraneo le Isole , le nostre coste rappresentano il grande patrimonio da salvaguardare e rappresentano una straordinaria opportunità di sviluppo. Conciliare la salvaguardia con uno sviluppo ambientale - culturale sostenibile si può, ecco perchè rafforzo in me l'idea e insieme a tanti altri, oggi più di prima, che occorre far ripartire la proposta di istituzione del Parco, avere il coraggio di intraprendere una strada, fino in fondo, la nostra popolazione ha bisogno di essere accompagnata in
questo processo di sviluppo, non si può solo avere, prendere, dal nosrtro territorio, occorre anche dare, è un atto d'amore che se ci credi cresce e darà i propri frutti, la forza di Pantelleria sta proprio in questo, lavorare con costanza e non pensare di avere tutto e subito, lo sviluppo del turismo passa anche da questa strada "l'Isola della Sostenibilità Ambientale, del Paesaggio Agrario, delle nostre Colture, dell’archeologia, dei nostri Dammusi millenari, del nostro mare, delle nostre risorse Termali e potremmo continuare ecco perchè diciamo NO! alle Piattaforme nel Mediterraneo”. “La Regione Sicilia – conclude l'ex sindaco - si intesti una battaglia nei confronti del Governo Nazionale che autorizza le trivellazioni sul territorio siciliano senza consultare la propria Regione, che ha proprie norme e una sua legislazione, questo si, che rappresenta un principio che viola l’ordinamento dello Statuto Siciliano e la propria autonomia. Il Presidente Lombardo in Consiglio dei Ministri, visto che è membro di diritto, eserciti la sua funzione chiedendo che avvii la richiesta di una rogatoria internazionale insieme ad altre Regioni Italiane ed Europee che si affacciano sul Mediterraneo. Tutto si può fare nulla è compromesso, ma occorre crederci…, le Istituzioni, le forze politiche devono fare la propria parte. La sostenibilità del pianeta la sua sopravivenza, la crescita dei territori passa attraverso l’uso compatibile delle risorse, questi sono i veri vincoli che possono ostacolare la crescita, il rilancio di un territorio, occorre farvi fronte. La salvaguardia dell’ambiente rappresenta la nuova frontiera di confronto civile del nuovo millennio”.

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News 6268

Lettere al Direttore

La manifestazione dovrà sensibilizzare il governo nazionale

(nella foto la coordinatrice del No Trivella Day Domenica Panzarella)

Caro direttore ,
vorrei ringraziare quanti hanno dato il loro appoggio sulle pagine del tuo giornale all’iniziativa NO-TRIVELLA DAY, contro le trivellazioni nel Mediterraneo .L’eco di questa manifestazione è arrivata anche in terraferma suscitando l’interesse di svariate testate giornalistiche tra cui la Repubblica , Rai News 24, il Giornale di Sicilia e di altre associazioni impegnate sul fronte delle trivellazioni nel Mediterraneo. L’idea di questa giornata mi e’ sorta spontanea, dettata dalle notizie di quanto successo lungo le coste americane .
So benissimo che questa manifestazione non sarà risolutiva ma sicuramente servirà a sensibilizzare maggiormente il Governo Nazionale e Regionale al fine di aumentare la loro attenzione su questo problema .Il pensiero che l’eco sistema del Mediterraneo possa essere alterato non può far rimanere immobili, anche perché il maggiore introito economico dei paesi che si affacciano su questo mare proviene dal turismo .
Spero che domani, nonostante le condizioni meteo non saranno delle migliori, tanti panteschi partecipino anche solo in banchina. Che non si dica che solo il ballo riesce a mobilitarci ma anche le problematiche come queste che potrebbero vederci tutti protagonisti di un disastro ecologico . Colgo l’occasione per ringraziare quanti stanno collaborando a tale iniziativa in particolare,
Alberto Zaccagni - Mimmi Panzarella

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News 6269

I lettori aderiscono al No Trivella Day
Indignazione per le perforazioni da tutta Italia

Salvatore ciao,
non potrò essere con voi domani perchè lavoro e la mia barchetta non mi porterebbe alla piattaforma. Tu sai quanto ami Pantelleria e quanto mi stia a cuore il suo futuro, terrestre e marino. Inutile dire, quindi che in spirito sarò anch'io in prima linea al No Trivella Day.
Cordiali saluti. Maria Ghelia

Anche se non mi trovo a Pantelleria vi sono vicino in questo importante momento di lotta e ringrazio tutti quanti vorranno dedicare il proprio tempo a una causa così importante per la nostra amata isola !
Stefano Perfetti

Aderisco all'iniziativa anche se non posso partecipare. Con solidarietà ed entusiasmo, Rossella Santochi

Aderisco al No Trivella Day per salvare il nostro mare azzurro.
Vincenzo Vasile

Sono contro le trivellazioni in mare e sono indignata nell'apprendere che qualcuno sta perforando nelle nostre acque. Per questo aderisco al No trivella day.
Paola Pulieri

Caro Direttore
non avendo una barca vorrei assistere almeno virtualmente anch'io a questa manifestazione. È importantissimo ! Spero che la manifestazione non sia una faccenda di breve durata, che ci siano anche le barche e le voci di tanti "VIP" come Armani, Armenio, Boniver, Bouquet, Cucci, Depardieu, Di Savoia, Fazio, Ferri, ..., fino a Zingaretti ! Questa manifestazione deve diventare un assedio perpetuo, anche da pescherecci di Mazara, una resistenza civile che deve sensibilizzare e includere la Capitaneria di porto, l'Aeronautica,  mass media e organizzazioni come Greenpeace, Legambiente, ATTAC, WWF, FAI...; c'è molto da imparare dalle tante ONG che si impegnano per battere la violenza e la guerra con metodi intelligenti e pacifici (p.e.: anche una piattaforma ha bisogno di viveri; dove li comprano ?). Mi sembra assistere ad un teatro assurdo quando sento le parole tranquillizzanti di politici, amministratori, ministri; parole di una fascia di 5, 8, 12 miglia dove siano proibite tutte le trivellazioni. Sono scemi quelli e pensano davvero che ci sono barriere nel mare o vogliono gettare polvere nei nostri occhi ?
Eppure non si tratta solo del Canale/Mare di Sicilia, del "Mare Nostro"; si tratta di tutto il Mare Mediterraneo. Non dimentichiamo che questo mare, pur essendo soltanto un pò più grande del Golfo di Messico, è molto più vulnerabile perchè è un mare quasi chiuso con tantissime isole e coste frastagliate e già torturato da tantissimi iinquinamenti. E non dimentichiamo che tutto che può succedere, succederà una volta (è una legge naturale, vedi: Archangelsk, Bhopal, Cernobyl, ...Eschede, ...Kruemmel,...Seveso, Three Miles Island, ...Vajont, ...!). E non lasciamoci ingannare dalle ultime notizie di un Golfo di Messico miracolosamente pulito da microorganismi finora sconosciuti. Ben vengano questi microorganismi (se esistano davvero), ma non dimentichiamo anche questa legge naturale: chi mangia fa anche le feci! E domandiamoci perchè ci sono migliaia di pesci morti nelle foci. E, vedendo le immagini dei gamberi impressionanti pescati ora nel Golfo di Messico, non dimentichiamo quando abbiamo raccolto fragole grandi come un pugno dopo la catastrofe di Cernobyl ! Secondo me l'unica via per risolvere l'emergenza delle trivellazioni nel Mar Mediterraneo è come indicato da Guido Vicario: un accordo urgentissimo di tutti i stati confinanti (inclusa la Libia, qui sbaglia Vicario!) per un divieto generale di tutte le trivellazioni. E per risolvere questo problema, il lavoro tocca ai politici che saranno eletti da NOI ! E un paese come l'Italia, che è in grado di respingere nel mare alto centinaia di uomini/donne/bambini in cerca di rifugio, potrebbe fare molto per raggiungere questa meta. Manca soltanto la voglia!!! Solidali saluti da Hartmut Andrea Noetzig, Scauri

http://www.pantelleria.com/  (notizie complete sul sito solo su abbonamento)
notizie ricevute in data odierna da Maria Ghelia che qui ringrazio per la collaborazione...


Da "TRAPANI BLOG SICILIA" del 24/08/10

L’adesione del Comitato Parchi al “No Trivella Day” di Pantelleria

di Guido Picchetti

Il Comitato Parchi Italia, l’organizzazione fondata da Franco Tassi, già direttore del Parco Nazionale degli Abruzzi per ben 34 anni, ha confermato la sua piena adesione all’iniziativa del “No Trivella Day” in programma domani a Pantelleria per protestare contro le trivellazioni in corso, a 13 miglia di distanza dalle coste dell’isola.

Il messaggio di conferma dell’adesione è pervenuto agli organizzatori tramite il rappresentante del comitato per la Sicilia e il Mezzogiorno, Carmelo Nicoloso, il quale ha altresì ricordato come il Comitato Parchi Italia, in relazione alla presente emergenza che riguarda Pantelleria (e non solo), abbia già informato e attivato diversi ambiti politici e istituzionali.

Ciò anche tramite l’accorato appello, diramato giorni or sono in favore della Perla Nera, nel quale si auspicava, come difesa dalla minaccia delle trivelle, una rapida istituzione della prevista AMP di Pantelleria, nella speranza di arrivare un domani ad avere nello Stretto di Sicilia, con l’accordo delle varie nazioni interessate, il primo Parco Marino Internazionale del Mediterraneo.

http://trapani.blogsicilia.it/2010/08/ladesione-del-comitato-parchi-al-no-trivella-day-di-pantelleria/


Da "TRAPANI BLOG SICILIA" del 24/08/10

No Trivella Day, a Pantelleria anche “Stoppa la Piattaforma”

di Guido Picchetti

Una delegazione del Comitato “Stoppa La Piattaforma” di Sciacca guidata da Mario Di Giovanna sarà domani a Pantelleria per unirsi alla lotta degli isolani contro la Piattaforma Lambouka-1 (operativa ad appena 13 miglia dall’isola) che rischia di deturpare l’intero Mediterraneo.

Insieme a Mario di Giovanna, fondatore del Comitato, ci saranno anche Antonio Giordano, Umberto Marsala e Davide Fiorentini, giornalista di RaiNews 24.

Il programma prevede l’imbarco sui natanti che muoveranno dal porto di Pantelleria alle ore 13,30 per far rotta verso la piattaforma, raggiunta la quale verrà simbolicamente deposta in mare una corona di fiori.

http://trapani.blogsicilia.it/2010/08/no-trivella-day-a-pantelleria-anche-stoppa-la-piattaforma/

Post di Salvatore Gino Gabriele su FB del 24/08/10
Io ci sarò perchè è giusto che le battaglie, oltre che sul terreno istituzionale, si facciano con i cittadini. Aderisco al Comitato Spontaneo che si è creato, che rappresenta la forza di una battaglia che occorre a tutti i costi sostenere: ne và del nostro patrimonio ambientale, culturale, e di sviluppo del territorio per tutto il Mediterraneo . Oggi i compromessi di sviluppo non pagano, non si può essere sostenitori di uno sviluppo sostenibile per le energie rinnovabili e poi avere le piattaforme che estraggono petrolio. Oggi l'ambiente, il Mediterraneo, le isole, le nostre coste sono il grande patrimonio da salvaguardare e rappresentano anche una straordinaria opportunità di sviluppo. Conciliare la salvaguardia con uno sviluppo ambientale e culturale sostenibile si può, ecco perchè rafforzo in me l'idea, insieme a tanti altri, e oggi più di prima, che occorra far ripartire la proposta di istituzione del Parco, e avere il coraggio di intraprendere una strada fino in fondo. La nostra popolazione ha bisogno di essere accompagnata in questo processo di sviluppo, non si può solo avere e prendere dal nostro territorio, occorre anche dare: è un atto d'amore che, se ci credi, cresce e darà i propri frutti. La forza di Pantelleria sta proprio in questo: lavorare con costanza e non pensare di avere tutto e subito. Lo sviluppo del turismo passa anche da questa strada: l'isola della sostenibilità ambientale, del paesaggio agrario, delle nostre colture, degli scavi archeologici, dei nostri dammusi millenari, delle nostre coste, delle nostre risorse termali, e potremmo continuare... Ecco perchè diciamo "NO! alle Piattaforme nel Mediterraneo" ! La Regione Sicilia si intesti una battaglia nei confronti del Governo Nazionale che autorizza le trivellazioni sul territorio siciliano, una battaglia che avvii la richiesta di una rogatoria internazionale, insieme ad altre Regioni Italiane ed Europee che si affacciano sul Mediterraneo. Tutto si può fare nulla è compromesso, ma occorre crederci.


Da "FAREVELA NET" del 23/08/10

Allarme rosso a Pantelleria

di Michele Tognozzi

Pantelleria - Riceviamo da Alberto Zaccagni, velista fiorentino trasferitosi da anni a vivere nella splendida Pantelleria, questa allarmante segnalazione che riguarda l'istallazione di una piattaforma petrolifera ad appena una dozzina di miglia dalle coste della "Figlia del Vento".

"In tutti questi anni di mare abbiamo incrociato i nostri percorsi per regate, attività, manifestazioni e avventure sempre intese come esempi chiari di diffondere questa bellissima vita dedicata alla vela e al mare in generale. Adesso da un mese, qui a Pantelleria, abbiamo un grosso problema. A poco più di 12 miglia in direzione Tunisia è stata istallata una piattaforma petrolifera. Senza nessun preavviso, senza avvisi ai naviganti, senza che nessuno ne sia stato al corrente mentre è istituenda l'area marina protetta dell'isola. Il nostro governo ha con l'altra mano venduto concessioni di sfruttamento del sottosuolo marino in barba a tutti i possibili pericoli che già immaginate.

Sono stato il primo a fare visita al mostro e da allora ho iniziato una campagna di informazione. Tra circa una settimana dovremo riuscire a fare una manifestazione dimostrativa andando incontro alla piattaforma (ma distanti) con tutte le barche possibili dell'isola. Vi chiedo di aiutare il nostro mare Mediterraneo a mettere in risalto questi veri e propri atti di terrorismo, in modo che l'opinione pubblica ne sia informata"
.

http://www.farevela.net/Inews/view_articoli.asp?ID=10222


Da "LIVE SICILIA" del 23/08/10

Da Erice: "Stop alle trivellazioni nei mari"

Sospendere le trivellazioni petrolifere nei mari profondi: è la prima indicazione fornita dal neonato gruppo di studio sulla sicurezza delle trivellazioni petrolifere, istituito ai Seminari internazionali di Erice sulle Emergenze Planetarie. A presiederlo è Carmen Difiglio del Dipartimento Energia del governo degli Stati Uniti d’America. Gli scienziati sono chiamati a proporre ai governi di tutto il mondo – a conclusione dello studio – una sorta di documento contenente alcune linee guida sulle perforazioni in mare. Promotore dell’iniziativa è stato il presidente della Federazione mondiale degli scienziati, Antonino Zichichi.

“Anche la marea nera rappresenta un’emergenza Planetaria – ha detto Zichichi – e, pertanto, la comunità scientifica intende studiare il problema e avanzare ai governi proposte per alzare i livelli di sicurezza. E questo per evitare un altro disastro ambientale, dopo quello della Louisiana”.

http://www.livesicilia.it/2010/08/23/stop-alle-trivellazioni-nei-mari/?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A+livesicilia+%28Il+nuovo+quotidiano+online+sulla+Sicilia+-+Live+Sicilia%29


Da "TRAPANI BLOG SICILIA" del 23/08/10

A Pantelleria il “No Trivella Day”

di Guido Picchetti

Finalmente qualcosa si muove a Pantelleria.

Mercoledì 25 agosto, tempo permettendo, una processione di barche muoverà alle ore 13,30 dal porto dell’isola, dirigendosi verso la piattaforma petrolifera dell’ADX, operativa a 13 miglia dell’isola, appena fuori dalle acque territoriali italiane.

Sarà una mobilitazione generale di tutti i barcaioli, aperta a quanti della popolazione isolana vorranno aderire.

A destinazione raggiunta, una corona di fiori sarà gettata in mare, in segno ideale di sfida in favore per il futuro dell’isola. Per aggiornamenti sull’iniziativa (annunciata dal notiziario on line “Pantelleria Internet“) contattare Mimmi Panzarella presso la farmacia Greco, che funge da coordinatrice, tel. 333 9476050.

http://trapani.blogsicilia.it/2010/08/a-pantelleria-il-no-trivella-day/
stessa notizia anche su "TRAPANI SICILIA" del 23/08/10

Post di Mario Di Giovanna su FB del 23/08/10
Grandi !!!!

Post di Salvatore Gino Gabriele su FB del 23/08/10
Ottima! finalmente...

Post di NOTRIV SICILIA del 23//08/10
Bella iniziativa... Inviate poi le foto ??? :)

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Post di Mario di Giovanna sulla bacheca del gruppo su FB "Stoppa la piattaforma" del 24/08/10
Una delegazione del Comitato Stoppa La Piattaforma andrà a Pantelleria per unirsi alla lotta degli isolani contro la Piattaforma Sambuka 1 che rischia di deturpare l'intero mediterraneo. Partiremo in quattro : Io, Antonio Giordano, Umberto Marsala e Davide Fiorentini. Il programma prevede di salire su piccole imbarcazioni e far rotta... contro la Piattaforma per deporre una corona di fiori.

Post di Guido Picchetti
Benvenuti a Pantelleria e... grazie per la solidarietà e la collaborazione...

Post di Leandro Janni
Quando andate ???

Post di Mario Di Giovanna
Partiamo questa sera alle 23:59 da Trapani.

Post di Leandro Janni
Caro Mario, non posso essere con voi. Peccato!!! Comunque sia, buona missione e tenetemi informato, se potete. Saluti cordiali.

Post di Mario Di Giovanna
Peccato,sarebbe stata un ottima compagnia. Purtroppo chi ha organizzato l'evento ne ha diffuso la notizia con pochi giorni di preavviso, ciò non ha permesso a tantissime persone di poter partecipare. Naturalmente ti terrò informato. A presto.

Post di Leandro Janni
Io l'ho saputo soltanto ora! Ciao.


Da "GULFSANDS COM" - 23/08/10
 

Raggiunti i 2216 di profondità
dalle trivelle della piattaforma "Lambouka-1"

Estratto dall'ultimo report della consociata dell' "ADX-Energy lmt" in data 19/08/10

.......
The Lambouka-1 well has intersected the complete Ain Grab section, a secondary target in this well, encountering porous reservoir sandstone as prognosed. However based on interpretation of MWD (measurement while drilling) logs, the formation is
considered to be water bearing.

The current 12¼" hole section has now been drilled to a depth of 2216m and preparations are currently underway to set and cement the 9 5/8" casing prior to drilling on in a 8½" hole into the primary target, the Abiod carbonate formation.

Gulfsands is acquiring a 30% participating interest in the Kerkouane Licence and Pantelleria Permit. Gulfsands also expects to participate in the drilling of another exploration well before the end of 2010 in the onshore Chorbane permit, to earn a 40% participating interest (see announcement of 18th May 2010).
.........

 http://www.gulfsands.com/s/NewsReleases.asp?ReportID=415047


Da "PANTELLERIA COM" del 22/08/10

"No Trivella Day": una processione di barche a Pantelleria
per protestare contro le trivellazioni
(tempo permettendo venerdì' 27agosto)

News 6248

Una processione di barche per dire no alle trivellazioni nel Canale di Sicilia, all’estrazione petrolifera nel mare di Pantelleria. Una mobilitazione generale di tutti i barcaioli, e di tutta la popolazione che vorrà aderire. Una corona di fiori in segno di lutto sarà buttata a mare.. Tempo permettendo Venerdì 27 agosto partendo dal porto di Pantelleria alle 13 (in modo che chi lavora nei negozi possa esserci) andremo in processione verso ovest in modo da gettare un ideale sfida per il nostro futuro. Il tam tam dell’isola deve partire, occorre dare un segnale. Per aggiornamenti contattare Mimmi Panzarella (333 9476050) della farmacia Greco. Farà da coordinatrice.

In queste settimane,lo sappiamo tutti,l’isola vive i suoi momenti più frenetici dell’anno. Ognuno, che sia residente o sia in vacanza, “deve” dare il massimo. Negozianti aperti anche nei festivi e dopocena, bagnanti su tutti gli scogli a tutte le ore, ristoranti a tripli turni e nottambuli con auto rombanti. Insomma si vede di tutto di più. Nessuno vuol pensare al domani, e questo è pure comprensibile, nessuno vuol farsi carico di soverchie preoccupazioni, come se non bastassero quelle ormai entrate nella routine, e pure questo è umano. Vogliamo scacciare ogni fastidio e credere di doverci ancora svegliare da un dolce sonno. Se però come è naturale allontaniamo lo sguardo verso uno dei magici tramonti panteschi, sì proprio verso la Tunisia, dove più dolce corre l'animo del romantico pensatore, all’imbrunire tra raggi purpurei viranti in strali verdi….Ehi, ma cos’è quella fabbrica frenetica, quell’officina dalle luci scintillanti ? Forse una installazione artistica transmediterranea ? Oppure una flotta di pesca all’ultima ricciola ? No cari miei! Quella che state vedendo a ponente è una bella piattaforma di trivellazioni petrolifere. Un ecomostro, una industria pesante, una centrale estrattiva posta a soli 20 km da noi. Un attentato al mare e all’ambiente, ma soprattutto a tutti gli abitanti e i frequentatori dell’isola che la potrebbero vedere trasformare nella perla nera…di catrame. E tutti i soldi investiti qui, tutti i nostri curati dammusi, vigneti, muretti e giardini…sparirebbero in un attimo,  il tempo di vampa di un cerino  (che non esistono più ! ).

