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Da "MARSALA IT" del 31/05/10

Petrolio nelle Egadi: tutti contrari alle trivellazioni
 

Hanno nomi anglofoni: Shell, Audax, San Leon Energy, che magari possono ricordare le famiglie Whitaker, Woodhouse, Ingham e Hopps, l'aristocrazia inglese che nell'800 cominciò a commercializzare la nostra risorsa predominante, il vino. I tempi cambiano, l'agricoltura è in crisi perenne e bisogna diversificare Petrolio.

C'è sempre stato il petrolio in Sicilia occidentale, nella metà degli anni '80 l'Eni aveva fatto delle prove nella zona antistante le isole Egadi. Il petrolio c'era, pure abbondante, ma con la quotazione di allora, 10 dollari al barile, i tempi di ammortamento sarebbero stati troppo lunghi. Dopo due prove di produzione l'Eni preferisce abbandonare il sito e far scadere l'autorizzazione. Adesso tre compagnie petrolifere, Shell, Audax e San Leon Energy hanno l'intenzione di capitalizzare i presunti giacimenti petroliferi presenti nei fondali delle isole Egadi, Pantelleria e della zona tra Selinunte e Sciacca, una superficie di 4.300 chilometri quadrati che racchiude due aree interessate dall’istituzione di un Parco nazionale.

Siamo tuttavia in piena fase esplorativa. La Shell ha dato mandato alla Northen Petroleum di sondare il Canale di Sicilia per mezzo di esplorazioni sismiche tridimensionali. La compagnia australiana Audax è interessata ai fondali di Pantelleria ed ha già ceduto il 10% dei diritti di estrazione ad un'altra compagnia, Bombora Energy Pty Lmt., che in cambio corrisponderà il 15% dei costi di esplorazione e alcune quote di un pozzo petrolifero. Troppo fermento per dei semplici sondaggi mirati alla scoperta di idrocarburi la cui estrazione, in Sicilia, è fortemente diminuita: 702.133 tonnellate di olio greggio estratte nel 2004 contro le 556.084 tonnellate del 2009. Il compito di risollevare gli interessi estrattivi dei petrolieri partirebbe dalle isole Egadi, che potrebbero fornire 150.000 barili di petrolio al giorno, una cifra altissima considerando che in tutta Italia si estraggono 130.000 barili al giorno. Potrebbe diventare il più grande bacino petrolifero europeo.

Il Ministero per lo sviluppo economico ha concesso alla compagnia San Leon Energy autorizzazioni per un totale di 1820 Km2: tra Favignana e Marsala, alle spalle delle Egadi ed a 20 km della costa tra Sciacca e Selinunte L'interesse della San Leon Energy a questo tratto di mare non è recente, le prime richieste di esplorazione risalgono al 2008, il Ministero autorizza nel dicembre 2009. Poco importa se l'area è interessata da riserve naturali, da banchi corallini, da zone di pesca tra le più importanti d'Italia. Prima si esplora, poi ci organizziamo.

La procedura la espone il sottosegretario di Stato per i beni e le attività culturali Francesco Maria Giro, in risposta all'interpellanza urgente presentata dall'on. Giuseppe Marinello: “Nel dettaglio, dette istanze sono state sottoposte all'esame della citata commissione che, nella seduta dell'11 dicembre 2009, ha espresso un parere favorevole all'accoglimento delle stesse. A seguito di tale parere, il Ministero dello sviluppo economico ha, comunque, invitato la società istante a presentare tutta la documentazione necessaria per la pronuncia di compatibilità ambientale presso il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. Quest'ultima amministrazione ha comunicato lo stato dell'iter procedurale che riguarda le richieste della San Leon confermando che le attività per le quali è stata presentata istanza di VIA o di esclusione dalla stessa, prevedono solo prospezioni geofisiche con la tecnica dell'air-gun. La verifica di procedibilità delle istanze di cui sopra è ancora in corso presso il Ministero dell'ambiente che, una volta verificata la procedibilità delle stesse, provvederà ad inviare la relativa documentazione alla commissione tecnica di verifica dell'impatto ambientale VIA-VAS per l'avvio dell'istruttoria tecnica. Pertanto si ribadisce che, allo stato attuale, in merito alle istanze della società San Leon non è stato ancora emanato un decreto di conferimento di permessi. La società San Leon non può quindi procedere alla perforazione di un pozzo, né all'allestimento di un qualunque impianto di estrazione, dal momento che l'esecuzione di tali operazioni sarà, eventualmente, possibile solo dopo aver ottenuto il conferimento del titolo e successivamente ai controlli di competenza del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e ad altre specifiche autorizzazioni dei competenti organi periferici dello stesso Ministero e delle altre amministrazioni interessate”.