Ve lo immaginate se alle porte di Siena i nostri governanti decretassero una centrale a carbone, o se nei pressi di Cortina decidessero una discarica di scorie tossiche, e tra i vigneti delle Langhe una bella raffineria di oli pesanti. E se Pantelleria la circondassero di piattaforme petrolifere? Si sta in queste ore, non senza difficoltà, formando una comitato di persone che vogliono fare qualcosa, almeno dimostrare di essere vive, di voler catalizzare l’opinione pubblica ed i media, di stimolare a parlare di questo problema, di sensibilizzare residenti e turisti, uomini e donne di far la forza con l’unione. Lasciar da parte piccole e grandi divergenze, ataviche rivalità e incomprensioni per una lotta comune, paiono parole scontate e retoriche anche a me che le scrivo, ma possono essere azioni possibili. Situazioni come queste possono accadere proprio perché chi ci governa e chi ci specula sopra gioca sul qualunquismo, anzi menefreghismo e nell’incapacità a fare squadra di chi viene vessato. Questa è sempre stata la storia, infatti come è spiegabile che piccoli manipoli di arroganti possano tenere sotto scacco milioni di uomini ?

Orbene il primo progetto è quello di uscire con tutte le nostre imbarcazioni, per quanto la regolamentazione nautica permette, verso la piattaforma, con cartelli, striscioni e corone di fiori, in modo che simbolicamente si dia inizio alla protesta che sarà lunga e difficile. Dobbiamo avere l’attenzione dei media ma soprattutto essere tanto bravi singolarmente da innescare negli altri la sensibilità e lo stato d’animo che ci stanno veramente facendo un attentato, a noi e a tutto il mediterraneo.

di Alberto Zaccagni

http://www.pantelleria.com/news/lista_news.asp?NEWS_ID=5351  (solo su abbonamento)

Post di Guido Picchetti su FB del 23/08/10
Attenzione... Errata corrige.... La processione delle imbarcazioni da Pantelleria alla piattaforma "Belouka-1" è stata anticipata dagli organizzatori a dopodomani, Mercoledi 25 Agosto, alle 13,30...

Post di Adele Pineda su "Il Blog di Beppe Grillo" del 22/08/10
Caro Beppe,
ti scrivo da Pantelleria, la perla nera del Mediterraneo, un'isola dove, come hai avuto già modo di vedere, la natura è ancora incontaminata e il mare azzurro circostante è ricco di dentici, tonni, coralli. Ebbene, su questo angolo di paradiso incombe lo spettro delle trivellazioni petrolifere in quanto già da qualche tempo, a circa 13 miglia da Pantelleria, appena un miglio fuori delle acque nazionali, in una zona dichiarata d’importanza prioritaria per la conservazione, nella quale, tra l’altro, si attende l'istituzione dell’Area Marina Protetta, è già stata installata una piattaforma petrolifera. Dopo quanto accaduto nel Golfo del Messico, si continua a trivellare e lo si fa in una zona dove un nuovo disastro ambientale avrebbe conseguenze devastanti sul Mare Nostrum e, di conseguenza, su tutti i paesi che vi si affacciano. Al momento, nonostante la protesta di alcuni comuni, nessuna notizia è pervenuta da parte del "governo nazionale". Per il 27 agosto, tempo permettendo, è stata organizzato, da un comitato spontaneo, il "NO TRIVELLA DAY" per dire no alle trivellazioni nel Canale di Sicilia, all’estrazione petrolifera nel mare di Pantelleria. Una mobilitazione generale di tutti gli amanti del mare che con le barche si dirigeranno verso la piattaforma gettando in mare una corona di fiori in segno di lutto. Speriamo di ottenere l'attenzione dei media, delle forze politiche e di chi, non potendo partecipare fisicamente al No Trivella Day, vorrà farlo virtualmente scrivendo a Pantelleria Internet (saga@pantelleria.com) ed esprimendo la propria solidarietà ed il proprio pensiero sulle trivellazioni nel Canale di Sicilia. Come sei solito affermare tu "Loro non si arrenderanno mai". Noi neppure.


Da "TRAPANI BLOG SICILIA" del 21/08/10


A Pantelleria l’interesse della Provincia di Catania. E i panteschi?

di Guido Picchetti

Ieri il Consigliere Provinciale di Catania Carmelo Giuffrida ha presentato al Presidente della Provincia Regionale di Catania, On. Giuseppe Castiglione (anche nella sua veste di Presidente dell’Unione Provincie Italiane), e al Presidente del Consiglio Provinciale di Catania Dr. Giovanni Leonardi, un’interpellanza a risposta scritta in favore della salvaguardia dell’ambiente marino intorno all’Isola di Pantelleria, minacciato dalle piattaforme petrolifere già in azione a poche miglia delle sue coste.

L’interpellanza è integralmente riportata qui.

Ma possibile che debbano esser gli altri siciliani a darsi da fare e non gli abitanti dell’isola più direttamente toccati da questi problemi, ma ancora in gran parte all’oscuro su quanto accade in mare a poca distanza da casa loro ?

http://trapani.blogsicilia.it/2010/08/a-pantelleria-linteresse-della-provincia-di-catania-e-i-panteschi/

stessa notizia su  "BLITZ QUOTIDIANO IT", e su "FAI INFORMAZIONE IT"
http://www.blitzquotidiano.it/home.php?page=dettnews&id=441712&tipo=feedlocal&title=A%20Pantelleria%20l%E2%80%99interesse%20della%20Provincia%20di%20Catania.%20E%20i%20panteschi?
http://fai.informazione.it/p/8753589C-5019-4022-B97F-1BBDB5DE5A38/A-Pantelleria-l-interesse-della-Provincia-di-Catania-E-i-panteschi

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Dalla Bacheca su FB di Carmelo Nicoloso del 24/08/10

Post di Carmelo Nicoloso
Una foto con il testo di un articolo pubblicato dal quotidiano "La Sicilia" il 23/08/10:
Provincia - Interpellanza di Giuffrida (Pdl) sulle piattaforme petrolifere
Il consigliere provinciale Carmelo Giuffrida, Pdl, esprime il suo dissenso alla eventuale realizzazione di una piattaforma petrolifera in mare a circa 10 miglia da Pantelleria. E lo fa attraverso una interpellanza, a risposta scritta, inviata al presidente della Provincia Regionale di Catania, Giuseppe Castiglione, e al presidente del Consiglio provinciale Giovanni Leonardi. Giuffrida sottolinea l'importanza dell'isola per la sua centralità nel Mediterraneo. Giuffrida interpella il presidente Castiglione "se ritiene farsi portavoce della problematica ambientale sollevata e di essere promotore, in collaborazione con le altre Provincie, per revocare ogni autorizzazione alla costruzione della piattaforma a Pantelleria".

Post di Guido Picchetti
Ma, cosa s'intende per costruzione ? La piattaforma situata a 13 Km da Pantelleria (denominata "Lambouka-1") è già operativa dai primi di Agosto, e ogni 4/5 giorni le società cointeressate nelle operazioni mettono regolarmente in rete un re...port sullo stato dei lavori. Dall'ultimo report emesso in data 17/8, da me riportato negli ultimi "Echi di Stampa" sul mio sito, è detto chiaramente che le trivellazioni hanno già raggiunto la profondità di 2216 metri... Ancora trivellazioni "esplorative", certamente, e non ancora di "sfruttamento", ma sempre trivellazioni sono... e i rischi ritengo non siano molto dissimili ....

Post di Carmelo Nicoloso
Quanto scritto è l'estratto del giornale La Sicilia dall'interpellanza pubblicata e inviata a firma del consigliere Giuffrida.

Post di Guido Picchetti
E quindi c'è qualcuno (non diciamo chi...) che non ha capito niente o fa il finto tonto... Da qui non si scappa...

Post di Maria Ghelia
Misteri che io non capisco.


Da "IL GIORNALE DI SICILIA" del 19/08/10

L'iniziativa, come difesa dalla minaccia delle trivelle

Pantelleria, appello per creare l'area marina protetta

Pantelleria  - Un SOS accorato è stato lanciato da Franco Tassi, già direttore per 30 anni del Parco Nazionale degli Abruzzi, per l'isola di Pantelleria. Tassi è attualmente responsabile del Centro Parchi Internazionale, nonchè fondatore del Comitato Parchi Italia. Il suo è un intervento (pubblicato sul sito ..\SOS_pantelleria.htm) mirato per far sì che nel mare della Perla Nera, troppo a lungo dimenticata, come difesa dalla minaccia delle trivelle venga istituita al più presto la già prevista Area Marina Protetta, nella speranza di arrivare un domani ad avere nello Stretto di Sicilia una grande area marina di spessore internazionale: il Parco Marino Internazionale del Mediterraneo. Primo passo di questo processo è, per Franco Tassi, la creazione sull'isola di un Centro Natura, un centro in cui occupare giovani del posto, e attrarre volontariato italiano e straniero, aprendo la porta all'informazione e alla discussione, e mostrando le meraviglie del mare anche a chi non va con la testa sott'acqua. (saga)


Da "ITALIA OGGI" del 19/08/10

Canale di Sicilia, trivelle in azione

L'australiana Audax ha iniziato a perforare al largo di Pantelleria
Prosegue l'assalto al petrolio dell'isola. Spuntano legami con la San Leon che minaccia

di Stefano Sansonetti

E pensare che proprio quel giorno, il 2 agosto scorso, Stefania Prestigiacomo ha chiesto una sospensione delle trivellazioni nel Mediterraneo. Peccato che lo stesso 2 agosto, al largo di Pantelleria, è iniziata una perforazione che mira, come sempre, all'estrazione di petrolio. ItaliaOggi, carte alla mano, è in grado di documentare l'ennesimo assalto al Canale di Sicilia, in un periodo in cui, a causa del disastro provocato dalla BP nel golfo del Messico, un po' da tutte le parti si chiede un congelamento delle operazioni.

Dietro la recentissima iniziativa c'è una società che si chiama Audax.

In Italia è presente da un paio d'anni una controllata, la Audax Energy, al 100% detenuta dalla casa madre australiana Audax Resources, con quartier generale a Perth. La società ha iniziato le operazioni di trivellazione a circa 10 miglia dalle coste di Pantelleria. Qui, praticamente sulla linea di confine tra Tunisia e Italia, la Audax ha ottenuto da qualche anno una concessione per esplorare un'area di circa 150 Kmq da cui la società australiana spera di poter ottenere fino a 270 milioni di barili. Il giacimento si chiama Lambouka e viene sfruttato in conseguenza di un doppio permesso, ottenuto dalle autorità tunisine e italiane.

Ad annunciare l'inizio della perforazione è un bollettino dell'Audax, datato 3 agosto 2010.

In esso si legge testualmente che «alle 19.30 del 2 agosto, ora locale tunisina, l'impianto di trivellazione ha iniziato le perforazioni». L'esordio, a quanto pare, non è stato affatto facile. Lo stesso bollettino del 3 agosto (ma anche uno precedente del 27 luglio) informa che le tappe di avvicinamento «sono state rallentate da 53 ore di cattivo tempo che hanno impedito di installare il Bop». Ora, Bop è un termine tecnico che sta per blow out preventer, ovvero lo strumento che serve a mettere in sicurezza i pozzi di idrocarburi durante la loro perforazione, nel caso i fluidi presenti nel sottosuolo dovessero accidentalmente migrare all'esterno del pozzo. Lo stesso strumento che nel golfo del Messico ha fatto cilecca. Insomma, non una garanzia, ma nel caso della Audax si è addirittura andati avanti senza nemmeno averlo predisposto, salvo una successiva e frettolosa installazione.

Tutto questo è accaduto giusto una settimana fa, mentre dall'UE e dal Ministero dell'Ambiente italiano si tuonava contro la prosecuzione di trivellazioni. Tra l'altro, elemento che desta più di una curiosità, la Audax presenta un collegamento con la San Leon Energy, altra società petrolifera (con casa madre questa volta irlandese) che vorrebbe andare all'assalto di un'area di 483 Kmq al largo delle coste di Sciacca (vedi ItaliaOggi del 25 giugno e del 23 luglio 2010). La Audax Energy srl, infatti, è amministrata da Luigi Albanesi, imprenditore che risulta anche amministratore unico della Grove Energy (altra società petrolifera controllata da un gruppo canadese) e della Peal Petroleum. Quest'ultima ha sede a Roma, via Guerrieri, lo stesso indirizzo della Audax. Ma soprattutto la Peal Petroleum è la società di studi ambientali che attraverso i suoi geologi predispone i progetti di estrazione che poi vengono presentati alle autorità nazionali per l'ottenimento della concessione. Ebbene, è stato proprio un geologo associato alla Peal, Michelangelo Miceli, a elaborare il piano di prospezione presentato all'epoca dalla San Leon Energy per il tratto di mare davanti a Sciacca. Adesso si sta muovendo anche la Audax, ma le proteste cominciano a fioccare. Mario Di Giovanna, un ingegnere che fa parte del direttivo dell' "Altrasciacca", associazione che si sta distinguendo per la lotta alla «trivella selvaggia», spiega di «aver già interessato l'Assessorato all'Ambiente della Regione Sicilia su questa iniziativa della Audax. Mi è stato detto che sono state mandate delle motovedette a verificare quello che succede». In effetti sembra che in pochi si siano accorti di quella piattaforma al largo di Pantelleria.

http://www.italiaoggi.it/giornali/dettaglio_giornali.asp?preview=false&accessMode=FA&id=1672377&codiciTestate=1


Da "TRAPANI BLOG SICILIA" del 18/08/10

Lo sfogo agostano di un “pantesco” d’adozione

di Guido Picchetti

Come volevasi dimostrare… L’appello accorato di Franco Tassi in favore dell’isola dimenticata di Pantelleria, benchè ripreso da numerosi siti web interessati alla tutela ambientale e di informazione regionale (“Consorzio AetnaNet”, “Blitz Quotidiano”, “Sat Sicilia Com”, “Villaggio Globale”, “Trapani Blog Sicilia”, “Trapani Notizie”, “Siciliano It”, etc. ), e riportato su molte bacheche di Facebook interessate alle minacce che incombono sulle acque dello Stretto di Sicilia (“No Triv”, “Stoppa la piattaforma”, “Si al Parco delle Egadi – No alle Piattaforme”, etc.), a due giorni dalla sua pubblicazione possiamo dire, senza tema di smentita, che è stato accolto qui sull’isola in un silenzio assordante.

Certo, sarà il periodo di ferie agostane che distrae tutti da certi problemi, e anche, in particolare, quanti di certe cose dovrebbero istituzionalmente sempre occuparsi, a livello locale e non solo… Ma cosa pensare se si viene a sapere, proprio da Facebook, che in una riunione a Sciacca di qualche giorno fa (riunione nella quale i sindaci dell’agrigentino, coordinati dall’Assessore Regionale all’Ambiente Di Mauro, hanno costituito un comitato per difendere i loro territori dalle minacciate intrusioni delle compagnie petrolifere…), l’Assessore all’Ambiente del Comune di Pantelleria è riuscito solo a dire che “la natura vulcanica della nostra isola rappresenta un rischio per le trivellazioni” ! Non una parola di più, e questo di fronte al TGR della RAI…

L’Area Marina Protetta, il Parco Nazionale dell’Isola di Pantelleria, le trivellazioni petrolifere in corso a poche miglia dalle coste dell’isola, le concessioni già da tempo rilasciate a totale insaputa della popolazione isolana: sono tutte cose di un altro mondo, e di cui è inutile parlare a Pantelleria… Isola dimenticata, ma beata, nella sua totale “ignoranza”… Basta che, a riprova dell’affluenza turistica (solo agostana…), ci sia abbastanza confusione e difficoltà di parcheggi, con migliaia di auto in affitto in giro per l’isola, con i negozi scomodi e affollati, e con tante imbarcazioni a pieno carico per mare … Il resto non conta…

E ben venga allora la natura vulcanica dell’isola, sebbene la sola natura non basta… Vivendo ormai stabilmente sull’isola non me l’auguro certo, ma forse solo un terremoto (non tanto forte, ma quel tanto che basta…) riuscirà a smuovere chi si è seduto su certe poltrone, e a tutto pensa (si fa per dire….) fuorchè al futuro di quest’isola e dei suoi figli…

http://trapani.blogsicilia.it/2010/08/lo-sfogo-agostano-di-un-pantesco-dadozione/63270409

Post di Clementina Bova su FB del 18/10
Chissà...

Post di Giuseppe Naccari su FB del 18/10
Nei salotti "buoni " però vogliono che l'isola non diventi un posto da turismo di massa!!!!


Da "GULFSANDS PETROLEUM COM" - 17/08/10

Le trivelle della "Lambouka-1"
raggiungono i 1740 metri di profondità

Tunisia Drilling Update

London, 16th August, 2010: Gulfsands Petroleum plc ("Gulfsands", the "Group" or the "Company" - AIM: GPX), the oil and gas production, exploration and development company with activities in Syria, Iraq, Tunisia, Italy and the U.S.A., is pleased to announce that ADX Energy Ltd (ASX:ADX) the operator of the Kerkouane Exploration Licence offshore Tunisia (Kerkouane Licence) and the adjacent Pantelleria Exploration Permit in Southern Italy (G.R15.PU, known as the Pantelleria Permit) has provided the following information on drilling operations on the Lambouka-1 well in a news release made earlier today in Australia.

As of 15th August 2010, the Lambouka-1 exploration well has been drilled to a measured depth of approximately 1780 metres in 12 ¼" hole section. Preliminary evaluation of the MWD ("measured while drilling") petrophysical logs suggests that the first reservoir target for the Lambouka prospect, the Tertiary aged Birsa Sand, has been encountered. Our initial interpretation based on the MWD logs is that the sands encountered to date are water-bearing.

While this interpretation represents a result considered disappointing, the presence of a seal and reservoir sand within this interval is a favorable result for the remaining prospects and leads in the block.

Forward operations are to complete the drilling of the current 12 ¼" hole section, run wireline logs and then set the 9 5/8" casing prior to drilling ahead to the primary target Cretaceous aged Abiod Formation in 8 ½' hole.

Gulfsands is acquiring a 30% participating interest in the Kerkouane Licence and Pantelleria Permit. Gulfsands also expects to participate in the drilling of another exploration well before the end of 2010 in the onshore Chorbane permit, to earn a 40% participating interest (see announcement of 18th May 2010).

This release has been approved by Richard Malcolm, Chief Executive of Gulfsands Petroleum Plc who has a Bachelor of Science degree in Geology with 30 years of experience in petroleum exploration and management. Mr. Malcolm has consented to the inclusion of the technical information in this release in the form and context in which it appears.

http://www.gulfsands.com/s/NewsReleases.asp?ReportID=414655

Post su FB di NOTRIV SICILIA del 17/08/10
Fantastico... meno male che abbiamo il petrolio, va.


Da "TRAPANI BLOG SICILIA" del 17/08/10

L’appello di Franco Tassi per Pantelleria

di Guido Picchetti

Un S.O.S. accorato per l’isola di Pantelleria. Lo lancia Franco Tassi, già direttore del Parco Nazionale degli Abruzzi per oltre 30 anni, attualmente responsabile del Centro Parchi Internazionale, nonchè fondatore del Comitato Parchi Italia.

Il suo è un intervento mirato per far sì che nel mare della Perla Nera troppo a lungo dimenticata, come difesa dalla minaccia dalle trivelle si istituisca al più presto la già prevista AMP, nella speranza di arrivare un domani ad avere nello Stretto di Sicilia un grande area marina protetta di spessore internazionale: il Parco Marino Internazionale del Mediterraneo.

Primo passo di questo processo è la creazione sull’isola di un Centro Natura, un centro in cui occupare giovani del posto, e attrarre volontariato italiano e straniero, aprendo la porta all’informazione e alla discussione, e mostrando le meraviglie del mare anche a chi non va con la testa sott’acqua… Parole di Franco Tassi.

Approfondimento: cliccate qui.

http://trapani.blogsicilia.it/2010/08/lappello-di-franco-tassi-per-pantelleria/

Notizia simile su "BLITZ QUOTIDIANO IT", "SAT SICILIA COM"

Su FB a Paolo Camerota, Stefano Torrisi e Rosetta Melani piace questo elemento.


Da "CONSORZIO AETNEANET" del 16/08/10

Ambiente: Emergenza Pantelleria: area marina protetta
e trivellazioni petrolifere

Ecco il comunicato predisposto da Franco Tassi per il Comitato Parchi in relazione all'emergenza che riguarda l'isola di Pantelleria, una storia infinita per quanto attiene l'istituzione dell'Area Marina Protetta che va avanti dal 1989, all'inserimento per l'istituzione del Parco Nazionale nel 2007, alle concessioni per le trivellazioni petrolifere (storia di questi giorni), la nostra proposta un Parco Blu transnazionale che interessi tutta l'area del Canale di Sicilia.
Carmelo Nicoloso (Coord. Sicilia e Mezzogiorno Comitato Parchi) carmelo.nicoloso@videobank.it

Trivellazioni nel Canale di Sicilia? Assai meglio un Parco Blu!

Strano destino, quello delle piccole isole. Il Mediterraneo ne è ricco, l’Egeo ne pullula, la Grecia ne va fiera… E l’Italia? Tutti sanno che nel “mare nostro” vi sono non meno di 200 “isole minori”, tra cui spiccano le isole più belle e famose del mondo: Capri e Ischia, Ponza e Ventotene, Caprera e La Maddalena, Elba e Montecristo, Stromboli e Vulcano, Lipari e Panarea, Ustica e Favignana, Pantelleria e Lampedusa. Ciascuna di queste isole rappresenta un mondo a parte, ognuna è un vero capolavoro della natura. Paradisi sognati da tutti i popoli europei che vivono tra le brume del Nord, e non soltanto da loro. Un tempo avamposti della storia e della civiltà, rischiano oggi di essere sopraffatte dall’invasione edilizia, sommerse dal turismo mordi e fuggi per un mese l’anno, e poi completamente dimenticate. Anche per questo, da quasi mezzo secolo il Settore Mare del Comitato Parchi sostiene con forza l’idea di creare nei luoghi migliori, come avviene in molti altri Paesi, moderni Parchi Blu ben organizzati, garanzia di tutela di un patrimonio unico ma anche efficaci catalizzatori di un ecoturismo pluristagionale responsabile. Da anni se ne parla, ma ben poco di concreto è stato fatto davvero.

Prendiamo come esempio Pantelleria: vera perla nera del Mediterraneo, quarta isola italiana per estensione, l’antica Cossyra è un gran blocco di natura vulcanica nel mezzo del Canale di Sicilia, più vicina alla Tunisia che alla Trinacria. Tondeggiante, culmina nella Montagna Grande alta 836 metri, dalla quale nelle giornate più limpide si possono ammirare sia le coste africane che quelle europee. Antico cratere ormai spento, emana ancora vapori fumosi, cela calette incantevoli, ospita un singolare laghetto detto “Specchio di Venere”, ed è prodiga di grotte, faraglioni e strane formazioni rocciose. Accanto a lande assolate dominio di erbe aromatiche come menta, salvia, origano e nepetella si incontrano macchie e pinete di pino marittimo e d’Aleppo. Regno del coniglio selvatico e di faune minori simili a quelle africane, rappresenta un punto di sosta ideale per gli uccelli migratori di ogni genere, tanto da richiamare in primavera e d’autunno drappelli di appassionati naturalisti.

Ma i tesori più preziosi sono nascosti nei fondali incontaminati ricchi di spugne e coralli, cernie e polpi enormi; e nelle fresche acque azzurre intorno all’isola, dove sfilano cefali, dentici, tonni, squali e pesci spada, e talvolta si può avvistare una tartaruga marina, una manta o una foca monaca. Qui si fanno anche scoperte importanti, come il recentissimo primo avvistamento di una grande Medusa proveniente dall’Atlantico (Catostylus tagi), mai osservata prima nel Mediterraneo.

Pantelleria meriterebbe, insomma, massima attenzione e protezione: perché se è vero che esiste già una Riserva terrestre, si attende vanamente da anni l’Area Marina Protetta; e una legge di tre anni fa vorrebbe trasformarla tutta in un Parco Nazionale. D’altro canto lo stesso Canale di Sicilia potrebbe un giorno diventare un cosiddetto Parco transfrontaliero, ovvero di livello e spessore internazionale. Ci sarebbe insomma da essere felici e fiduciosi nell’avvenire, ma come spesso accade la realtà sta purtroppo prendendo una piega del tutto diversa: perché a poche miglia dalla costa incombe lo spettro delle trivellazioni petrolifere, come sempre “regolarmente autorizzate” dalle autorità competenti. Il rischio di incidenti disastrosi non sembra poi tanto remoto, se si pensa che la piattaforma sottomarina è di natura vulcanica, e perforando quello strato magmatico non solo si distruggerebbe una straordinaria fauna di profondità ancora in gran parte sconosciuta, ma si andrebbe incontro ad altre sorprese assai poco piacevoli.

L’unica seria difesa può venire da una rapida creazione del primo Parco Marino Internazionale del Mediterraneo, che porterebbe Pantelleria alla ribalta europea: ma al di là di belle parole, ben poco si muove. Si sa di ingenti somme da tempo stanziate dal Governo, ma nessuno spiega dove siano finite: nel migliore dei casi verranno in parte destinate al solito magnifico “studio di fattibilità”, ma nel frattempo tutti i peggiori attacchi procederanno indisturbati. La sola forza in grado di salvare l’isola sta dunque in una convinta alleanza tra comunità locale, movimenti ambientalisti, mezzi di comunicazione e frequentatori dell’isola, tra cui figurano anche personaggi di spicco. Con un obiettivo semplice e immediato: creiamo le Aree Protette, ma puntiamo subito su un moderno Centro Natura nel cuore dell’isola. Un Centro in cui occupare giovani del posto, attrarre volontariato italiano e straniero, aprire la porta all’informazione e alla discussione, mostrare le meraviglie del mare anche a chi non vada con la testa sott’acqua. Pantelleria potrebbe allora scampare al rischio dell’oro nero, e trovare il vero oro pulito nella conservazione di tutti i suoi beni più preziosi: natura e tradizioni locali, ospitalità e vita attiva per gran parte dell’anno, sole e mare. Sarebbe davvero così difficile imboccare questa strada maestra?

Roma, Agosto 2010

http://www.aetnanet.org/modules.php?name=News&file=article&sid=22739

notizia simile su " VILLAGGIO GLOBALE", "IONIO NOTIZIE", "MARSALA IT",  "COMITATO PARCHI ITALIA"


Da "TRAPANI BLOG SICILIA" del 16/08/10

Le foto di “Lambouka-1″ in azione al largo di Pantelleria

di Guido Picchetti

In una pagina web del sito di “ADX-Energy“, la società australiana che sta operando con la piattaforma “Lambouka-1” a 13 miglia da Pantelleria, è riportata una bella serie di foto dei lavori di trivellazione esplorativa attualmente in corso.

Il 10 agosto scorso è stata raggiunta la profondità di 1476 metri. Lo riferisce l’ultimo report della “Gulfsands Petroleum“, una delle 4 compagnie consociate all’ “ADX Energy“ in questa impresa.

La quota di partecipazione della “Gulfsands Petroleum” è del 30%, identica a quella della “ADX Energy”, mentre minori sono le partecipazioni delle altre tre società cointeressate all’iniziativa: per il 20% la “Carnavale Resources Ltd”, e per il 10% la “Bombora Energy Lmt” e la “PharmAust Lmt“.

L’ADX, in base a una nuova serie di prospezioni con un sistema di onde sismiche in 3D  terminate nel Maggio scorso, ha stimato la produzione della “Lambouka-1″ in 270 milioni di barili. Il costo totale preventivato per l’intera operazione è di ca 22 milioni di dollari. Durata del lavoro prevista, 35 giorni.

Cliccate qui per visualizzare le foto.

Approfondimento: Il report della “Gulfsands Petroleum” del 10 agosto.

http://trapani.blogsicilia.it/2010/08/le-foto-di-lambouka-1-in-azione-al-largo-di-pantelleria/

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Notizia simile su FB nelle bacheche di "Si al Parco Nazionale delle Egadi - No alle piattaforme petrolifere", "NOTRIV", e di Guido Picchetti

Post su FB di Leonardo D'Imporzano del 15/08/10
Non ci sono parole per quello che sta succedendo!

Post su FB di Giovanni Cascino del 15/08/10
Mi sembra giustissimo... tanto ormai... fatto trenta... FACCIAMO TRENTUNO !!!!!!!!!

Post su FB di NOTRIV SICILIA del 15/08/10
Ce n'è una dove si vede il colore del mare... eccezionale... :(

Post su FB di Guido Picchetti del 15/08/10
‎... nella speranza che rimanga tale... :)

Post su FB di NOTRIV SICILIA del 15/08/10
La piattaforma a Pantelleria - Vedi le foto su http://www.notrivsicilia.it/public/post/la-piattaforma-a-pantelleria-37.asp
Tristezza infinita...


Post su FB di Fiorella Bonifacio del 15/08/10
Non ci piace.

Post su FB di Antonella Barraco del 15/08/10
?... è davvero scandaloso!

Post su FB di Simona Valenza del 15/08/10
ohi ohi

Post su FB di Tony Iannuzzo del 16/0/10
Il petrolio che avanza e la vita nei mari che arretra! :(

Post su FB di NOTRIV SICILIA del 16/0/10
E la gente che se la mi... raviglia...


Dal sito della "GULFSANDS PETROLEUM" - 15/08/10

Raggiunti i 1476 metri di profondità con le trivelle
della "Lambouka-1" al largo di Pantelleria

Questo l'ultimo report della "Gulfsands Petroleum, una delle quattro compagnie consociate delle "ADX Energy" che stanno operando sulla piattaforma "Lambouka-1" a 13 miglia da Pantelleria:

Tuesday, August 10, 2010
Gulfsands Petroleum partner ADX Energy reports on Lambouka-1 progress

Oil and gas company with assets in Iraq, Syria and Gulf of Mexico, Gulfsands Petroleum (LON:GPX) relayed a new announcement from ADX Energy (ASX:ADX), regarding progress at the Lambouka-1 well, where drilling has successfully reached a total depth of 1,476 meters.

ADX Energy operates the Kerkouane Exploration Licence offshore Tunisia, which hosts the Lambouka prospect, and the adjacent Pantelleria exploration permit in Southern Italy.

The 16 inch hole section was successfully drilled to 1,476 meters measured depth. This section of the well was deepened from the originally planned 1,341m in order to set casing in a competent shale formation thereby ensuring the integrity of the cement job on the 13 3/8 inch casing.

Drilling activities in the week ahead will include setting and cementing the 13 3/8" casing and then drilling the 12 ¼ inch hole to the predicted base of the Birsa Sandstone formation.

The Lambouka prospect is a large 70 square kilometre area which is predicted to contain three potentially hydrocarbon bearing reservoirs, the first and shallowest reservoir being the Birsa Sandstone. The intention is to fully evaluate the three potential hydrocarbon formation objectives for the well, all of which are proven and producing reservoirs in the Sicily Channel and adjacent the Gulf of Hammamet.

Back in May, ADX Energy - when it was still called AuDAX Resources - entered into a farm out agreement with Gulfsands Petroleum over the two licenses, also known as the Sicily Channel Exploration Permits. This deal concluded the formal documentation required by AuDAX for the funding of the Lambouka -1 exploration well.

Gulfsands is acquiring a 30% participating interest in the Kerkouane licence and Pantelleria permit. The company also expects to participate in the drilling of another exploration well before the end of 2010 in the onshore Chorbane permit, to earn a 40% participating interest.

http://www.proactiveinvestors.com.au/companies/news/9251/gulfsands-petroleum-partner-adx-energy-reports-on-lambouka-1-progress-9251.html


Dal sito web dell' "ADX ENERGY LMT" - 13/08/10

Le operazioni di trivellazione sulla piattaforma
Lambouka-1 al largo di Pantelleria # 5

Qui a seguire (in inglese) il 5° rapporto settimanale, in data 10 Agosto 2010, dei lavori di trivellazione in corso sulla piattaforma Lambouka-1 della concessione Kerkouane, situata al largo di Pantelleria, appena 1 miglio fuori delle acque territoriali italiani.

Perth, Aug 10, 2010 (ABN Newswire) - ADX Energy Limited (ASX:ADX) (PINK:ADXRF) reports on Lambouka-1 Well operations update.

Activities during past week
The 16" hole section was successfully drilled to a total depth of 1,476 meters MD. This section of the well was deepened from the originally planned 1341m in order to set casing in a competent shale formation thereby ensuring the integrity of the cement job on the 13 3/8" casing.
Preparations to run the 13 3/8" casing commenced.
The presence of the above mentioned shale formation is a positive indication, as it is also required to provide a trapping mechanism for any potential hydrocarbons which may be present in the Birsa Sandstones, which are expected to be encountered below the shale.

Weekly Operations Forecast:
Forecast operations during the coming week are as follows:
- Set and cement 13 3/8" casing
- Drill 12-1/4" hole to predicted base of Birsa Sandstone
... segue

http://www.abnnewswire.net/press/en/63499/ADX_Energy_Limited_%28ASX:ADX%29_Lambouka_1_Well_Operations_Update_5


Dalla "RIVISTA DELLA LEGA NAVALE" - Luglio-Agosto 2010

PANTELLERIA - Nuova proposta per il Parco Nazionale

di Guido Picchetti

In vista dell’istituzione del Parco Nazionale di Pantelleria nello Stretto di Sicilia, recentemente approvata dal Ministero dell’Ambiente, una nuova proposta di zonazione dell’Area Marina Protetta è stata presentata ufficialmente come pannello di discussione al 41° Congresso Nazionale della SIBM (Società Italiana di Biologia Marina) che si è svolto a Rapallo dal 7 all’11 giugno.

La nuova proposta prevede come zona “A” di tutela Integrale il Banco di Pantelleria, un vasto banco roccioso a circa 20 miglia dall’isola, e come zona costiera “B” l’area marina antistante la contrada Arenella, entrambe comprese in una più vasta zona “C” volta a tutelare il mare di Pantelleria dalle minacce che ultimamente sempre più numerose, vanno addensandosi su questa cruciale zona di mare del Mediterraneo.

Cofirmatari della proposta, insieme al prof. Arturo Caravello, del locale Comitato Pro Parco Marino di Pantelleria, autore della proposta, sono Guido Picchetti, a nome della locale Sezione e del Comitato Pro Parco, Maria Ghelia, anch’essa del Comitato Pro Parco e il dott. Vincenzo Di Martino, biologo marino, del CNR di Catania.

da "Cronache delle Sezioni e Delegazioni" - pagg. 52/53
http://www.leganavale.it/portale/notiziario/07_10art15.pdf

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Dalla Bacheca di Guido Picchetti su Facebook

A Mario Di Giovanna, Giò Nastasi e Alessandro Palomba piace questo elemento.

Post di Antonio Mario del del 13/08/10
Scommetto che anche per salvare Pantelleria sarà sufficiente impedire ai pescatori in apnea di pescare, poi tutto il resto dagli scarichi fognari alle piattaforme petrolifere rientrano nelle attività "virtuose" da salvaguardare.......

Post di Guido Picchetti del 13/08/10
Da napoletano a napoletano... e da sub a sub ... prima di commentare, o addirittura di scommettere, penso sia meglio leggersi la proposta e
capire di che si sta parlando... Non sei d'accordo. Antonio Mario ?

Post di Antonio Mario del 13/08/10
Magari, ma io mi limito a commentare quello che è scritto in questa didascalia, e da osservatore del mare (quanto tempo passato a guardare i suoi acquari a Sorrento), potrei di più se avessi le informazioni corrette sotto mano. Ma per esperienza, non esiste, ad oggi, nessun regolamento di AMP che conceda l'opportunità al pescasub di esercitare la propria passione nelle zone regolamentate.

Post di Guido Picchetti su FB del 13/08/10
Se vuoi sapere qualcosa di più sulla proposta Caravello puoi consultare tre link:
1) su "IL MARE IN RETE", un giornale subacqueo on line diretto da Paolo Bastoni;
http://www.sottacqua.info/2010/04/la-proposta-di-arturo-caravello-per-lamp-di-pantelleria/
2) sulla mia home page in una pagina dove è riportata la presentazione della proposta Caravello all'ultimo Congresso della SIBM (Società Italiana di Biologia Marina) del Giugno scorso;
http://www.guidopicchetti.it/Il%20CPPM%20di%20Pnt/News%202010/100210_AC_prop.htm
3) in altra pagina sempre sul mio sito web dove è integralmente descritta la proposta Caravello per l'AMP di Pantelleria;
http://www.guidopicchetti.it/Il%20CPPM%20di%20Pnt/News%202010/100210_AC_prop.htm
Aggiungo solo una cosa. Le regolamentazioni per le varie zone previste da un'Area Marina Protetta sono disciplinate dal comitato di gestione, e di solito nelle zone C sono permesse tutte le attività sportive, nel rispetto delle leggi vigenti, pesca subacquea in apnea compresa...

Post di Antonio Mario del 13/08/10
Beh, se riesce a trovare un regolamento di AMP dove è permessa la pesca in apnea a tutti, quando torno a Pantelleria offro al bar! Ho letto, purtroppo per sommi capi in quanto non ho tempo a sufficienza in questo momento, e mi pare di capire che, limitatamente al profilo costiero, l'AMP sia circoscritta alla zona di Cuddia; anche se mi pare un pò strano, mi riprometto di approfondire; contemporaneamente, mi permetto, però, di dissentire sull'effetto "polmone" delle zone protette, io non penso che i pesci non notino la differenza, per cui sono più un polo attrattivo che non di stimolo. Mi spiego meglio, se io fossi un pesce, mi rintanerei volentieri in una zona A, e non andrei via per ripopolare le zone limitrofi più "pericolose". Ovviamente non sono un pesce e potrei sbagliarmi...

Post di Guido Picchetti del 13/08/10
Per quanto riguarda il caffè da pagare al bar, quando verrà sull'isola, non dovrà offrirne alcuno... Ho fatto un rapido controllo sui vincoli legati alle diverse zone che caratterizzano le più importanti aree marine protette già istituite in Italia, e penso che lei abbia davvero ragione... Infatti ho notato anch'io che da parte degli enti gestori delle AMP in questi anni è invalsa l'abitudine di vietare anche nelle zone "C", come nelle zone "A" e "B", la pesca subacquea in apnea, e ciò anche quando la pesca sportiva di superficie viene permessa. Personalmente non sono d'accordo con questo modo di procedere. Vedrei invece possibile un'altra soluzione, che ritengo rientri tranquillamente nella discrezionalità del comitato di gestione di un'AMP. E' quella di prevedere, nell'area di mare già compresa dalla zona "C", un'area "D" costiera, da ruotare periodicamente lungo la stessa fascia costiera protetta, in cui consentire anche agli apneisti la pratica della pesca sportiva. La ritengo una soluzione utile specialmente nelle isole, in quanto consentirebbe una mappatura della tutela ambientale più chiara, evitando di lasciare per finalità turistiche fuori dai confini della stessa area marina protetta certi tratti di costa... Questo è quanto, ad esempio, è avvenuto a Lampedusa e Linosa. In queste due isole, infatti, ci sono dei lunghi tratti di costa (per ca. 1/4 del perimetro a Lampedusa, e 1/3 del perimetro a Linosa) che non godono di alcuna tutela ambientale, e ciò al fine evidente di consentire in queste zone la pratica di certe attività sportive, tra cui, appunto, la pesca subacquea in apnea...
Per quanto riguarda invece la sua seconda notazione, relativa allo stimolo attrattivo che indurrebbe i pesci a rifugiarsi nelle zone protette spopolando le zone contigue, ciò potrebbe accadere solo nella fase iniziale. Ma allorchè viene raggiunto e superato nell'area protetta la densità ottimale che l'ambiente consente alle diverse specie, è ormai da tempo dimostrato che gli esemplari in soprannumero si spostano nelle zone adiacenti (ambientalmente simili), assicurandone e garantendone il ripopolamento... Sott'acqua non ci sono confini...

Post su FB di Antonio Mario del 16/08/10
Sono felice che si sia accorto della inutile limitazione imposta a chi come me ha a cuore la pesca in apnea e la salute del mare. Spero di poter ritornare a Pantelleria al più presto e magari incontrarci. Saluti.


Da "L'ALTRA SCIACCA" dell'11/08/10

Stanno trivellando al largo di Pantelleria

Stanno trivellando al largo di Pantelleria . L’assalto al nostro territorio è purtroppo già cominciato. La società titolare è la "Audax Energy". Il giacimento è chiamato Sambuca 1 o Lambouka-1. La società proprietaria della piattaforma petrolifera è la "Atwood Oceanics Inc". Il pozzo è del tipo “profondo“, infatti la profondità del mare è di 610 metri. Secondo il bollettino del 3 Agosto, causa maltempo e problemi vari, gli operatori hanno avuto problemi ad installare il B.O.P. (Blow up Preventer), lo strumento che protegge dalle improvvise sovrappressioni e risalite di petrolio e gas (per intenderci, si tratta di quello strumento che non ha funzionato nel golfo del Messico, qui addirittura non è ancora montato). La distanza da Pantelleria è di sole 10/20 miglia. Il permesso è sul confine Italo/Tunisino.