Il 24 aprile scorso la San Leon Energy pubblica sul Giornale di Sicilia un avviso: “Pronuncia di compatibilità ambientale” al Ministero dell’Ambiente ed al Ministero dei Beni Culturali, per la “registrazione di una campagna sismica 3D di circa 100 km2” al largo “delle coste di Marsala (distante fino ad un minimo di 1 km)”. Immediate e trasversali le reazioni della politica locale.

Il senatore Antonio D'Alì ha presentato un interrogazione ai ministri dell'Ambiente, Esteri e Sviluppo Economico per “sollevare il problema nella sua rilevanza nazionale poiché le autorizzazioni rilasciate nel tempo includono molte altre località marine di elevato pregio ambientale e quindi si impone una valutazione complessiva e di fondo dell'eventuale impatto di nuove perforazione sull'intero ecosistema del Mar Mediterraneo, già oggi il mare a più elevata presenza di residui di idrocarburi del pianeta”.

Il Consiglio comunale di Marsala ha approvato un Ordine del Giorno con il quale si chiede di adottare le iniziative necessarie per evitare danni ecologici nel tratto di mare tra Favignana e Marsala: “Non possiamo permettere attività che non rispettino i luoghi naturalistici che appartengono all’intera collettività marsalese, fondamentali per lo sviluppo turistico della nostra città”, conferma il Presidente del Consiglio comunale, Oreste Alagna.

Il sindaco di Favignana, Luicio Antinoro: ”Siamo sicuri che il ministero dell’Ambiente e la sua commissione vaglierà con estrema attenzione l’istanza che incide in aree che dal 1990 sono oggetto di tutela e patrimonio naturale incontaminato”.

Il Comune di Mazara del Vallo, attraverso una nota dichiara: “Ci opponiamo a tale richiesta per ragioni di carattere ambientale e naturalistico. Si teme che tale campagna possa rappresentare un rischio per l'ambiente marino, un ostacolo alle attività di pesca delle marinerie di Mazara e Sciacca, un pericolo per la presenza nel mare antistante Sciacca dell'isola sommersa Ferdinandea, che costituisce la bocca di un vulcano. Si teme inoltre che tale campagna di ricerca, se autorizzata, possa acuire nella foce del fiume Mazaro il fenomeno del marrobbio.

Il sindaco di Campobello di Mazara, Ciro Caravà: “Condivido pienamente la posizione del presidente del consiglio comunale Giuseppe Castiglione nel dire no, all’autorizzazione concessa dal ministero per lo sviluppo economico a una società estera ad effettuare trivellazioni nel tratto di mare che va da Tre Fontane a Sciacca. Difenderemo il territorio di Campobello di Mazara da ogni tipo di inquinamento e agiremo in sinergia con il consiglio comunale ribadendo ancora una volta che il nostro territorio è a vocazione turistica.

Il Consiglio provinciale di Trapani ha programmato una seduta straordinaria il 7 giugno per discutere il permesso ”di ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi nelle acque marine antistanti i comuni di Favignana, Marsala e Trapani”. L’opposizione del Consiglio è ed è contenuta in un atto di indirizzo approvato alla unanimità nel corso della seduta svoltasi il 6 maggio e presentato dal Consigliere del Gruppo Misto, Ignazio Passalacqua.