(seguono sulla pagina web de "L'ALTRA SCIACCA" dei link a documenti dell' "AUDAX ENERGY" già riportati su questa rassegna stampa)
http://www.laltrasciacca.it/2010/08/11/stanno-trivellando-al-largo-di-pantelleria/


Da "MARSALA IT" dell'11/08/10

Confermata la presenza di una piattaforma al largo di Pantelleria

“Occorre tenere alta la guardia per far sì che si eviti qualunque ricerca di idrocarburi sia liquidi che gassosi nei mari della nostra provincia ma anche delle altre zone della Sicilia.” Lo avevo sostenuto qualche giorno fa – dichiara oggi il presidente del Consiglio Provinciale di Trapani, Peppe Poma, scrivendo al Ministro dell’Ambiente per sollecitare una chiara risposta sull’effettivo impegno del Governo nazionale contro le ricerche petrolifere nei nostri mari ed i fatti, purtroppo, mi hanno dato ragione. Autorevoli organi di stampa infatti – aggiunge Poma – hanno confermato quanto già comunicato al Ministro Stefania Prestigiacomo (nonché al Presidente della Regione) grazie alla preziosa e valida testimonianza oculare del nostro Consigliere Provinciale Francesco Brignone: la presenza cioè di almeno due rimorchiatori e di una piattaforma per trivellazioni nelle acque marine a circa 10 miglia a nord-ovest di Pantelleria, in posizione quasi frontale rispetto al punto dov’è ubicato l’hotel Mursia. Francesco Brignone, in dipendenza dell’esercizio delle proprie funzioni istituzionali, percorre quasi quotidianamente la rotta Pantelleria – Trapani e viceversa ed ha così avuto la possibilità di potere personalmente appurare lo svolgimento delle predette inquietanti “manovre” in mare che ora hanno un nome ed un cognome: piattaforma della compagnia australiana “AuDax Energy”, peraltro già autorizzata ad estrarre petrolio.

Purtroppo, sottolineavo nella mia suddetta nota – afferma ancora il Presidente Poma - a circa due mesi e mezzo di distanza dalla precedente missiva sullo stesso argomento trasmessa al Ministro dell’Ambiente ed al Presidente della Regione, agli atti di questa Provincia non risulta acquisito alcun cenno di risposta. E’ un silenzio inquietante, che evidenzia una sorta di ingiusta mancanza di sensibilità istituzionale, di fronte ad un argomento di siffatta importanza qual è quello della ricerca di idrocarburi nel nostro mare con tutte le conseguenze facilmente immaginabili, un argomento di effettiva incidenza sociale perché si tratta di dovere combattere per la salvaguardia di una fra le maggiori ricchezze del territorio della nostra provincia, nel caso specifico lo straordinario ambiente marino naturale ancora esistente (ma chissà per quanto!).

Ci troviamo dunque di fronte a gravissimi interrogativi e prospettive catastrofiche: basti pensare, per un solo attimo, ai tragici incidenti occorsi alle navi-petroliere addette al trasporto del greggio ed ancor più alla devastazione ecologica (ma anche economica) tuttora in corso nelle acque oceaniche del Golfo del Messico, mentre è di ieri la notizia che tonnellate di carburante e varie sostanze chimiche si sono riversate in mare, al largo di Mumbai (India), dopo uno scontro fra due navi raggiungendo subito un villaggio sulla costa. L’innata vocazione per il turismo del nostro territorio, la fondamentale importanza per la nostra economia dell’attività di pesca (già in crisi per altri motivi), non consentono alternative né, tanto più, avventure di sorta.

Per questo, - conclude Peppe Poma - questa Presidenza e questo Consiglio Provinciale, condividono la proposta di moratoria annunciata proprio dal Ministro Prestigiacomo, chiedendo però che detta moratoria preveda il blocco di ogni autorizzazione ad eseguire trivellazioni in tutto il Mare Mediterraneo, comprese quelle pregresse.

http://a.marsala.it/istituzioni/dalla-provincia/17287-confermata-la-presenza-di-una-piattaforma-al-largo-di-pantelleria.html

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Dalla Bacheca di "NO TRIV" su Facebook

Post di "NO TRIV" del 12/07/10
Ognuno ha ciò che si merita!

Post di Carole Bernardo del 12/07/10
E' proprio di fronte casa mia, vedi che allegria!

Post di Marsalab Marsala
Mi chiedo come si può restare passivi davanti ad un mostro che ha messo in serio pericolo Pantelleria e tutto il Mar Mediterraneo...

Post di Carole Bernardo
del 12/07/10
E' quello che mi chiedo anch'io, mentre sto meditando cosa fare, visto che me l'hanno piazzato davanti casa, a me, che sono di natura ribelle!
Come le mucche sto rimuginando. dovete darmi una mano, fate un salto qui, e organizziamo una sera di sensibilizzazine sul lungo mare. Da sola,
non potrei, abbiamo bisogno di rinforzi da fuori isola.


Post di NOTRIV SICILIA
del 12/07/10
A giochi ultimati non penso che sia possibile fare qualcosa.. Razionalmente parlando, quella piattaforma verrà installata mentre in tanti saranno in vacanza beatamente (e anche meritatamente) lontano da qualsiasi preoccupazione. Con il cuore... invece penso che qualcosa ancora è possibile, ma ora come ora non saprei... Se puoi fare qualche foto e inviarcela sarebbe bello... e sopratutto sarebbe una reale testimonianza...


Da "TRAPANI BLOG SICILIA" dell'11/08/10

Trivellazioni a Pantelleria, ne parla anche il "Financial Times"

di Guido Picchetti

Sul "Financial Times" di ieri, a firma di Eleonora De Sabata e Guy Dinmore, è stata pubblicata la 3° puntata dell’inchiesta sulle trivellazioni petrolifere nel Mediterraneo.

In quest’articolo si parla, in particolare, delle trivellazioni in corso a 13 miglia da Pantelleria, appena un miglio fuori delle acque nazionali, in una zona appena dichiarata d’importanza prioritaria per la conservazione, nella quale, tra l’altro, si attende da anni l’Area Marina Protetta (attualmente in corso di istituzione), e due anni fa è stata approvata per legge l’istituzione del Parco Nazionale dell’isola di Pantelleria.

Di queste trivellazioni la stessa guardia costiera di Pantelleria dichiara di non essere stata informata. Ma, almeno on line, la notizia della minaccia che incombe su Pantelleria da tempo sta girando, e oggi finalmente la Regione Siciliana ha emesso un comunicato stampa in proposito, confermando il pericolo.

Ma il silenzio è d’oro sui media nazionali e anche, purtroppo, sull’isola diretta interessata. A quando un intervento delle autorità governative su questo problema?

Approfondimenti: - l’articolo del Financial Times; il Comunicato della Regione.

http://trapani.blogsicilia.it/2010/08/trivellazioni-a-pantelleria-ne-parla-anche-il-financial-times/
http://www.regione.sicilia.it/Presidenza/UfficioStampa/


Dal "QUOTIDIANO DI SICILIA" dell' 11/08/10

Di Mauro: “L’ambiente è il bene principale”

L’assessore regionale spiega al prestigioso Financial Times le ragioni
del no siciliano alle trivellazioni nel Mediterraneo.
“Le raffinerie hanno inquinato le spiagge meridionali dell’Isola, la storia non si ripeta”

ROMA - “Non siamo contro lo sviluppo, ma questo tipo di attività mette a repentaglio il nostro principale asset: l’ambiente”. Lo ha dichiarato al "Financial Times" l’assessore all’Ambiente della Regione siciliana, Roberto Di Mauro. In un articolo dal titolo “I siciliani si mobilitano contro le perforazioni offshore”, il giornale finanziario britannico dà largo spazio ai progetti di sviluppo dell’industria petrolifera al largo delle coste siciliane e alle preoccupazioni per la conservazione ambientale innescate da questi progetti.

“I timori seguiti al disastro di BP nel Golfo del Messico e i suoi piani di avviare perforazioni in acque profonde al largo della Libia - scrive lIl "Financial Times" - ha dato vita a molte contrarietà a livello centrale e regionale, con decine di sindaci che si preparano a incontrarsi per organizzare una protesta comune a Roma”. Per Di Mauro è importante “‘che la storia non si ripeta", riferendosi alla costruzioni negli anni Sessanta di raffinerie che hanno inquinato le spiagge della Sicilia meridionale”.

Il "Financial Times", nell’articolo co-firmato da Eleonora de Sabata e Guy Dinmore, ricorda anche che uno degli ultimi atti dell’ex ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola è stato, il 26 aprile, adottare nuove procedure per le perforazioni offshore - “meno di una settimana dopo l’esplosione della piattaforma BP nel Golfo del Messico” - e ha emesso 20 nuove licenze per esplorazioni petrolifere a largo delle coste italiane, di cui 12 in Sicilia.

Quanto ai timori degli abitanti dell’isola, il giornale sottolinea: “Le comunità costiere temono che le perforazioni siano troppo vicine ai parchi marini e che le licenze siano concesse a compagnie con risorse finanziarie limitate per gestire un eventuale disastro”. È questo il caso, si legge ancora, dell’australiana ADX la cui piattaforma è nel sito tunisino Lambouka-1 a poche miglia dalle coste occidentali di Pantelleria “ma che, in caso di perdite di petrolio, farebbe intervenire le sue navi antinquinamento ferme a Tunisi, a 70 miglia di distanza”.

“Il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo ha irritato l’industria petrolifera e sorpreso i propri colleghi quando il mese scorso - ricorda ancora il giornale finanziario britannico - si è detta a favore di una moratoria delle perforazioni in acque profonde sulla scia del disastro di BP”.

Intanto il titolare degli Esteri, Franco Frattini, ha chiesto “che il tema sia discusso a livello di Unione per il Mediterraneo”. Mentre la produzione di Eni e di Edison - “che estraggono petrolio dalle acque basse siciliane dagli anni Ottanta senza grandi incidenti”- “è cresciuta l’anno scorso del 130 per cento”, Il "Financial Times" ricorda ancora che “secondo il Ministero dell’Industria, le compagnie con licenza o in attesa di un’autorizzazione a compiere esplorazioni in cerca di gas o petrolio a largo della Sicilia sono: “Eni, Edison, Adx, BG International, Northern Petroleum, Shell Italia, Northsun Italia, Petroceltic, Hunt Oil, San Leon Energy, Nautical Petroleum, Puma Petroleum e Sviluppo Risorse Naturali”.

Il punto. La causa è nell’aumento del prezzo al barile

PALERMO - “L’aumento del prezzo del costo del barile di petrolio ha determinato nei mari del nostro Paese il proliferare esponenziale delle istanze volte all’esplorazione e allo sfruttamento dei pur esigui giacimenti dell’oro nero. È la Sicilia l’area su cui si stanno concentrando i maggiori appetiti senza che la Regione e il suo governo abbiano avviato una riflessione sugli impatti ambientali, sui rischi e sugli effetti che trivellazioni e coltivazione dei pozzi marini avranno sul ‘mare territoriale siciliano’, sulle coste, sulla pesca, sui trasporti marittimi, sulle aree marine protette, sul turismo e sulle altre attività industriali ed economiche dell’Isola”. è quanto si legge in una nota di Legambiente.

Gli ambientalisti reputano “insufficienti” i provvedimenti del Governo nazionale e chiedono all’esecutivo regionale siciliano di “fare proprie le richieste che vengono dalla comunità e dalle associazioni ambientaliste” e, in particolare, il varo “di un Piano energetico e ambientale che comprenda anche la questione relativa alla gestione ed all’uso dei giacimenti di idrocarburi liquidi e gassosi in mare e sulla terraferma; il divieto di ulteriori ricerche, prospezioni e estrazioni di idrocarburi nel mare territoriale; l’obbligo per le Compagnie che attualmente eserciscono le piattaforme nel mare territoriale siciliano di presentare fidejussioni di importo adeguato a far fronte allo scenario di incidente più grave; la predisposizione e l’approvazione di un piano di dismissione in tempi rapidi delle attività di estrazione; la nomina dell’assessore per il Mare”.

Il presidente della Provincia Tp: “Mezzi a 10 km da Pantelleria”

TRAPANI - Preoccupazione per “la presenza di almeno due rimorchiatori e di una piattaforma per trivellazioni nelle acque a circa 10 miglia a Nord-Ovest di Pantelleria” viene espressa dal presidente della Provincia di Trapani, Peppe Poma, che parla di “inquietanti manovre in mare” da parte di una compagnia australiana “peraltro già autorizzata ad estrarre petrolio”.

“A circa due mesi e mezzo di distanza dalla precedente missiva sullo stesso argomento trasmessa al ministro dell’Ambiente ed al presidente della Regione - continua Poma -, agli atti di questa Provincia non risulta acquisito alcun cenno di risposta. è un silenzio inquietante, che evidenzia una sorta di ingiusta mancanza di sensibilità istituzionale, di fronte ad un argomento di siffatta importanza qual è quello della ricerca di idrocarburi nel nostro mare con tutte le conseguenze facilmente immaginabili”.

http://www.qds.it/index.php?id=4976


Da "REGIONE SICILIANA - UFFICIO STAMPA PRESIDENZA" del 10/08/10

Trivelle: Armao, incompatibili con acque Pantelleria
 

L'assessore regionale dei Beni culturali e dell'Identità siciliana, Gaetano Armao, evidenzia la sostanziale incompatibilità della localizzazione di una piattaforma petrolifera nello specchio d'acqua antistante l'isola di Pantelleria, alla luce delle norme di tutela ed in relazione a quanto prevede il piano paesaggistico approvato con decreto numero 81/02 del 12 dicembre del 1997, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale della Regione siciliana del 14 febbraio del 1998.

"Noi - ha detto Armao - tuteliamo il paesaggio nei suoi dettagli e le società petrolifere pensano di alterarlo piazzando una piattaforma di fronte alla splendida isola di Pantelleria. E' un controsenso". Armao ha attivato le procedure per una integrazione testuale del piano paesaggistico dell'isola e sollecita l'interessamento del ministero dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare e di quello dello Sviluppo economico.

http://www.regione.sicilia.it/Presidenza/UfficioStampa/

stessa notizia su "REGIONE SICILIA NEWS" dell'11/08/10
http://regionesicilia.myblog.it/archive/2010/08/10/trivelle-armao-incompatibili-con-acque-pantelleria.html


Da "MAZARA ON LINE" del 10/08/10

Confermata la presenza di una piattaforma petrolifera
al largo di Pantelleria

di S. Ingianni

“Occorre tenere alta la guardia per far sì che si eviti qualunque ricerca di idrocarburi sia liquidi che gassosi nei mari della nostra provincia ma anche delle altre zone della Sicilia.” Lo avevo sostenuto qualche giorno fa – dichiara oggi il presidente del Consiglio Provinciale di Trapani, Peppe Poma, scrivendo al Ministro dell’Ambiente per sollecitare una chiara risposta sull’effettivo impegno del Governo nazionale contro le ricerche petrolifere nei nostri mari ed i fatti, purtroppo, mi hanno dato ragione. Autorevoli organi di stampa infatti – aggiunge Poma – hanno confermato quanto già comunicato al Ministro Stefania Prestigiacomo (nonché al Presidente della Regione) grazie alla preziosa e valida testimonianza oculare del nostro Consigliere Provinciale Francesco Brignone: la presenza cioè di almeno due rimorchiatori e di una piattaforma per trivellazioni nelle acque marine a circa 10 miglia a nord-ovest di Pantelleria, in posizione quasi frontale rispetto al punto dov’è ubicato l’hotel Mursia.

Francesco Brignone, in dipendenza dell’esercizio delle proprie funzioni istituzionali, percorre quasi quotidianamente la rotta Pantelleria – Trapani e viceversa ed ha così avuto la possibilità di potere personalmente appurare lo svolgimento delle predette inquietanti “manovre” in mare che ora hanno un nome ed un cognome: piattaforma della compagnia australiana “AuDax Energy”, peraltro già autorizzata ad estrarre petrolio. Purtroppo, sottolineavo nella mia suddetta nota – afferma ancora il Presidente Poma – a circa due mesi e mezzo di distanza dalla precedente missiva sullo stesso argomento trasmessa al Ministro dell’Ambiente ed al Presidente della Regione, agli atti di questa Provincia non risulta acquisito alcun cenno di risposta.

E’ un silenzio inquietante, che evidenzia una sorta di ingiusta mancanza di sensibilità istituzionale, di fronte ad un argomento di siffatta importanza qual è quello della ricerca di idrocarburi nel nostro mare con tutte le conseguenze facilmente immaginabili, un argomento di effettiva incidenza sociale perché si tratta di dovere combattere per la salvaguardia di una fra le maggiori ricchezze del territorio della nostra provincia, nel caso specifico lo straordinario ambiente marino naturale ancora esistente (ma chissà per quanto!). Ci troviamo dunque di fronte a gravissimi interrogativi e prospettive catastrofiche: basti pensare, per un solo attimo, ai tragici incidenti occorsi alle navi-petroliere addette al trasporto del greggio ed ancor più alla devastazione ecologica (ma anche economica) tuttora in corso nelle acque oceaniche del Golfo del Messico, mentre è di ieri la notizia che tonnellate di carburante e varie sostanze chimiche si sono riversate in mare, al largo di Mumbai (India), dopo uno scontro fra due navi raggiungendo subito un villaggio sulla costa. L’innata vocazione per il turismo del nostro territorio, la fondamentale importanza per la nostra economia dell’attività di pesca (già in crisi per altri motivi), non consentono alternative né, tanto più, avventure di sorta. Per questo, – conclude Peppe Poma – questa Presidenza e questo Consiglio Provinciale, condividono la proposta di moratoria annunciata proprio dal Ministro Prestigiacomo, chiedendo però che detta moratoria preveda il blocco di ogni autorizzazione ad eseguire trivellazioni in tutto il Mare Mediterraneo, comprese quelle pregresse.

http://www.mazaraonline.it/public_html/?p=14267


Da "IL PANTECO BLOG" del 10/08/10


Identificata la piattaforma petrolifera al largo di Pantelleria

Un quotidiano britannico ha evidenziato che la compagnia australiana Adx ha gia avviato la trivellazione al largo della nostra isola.

http://ilpantecoblog.blogspot.com/2010/08/identificata-la-piattaforma-petrolifera.html


Dal sito di "ELEONORA DE SABATA.IT" del 10/08/10  

Inchiesta FT, trivelle in Med /3° - A 13mg da Pantelleria si scava a 600m

 Nessun coordinamento in Mediterraneo nel settore delle estrazioni petrolifere offshore.
Ogni paese fa come gli pare, senza avvertire i vicini. A 13 mg da Pantelleria - appena un miglio
fuori le acque nazionali - una società australiana ha iniziato il 2 agosto a trivellare
a 600m di profondità. Le autorità italiane ne sono totalmente all’oscuro.

by Eleonora de Sabata and Guy Dinmore in Rome

“No drilling” posters have appeared on Sicily’s tourist-packed beaches as activists and politicians start mobilising against plans by international companies to explore for oil in the island’s waters. With concerns heightened by BP’s disaster in the Gulf of Mexico and its plans to start deep-sea drilling off nearby Libya, Sicily’s parliament and regional authority have voiced strong objections to Italy’s central government, while a dozen mayors are to meet this week to prepare a joint protest to Rome.

Some mayors only learnt from the media that rigs might soon be coming – although BP is not among the companies involved – and that one Australian company has already started deepwater drilling near a planned marine reserve off the volcanic island of Pantelleria. “We are not against development, but this kind of activity jeopardises the biggest asset we have – the environment,” Roberto Di Mauro, Sicily’s environment director, told the Financial Times. “We don’t want history to repeat itself,” he said, referring to the construction in the 1960s of oil refineries that polluted stretches of southern Sicily.

In one of his last acts in office, Claudio Scajola, former minister of industry, issued new procedures for offshore drilling in Italy on April 26 – less than a week after the Deepwater Horizon rig exploded in the Gulf of Mexico. He also issued new licences, bringing to 20 the total for exploratory work off Italy, including 12 near Sicily. Days later he resigned while under investigation for suspected corruption in allocating government building contracts. He denies wrongdoing. In issuing the licences, Mr Scajola applied a law passed earlier by the centre-right government that sidelines local authorities from the process. But coastal communities fear some drilling will be close to marine parks and underwater volcanoes. They also object that some licences were given to small companies with limited financial resources to deal with a possible disaster.

The Sicilian Strait, between Sicily and Tunisia, where much of the drilling will take place, was identified by the UN Environment Programme on June 1 as a priority area for conservation. It hosts breeding grounds for tuna, swordfish, sharks and turtles and is an important habitat for birds, whales and dolphins. Its waters are constantly revealing secrets, including deep sea coral gardens found near Pantelleria only last year. “Areas we thought were devoid of life have yielded thousands of living species,” said Professor Roberto Danovaro from the Università Politecnica delle Marche, who this year discovered the world’s first known creature to live without oxygen deep in the Mediterranean. “We cannot afford to lose what we don’t yet fully know.”

ADX, an Australian company, began deepwater drilling for oil in the Lambouka-1 field last week. Its rig is in Tunisian waters but lies only one mile from Italian waters off the west coast of Pantelleria. In case of a big spill, ADX would deploy clean-up vessels from Tunis, 70 miles away, even though its rig is just 13 miles off Pantelleria and the main currents flow towards the crystal clear waters of the Italian island. Pantelleria, which will soon be declared a marine reserve, has no vessels to deal with an oil spill. Neither local authorities nor Italy’s coast guard were informed about the drilling. Wolfgang Zimmer, managing director of ADX, stressed his company’s safety record and said Lambouka-1 could be the Mediterranean’s most exciting prospect. ADX also has permission to operate in the Italian section of the field. Speaking to the FT, he admitted he did not even know that deepwater corals existed. ADX was drilling in mud, he said.

Pantelleria’s predicament has highlighted confusion within the Italian government over future deepwater drilling, and the lack of Mediterranean-wide co-ordination, despite risks to the sea’s confined waters. Stefania Prestigiacomo, environment minister, angered the oil industry and surprised her colleagues when she told the FT last month that she favoured the idea of a moratorium on deepwater drilling in light of BP’s spill. Franco Frattini, foreign minister, said the issue should be referred to the Union of the Mediterranean, a community of EU and littoral states that has yet to gain traction two years after being proposed by Nicolas Sarkozy, France’s president.

Italian officials point out that four rigs operated by Italy’s Eni and Edison have extracted oil from shallow Sicilian waters since the 1980s without big accidents. Production last year rose 130 per cent. Environmental protection sources reply that government cuts have undermined Italy’s readiness to deal with a big spill even as it prepares to expand drilling. According to the industry ministry, companies with licences or pending applications to explore for oil or gas off Sicily include: Eni, Edison, ADX, BG International, Northern Petroleum, Shell Italia, Northsun Italia, Petroceltic, Hunt Oil, San Leon Energy, Nautical Petroleum, Puma Petroleum and Sviluppo Risorse Naturali.

NB. - La 1° e 2° puntata dell'inchiesta pubblicata sul "FINANCIAL TIMES" sono leggibili sul sito di Eleonora De Sabata ai seguenti link:
http://www.eleonoradesabata.it/storiedimare/Voci/2010/7/23_Scoop%3A_bp_va_a_trivellare_in_Libia._A_1700m_di_profondita%E2%80%99!.html
http://www.eleonoradesabata.it/storiedimare/Voci/2010/8/1_continua_l%E2%80%99inchiesta_per_il_FT_sulle_trivelle_in_mare.html

stesso articolo pubblicato su "FINANCIAL TIMES" del 10/08/10 (occorre registrazione)
http://www.ft.com/cms/s/0/77ab5168-a3ee-11df-9e3a-00144feabdc0.html

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Post di Guido Picchetti sul sito del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare su FB del 11/08/10
Alla cortese attenzione del Ministro dell'Ambiente. Sul Financial Times di ieri la giornalista italiana Eleonora De Sabata parla delle trivellazioni in corso a 13 miglia da Pantelleria, appena un miglio fuori delle acque nazionali, in una zona appena dichiarata d'importanza prioritaria per la conservazione, nella quale, tra l'altro, si attende da anni l'Area Marina Protetta (attualmente in corso di istituzione) e due anni fa è stata approvata per legge l'istituzione del Parco Nazionale dell'isola di Pantelleria. Di queste trivellazioni la stessa guardia costiera dell'isola siciliana non è informata. Almeno on line, la notizia della minaccia che incombe su Pantelleria da tempo sta girando, e oggi finalmente la Regione Sicilia ha emesso un comunicato stampa in proposito, confermando il pericolo. Ma il silenzio è d'oro sui media nazionali e anche, purtroppo, sull'isola direttamente interessata. A quando un intervento delle autorità governative su questo problema? Per tutti gli "echi di stampa" sull'argomento vai al link:
http://www.guidopicchetti.it/Il%20CPPM%20di%20Pnt/News%202010/echi_stampa/echi_stampa.htm

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Post di Mario Di Giovanna su FB dell'11/08/10
SONO ALLUCCUTU: Stanno trivellando a Pantelleria con una tecnologia analoga a quella del Golfo del Messico, con l'aggravante di una società molto meno solida della BP.... E in Italia, a parte il quotidiano Italia Oggi e un mini trafiletto sulla Sicilia, non ne parla nessuno..... Nel mentre, però, il Financial Times ci fa sopra le inchieste...... COMINCIANO SERIAMENTE A GIRARMI...

Post di Tommaso Busetta su FB dell'11/08/10
L'informazione, purtroppo, non basta. Se è legale trivellare al limite delle acque territoriali, il primo problema è che ciascun paese pensa al Mediterraneo come ad una proprietà privata. Il nostro Paese, che dovrebbe in primis salvaguardare il territorio, non si ne preoccupa di questi temi. Partiamo dal basso: informazione, coinvolgimento, sollecitazioni agli amministratori locali a tutti i livelli. Insistiamo sulla creazione della AMP, non ci salverà in assoluto, ma è un modo di attirare l'attenzione delle autorità e della popolazione.

Nota di di Ignazio Passalacqua su FB (gruppo "NOTRIV") del 10/08/10
Piattaforme petrolifere a Pantelleria
La piattaforma della AudaxEnergy al largo di Pantelleria è la dimostrazione che l'intervento del Governo, attrverso il provvedimento del Ministro Prestigiacomo che poneva dei limiti alle trivellazioni nei mari italiani, è assolutamente inefficace. Basta spostarsi qualche centinaia di metri più in là e il gioco è fatto. Il Governo, piuttosto, dovrebbe impegnarsi ad annullare i provvedimenti di ricerca già accordati alle società petrolifere nei mari siciliani. Chi ha dato l'autorizzazione alla AudaxEnergy a trivellare al largo di Pantelleria? Come mai, mentre il Ministro dell'Ambiente (PDL) fa le crociate contro le trivellazioni, alla Camera un gruppo di deputati del PDL presenta un disegno di legge (primo firmatario Simona Vicari - siciliana) per chiedere lo snellimento delle procedure per la concessione alle società petrolifere dei permessi di coltivazione nei nostri mari?
Assieme alla rete di comitati NO-TRIV scriveremo al Presidente della Repubblica per chiedere la moratoria di tutte le attività petrolifere che minacciano le nostre coste.
Ignazio Passalacqua, Consigliere Provinciale

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Dalla bacheca su FB di Eleonora De Sabata

Post di Eleonora de Sabata del 10/08/10
Sul FINANCIAL TIME vi parlo delle trivellazioni a 600m a 13 miglia da Pantelleria, un miglio fuori delle acque nazionali. In una zona appena dichiarata d'importanza prioritaria per la conservazione. Qui in bacheca link e cartina.

A Giuseppe Notarbartolo Di Sciara piace questo elemento.

Post di Eleonora de Sabata del 10/08/10
... e si chiede scusa a Lampedusa e Linosa, che per qualche ragione son sparite dalla cartina.

Post di Giovanni Percolla
del 10/08/10
Quale cinque per cento hanno tolto, insieme a Lampedusa e Linosa?

Post di Eleonora de Sabata
del 10/08/10
750 parole sono veramente poche per raccontare tutto. io ci avevo messo un sacco di cose in più, fra cui la Castalia che si ammutina e tante altre cosette più rilevanti per noi italiani ma forse superflue per il mondo... Vabbè, dai: speriamo comunque che serva a far capire che chi fa, o chi regola, deve stare attento. Perché noi controlliamo!

A Giuseppe Notarbartolo Di Sciara piace questo elemento.

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Nota di Eleonora su FB di Carmelo Nicoloso
FT, 10ago - Sicilians mobilise against offshore drilling

Post di Giovanni Percolla del 10/08/10
Molto interessante, complimenti. bisognerà prendere delle decisioni.

Post di Giovanni Moro del 10/08/10
Fantastica, hai generato un casino micidiale, ottimo !!!

Post di Eleonora de Sabata del 10/08/10
-)))

Post di Isabella Schiavone del 10/08/10
Bravissima Eleonora!

Post di Tiziano Pegorer del 10/08/10
Colpo di coda di Scajola o deliberate scelte di questo governo? Certo che la Prestigiacomo dica che non ne sapeva nulla è veramente comico, o non conta nulla o dice bugie, in ogni caso non ci fa una bella figura.


Dal sito web dell "AUDAX RESOURCES LMT" - 8/08/10


Le operazioni di trivellazione sulla piattaforma
Lambouka-1 nella concessione Kerkouane



La seguente immagine figura a pag. 10 dell' "Annual Report 2009" dell' "Audax Resources Ltd"

da http://www.abnnewswire.net/press/en/62566/AuDAX_Resources_Limited_%28ASX:ADX9_Further_Farmin_Agreement_Signed_On_Sicily_Channel_Permits_With_Bombora_Energy_Pty_Ltd.html

E qui a seguire (in inglese) il 4° rapporto settimanale, in data 3 Agosto 2010, dei lavori di trivellazione sulla piattaforma Lambouka-1 della concessione Kerkouane.

Perth, Aug 3, 2010 (ABN Newswire) - ADX Energy Limited (ASX:ADX) (PINK:ADXRF) reports on Lambouka-1 Well operations update.

Activities during past week:
Progress during the week was delayed due to 53 hours of bad weather preventing the installation of the Blow Out Preventer ("BOP") on the well head located on the sea floor. Further difficulties were experienced when trying to latch the BOP onto the wellhead. Modifications of the BOP to wellhead connection were necessary. The BOP stack was subsequently reinstalled and successfully pressure tested (including all joints, choke and kill lines up to 10,000 psi).

As at 1930 hrs Tunisian local time (GMT +1) on the 2nd of August the rig commenced drilling out of the 20" casing shoe in 16" hole.
Note: During repair work a zero rig rate is incurred by ADX and its partners. During wait on weather a significantly reduced rig rate applies.

Weekly Operations Forecast:
Forecast operations during the coming week are as follows:
- Continue drilling 16'' hole to approximately 1,340 meters MD
- Run and Cement 13 3/8" casing
- Drill 12-1/4" hole to predicted base of Birsa Sandstone (see attached prospect summary)

Participants in the Lambouka -1 well are as follows* (*The respective interests in the Lambouka Prospect area in the Kerkouane Permit and the Pantelleria Licence are based on the completion of all farmin obligations.):
- ADX*: 30% Operator (*ADX' interest is held via wholly owned subsidiary Alpine Oil & Gas Pty Ltd)
- Gulfsands Petroleum Plc (LON:GPX) (PINK:GFPOF): 30%
- Carnavale Resources Ltd (ASX:CAV): 20%
- Bombora Energy Limited* 10% (*Bombora Energy Limited is in the process of being 100% acquired by ASX listed XState Resources Limited (ASX:XST).)
- PharmAust Limited (ASX:PAA): 10%

Lambouka Prospect Summary

The Lambouka prospect is located in the ADX operated Kerkouane permit offshore Tunisia. The Lambouka -1 drilling location is approximately 160km North East of Tunis in the Sicily channel. Lambouka is a large 70 square kilometre area tilted horst block which contains three potentially hydrocarbon bearing reservoirs. The goal is to drill a safe well to a total depth of 3,000 meters and to fully evaluate the three potential hydrocarbon formation objectives for the well. All three objectives are proven and producing reservoirs in the Sicily Channel and adjacent the Gulf of Hammamet. The nearest offset well is the Dougga-1 gas condensate discovery in the Kerkouane permit located approximately 22 km SSW of Lambouka-1.

In the event of a discovery, it is predicted that the first and shallowest reservoir (Birsa sandstone) could contain oil, whereas the final and deepest reservoir (Abiod carbonate reservoir) would most likely contain gas condensate, analogous to the nearby Dougga gas condensate discovery.

Lambouka straddles two licences (the Kerkouane Permit in Tunisia and the Pantelleria License in Italy) as well as the border between Tunisia and Italy. The participants in the "Lambouka Prospect 3 Area" which is a limited area defined over the Lambouka prospect within both the Kerkouane and Pantelleria are the same in the subset of both licenses.

Lambouka is one of the largest undrilled prospects in the Mediterranean. By bringing together the Kerkouane and Pantelleria licenses under one operator, ADX has been able for the first time to map the entire structure. This is the likely reason that Lambouka has remained undrilled until now. The prospect was originally mapped on 2D seismic then recently reconfirmed and remapped on a new 3D seismic data set. The new state of the art 3D seismic was acquired in March 2010 and a "fast-track processing cube" was completed on the 2nd of May 2010. The 3D data set was used to select the final drilling location for the Lambouka-1 well.

ADX has estimated the mean prospective resource for the Lambouka prospect at 270 million barrels oil equivalent ("MMBOE"). While a commercial oil discovery will likely result in an independent oil development, it is likely that a gas condensate discovery would be developed in conjunction with Dougga. Dougga has been independently assessed to contain a mean resource of 177 Bcf of sales gas, 28.4 mmbbls of condensate and 9.4 mmbbls of LPG.
It is estimated that the well will take about 35 days to drill and evaluate and cost approximately US$ 22 million.

For the complete ADX Energy announcement including Lambouka Prospect Location Map, please refer to the following map:
http://www.abnnewswire.net/media/en/docs/63465-ASX-ADX-500483.pdf

http://www.abnnewswire.net/press/en/63465/ADX_Energy_Limited_%28ASX:ADX%29_Lambouka_1_Well_Operations_Update_4 

notizia simile su ""OFFHORE ENERGY TODAY.COM" del 3/08/10
http://www.offshoreenergytoday.com/tunisia-adx-energy-experiences-difficulties-on-lambouka-well/

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Post di Eleonora de Sabata su FB dell'8/08/10
Alè, ci siete arrivati anche voi!! :-) A domani, sulle pagine del Financial Times. Con intervista al petroliere, e anche altre cosucce sfiziose...

Post di Eleonora de Sabata su FB dell'8/08/10
Trattenete il fiato. Accidenti, il pezzo esce martedì, non domani. grrrrrr


Dalla Bacheca su FB di "NOTRIV SICILIA" del 7/08/10

Post di Guido Picchetti del 7/08/10

La "AUDAX ENERGY" per ora opera appena fuori delle acque territoriali italiane, in acque tunisine, ma la sacca di petrolio, che è già stata rilevata dalla "Sambuca exploration", arriva proprio in prossimità di Pantelleria, come si può notare ancora meglio nella mappa qui pubblicata ricavata da un documento della stessa società, raggiungibile al link:
http://www.audax.com.au/documents/TUNISIA%20ITALY%20FARMOUT%20FLYER_AuDAX.pdf

Su FB a Tony Iannuzzo, Marina Caimi, Francesco Angileri, Maria Ghelia, Rosetta Melani piace questo elemento

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Post di "NOTRIV SICILIA" su FB del 7/08/10
Penso che dovremmo organizzare qualcosa per Pantelleria!

Post di Guido Picchetti su FB del 7/08/10
Se avete una sveglia fatela suonare... Chissà che non serva a qualcuno... Grazie del pensiero, comunque...

Post di "NOTRIV SICILIA" su FB del 7/08/10
Egoisticamente il mare di Pantelleria è anche "nostro" :). Ora come ora non ho nessuna idea in mente ed è per questo motivo l'appello lanciato. Potremmo riunire le forze di tutti i comitati. Ad esempio, si potrebbe pensare ad un viaggio in nave da Porto Empedocle mi pare... o mi sbaglio... con bandiere e manifestazioni sulla nave. Qualcosa che possa attirare l'attenzione della stampa... che ne dite?

Post di Guido Picchetti su FB del 7/08/10
Magari... Sarebbe davvero molto bello, e forse farebbe capire qualcosa di più a chi qui sull'isola dovrebbe muoversi e rappresentare il problema presso le autorità regionali e nazionali... Fino ad ora ciò che è principalmente mancato sull'isola è stata infatti proprio la consapevolezza della gravità della minaccia che di fatto già incombe sull'isola... E per di più non è stata da parte delle autorità locali spesa neppure una parola in favore dell'Area Marina Protetta ancora in corso di istituzione, la quale potrebbe almeno allontanare le piattaforme ad oltre 12 miglia dalle coste dell'isola...

Post di Carole Bernardo su FB dell' 8/08/10
Sono di Pantelleria anch'io. Anch'io penso: occorre unire le energie e fare. Ci sto.

http://www.facebook.com/profile.php?id=1479988069&v=wall#!/pages/NOTRIV-ICILIA/129066333780494

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Post di Salvatore Gino Gabriele del 7/08/10
I
o spero soltanto che i prossimi mesi porteranno ad una moratoria internazionale sul Mediterraneo, e che venga chiesto a gran voce da tutti gli stati europei, Egitto - Turchia - Marocco - Israele, almeno da convincere gli altri mancanti Libia e Tunisia.

Post di Guido Picchetti del 7/08/10
Difficile che Libia, Tunisia e Algeria accettino... Sono Stati che hanno già impegnato in concessioni petrolifere la maggior parte delle loro acque territoriali... Basta vedere il numero di torri petrolifere già operanti nelle acque tunisine... ...E' un numero incredibile... D'altronde sembra proprio che sia un processo inarrestabile... Molto meglio per Pantelleria sarebbe per ora (in attesa della sperata moratoria internazionale...) cercare almeno di limitare i danni, da un lato allontanando le piattaforme dalle coste dell'isola grazie ad una rapida istituzione dell'AMP, e dall'altra richiedendo e ottenendo proprio grazie all'AMP maggiori garanzie, e maggiori risarcimenti in caso di incidenti purtroppo sempre più probabili...

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Post di Enzo Bqi su FB dell'8/08/10
Ho una paura bestiale.... Nel 2009 durante 5 mesi a Pantelleria ho notato frequenti riversamenti di materiale plastico trasportato dalle correnti nel versante sud est dell'isola tra Balata dei Turchi e Scauri.


Da "TRAPANI BLOG SICILIA" del 7/08/10

 

Trivellazioni, ecco la mappa “Pantelleria Italy (Exploration)”

di Guido Picchetti

Ecco la mappa denominata “Pantelleria Italy (Exploration)“, che indica con precisione dove la “AUDAX ENERGY” sta già trivellando grazie alle concessioni ottenute da Italia e Tunisia. Per ora opera appena fuori delle acque territoriali italiane, in acque tunisine, ma la sacca di petrolio, che è già stata rilevata dalla “Sambuca eploration“, arriva proprio in prossimità di Pantelleria, come si può notare ancora meglio nel documento della stessa società "Farm in opportunity-Offshore Italy and Tunisia", raggiungibile al link
http://www.audax.com.au/documents/TUNISIA%20ITALY%20FARMOUT%20FLYER_AuDAX.pdf

http://trapani.blogsicilia.it/2010/08/trivellazioni-ecco-la-mappa-pantelleria-italy-exploration/

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Post di Carole Bernardo su FB dell'8/07/10
Dunque il petrolio c'è. Devono solo tirarlo fuori. Prima o poi la riserva finirà. Quanti danni farà? E dopo che sarà tirato fuori tutto il petrolio, si creerà un vuoto nel sotto suolo, ci saranno i terremoti e maremoti di assestamento? La piattaforma c'è, con due belle navi a proteggerla, non penso andrà via facilmente. Ma noi di tutto sto petrolio, che ci guadagniamo? E' nel nostro sottosuolo. Quanto pagano questi per avere concessioni?


Da "AUDAX COM" del 7/08/10

 

Farm in opportunity - Offshore Italy and Tunisia

 

AUDAX RESOURCES LTD
1100 KUNDRATSTRASSE 6/2/1
VIENNA AUSTRIA
TELEPHONE: +43 (0) 1 641 0189
FAX: +43 (0) 1 641 0189-20
WWW.AUDAX.COM.AU

http://www.audax.com.au/documents/TUNISIA%20ITALY%20FARMOUT%20FLYER_AuDAX.pdf


Da "ADX ENERGY NEWS" del 7/08/10

 

Pantelleria Italy (Exploration)

 

http://www.audax.com.au/projects.asp?id=18


Da "LIBERO NEWS IT" del 6/08/10

Petrolio: assessore Lampedusa,
ricerca idrocarburi non può essere fermata

Palermo, 6 ago. - (Adnkronos) - "E' difficile non condividere l'iniziativa dell'assessore al Territorio e Ambiente della Regione siciliana, Roberto Di Mauro, di riunire i comuni del Mediterraneo per controllare la ricerca di idrocarburi nel Mediterraneo". Lo afferma l'economista Pietro Busetta, assessore alla Programmazione e allo Sviluppo economico di Lampedusa e Linosa (Agrigento), nonchè presidente della Fondazione Curella.