L'on. Giulia Adamo: “È una battaglia di civiltà che dobbiamo condurre tutti assieme. Condivido le critiche che arrivano dalla comunità isolana. Le istituzioni locali facciano la loro parte facendo sentire una voce forte e chiara. Non dobbiamo tentennare. Ho già chiesto un incontro con l'assessore regionale al Territorio ed Ambiente Roberto di Mauro. Il governo Lombardo deve fare la sua parte. E' a conoscenza del problema anche il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo”.

Il vice presidente dell'Ars, Camillo Oddo: “Ho presentato una interpellanza al Presidente della Regione ed all’Assessore al Territorio ed Ambiente per sollecitare un’azione di controllo e di confronto con il Governo Nazionale ma anche d’indirizzo politico, ribadendo la netta contrarietà ad ogni forma d’intervento che possa recare danni all’ambiente. E’ necessario anche un approfondimento giuridico per considerare se vi sono le condizioni per adire al giudice Costituzionale per il mancato coinvolgimento della Regione nelle scelte in materia di ricerche di idrocarburi “.

La Federazione di Trapani del Partito della Rifondazione Comunista: “Siamo contrari al saccheggio delle coste ove esistono,tra l’altro Riserve protette ed auspica piuttosto uno sviluppo sostenibile e la valorizzazione delle bellezze artistiche e naturali della zona,congiuntamente ad una mobilitazione generale in difesa dei beni ambientali.”

L’associazione Rifiuti Zero Trapani: “E´inquietante come potrebbe prospettarsi il futuro del nostro mare. Il pozzo esploso nel Golfo del Messico. e il gravissimo disastro ambientale generato, dovrebbero impedire investimenti nel petrolio che è una fonte energetica in via di esaurimento. Anziché trivellare i nostri mari si dovrebbe incentivare la ricerca e l'utilizzazione di fonti energetiche rinnovabili. Inoltre le trivellazioni petrolifere provocherebbero la fine dell'ecosistema marino, della pesca, del turismo locale e della salute dei cittadini”.

Sinistra Ecologia & Libertà di Trapani: “vista l’ubicazione e le correnti marine che in quel punto vanno da Marsala verso le Egadi è logico ed immediato pensare che qualsiasi ricerca o trivellazione dei fondali disturberà gli equilibri dell'area marina e della riserva, protette per legge. Ci chiediamo: basterà l’ovvietà di questa constatazione ad impedire la pronuncia di compatibilità ambientale?”

Peccato che ad Erice non ci sia un laghetto, altrimenti avrebbero sondato anche da quelle parti.

http://a.marsala.it/inchieste/15478-petrolio-nelle-egadi-tutti-contrari-alle-trivellazioni.html

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Commento di Gaspare Novara al suddetto servizio del 31/05/10 - ore 12:12:31

Vorrei segnalare un gruppo nato su facebook "STOPPA LA PIATTAFORMA". Questo il link:
http://www.facebook.com/group.php?gid=122133334483058&ref=search&sid=U83Id3B_Yz29X5MSqMcKxQ.3344891147..1#!/group.php?gid=122133334483058
e il sito della "SAN LEON ENERGY" da dove è possibile ricavare alcune utili informazioni sulle concessioni in atto:
http://www.sanleonenergy.com/sanleon/operations/Italy.php?ln=it


... tra cui anche la cartina qui a lato

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Commento del sottoscritto. Dal sito del gruppo su Facebook "STOPPA LA PIATTAFORMA" mi sono permesso di prelevare la foto che segue postata il 29 u.s. da Mario Di Giovanna (fondatore del gruppo) con la seguente nota :

La mappa dello scempio: ecco le concessioni petrolifere
che sono già state autorizzate (in verde) e in fase di autorizzazione in giallo.
PS - Ne mancano molte altre, la mappa non è aggiornatissima !!!