"Lampedusa - prosegue - si candida a sede di un'agenzia per il controllo delle perforazioni nel Mediterraneo, ma senza preclusioni ideologiche considerato che la ricerca di idrocarburi non può essere fermata poichè nessuno vuole illuminare il nostro futuro con le candele e le fonti alternative non sono ancora sostitutive".

Per Busetta è "necessaria una coerenza complessiva: non e' pensabile bloccare le ricerche e, invece, consentire di costruire un grande bombolone come il rigassificatore di Porto Empedocle, a pochi chilometri della Valle dei Templi. Quello che per anni era la nuova frontiera della ricerca dell'oro nero non può diventare improvvisamente la disgrazia della Sicilia. Quindi - conclude - controlli severi, ma niente blocchi indiscriminati e grande attenzione ad ogni autorizzazione".

http://www.libero-news.it/news/466915/Petrolio__assessore_Lampedusa__ricerca_idrocarburi_non_puo__essere_fermata.html


Da "Pantelleria Com" del 5/08/10

Una piattaforma petrolifera a poche miglia da Pantelleria

News 6150 - Una piattaforma petrolifera in mare a circa 10 miglia da Pantelleria. E’ la denuncia pubblica che ha fatto il Presidente del consiglio provinciale di Trapani Peppe Poma. Testimone oculare è il consigliere provinciale di Pantelleria Francesco Brignone. La piattaforma sarebbe in posizione quasi frontale rispetto al punto dov’è ubicato l’hotel Mursia, “Il nostro Consigliere Provinciale eletto in quell’isola, Francesco Brignone, - dice Peppe Poma - proprio in dipendenza dell’esercizio delle proprie funzioni istituzionali, percorre quasi quotidianamente la rotta Pantelleria – Trapani e viceversa ed ha così avuto la possibilità di potere personalmente appurare lo svolgimento delle predette inquietanti “manovre” in mare”. Il consigliere Francesco Brignone, da noi rintracciato telefonicamente, conferma di aver visto la piattaforma. “Si trova – dice Brignone – a circa 8 -10 miglia da Pantelleria, sicuramente entro le 12 miglia che delimitano le acque territoriali. Era nei giorni scorsi con 4 rimorchiatori. E’ in direzione Mursia ed è facilmente visibile anche da Cuddia Bruciata. Ora sembra esserci un solo rimorchiatore a presidiarla”.

Il Presidente del Consiglio Provinciale afferma che “occorre tenere alta la guardia per far sì che si eviti qualunque ricerca di idrocarburi sia liquidi che gassosi nei mari della nostra provincia ma anche delle altre zone della Sicilia. Purtroppo, - scrive il Presidente Poma - a circa due mesi e mezzo di distanza dalla richiesta, agli atti dei competenti uffici di questa Provincia non risulta acquisito alcun cenno di risposta. E’ un silenzio inquietante, che evidenzia una sorta di ingiusta mancanza di sensibilità istituzionale, di fronte ad un argomento di siffatta importanza qual è quello della ricerca di idrocarburi nel nostro mare con tutte le conseguenze facilmente immaginabili”. Per questo,il Presidente Poma invita il Ministro dell’Ambiente, “a condividere ed appoggiare la sua annunciata proposta di moratoria, che preveda però il blocco di ogni autorizzazione ad eseguire trivellazioni in tutto il Mare Mediterraneo, comprese quelle pregresse, sollecitano fortemente il vostro pronto ed autorevole intervento ed una celere positiva risposta alle richieste che vengono sì da chi rappresenta le pubbliche Istituzioni locali ma soprattutto da centinaia di migliaia di persone che in queste Istituzioni, ed in quelle regionali e nazionali, hanno riposto la loro incondizionata fiducia, nella certezza di ottenere in cambio l’adeguata difesa dei loro sacrosanti diritti di liberi cittadini, a cominciare dalla salvaguardia del loro territorio, del loro mare, della loro naturale fonte di lavoro e di reddito, della loro salute e del loro benessere psico-fisico”.

http://www.pantelleria.com/news/lista_news.asp?NEWS_ID=6150  (solo su abbonamento)

Post di Carmelo Nicoloso su FB del 6/08/10
Carissimo Guido, questo articolo insieme ad una mia richiesta di tavolo tecnico per l'Area Marina Protetta di Pantelleria sono stati inoltrati all'on.le Giuseppe Castiglione Presidente della Provincia di Catania e coordinatore delle Province d'Italia.

Post di Guido Picchetti su FB del 7/08/10
Grazie da parte di chi ha a cuore il mare di Pantelleria ... e non solo. Speriamo bene...

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Post di Mario Di Giovanna su FB del 6/08/10
BASTARDI!!! HO LE PROVE DOCUMENTALI CHE DIMOSTRANO CHE LA AUDAX ENERGY STA TRIVELLANDO A LARGO DI PANTELLERIA.

Post di Giò Nastasi su FB del 6/08/10
Scusate ma in che paese viviamo!! Chi ha dato a questi tizi l'autorizzazione a trivellare se la Prestigiacomo dice che non vi sono autorizzazioni VIA. A che gioco stanno giocando? TUTTI??? nessuno escluso!!! SONO SCONCERTATA!!!!!

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Post di Mario di Giovanna su FB del 6/08/10
LA PIATTAFORMA CHE STA TRIVELLANDO A PANTELLERIA E' ARRIVATA SUL POSTO IL 2 LUGLIO DEL 2010. LA PROFONDITA' DELLE ACQUE E' DI CIRCA 700 METRI·

Post di Mario di Giovanna su FB del 6/08/10
Il cattivo tempo ha impedito l'installazione del "Blow up Preventer". (è lo strumento che impedisce le esplosioni) ... Tratto dal bollettino del 3 Agosto


Dalla pagina su Facebook di Carmelo Nicoloso del 5/08/10


PANTELLERIA: la perla nera abbandonata nel Mediterraneo

foto di G. Picchetti
 

Piace a Ferdy Sapio, Ines Patrone, Salvo Falcone, Francesca Laganà

Post di Mauro Furlani del 5/08/10
Molto bella, grazie

Post di Maria Ghelia del 5/08/10
Grazie Carmelo

Post di Francesca Laganà del 5/08/10
Bellissima foto..complimenti!

Post di Salvo Falcone del 5/08/10
Bella foto!

Post di Carla Previtera del 5/08/10
Lo prendo come un augurio...spero di andarci presto ;-)
 

Post di Carmelo Nicoloso del 5/08/10
Vorrei rispondervi a tutti, ci sono stato nel 2000 insieme alla mia famiglia, spinto sopratutto dalla mia passione naturalistica e dalla mia attività a sostegno della fauna selvatica, in ambiente marino sopratutto sui cheloni e i mammiferi,... attorno alle nostre isole minori si parlava diffusamente della foca monaca (bue marino), in particolare a Pantelleria e Marettimo, dove sono stato e dove, guarda caso, proprio qualche mese fa sono stati avvistati e filmati mamma e cucciolo. Oggi con gli amici Guido Picchetti e Maria Ghelia siamo preoccupati per le trivellazioni a largo dell'isola, la didascalia alla foto non è casuale, ancora non è stata istituita alcuna Area Marina Protetta, anche se l'iter è avanzato, esiste una Riserva Naturale Orientata gestita dall'Azienda Foreste Demaniali della Regione Siciliana,  è anche  inserita  quale Parco  Nazionale  dal  2007,  ma  ci troviamo  contro il partito Caccia e Ambiente per ovvie ragioni, comunque finalmente qualcosa si muove, oltre al passito della Carol Boquet e al dammuso di Armani, speriamo che la cittadinanza pantesca con i giovani capiscano qual'è il futuro della "perla nera nel Mediterraneo".

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Da "AGI NEWS ON" del 5/08/10

Energia: regione e comuni siciliani, governo fermi trivellazioni

(AGI) - Palermo, 5 ago - La Regione e 21 Comuni costieri siciliani chiederanno ai ministeri dell'Ambiente e dello Sviluppo economico di impegnare il governo nazionale a impedire trivellazioni nel Canale di Sicilia. E' stato concordato oggi in un incontro tra i sindaci e l'assessore regionale al Territorio e ambiente, Roberto Di Mauro, che li aveva convocati nei suoi uffici di via La Malfa a Palermo. La giunta regionale ha già' preso posizione contro perforazioni per ricerche energetiche nei mari siciliani, e martedì scorso l'Ars ha approvato all'unanimità una mozione in tal senso. Sarà predisposto nei prossimi giorni un documento che verrà sottoscritto da Regione e Comuni, e verrà creato un coordinamento che vigili sull'evolversi della situazione.

"Queste multinazionali non hanno rispetto per nessuno - ha detto Di Mauro - dobbiamo bloccare queste iniziative che non porterebbero alcun vantaggio per il nostro territorio. Sono molto preoccupato perchè non ho fiducia nel governo nazionale visto che i soggetti interessati, le multinazionali, sono troppo influenti e potenti. Per questo motivo ritengo urgente l'assunzione di responsabilità da parte degli enti locali affinchè ci sia un'azione comune sul territorio, con i referenti nazionali in parlamento e con i mezzi d'informazione". Secondo una relazione dell'assessorato, le istanze di permessi di ricerca presentate al ministero dello Sviluppo economico nei mari della Sicilia sono venti e ricadrebbero lungo le coste di 22 luoghi tutelari, tra Siti di importanza comunitaria (Sic) e Zone di protezione speciale (Zps).

Tra le aree interessate, le isole Egadi, il golfo di Gela, i litorali agrigentini tra Siculiana Marina e Porto Empedocle, tra Capo Rossello e Palma di Montechiaro, e ancora Lampedusa, Linosa, la costa tra lo Stagnone di Marsala e Capo Feto e tra Mazara del Vallo e Menfi. Tra le principali compagnie che hanno presentato le istanze, in particolare dal 2008 a oggi, figurano in questo elenco, tra le altre, la Northern Petroleum Uk, la Petroceltic Elsa, la Hunt Oil Company, Puma Petroleum, e la San Leon Energy. Quest'ultima società ha suscitato molte perplessita' per via del ridotto capitale sociale dichiarato, soltanto diecimila euro. "Una cifra esigua - ha detto il vicesindaco di Sciacca, Carmelo Brunetta - sfugge come un'azienda così piccola possa far fronte a un eventuale disastro naturale come quello capitato nel golfo del Messico".

Per il sindaco di Favignana, Lucio Antinoro, "il governo nazionale ha trattato con troppa leggerezza questa delicata materia. Per questo motivo auspichiamo una campagna d'informazione unica e condivisa da parte degli enti locali coinvolti per sensibilizzare l'opinione pubblica". Per il capo di gabinetto dell'assessorato, Giovanni Arnone, le piccole imprese come la San Leon sono comunque un "pericolo perchè potrebbero essere il grimaldello per entrare nei nostri mari. Dobbiamo stare attenti perchè ci sono colossi che si muovono con mano pesante con un boom di domande che fa pensare a una nuova ricerca al'oro nel canale di Sicilia". Il documento da inviare ai ministeri dell'Ambiente e dello Sviluppo economico sarà presentato tra fine agosto e inizio settembre, ha detto l'assessore Di Mauro, secondo cui occorre anche "sensibilizzare il parlamento nazionale" ma anche cercare alleati anche sulle altre rive del Mediterraneo: "Se domani colpiscono Porto Empedocle, poi nessun sito sarà al sicuro. Tutto il Canale di Sicilia va tutelato", ha affermato Di Mauro.

http://www.agi.it/research-e-sviluppo/notizie/201008051546-eco-rt10202-energia_regione_e_comuni_siciliani_governo_fermi_trivellazioni

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Post di Guido Picchetti su FB del 5/08/10
E Pantelleria continua ad essere ignorata, nonostante sia tra i comuni siciliani attualmente quello più concretamente minacciato ... Ma a Pantelleria si dorme bene... direbbe qualcuno.... c'è tanto silenzio...
Estratto dall'articolo qui sopra: "... omissis ... Tra le aree interessate, le isole Egadi, il golfo di Gela, i litorali agrigentini tra Siculiana Marina e Porto Empedocle, tra Capo Rossello e Palma di Montechiaro, e ancora Lampedusa, Linosa, la costa tra lo Stagnone di Marsala e Capo Feto e tra Mazara del Vallo e Menfi. Tra le principali compagnie che hanno presentato le istanze, in particolare dal 2008 a oggi, figurano in questo elenco, tra le altre, la Northern Petroleum Uk, la Petroceltic Elsa, la Hunt Oil Company, Puma Petroleum, e la San Leon Energy. Quest'ultima societa' ha suscitato molte perplessita' per via del ridotto capitale sociale dichiarato, soltanto diecimila euro. "Una cifra esigua - ha detto il vicesindaco di Sciacca, Carmelo Brunetta - sfugge come un'azienda cosi' piccola possa far fronte a un eventuale disastro naturale come quello capitato nel golfo del Messico". ... omissis ..."

Post di Guido Picchetti su FB del 5/08/10

VERY BAD NEWS: Tra i comuni costieri i cui Sindaci hanno costituito oggi a Palermo il coordinamento contro i petrolieri di cui parla Mario (Di Giovanna, ndr), quello di Pantelleria non viene neppure menzionato.... Evidentemente quest'isola si è già giocata tutto il suo mare e si è trasformata in un comune montano... E le trivellazioni già autorizzate a poche miglia di distanza dalle sue coste non le fanno nè caldo, nè freddo... In compenso sull'isola si dorme bene... c'è un bel silenzio, decisamente rilassante.... e tutto tace...


Da "GUIDA SICILIA" del 4/08/10

Chi ha paura dell'oro nero ? Allarme BP in Italia:
il ministro dell'Ambiente Prestigiacomo avanza una "moratoria Mediterranea"
contro le trivellazioni

Nei giorni scorsi riportavamo la notizia, riferita per prima dal Financial Times, della preparazione di una serie di trivellazioni al largo delle coste libiche, a poche centinaia di chilometri dalle coste della Sicilia, di Lampedusa e di Pantelleria, da parte della compagnia petrolifera britannica British Petroleum (BP) grazie a un accordo con la Libia  Qualcuno si chiede se stiamo parlando di "quella" BP ? Esatto ! parliamo proprio di "quella" BP responsabile di uno dei più grandi disastri ambientali mai accaduti sul pianeta: la "marea nera" che sta devastando il Golfo del Messico.

Dopo la notizia del Financial Times, un portavoce della compagnia ha confermato che "le perforazioni inizieranno nelle prossime settimane", quindi, imminenti. Ovviamente, subito si sono levate svariate voci di preoccupazione, prima fra tutte - a dir la verità contemporaneee a quelle delle associazioni ambientaliste - quella del Comune di Lampedusa e Linosa. "Esprimiamo preoccupazione per le trivellazioni che possono avere conseguenze sul difficilissimo e fragile ecosistema del Mediterraneo. Pur comprendendo le esigenze della ricerca di idrocarburi per un mondo che ha bisogno di sempre maggiore energia, ci auguriamo che tali trivellazioni vengano sottoposte a controlli internazionali", ha dichiarato l'assessore comunale al turismo, Pietro Busetta. "Lampedusa, sentinella del mare profondo ed avamposto europeo - ha affermato ancora Busetta - si augura che tali autorizzazioni del governo libico siano sottoposte a forme di controllo molto attente che evitino di ripetere nel Mediterraneo il disastro recente del Golfo del Messico e si candida come sede euro-mediterranea per un incontro nel prossimo mese di ottobre per fare il punto sulle trivellazioni, sui rigassificatori e sulle azioni di controllo per una gestione attenta delle strade del petrolio".

Partecipe della preoccupazione sull'inizio delle nuove perforazioni da parte della Bp nel cuore del mediterraneo, il capogruppo del Pdl-Sicilia, Giulia Adamo: "Da mesi si assiste al dissenso di molti, ma non si vedono né proposte né, tantomeno, atti concreti. E' giunto il momento per chi sta al governo di assumere delle responsabilità sulla vicenda. Per questo, invito il senatore D'Alì e l'assessore Di Mauro, da sempre contrari alle trivellazioni, a trasformare il loro pensiero in atti concreti". "Il ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, intervenga nell'immediato per la revoca delle autorizzazioni di trivellazioni nel Mediterraneo - ha aggiunto Adamo - al fine di evitare un impatto così pesante sui nostri gioielli naturali, per di più in un momento in cui si sta puntando sulle politiche turistiche".

La risposta del ministro Stefania Prestigiacomo non si è fatta attendere, ed insieme ad un nutrito gruppo di parlamentari e amministratori siciliani, ha avanzato la proposta di una moratoria internazionale che sospenda tutte le perforazioni petrolifere della BP al largo delle coste della Libia. Il ministro dell’Ambiente auspica una "voce comune" dei 21 paesi che si affacciano sul Mediterraneo, in una lettera inviata al Financial Times. Il programma di trivellazioni al largo della costa libica, nel Golfo della Sirte, secondo il ministro "da' luogo a gravi preoccupazioni" alla luce, in particolare, del disastro nel Golfo del Messico. Facendo riferimento alla proposta di moratoria all'interno delle acque comunitarie di Günther Oettinger, il Commissario dell'energia dell'Unione europea, la Prestigiacomo ha aggiunto che "una moratoria potrebbe essere un giusto approccio per le trivellazioni potenzialmente pericolose... per dare all’Europa tutto il tempo necessario a definire una strategia nuova e specifica per il Mediterraneo, soprattutto alla luce dei rischi che si sono avuti con le fuoriuscite di Deepwater Horizon".

Nei giorni scorsi sull’argomento era intervenuto anche il ministro degli Esteri, Franco Frattini dopo un'intervista rilasciata dal senatore Antonio D'Alì - presidente della commissione Ambiente del Senato - al Financial Time, nella quale lanciando l’allarme sui rischi di un incidente analogo a quello del Golfo del Messico, si era detto "preoccupatissimo" per le intenzioni della BP. Per D’Alì, "l’intervento del ministro Prestigiacomo conferma la presa di coscienza del governo italiano dopo gli allarmi da me lanciati in Parlamento e ripresi anche dalla stampa internazionale. Quindi confidiamo ora, dopo gli interventi sia del ministro Frattini sia del ministro Prestigiacomo, che le azioni auspicate dalla commissione Ambiente del Senato possano trovare attuazione", ha sottolineato ancora D’Alì ricordando le recenti mozioni approvate a Palazzo Madama sulle moratorie alle trivellazioni nelle acque italiane. Secondo D’Alì "il comune obiettivo deve esser bloccare le autorizzazioni alle trivellazioni in qualunque parte del Mediterraneo" a cominciare da quelle "pregresse italiane per le quali ci attendiamo coerentemente dal governo nei prossimi giorni una dichiarazione di immediata moratoria e una successiva revoca. Infatti perdurano alcune operazioni di ricerca nelle acque del Canale di Sicilia e segnatamente nelle vicinanze dell’isola di Pantelleria che stanno destando 'sospetti' e allarme nelle popolazioni interessati e in tutta la Sicilia". In ogni caso, ha concluso D’Alì, "se l’obiettivo, da noi sollecitato e condiviso, è quello di creare un’autorità unica del Mediterraneo, l’Italia con la sua immediata azione potrebbe acquisirne il primato e la leadership".

Anche dall’opposizione è arrivato l’appoggio al ministro Prestigiacomo e alla richiesta di moratoria del responsabile green economy del Pd Ermete Realacci. "Siamo lieti che anche il Ministro Prestigiacomo, alla quale da tempo ho presentato varie interrogazioni parlamentari in materia, la pensi allo stesso modo e ritenga opportuno fermare il nuovo pozzo della BP al largo delle coste della Libia. Ora ci auguriamo che porti la questione sul tavolo del prossimo Consiglio dei Ministri. Il nostro paese, per la posizione geografica e politica che ha nel bacino del Mediterraneo, ha il dovere di essere capofila in un'azione internazionale di tutela dei nostri mari e usare tutti gli strumenti diplomatici per fare pressione presso il Governo libico per fermare questa nuova trivellazione".


Ad unirsi all'alleanza contro le trivellazioni della BP anche l'Assemblea regionale siciliana, che ha approvato una mozione - sottoscritta dai deputati del Pd, primo firmatario Vincenzo Marinello, da Francesco Musotto del Mpa e da Cateno De Luca del Gruppo Misto - in difesa del territorio della Sicilia dai gravi rischi ambientali derivanti dalle ricerche e dalle trivellazioni per la ricerca di idrocarburi. Il documento ha ottenuto anche il "sì" del governo regionale - agli intervenuti nel dibattito ha replicato l'assessore per il territorio e l'ambiente Roberto Di Mauro - ed é stato varato un ordine del giorno, presentato da Giulia Adamo, con il quale il governo siciliano si impegna ad adottare tutti gli interventi necessari per evitare la costruzione di una piattaforma petrolifera al largo di Favignana.

La British Petroleum, da parte sua, ha confermato la volontà di effettuare delle trivellazioni del primo di cinque pozzi esplorativi ma che ancora non c’è nessuna data specifica per la partenza dei lavori. Un portavoce della BP ha minimizzato la questione della moratoria spiegando, sempre al Financial Times, che "nessuno l’ha suggerita" e che "non c’è nessuna autorità per il Mediterraneo", sottolineando di fatto, la mancanza di un meccanismo istituzionale di coordinamento delle politiche del Mediterraneo. Il ministro degli Esteri Franco Frattini, ha ricordato il quotidiano britannico, ha suggerito che la questione venga deferita all’Unione per il Mediterraneo, ma l’organismo "ha sempre avuto un parto difficile bloccato dalle rivalità tra paesi europei e dalla tensioni tra Israele e i vicini paesi arabi".

[Informazioni tratte da Ansa, Adnkronos/Ing, Repubblica/Palermo.it, Marsal@.it, il Velino.it]

http://www.guidasicilia.it/chi-ha-paura-delloro-nero/news/41023  


Da "IL MANIFESTO" del 4/08/10

C’è petrolio in Sicilia, in coda per trivellare

di Carla Incorvaia

È corsa all’oro nero in Sicilia, su un’isola dove si raffina il 30% del petrolio consumato in Italia e con una riserva di greggio che alcuni hanno stimato intorno ai 2,3 milioni di tonnellate. Su un territorio con aree come quella di Priolo, Milazzo e Gela qualificate ad alto rischio ambientale, con inchieste giudiziarie per inquinamento e disastro ambientale tutt’ora in corso. Le royalties, i diritti che le compagnie pagano alla Sicilia sono tra i più bassi d’Italia. Lo dicono anche i produttori di petrolio nei loro siti: «La struttura delle royalties in Italia è una delle migliori del mondo. Per i permessi offshore le tasse sono solo del 4%, ma nulla è dovuto fino a 300mila barili l’anno».

Secondo alcune associazioni locali sono già 30 le autorizzazioni concesse in gran segreto. Secondo altri sono invece 40 le compagnie interessate a trovar posto alle loro piattaforme nel Mediterraneo, che hanno fatto già richiesta al Ministero per lo sviluppo economico di indagini e ricerche per scoprire nuovi pozzi di petrolio. E mentre il presidente della regione Raffaele Lombardo, impegnato ieri pomeriggio in una manifestazione ufficiale, si oppone a nuove trivellazioni, è stata votata all’Ars la fiducia a una mozione contro gli insediamenti estrattivi della San Leon Energy. La società è una piccola srl con 10 mila euro di capitale sociale e una sede in provincia di Lecce. Obiettivo è quello di farsi autorizzare dalle amministrazioni italiane tre esplorazioni petrolifere al largo della costa siciliana, neppure troppo lontano. Tutte con un’estensione compresa tra i 200 e i 500 chilometri quadrati, situate fra Marsala, Sciacca e le isole Egadi. Ferma l’opposizione delle amministrazioni locali ma anche delle organizzazioni che dicono no alle trivelle nei paradisi isolani. A raccogliere i nuovi comitati ambientalisti contro le trivellazioni c’è la rete Notriv.

Sono soprattutto americani, ma anche yemeniti e irlandesi che coltivano l’idea di affondare le proprie trivelle davanti la costa siciliana. Sei sono le piattaforme attive collocate lungo la costa Iblea, a Ragusa e nel Golfo di Gela, di Eni ed Edison. Venti i permessi di ricerca già concessi. Alle isole Egadi, ancora nel Golfo di Gela, a Siculiana Porto Empedocle, Capo Rossello Palma di Montechiaro, Sciacca Agrigento, Sciacca Siculiana, Isole Pelagie, due a Punta Bianca Licata, a Stagnone Capo Feto, a Selinunte fiume Verdura, a Scoglitti Pozzallo, a Fiume Drillo Punta D’Aliga a Mazzara del Vallo Menfi. Luoghi dove sono già in corso ricerche. Venti sono le compagnie in attesa di una risposta dal governo italiano. Di queste, cinque fanno testa al colosso londinese Nothern Petroleum, che con la Shell ha già iniziato le ricerche in tutto il mediterraneo. La società inglese chiede di poter installare tre piattaforme nel mare delle Isole Egadi per avviare ricerche in una superficie complessiva di 1.600 chilometri quadrati. La Northern Petroleum chiede di poter avviare ricerche anche nel golfo di Gela, nella zona di Capo Rossello ad Agrigento e, insieme agli irlandesi della Petrolceltic Elsa, nel mare tra Siculiana e Porto Empedocle. La Petrolceltic è controllata al 100% dall’omonima società irlandese, e in Italia ha stretto collaborazioni con Vega Oil ed Eni, con la quale chiede di trivellare anche nel golfo di Gela.

I canadesi della Hunt oil company, invece, hanno adocchiato tre possibili sorgenti di greggio: tra Sciacca e Agrigento, a Siculiana Marina, e un terzo sito tra Mazara del Vallo e Menfi. E se la Puma petroleum da Londra vuole stanziarsi a Lampedusa e Linosa, un consorzio composto dalla British gas e della italiane Eni ed Edison è interessata ad avviare ricerche a Licata e Punta Bianca. Anche i texani, dopo il tentativo della Panther Oil nel Val di Noto, vogliono pompare petrolio nel mar siciliano. Precisamente nella zona di Scoglitti e Pozzallo, attraverso la Sviluppo risorse naturali (Srn), società controllata dalla Mediterranean Resources con sede ad Austin in Texas. Ultima istanza presentata al ministero è quella dei canadesi della Nautical petroleum, che chiedono di avviare ricerche tra la foce del fiume Dirillo e punta D’Aliga. Intanto ieri la mozione approvata all’Ars è stata presentata dal Pd e dall’Mpa. «Il parlamento e il governo siciliani - ha detto Roberto Di Mauro, assessore al territorio che ha preparato un documento di 40 pagine sul rischio ambientale in Sicilia - hanno mostrato all’unisono il loro parere sfavorevole alla trivellazione».

http://www.ilmanifesto.it/archivi/fuoripagina/anno/2010/mese/08/articolo/3178/


Da "MARSALA IT" del 4/08/10

Ricerche petrolifere, Poma sollecita l'intervento del Ministro dell'Ambiente

Occorre tenere alta la guardia per far sì che si eviti qualunque ricerca di idrocarburi sia liquidi che gassosi nei mari della nostra provincia ma anche delle altre zone della Sicilia. A questa necessità ed a questo impegno assunto nei confronti del territorio, alla luce anche delle tantissime sollecitazioni in tal senso giunte da diverse Associazioni ambientaliste e da semplici cittadini, il Consiglio Provinciale di Trapani vuole contribuire con tutti i mezzi politico-istituzionali a disposizione dopo l’unanime e categorico pronunciamento, già nello scorso mese di giugno, contro qualsivoglia trivellazione sottomarina. Per questo, il Presidente del Consiglio Provinciale, Peppe Poma, è tornato oggi a sollecitare l’intervento del Ministro dell’Ambiente nonché del Presidente della Regione dopo la nota fattagli già pervenire lo scorso 24 giugno.

Purtroppo, - scrive il Presidente Poma - a circa due mesi e mezzo di distanza dalla predetta richiesta, agli atti dei competenti uffici di questa Provincia non risulta acquisito alcun cenno di risposta. E’ un silenzio inquietante, che evidenzia una sorta di ingiusta mancanza di sensibilità istituzionale, di fronte ad un argomento di siffatta importanza qual è quello della ricerca di idrocarburi nel nostro mare con tutte le conseguenze facilmente immaginabili, un argomento di effettiva incidenza sociale perché si tratta di dovere combattere per la salvaguardia di una fra le maggiori ricchezze del territorio della nostra provincia, nel caso specifico lo straordinario ambiente marino naturale ancora esistente nelle acque antistanti Favignana e le altre isole dell’arcipelago delle Egadi, nonché dei Comuni di Trapani, di Marsala, di Mazara del Vallo, di Sciacca e di Menfi in provincia di Agrigento, con i Consigli Comunali di tutti questi centri ma anche di Castelvetrano, oltre al Consiglio Provinciale, che già nei mesi scorsi si sono nettamente e unanimemente pronunciati contro lo svolgimento delle ricerche petrolifere in questione. Altrettanto ha fatto nello scorso mese di giugno, accogliendo la proposta in tal senso avanzata proprio da questa Presidenza, la Consulta dei Presidenti dei Consigli delle Province Regionali di Sicilia che ha espresso unanime preoccupazione e forte opposizione al tentativo di effettuare distruttive ricerche petrolifere che sarebbero un dispregio della realtà ambientale, arrecando un pesante danno alla complessiva economia della regione.

Eppure, - prosegue la nota del Presidente del Consiglio Provinciale - nonostante tutto ciò, nonostante le diverse assicurazioni pubblicate sugli organi di stampa e le concilianti dichiarazioni in tal senso rilasciate da esponenti dei Governi regionale e nazionale, in particolare per quanto concerne il blocco dei permessi già rilasciati dal Governo italiano, nel gennaio 2009, alla “San Leon Energy s.r.l.”, corrente in Monteroni di Lecce, per effettuare ricerche petrolifere e di sostanze gassose in un’area di grande impatto turistico e ambientale, praticamente ad appena un Km dalle coste trapanesi, tali od altre pericolosissime ricerche del genere, magari ad opera di altra società petrolifera non meglio identificata, sarebbero già in corso o comunque in procinto di essere avviate al largo dell’isola trapanese di Pantelleria. Si tratta forse di una diretta conseguenza dell’accordo sottoscritto dalla “BP” con il Governo della Libia per lo sfruttamento dei giacimenti petroliferi che saranno via via individuati in una vasta zona del Mediterraneo?

Testimone oculare dei movimenti e della presenza di almeno due rimorchiatori e di una piattaforma per trivellazioni nelle acque marine a meno di 10 miglia a nord-ovest di Pantelleria, in posizione quasi frontale rispetto al punto dov’è ubicato l’hotel Mursia, il nostro Consigliere Provinciale eletto in quell’isola, Francesco Brignone, il quale, proprio in dipendenza dell’esercizio delle proprie funzioni istituzionali, percorre quasi quotidianamente la rotta Pantelleria – Trapani e viceversa ed ha così avuto la possibilità di potere personalmente appurare lo svolgimento delle predette inquietanti “manovre” in mare. Ci troviamo dunque di fronte a gravissimi interrogativi e prospettive catastrofiche: basti pensare, per un solo attimo, ai tragici incidenti occorsi alle navi-petroliere addette al trasporto del greggio ed ancor più alla devastazione ecologica (ma anche economica) tuttora in corso nelle acque oceaniche del Golfo del Messico. L’innata vocazione per il turismo del nostro territorio, la fondamentale importanza per la nostra economia dell’attività di pesca (già in crisi per altri motivi), non consentono alternative né, tanto più, avventure di sorta.

Per questo, On. Ministro dell’Ambiente, - conclude Peppe Poma - questa Presidenza e questo Consiglio Provinciale, nel condividere ed appoggiare la sua annunciata proposta di moratoria, che preveda però il blocco di ogni autorizzazione ad eseguire trivellazioni in tutto il Mare Mediterraneo, comprese quelle pregresse, sollecitano fortemente il vostro pronto ed autorevole intervento ed una celere positiva risposta alle richieste che vengono sì da chi rappresenta le pubbliche Istituzioni locali ma soprattutto da centinaia di migliaia di persone che in queste Istituzioni, ed in quelle regionali e nazionali, hanno riposto la loro incondizionata fiducia, nella certezza di ottenere in cambio l’adeguata difesa dei loro sacrosanti diritti di liberi cittadini, a cominciare dalla salvaguardia del loro territorio, del loro mare, della loro naturale fonte di lavoro e di reddito, della loro salute e del loro benessere psico-fisico.

http://a.marsala.it/istituzioni/dalla-provincia/17161-ricerche-petrolifere-poma-sollecita-lintervento-del-ministro-dellambiente.html

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Post di Guido Picchetti su FB del 4/8/10
Dall' articolo "RICERCHE PETROLIFERE, POMA SOLLECITA L'INTERVENTO DEL MINISTERO DELL'AMBIENTE" pubblicato oggi su "MARSALA IT":
" ... omissis... Testimone oculare dei movimenti e della presenza di almeno due rimorchiatori e di una piattaforma per trivellazioni nelle acque marine a meno di 10 miglia a nord-ovest di Pantelleria, in posizione quasi frontale rispetto al punto dov’è ubicato l’hotel Mursia, il nostro Consigliere Provinciale eletto in quell’isola, Francesco Brignone, il quale, proprio in dipendenza dell’esercizio delle proprie funzioni istituzionali, percorre quasi quotidianamente la rotta Pantelleria – Trapani e viceversa ed ha così avuto la possibilità di potere personalmente appurare lo svolgimento delle predette inquietanti “manovre” in mare. Ci troviamo dunque di fronte a gravissimi interrogativi e prospettive catastrofiche: basti pensare, per un solo attimo, ai tragici incidenti occorsi alle navi-petroliere addette al trasporto del greggio ed ancor più alla devastazione ecologica (ma anche economica) tuttora in corso nelle acque oceaniche del Golfo del Messico. L’innata vocazione per il turismo del nostro territorio, la fondamentale importanza per la nostra economia dell’attività di pesca (già in crisi per altri motivi), non consentono alternative né, tanto più, avventure di sorta. ... omissis ... "

Post di Mario Di Giovanna su FB del 4/08/10
... non ho parole. Riesci a trovare o a far fare qualche foto? Secondo le mie informazioni non dovrebbero avere le autorizzazioni a perforare, quindi se stanno operando in quell'area li andiamo a denunciare per direttissima.

Post di Guido Picchetti su FB del 4/08/10
Potrei sbagliarmi, ma le tue informazioni contrastano con quanto appare sulla mappa del Ministero Attività Produttive intorno a Pantelleria, da me sintetizzato fedelmente nella mappa che puoi vedere anche su FB al link
http://www.facebook.com/profile.php?id=1063270409&v=wall&story_fbid=145502468810181#!/photo.php?pid=31251635&id=1063270409&ref=fbx_album

Post di Mario Di Giovanna su FB del 4/08/10
Io so che l'autorizzazione dovrebbe riguardare i sondaggi sismici e non le trivellazioni esplorative..... ma ancora non ho trovato i riferimenti...

Post di Guido Picchetti su FB del 4/8/10
I dati li ho ricavati dal documento ufficiale del Ministero: la concessione in blu è la stessa dove, fino a 12 o 13 anni fa, già operava una piattaforma petrolifera denominata "Zibibbo" che estraeva petrolio per conto dell'Agip. Ma la concessione sembra essere ancora in vigore e pronta ad operare con nuove tecnologie. Per le altre, colorate in verde sulla mappa ufficiale sul versante di maestro di Pantelleria, a circa 7/8 miglia di distanza dalla costa dell'isola, si tratta di autorizzazioni alle trivellazioni esplorative già concesse sia alla "Northern Petroleum" e all' "Audax Energy"...

Post di Mario Di Giovanna su FB del 4/8/10
Siamo messi male, da pag. 28 la Puma, che ha poi trasferito alla "Audax", sembra avere il permesso di trivellare. Se mi dai conferma delle operazioni di ricerca allerto tutti i mezzi di informazione.

Post di Guido Picchetti su FB del 4/8/10
E così è anche per la "Northern Petroleum", leggi a pag. 32... Hanno però rispetto per l'ambiente paesaggistico... Nel decreto infatti tra l'altro si richiede: "nel caso l'ubicazione prescelta per l'installazione temporanea dell'impianto mobile di perforazione risulti visibile dalla costa, definire le scelte riguardanti il periodo di effettuazione della perforazione anche nel rispetto del criterio di minimizzare l'impatto paesaggistico;... " Bene... allora siamo salvi !!!!!

Post di Mario Di Giovanna su FB del 4/08/10
Per trivellare devono avere l'autorizzazione della capitaneria....Hai modo di chiedere a qualcuno lì a Pantelleria se è arrivata qualche richiesta ?

Post di Guido Picchetti su FB del 4/8/10
Ci proverò ...

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Post di Guido Picchetti su FB del 4/08/10
Gli ultimi due articoli da me ripresi e pubblicati nella pagina web sul mio sito dedicata agli "Echi di Stampa" di Agosto 20010, sulla minaccia delle trivellazioni petrolifere (quello su "Marsala It" in alto e quello su "Affari Italiani" più in basso, ndr), riportano il primo il pensiero del Presidente dell'Amministrazione Provinciale di Trapani Beppe Poma e il secondo quello di Domenico Scilipoti per l'Italia dei Valori... Due interventi entrambi estremamente critici, che chiedono in definitiva la stessa cosa: ottenere la sospensione di queste iniziative che costituiscono una grave minaccia per il nostro mare e le nostre coste... Ma, per quanto provenienti da parti politiche diverse e forse motivati da preoccupazioni sincere, mi sembrano voci che cadono egualmente nel vuoto... Era a questo che mi riferivo quando parlavo di vane ciance... di chiacchiere che non sortiscono alcun effetto pratico... nel breve e nel lungo termine... per quante se ne facciano...


Da "STATO-OGGI AGI" del 3/'8/10

Energia: Pogliese (PDL), per tutela coste un fronte mediterraneo

(AGI) - Palermo, 3 ago. - “Prendiamo atto della grande attenzione del Ministro Prestigiacomo sul problema delle annunciate trivellazioni a cento chilometri da Lampedusa, che saranno effettuate dalla British Petroleum, la famigerata multinazionale che ha prodotto e non e’ stata ancora in grado di fronteggiare il disastro nel Golfo del Messico, che creano un giustificato allarme ambientale per le isolette delle Pelagie, preziosi ‘scrigni‘ di biodiversità”. Lo ha detto il vice capogruppo del Pdl all’Ars, Salvo Pogliese, primo firmatario del disegno di legge per la tutela dei siti Unesco. “E’ necessario -ha aggiunto- definire tra tutti i Paesi che si affacciano nel Mediterraneo una strategia comune per la tutela delle coste e dell’ambiente marino. In Sicilia questa esigenza è ancora più necessaria per il rilancio di un nuovo modello di sviluppo per la nostra Isola”.

http://www.stato-oggi.it/archives/000110046.html


Da "AFFARI ITALIANI" del 3/08/10

Trivellazioni / Grave pericolo in Sicilia

di Domenico Scilipoti (Idv)

La BP (per inteso, quella British Petroleum del disastro del Golfo del Messico), farà attività di ricerca, quindi trivellazioni, a 100 km da Lampedusa (ma in territorio libico).

In Italia ci sono 24 permessi di ricerca rilasciati a mare e 71 a terra; le ricerche si concentrano nelle zone dell’Adriatico centro-meridionale e nel mare intorno alla Sicilia. Questo precipitarsi alla nuova corsa all’oro nero si localizza soprattutto nelle zone marine del Sud Italia: non è per fare allarmismo, ma cosa accadrà se si apre una falla nei pozzi e 10 milioni di litri di petrolio, al giorno, si riverserà sui pesci, le spiagge e le isole del piccolo Mediterraneo? E i parchi marini, le oasi naturalistiche, il turismo, la pesca, l’ambiente in generale? Quali sono i criteri di messa in sicurezza di queste trivellazioni? Questa è la prima domanda che dovremmo porre!

Inaspriamo le procedure di VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) a tutela di mare e coste intervengano le Regioni, le Province, i Comuni: l’Ambiente e la Natura vengono prima del profitto.

http://www.affaritaliani.it/green/trivellazioni_pericolo_sicilia030810.html


Da "LA REPUBBLICA - PALERMO IT" del 3/08/10

Sciacca e lo strano caso della San Leon
Ancona finisce sulla costa agrigentina

I clamorosi errori nella relazione di una srl irlandese con 10 mila euro
 di capitale: il Comune va in Procura

di LORENZO TONDO

Uno studio di 36 pagine, ricco di grafici e numeri, ma anche di sviste e omissioni, che il Comune di Sciacca manderà sul tavolo della magistratura. Lo hanno realizzato i geologi della Peal Petroleum per conto della San Leon srl, compagnia petrolifera con un capitale sociale di 10 mila euro che vuole trivellare il mare siciliano. Quando ai primi di maggio l´ingegnere Mario Di Giovanna si trovò tra le mani le carte che annunciavano i lavori, autorizzati dal ministero dello Sviluppo economico, notò qualcosa di strano: un foglio bianco appeso all´albo pretorio e intestato al "responsabile affissioni" (l´usciere del Comune), rimandava a un generico studio sull´impatto ambientale. L'obiettivo dell´analisi, commissionata dalla San Leon, è spianare la strada alle trivelle in un´area marina di 482 chilometri quadrati che va da Selinunte a Capo Bianco, a meno di 2 chilometri dalla costa. «Rimasi sconvolto - racconta Di Giovanna - Perché in Comune non ne sapevano niente? E perché la San Leon aveva intestato il documento al "responsabile affissioni" e non al sindaco ? »

Di Giovanna, esperto di geotecnica con un passato nella Saipem, membro dell´associazione L´Altra Sciacca e portavoce del comitato "No alla Piattaforma", non si fa scappare l´occasione. A pagina 19 dello studio i suoi sospetti diventano certezze: i geologi della Peal scrivono che «l´area di indagine» è frequentata da «piccole imbarcazioni a strascico… che trovano ricovero nei porti di Gela, Pozzallo e Scoglitti». «Perché mai dovrebbero trovare ricovero nella Sicilia orientale a più di 100 km di distanza - si chiede Di Giovanna, - quando vi sono nell´area i porti di Sciacca, Mazara e Porto Palo ? » Il mistero è presto svelato. Il paragrafo in questione è infatti identico ad un´altra indagine, realizzata nel marzo del 2008 sul Plateau Hybleo, anche questo oggetto di prospezione petrolifera. E ancora, a pagina 36 la Peal Petroleum sostiene che il «traffico marittimo per le motonavi di appoggio… sarà limitato ad un passaggio giornaliero da e verso il porto d´approdo più vicino, presumibilmente quello di Ancona».