a cura di Guido Picchetti


Dal sito web del "MINISTERO DELL'AMBIENTE" - 28/05/10

Approvato il nuovo Regolamento dell’Area Marina
Protetta delle Isole Egadi

Prestigiacomo: «Passo avanti decisivo per la tutela e la valorizzazione dell’AMP»

Il Ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo, ha firmato oggi il decreto di approvazione del Regolamento di organizzazione dell’area marina protetta delle Isole Egadi, predisposto dall’Ente gestore dell’AMP. Un provvedimento atteso da oltre 15 anni, che detta regole più chiare e trasparenti nell’area marina protetta più grande d’Europa, elaborate a seguito di un confronto approfondito con la comunità locale e in particolare con gli operatori socio-economici e il mondo della pesca.

Il provvedimento, che detta anche le regole per il rilascio delle autorizzazioni, prevede una serie di agevolazioni e diritti di prelazione per i residenti nell’arcipelago, introducendo inoltre misure di premialità ambientale per le attività a minore impatto sull’ambiente marino. «Con l’approvazione del regolamento – afferma il Ministro Prestigiacomo – è stato fatto un decisivo passo in avanti per regolarizzare e rilanciare l’Area Marina Protetta della Egadi. E’ necessario proseguire su questa strada per portare avanti la missione di tutela e valorizzazione dell’inestimabile patrimonio naturalistico di queste isole straordinarie».

E’ in corso inoltre la predisposizione, sempre da parte dell’Ente gestore, della proposta di aggiornamento della perimetrazione e zonazione attualmente vigente nell’AMP, che sarà sottoposta al Ministero per la prevista istruttoria tecnica. Tale istruttoria, svolta dal Ministero di concerto con l’Ente gestore e gli altri enti territoriali, sarà aperta al contributo degli operatori socio-economici del territorio.     

http://www.minambiente.it/

stessa notizia su "WIND BLOG" e su "OSSERVATORIO SICILIA" del 28/05/10
http://www.wildblog.it/fauna/66-isole-egadi-dopo-15-anni-approvato-il-regolamento-di-organizzazione-dellarea-marina-protetta.html
http://www.osservatorio-sicilia.it/2010/05/28/approvato-il-nuovo-regolamento-dell%E2%80%99area-marina-protetta-delle-isole-egadi/  


Da "IL PANTECO BLOG" del 26/05/10

Lettera aperta al Sindaco di Pantelleria

di Guido Picchetti

Caro Sindaco,
solo oggi ho avuto modo di leggere (pubblicato il 18 Aprile u.s. sulla pagina di Facebook di Diego Gabriele) un Suo bilancio su questi ultimi cinque anni di governo dell'isola. Apprezzo la Sua chiarezza, e prendo atto di quanto da Lei così compiutamente descritto. Mi permetto tuttavia di intervenire in merito ad un problema che, come lei  ben sa, mi sta molto a cuore: "L'AREA MARINA PROTETTA” di Pantelleria e la sua realizzazione, e ciò anche in vista della applicazione della Legge n. 222 del 29 novembre 2007 che istituisce appunto il "PARCO NAZIONALE DELL'ISOLA DI PANTELLERIA".

Nel bilancio suddetto Lei, alla tutela ambientale dell'isola nella prospettiva del Parco, fa solo qualche accenno nel penultimo capitolo, intitolato appunto "VERSO IL PARCO TERRESTRE". E' un titolo che compendia bene quanto Lei va poi ad illustrare, ma che già include in sè quella che personalmente ritengo una grave dimenticanza. Questa: L'ISOLA DI PANTELLERIA E' CIRCONDATA DAL MARE. E' un mare niente affatto facile, lo sappiamo bene. Un mare che sembra a volte nemico e che batte le coste di quest'isola, conformandole a sua immagine e somiglianza, spesso con estrema violenza, ma che oggi rappresenta, al tempo stesso, una delle sue attrattive maggiori, per chi vive sull'isola e per chi viene a visitarla, impossibile negarlo. L'affluenza che si registra nel periodo estivo sull'isola (arrivando quasi a snaturarla... mi lasci dirlo!), penso ne sia la chiara dimostrazione.... E lo chieda anche a quanti oggi sull'isola proprio di tale affluenza beneficiano per i più diversi motivi, non pochi dei quali legati direttamente al mare...

L'asprezza del mare di Pantelleria non ha favorito, è vero, nei corso dei secoli l'utilizzo delle sue risorse, come è avvenuto e avviene solitamente nelle isole. Ma ha forgiato l'indole degli abitanti, indirizzandoli necessariamente verso le risorse della terra. Una terra anch'essa difficile, ma che i panteschi hanno potuto e saputo pazientemente domare con un lavoro millenario, fino a caratterizzare morfologicamente l'isola in un modo che, possiamo ben dire, è unico al mondo. E salvaguardare questa "unicità" dell'isola di Pantelleria, evitando al tempo stesso ogni "mummificazione"capace di impedirne progresso e sviluppo, è certamente opera meritoria. E bene Lei ha fatto ad inserirla nel suo programma di governo.

Dove invece non concordo, lamentando una Sua dimenticanza, è nella parte finale del Suo discorso, laddove Lei parla solo di "vocazione agraria", affermando che quello dell'isola sarà il "PRIMO, STRAORDINARIO, PARCO AGRARIO D'ITALIA". L'isola di Pantelleria è al centro di un canale, lo Stretto di Sicilia (come esso viene oggi chiamato), che è una delle principali vie del Mediterraneo. Non siamo in una piccola isola al centro dell'Oceano Pacifico, isolati dal mondo. Ma siamo al centro di un tratto di mare già di per sè estremamente trafficato, di cui purtroppo l'isola ancora non sa avvantaggiarsi per la mancanza di strutture portuali adeguate, ma dal quale potrebbe, speriamo mai, subire anche conseguenze spiacevoli (ricordo l'episodio dell' "Haven" nel Mar Ligure di qualche anno fa...).

E' inoltre un tratto di mare, quello dello Stretto di Sicilia, sul quale si stanno appuntando in questi ultimi tempi interessi molteplici, legati allo sfruttamento di risorse energetiche off-shore di vario genere, che potrebbero modificare notevolmente l'ambiente marino dello Stretto sotto vari punti di vista, sia sopra che sotto il livello del mare. Creare pertanto una zona di salvaguardia per l'ambiente marino che circonda l'isola, sufficientemente ampia per quanto le leggi internazionali lo consentano (Pantelleria, ricordiamolo, è terra di confine), e di dimensioni adeguate all'importanza di un Parco Nazionale quale quello che si intende creare a Pantelleria, potrebbe essere la soluzione indovinata e ottimale per il futuro della nostra Isola.

Dia un occhiata, La prego, alla nuova proposta di zonazione per l'AMP di Pantelleria firmata da Arturo Caravello. E' una proposta che, firmata anche dal Prof. Vincenzo Di Martino del CNR di Catania, da Maria Ghelia, e dal sottoscritto, a nome della Sezione di Pantelleria della Lega Navale (nonchè da tutti noi in qualità di vecchi soci del Comitato Pro Parco Marino), avrò l'onore (e l'onere) di presentare al prossimo 41° Congresso della Società Italiana di Biologia Marina a Rapallo dal 7 all'11 Giugno pv. Finalità di questa presentazione è sia portare all'attenzione dei congressisti il problema della tutela ambientale marina dell'isola di Pantelleria, che ritengo di importanza vitale non solo per il mare dell'isola, ma per l'intero Mediterraneo (se non altro per le ottime possibilità di controllo ambientale che offre per la posizione strategica dell'isola...); sia far sì che la proposta Caravello per la nostra AMP rimanga agli atti ufficiali del Congresso, e possa un domani essere presa in seria considerazione da chi di dovere...