«È un copia e incolla scandaloso - afferma l´assessore Gianfranco Vecchio - La Peal non ha realizzato lo studio sul nostro territorio. Cosa c´entra Sciacca con il Mar Adriatico?». Il geologo Luigi Albanesi, coordinatore dell´analisi ambientale della Peal, parla di «studio propedeutico», realizzato con un approccio bibliografico e afferma che il «ministero dell´Ambiente non pretende che gli studi vengano fatti sul luogo». È però un fatto che a circa 26 miglia nautiche dalla costa di Sciacca e a 39 da Pantelleria, sorga un grosso isolotto di roccia lavica che sfiora la superficie a circa 6 metri di profondità. Lo eruttò la terra nel 1831 dando vita all´isola Ferdinandea, una delle tante bocche vulcaniche di un massiccio complesso sottomarino. Lo ha scoperto Mimmo Macaluso, che avverte: «Quella zona è un campo minato. A pochi chilometri da Sciacca, lo scorso agosto si è verificata l´esplosione di una sacca di metano proprio nell´area oggetto di ricerca. Immaginate se ci fosse stata una piattaforma». Dei rischi sismici e vulcanici, nello studio della Peal, non c´è traccia.

Di Giovanna, allarmato, avverte Filippo Bellanca, presidente del Consiglio comunale di Sciacca. I tempi stringono. La documentazione della San Leon è stata depositata con circa 20 giorni di ritardo, lasciando alle autorità due settimane per le dovute osservazioni. Bellanca convoca una seduta straordinaria, coordinando gli altri due Comuni interessati, Menfi e Castelvetrano. «Non sapevano nulla dei progetti della San Leon sulle loro coste - dice Bellanca - Anche le istituzioni provinciali ne erano all´oscuro». «Ci stanno svendendo per 10.000 euro - afferma il sindaco di Sciacca Vito Bono - stanno regalando le nostre acque a una società che vale meno di una gelateria».

I dati della Camera di Commercio confermano l´irrisorio capitale della San Leon, che fino ad oggi risulta inattiva. Il consiglio di amministrazione è composto da tre irlandesi, un americano e un inglese. Paul James Sullivan, William Artur Philip Thompson III, Charles McEvoy, Oisin Fanning. Hanno tutti domicilio nello stesso numero civico, il 93 di Via Rubichi, a Monteroni, un paesino di 14mila anime in provincia di Lecce. L´amministratore delegato è Finbarr Bryant, responsabile legale di un´altra società, la Petroceltic Elsa, che ha già ottenuto delle concessioni per le ricerche nell´Adriatico, dove il Wwf, per bocca di Fabrizia Arduini, ha denunciato le stesse irregolarità presenti nelle carte siciliane. Anche in questo caso lo studio è stato realizzato dalla Peal.

Tra i documenti, spunta il numero di una sede romana. Risponde Mario Tozzi (omonimo del più celebre geologo italiano) che nega di lavorare per la San Leon. «Noi passiamo solo la corrispondenza - spiega Tozzi - Provate con quelli di Dublino». La San Leon srl è controllata dalla San Leon Limited, società a responsabilità limitata, con sede al numero 6 di Northbrook Road nella capitale irlandese. Lo stesso della Petroceltic, che, come la San Leon, vanta un capitale di 10 mila euro. A Dublino risponde uno studio di consulenza, la LHM Casey McGrath. Abbastanza perché il Comune di Sciacca prepari un esposto alla Procura, chiedendo di fare luce sull´intera vicenda.

http://palermo.repubblica.it/cronaca/2010/08/03/news/sciacca_e_lo_strano_caso_della_san_leon_ancona_finisce_sulla_costa_agrigentina-6038689/ 


Da "LA REPUBBLICA - PALERMO IT" del 3/08/10

Parte la corsa all'oro nero sotto il mare della Sicilia
Venti i permessi accordati dal ministero sui quali la Regione non ha alcuna potestà. Boom di ricerche: venti nuove istanze al ministero

di ANTONIO FRASCHILLA

Texani, canadesi, irlandesi, yemeniti. Tutti a caccia dell'oro nero nel Canale di Sicilia. Un vero e proprio assalto al mare delle coste dell'Isola da parte di piccole e mega compagnie internazionali di petrolio. Sono ben 20 le domande per trivellazioni al vaglio del ministero dello Sviluppo economico, sulle quali la Regione non ha alcun potere. Tutto ciò che riguarda le con piattaforme off-shore transita dalle stanze del ministero, mentre il governo di Raffaele Lombardo ha già approvato una delibera che dice "no" alle trivellazioni. "Siamo di fronte a un assalto che rischia di stravolgere l'economia della nostra regione, mettendo in grandi difficoltà le marinerie ma anche gli imprenditori che hanno investito nel turismo, come i Rocco Forte che adesso a Sciacca davanti al loro golf resort potrebbero vedersi installate tre mega piattaforme petrolifere", dice l'assessore al Territorio Roberto Di Mauro, che ha già dato mandato al rappresentante della Regione nel nucleo di Valutazione d'impatto ambientale del ministero, la soprintendente di Ragusa Vera Greco, di opporsi chiedendo relazioni su relazioni per il rischio d'inquinamento del mare e delle coste, "a oggi mai arrivate".

L'assessore Di Mauro ha sul suo tavolo un dossier di 40 pagine che da un lato mette nero su bianco i rischi per l'economia e l'ambiente siciliano, e dall'altro chi sono le imprese che vogliono trivellare nel Canale di Sicilia. Oltre alle 6 piattaforme al momento installate al largo di Ragusa e del golfo di Gela, e oltre alle 20 istanze già approvate, al ministero ci sono ben 20 richieste di autorizzazione a nuovi permessi di ricerca nel Canale di Sicilia. Cinque fanno capo alla Northern Petroleum, colosso londinese che con la Shell ha già avviato ricerche in tutto il Mediterraneo. La società inglese chiede di poter installare tre piattaforme nel mare delle Isole Egadi per avviare ricerche in una superficie complessiva di 1.600 chilometri quadrati. La Northern Petroleum chiede di poter avviare ricerche anche nel golfo di Gela, nella zona di Capo Rossello ad Agrigento e, insieme agli irlandesi della Petrolcelitc Elsa, nel mare tra Siculiana e Porto Empedocle. La Petrolceltic è controllata al 100 per cento dall'omonima società irlandese, e in Italia ha stretto collaborazioni con Vega Oil ed Eni, con la quale chiede di trivellare anche nel golfo di Gela. (Vedi in calce "La mappa delle trivelle", ndr).

I canadesi della Hunt oil company, invece, hanno messo nel mirino tre siti: il primo tra Sciacca e Agrigento, il secondo tra Sciacca e Siculiana Marina, e il terzo tra Mazara del Vallo e Menfi. E se la Puma Petroleum, società anche questa londinese, chiede di poter avviare ricerche tra Lampedusa e Linosa, un consorzio composto dalla British Gas e della italiane Eni ed Edison chiede di poter avviare ricerche tra Licata e Punta Bianca. Anche i texani, dopo il tentativo della Panther Oil nel Val di Noto, vogliono cercare petrolio nel mar siciliano. Precisamente tra Scoglitti e Pozzallo, attraverso la Sviluppo Risorse Naturali (Srn), società controllata dalla Mediterranean Resources con sede ad Austin in Texas. Ultima istanza presentata al ministero è quella dei canadesi della Nautical Petroleum, che chiedono di avviare ricerche tra la foce del fiume Dirillo e punta D'Aliga.

Ma perché tutto questo interesse a trivellare nel mare siciliano? Semplice: secondo i dati del ministero nel Canale di Sicilia giace una riserva di petrolio apri a 2,3 milioni di tonnellate certamente estraibili, un terzo di quello che risiede nel resto del mare che bagna le coste d'Italia. L'assessore Di Mauro ha già commissionato un primo studio sui rischi per l'economia in caso d'incidenti come quello avvenuto nel golfo del Messico causato dalla British Petroleum. "La gran parte dei richieste di estrazione insiste su riserve naturali protette e siti di importanza comunitaria - dice Di Mauro - Ci sono intere marinerie, come quelle di Trapani, Mazara del Vallo o Sciacca, che non solo non potrebbero avvicinarsi in un raggio di 500 metri attorno alle piattaforme, ma che soltanto per il traffico di petroliere che ci sarà nel Canale di Sicilia vedrebbero ridotto il loro raggio d'azione". Per la sovrintendente di Ragusa Greco i rischi sono elevati: "Al ministero ci hanno fatto vedere delle simulazione in caso d'incidenti, spiegandoci che le correnti marine sono quasi sempre dalla terraferma verso il largo - dice la Greco - Ma quel "quasi" significa pure che le correnti potrebbero a volte spingere eventuali chiazze di petrolio verso le nostre coste".

http://palermo.repubblica.it/cronaca/2010/08/03/news/petrolio_assalto_alla_sicilia-6030713/

LA MAPPA DELLE TRIVELLE

(grafico da "La Repubblica Palermo it" del 3/08/10)
http://www.repubblica.it/static/popup/2010/palermo/trivelle/1.html

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Post di Guido Picchetti su Face book del 3/08/10
Permettetemi un'osservazione: nel "grafico delle trivelle" allegato a questo ben documentato dossier pubblicato oggi da "LA REPUBBLICA - PALERMO IT", l'isola di Pantelleria non c'è più !!! Ci sono citate Lampedusa e Linosa, ma pare proprio che Pantelleria si sia spostata in altri mari, anzi in altri oceani... E ciò mentre intorno a quest'isola siciliana le autorizzazioni alle trivellazioni per estrarre il petrolio sono state già concesse da tempo... e nonostante le tante inutili ciance che si fanno al riguardo... Ignoranza dei giornalisti o malafede di qualcuno ?

Post di Eleonora de Sabata su FB del 4/8/10
No worries, a Pantelleria ci penso io :-)

Post di Guido Picchetti dell'8/08/10
Avevo ragione a proposito dell'emigrazione di Pantelleria... Infatti la nostra isola (almeno di nome) si è spostata in Tunisia, dove viene frequentemente citata dai siti di lingua inglese che si interessano di trivellazioni off-shore come "G.R.15 PU - Pantelleria Permit (665km2, Italian waters)"... A buon intenditor poche parole...
 


Da "MARSALA IT" del 2/08/10

Una bomba petrolifera minaccia il Mediterraneo.
Pantelleria e Lampedusa accerchiate

L’annuncio che la BP tre anni or sono ha firmato con il governo libico per circa 700 milioni di euro un contratto che le da diritto allo sfruttamento in tutto il Golfo della Sirte dei giacimenti di petrolio che nessuno può ancora valutare come numero e come portata, equivale ad una condanna a morte del mare più bello del mondo. La sola Italia ha 60 isole situate intorno alle sue coste. Aggiungete le isole greche, turche, le coste di Creta, Cipro, della Siria, Egitto... La piattaforma Deepwater prima bruciata e poi affondata al largo della Luisiana provoca da mesi la fuoriuscita di 1000 barili di petrolio al giorno. Cosa succederebbe alle coste siciliane se si riversassero in mare dalla Libia 100 barili di greggio al giorno?

Il Mediterraneo copre una superficie di circa 2,5 milioni di kilometri quadrati, collega come un enorme ponte aereo liquido Europa, Asia e Africa, è attraversato da oltre 200.000 navigli di tutte le specie e dimensioni, fornisce pesce a mezza Europa, ha un valore ambientale enorme. Per una cifra analoga a quella che ha portato in Serbia un sola divisione della FIAT, uno degli Stati Africani rivieraschi, la Libia, ha svenduto un tesoro ambientale di enormi e millenarie tradizioni e valore che non è suo, ma è di tutti. L’ha svenduta ad una Compagnia che è reduce da danni colossali in Centro America che non riesce in nessun modo né a riparare, né a frenare. Per ora, benché alla fase zero, il conto dei danni è di 4 miliardi di dollari! Ogni Stato rivierasco dispone di acque territoriali antica attribuzione e, spesso, fonte in passato di conflitti e divergenze. Ma le acque territoriali nello spirito originario hanno finalità pacifiche di pesca e di lavoro connesso al pescato. Dove sta scritto che un Paese ha diritto di vendere i diritti di estrazione petrolifera e di mettere a gravissimo repentaglio la sicurezza e l’integrità del patrimonio turistico e ambientale di tutti gli altri paesi vicini?

La BP perforerà a poche centinaia di chilometri dalle coste della Sicilia, di Lampedusa e di Pantelleria. La notizia, anticipata dal Financial Times, è stata riportata da tutti i quotidiani... E' stata la stessa Bp ad annunciare che "entro le prossime settimane "inizierà una nuova perforazione al largo delle coste libiche, nel Golfo della Sirte. Un portavoce della compagnia, David Nicholas, ha ricordato che in virtù di un accordo con Tripoli siglato nel 2007 la compagnia ha ottenuto l'autorizzazione ad effettuare cinque perforazioni nel Golfo della Sirte. "Non le abbiamo ancora calendarizzate", ha aggiunto, precisando che ogni perforazione necessita di "sei mesi o più". Non è bastato il no secco dell’Italia dopo l’iniziativa del senatore Antonio d’Alì, presidente della commissione ambiente a fermare la BP. Rifiutata dall’Italia la BP si è rivolta alla Libia che però di fronte ad un pericolo per l’intero Mediterraneo non ha il diritto di decidere da sola. Non si capisce come la comunità internazionale non abbia ritirato la “patente” alla BP che, dopo quello che ha combinato nel Golfo nel Messico moralmente non dovrebbe più ottenere alcuna autorizzazione a perforare i mari, meno di tutti il Mediterraneo. L’Italia a questo punto non può essere lasciata da sola. Occorre che l’Europa intera faccia pressioni sulla Libia perché revochi immediatamente il permesso di perforare davanti le nostre coste. Il Mediterraneo, il mare nostrum, quel mare che fu dei fenici e dei romani, creatori della civiltà occidentale, è in serio pericolo. Occorre la mobilitazione di tutti.

Le nuove perforazioni avranno luogo a una profondità di circa 5.700 piedi (1.700 metri), leggermente superiore a quella della Deepwater Horizon, la piattaforma situata al largo delle coste della Louisiana, la cui esplosione lo scorso 20 aprile ha causato la gigantesca marea nera che infesta il Golfo del Messico. «Il problema - afferma il senatore siciliano - non è la Bp o la Libia. Il fatto è che il mare non ha confini e se capitano incidenti, che siano in acque nazionali o internazionali, gli effetti si fanno sentire in tutto il Mediterraneo. Considerato che stiamo parlando già di uno dei mari più inquinati dal petrolio di tutto il mondo, le conseguenze di un disastro potrebbero essere irreversibili».

In questa mappa si può vedere l'attuale situazione delle concessioni di trivellazione intorno all'isola di Pantelleria, tutte già autorizzate. Questo secondo i dati forniti del Ministero dello Sviluppo Economico aggiornati al 7/06/2010. Sulla mappa è riportata la fascia di salvaguardia di 5 mg dalla costa, come previsto dall'ultimo Consiglio dei Ministri in assenza di Aree Marine Protette. Ricordo che invece, in presenza di un'Area Marina Protetta, la fascia di salvaguardia, in cui sono vietate le trivellazioni, diventerebbe larga 12 miglia a partire dal perimetro dell'AMP.

http://a.marsala.it/cronaca/ambiente/16992-una-bomba-petrolifera-minaccia-il-mediterraneo.html

Su FB a Luca Facciolo, Gianluca Giacalone piace questo elemento.

Post di Guido Picchetti su FB del 2/08/10
Ma quanti sull'isola sanno di questi pericoli ?????

Post di Maria Ghelia su FB del 2/08/10
O fanno finta di non sapere...........

Post di Leonardo D'Imporzano su FB del 2/08/10
Ah... I know... ricevo il Giornale online della mia isola... :-). Il problema c'è...ma a traforare con BP c'è l'amico libico dell'italia.... :-(


Da "IL PANTECO" - Agosto 2010

Copertina

I media nazionali, regionali e locali si preoccupano giustamente
di quanto la BP si prepara a fare nel Golfo della Sirte

Ma intanto poco al largo di Pantelleria c’è chi, zitto zitto, è già al lavoro. Per rendersene conto è sufficiente scrutare il mare di notte in direzione Nord-ovest per vedere le luci della piattaforma. O di giorno con il cielo limpido, senza nebbia di calura e non c’è bisogno neppure di un binocolo.

http://www.ilpanteco.it/wordpress/?page_id=798


Da "IL PANTECO" - Agosto 2010

Ambiente

Trivellazioni: a pensare male si fa peccato,
ma spesso ci si azzecca

Emerge dalle piantine dello Stretto di Sicilia, e della zona di Pantelleria in particolare...  In esse, alle zone di tutela proposte per l’istituenda Area Marina Protetta, è stato sovrapposto un grafico del Ministero delle Attività Produttive nel quale sono indicate in blu le zone dove sono state già autorizzate le estrazioni petrolifere, in verde le zone dove sono state concesse le autorizzazioni per le trivellazioni a fini esplorativi, e in gialle infine le zone dove le richieste di concessione per trivellazione sono state già presentate, ma ancora non autorizzate (alla data del 31/12/09).

Pantelleria, come si può vedere, non è ben messa. Alcuni giorni fa il Consiglio dei Ministri su proposta del Min.Ambiente, ha deciso che le trivellazioni nei mari italiani siano ovunque vietate in una fascia di 5 miglia dalla costa. Un “off limits” che viene però allargato a 12 miglia lungo il perimetro delle aree marine protette. A seguito di ciò Pantelleria, essendo senza l’AMP, ancora attesa di istituzione dopo circa vent’anni, a 5/6 miglia dalla costa si ritrova con una bella serie di trivellazioni già autorizzate a fini esplorativi (le zone in verde nella mappa allegata).

Con l’AMP già istituita la situazione potrebbe alquanto migliorare grazie alla zona di salvaguardia di 12 miglia prevista a partire dai confini dell’area protetta. Nella mappa allegata è indicata con una certa approssimazione la zona di salvaguardia che si verrebbe a creare con le nuove disposizioni intorno alla zona A prevista sul Banco di Pantelleria, secondo la proposta Caravello.

Intorno all’isola, invece, la zona di salvaguardia potrebbe essere ancora maggiore di quella indicata sul grafico, in quanto, oltre alle 12 miglia previste, essa dovrebbe comprendere di fatto anche la larghezza della fascia di mare interessata della istituenda AMP di Pantelleria, e potrebbero così essere utilmente ridotte anche le concessioni già autorizzate, non solo nell’interesse dello Stretto, ma dell’intero Mediterraneo.

Ma quando si arriverà a fare questa benedetta Area Marina Protetta di Pantelleria, già prevista per legge dal 1991 ? E viene naturale un dubbio… Che non siano state proprio queste progettate trivellazioni a bloccare la sua istituzione in tutti questi anni ? A pensar male si fa peccato, ma spesso si coglie nel segno… diceva qualcuno. E a giudicare da quanto si è saputo oggi, pare proprio che quel qualcuno abbia ragione. Il Consiglio Comunale di Pantelleria nella sua prima uscita ha votato all’unanimità una mozione contro le trivellazioni nello Stretto... Un documento votato da maggioranza e opposizione, che è facile prevedere, non servirà a niente, ma nel quale (e questo è ciò che davvero importa...) non si fa alcun cenno all’Area Marina Protetta di Pantelleria, unica arma possibile da usare come efficace mezzo di difesa contro quanto sta  avvenendo nel mare intorno a Pantelleria.

di Guido Picchetti

http://www.ilpanteco.it/wordpress/?page_id=31


(copyright Guido Picchetti) 

Questa pagina è stata aggiornata il 02/01/11 .