Con un cordiale saluto, e auguri per la ormai prossima competizione elettorale.

http://ilpantecoblog.blogspot.com/2010/05/lettera-aperta-al-sindaco-di.html
 


Da "ANSA IT" del 24/05/10

Ambiente: Giornata UE Parchi ; Natura Italia vale 2 mld anno

I parchi nazionali e le aree naturali d'Italia valgono un giro d'affari di 2 miliardi di euroall'anno e un fatturato pari a 9 miliardi di euro, con un'occupazione di 86.000 posti di lavoro (4.000 diretti, 17.000 per servizi, 65.000 per turismo, agricoltura, artigianato, commercio), con 2.450 centri visita, strutture culturali e circa 34 milioni in media di visitatori ogni anno. Questo lo stato dell'arte sulle aree protette del nostro Paese, considerato lo scrigno della natura e leader in Europa per patrimonio di biodiversita', ancora oggi, a 101 anni di distanza dall'istituzione del primo parco in Svezia, si celebra la Giornata europea dei parchi. In otto anni c'e' stato un aumento di 95 aree protette, passando da 772 a 867, con una superficie tutelata che supera il 10% del territorio nazionale. Da ultimo, il patrimonio nazionale naturale si e' arricchito di altre 4 aree marine che hanno concluso gli iter autorizzativi: Le Secche della Meloria in Toscana, una sul litorale abruzzese, poi Costa degli Infreschi e della Masseta, e Santa Maria di Castellabate, entrambe nel Cilento. E subito altre 10 sono candidate, tra cui costa del Piceno, isola di Gallinara, arcipelago Toscano, costa del monte Conero, penisola Salentina, Pantani di Vendicari e costa di Maratea. Mentre per 5 parchi nazionali e' prevista l'istituzione: Costa Teatina, isola di Pantelleria, Egadi e litorale trapanese, Eolie, Iblei.

Il settore del turismo naturalistico, nonostante la crisi, ha continuato a crescere: nel 2008 le presenze negli esercizi delle aree protette sono aumentate dell'1,79%, mentre il fatturato del comparto (oltre 9 miliardi di euro) e' pari a circa il 9% del fatturato nazionale complessivo del settore turistico con un incremento, rispetto all'anno precedente, del 3%. In Italia ''le aree protette sono strettamente integrate all'insediamento e all'attività umana'': nelle aree dei parchi nazionali si possono contare circa 1.700 centri storici, per una popolazione stimata in 901.495 abitanti, mentre il numero dei residenti in tutti i parchi italiani e' di quasi 4,5 milioni e il 33% dei comuni italiani ha nel proprio territorio un parco, percentuale che sale al 68% con i piccoli comuni sotto i 5.000 abitanti. I boschi tutelati dai parchi italiani valgono, soltanto per la riduzione di gas serra, quasi 600 milioni di dollari. Mentre un metro quadro di prateria di posidonia (oceanica) e' di 2.244 euro all'anno in base alla produzione di ossigeno, assorbimento di carbonio e protezione delle coste dall'erosione. (ANSA)

http://www.ansa.it/ambiente/notizie/notiziari/natura/20100524151435084778.html


Da "TRAPANI BLOG SICILIA" del 24/05/10

Lettera a Salvatore Gabriele, sindaco di Pantelleria

di Guido Picchetti

Caro Sindaco,

solo oggi sul sito di Diego Gabriele (che proprio oggi annovero su sua richiesta tra i miei amici su Facebook) ho avuto modo di leggere, postato da Sandro Casano il 18 Aprile u.s., il Suo bilancio su questi ultimi cinque anni di governo dell’isola.

Apprezzo la Sua chiarezza, e prendo atto di quanto da Lei così compiutamente descritto. Mi permetto tuttavia di intervenire in merito ad un problema che, come lei ben sa, mi sta molto a cuore: “L’AREA MARINA PROTETTA” e la sua realizzazione, e ciò anche in vista della applicazione della Legge n. 222 del 29 novembre 2007 che istituisce il “PARCO NAZIONALE DELL’ISOLA DI PANTELLERIA“.

Nel bilancio suddetto Lei, alla tutela ambientale dell’isola nella prospettiva del Parco, fa solo qualche accenno nel penultimo capitolo, intitolato appunto “VERSO IL PARCO TERRESTRE“. È un titolo che compendia bene quanto Lei va poi ad illustrare, ma che già include in sè quella che personalmente ritengo una grave dimenticanza. L’ISOLA DI PANTELLERIA È CIRCONDATA DAL MARE !

foto ingirogiroÈ un mare niente affatto facile, lo sappiamo bene. Un mare che sembra a volte nemico e che batte le coste di quest’isola, conformandole a sua immagine e somiglianza, spesso con estrema violenza, ma che oggi rappresenta, al tempo stesso, una delle sue attrattive maggiori, per chi vive sull’isola e per chi viene a visitarla, impossibile negarlo. L’affluenza che si registra nel periodo estivo sull’isola (arrivando quasi a snaturarla… mi lasci dirlo!), penso ne sia la chiara dimostrazione. E lo chieda anche a quanti oggi sull’isola proprio di tale affluenza beneficiano per i più diversi motivi, non pochi dei quali legati direttamente al mare.

L’asprezza del mare di Pantelleria non ha favorito, è vero, nei corso dei secoli l’utilizzo delle sue risorse, come è avvenuto e avviene solitamente nelle isole. Ma ha forgiato l’indole degli abitanti, indirizzandoli necessariamente verso le risorse della terra. Una terra anch’essa difficile, ma che i panteschi hanno potuto e saputo pazientemente domare con un lavoro millenario, fino a caratterizzare morfologicamente l’isola in un modo che possiamo ben dire unico al mondo. E salvaguardare questa “unicità” dell’isola di Pantelleria, evitando al tempo stesso ogni “mummificazione” capace di impedirne progresso e sviluppo, è certamente opera meritoria. E bene ha fatto ad inserirla nel suo programma di governo.

Dove invece non concordo, lamentando una Sua dimenticanza, è nella parte finale del Suo discorso, laddove Lei parla solo di “vocazione agraria”, affermando che quello dell’isola sarà il “PRIMO, STRAORDINARIO, PARCO AGRARIO D’ITALIA“.

L’isola di Pantelleria è al centro di un canale, lo Stretto di Sicilia (come esso viene oggi chiamato), che è una delle principali vie del Mediterraneo. Non siamo in una piccola isola al centro dell’Oceano Pacifico, isolati dal mondo. Ma, possiamo dirlo, siamo al centro di un tratto di mare già di per sè estremamente trafficato, di cui purtroppo l’isola ancora non sa avvantaggiarsi per la mancanza di strutture portuali adeguate, ma dal quale potrebbe, speriamo mai, subire anche conseguenze spiacevoli (ricordo l’episodio dell’ “Haven” nel Mar Ligure di qualche anno fa…) .

È inoltre un tratto di mare, quello dello Stretto di Sicilia, sul quale si stanno appuntando in questi ultimi tempi interessi molteplici, legati allo sfruttamento di risorse energetiche off-shore di vario genere, che potrebbero modificare notevolmente l’ambiente marino dello Stretto sotto vari punti di vista, sia sopra che sotto il livello del mare.

Creare pertanto una zona di salvaguardia per l’ambiente marino che circonda l’isola, sufficientemente ampia per quanto le leggi internazionali lo consentano (Pantelleria, ricordiamolo, è terra di confine), e di dimensioni adeguate all’importanza di un Parco Nazionale quale quello che si intende creare a Pantelleria, potrebbe essere la soluzione indovinata e ottimale per il futuro della nostra Isola.

Dia un occhiata, La prego, alla nuova proposta di zonazione per l’AMP di Pantelleria firmata da Arturo Caravello. È una proposta che, firmata anche dal Prof. Vincenzo Di Martino del CNR di Catania, da Maria Ghelia, e dal sottoscritto, a nome della Sezione di Pantelleria della Lega Navale (nonchè da tutti noi in qualità di vecchi soci del Comitato Pro Parco Marino), avrò l’onore (e l’onere) di presentare al prossimo 41° Congresso della Società Italiana di Biologia Marina a Rapallo dal 7 all’11 Giugno pv.

Finalità di questa presentazione è sia portare all’attenzione dei congressisti il problema della tutela ambientale marina dell’isola di Pantelleria, che ritengo di importanza vitale non solo per il mare dell’isola, ma per l’intero Mediterraneo (se non altro per le ottime possibilità di controllo ambientale che offre per la posizione strategica dell’isola…); sia far sì che la proposta Caravello per la nostra AMP rimanga agli atti ufficiali del Congresso, e possa un domani essere presa in seria considerazione da chi di dovere…

Con un cordiale saluto, e auguri per la ormai prossima competizione elettorale,

Guido Picchetti

http://trapani.blogsicilia.it/2010/05/lettera-a-diego-gabriele-sindaco-di-pantelleria/

stessa notizia su Facebook di "TRAPANI BLOG SICILIA" del 24/05/10
http://www.facebook.com/pages/TrapaniBlogSiciliait/214305270418#!/pages/TrapaniBlogSiciliait/214305270418?
e su "SICILIANO IT" del 26/05/10
http://www.siciliano.it/news.cfm?id=127713


Da "IL CACCIATORE IT" del 24/05/10

Caccia Ambiente alle elezioni di Pantelleria

lI Patito Politico Caccia Ambiente sarà presente alle prossime elezioni amministrative del 30 maggio a Pantelleria. I cacciatori della piccola isola siciliana interessata dall’incombere dell’ennesimo parco nazionale hanno chiesto di poter candidare alcuni di essi in una coalizione civica in cui adesso spicca il simbolo di Caccia Ambiente. L’opera di contrasto alla istituzione dei parchi in Sicilia ha risvegliato gli animi assopiti di chi aveva ormai rinunciato alla lotta e anche al voto. Il lavoro meticoloso dei delegati di Caccia Ambiente nel territorio, in modo particolare Trapani, Messina, Favignana e Pantelleria, ha ricevuto parecchi proseliti e ha consentito persino di sensibilizzare e influenzare gli organi amministrativi locali che hanno aperto gli occhi sui tanti contro e i pochi pro che oggi un parco offre.

A Pantelleria si è scelto di scendere in campo proponendo due candidati membri di Caccia Ambiente che già da anni lottano conto i soprusi della politica di interesse che vuole mettere le mani sui facili finanziamenti sperati. Si tratta di VALENZA-LEONARDO e GABRIELE-FRANCESCO candidati a consiglieri comunali per il Partito Caccia Ambiente nel comune di Pantelleria che appoggiano il candidato sindaco Alberto Di Marzo della lista Pantelleria Libera per le elezioni del 30- 31 maggio 2010.

Confidiamo nell’appoggio di cacciatori e non solo al fine di consentire che anche la voce di chi oggi va in controtendenza rispetto ad una politica corrotta e immorale possa da subito essere presente presso il consiglio comunale dell’isola. Invitiamo coloro i quali volessero collaborare con i candidati locali o anche esporre domande e proposte a contattarci ai riferimenti di seguito riportati. Nel fare gli auguri ai nostri candidati e ai delegati Siciliani del Patito ricordiamo ai più che il cambiamento non passa per il gesto di chi ci sta di fronte ma parte dalle nostre più semplici azioni e l’espressione del voto è una di queste, fatene buon uso. ”Solo noi possiamo aiutare noi ”

http://www.ilcacciatore.com/2010/05/24/caccia-ambiente-alle-elezioni-di-pantelleria/

stessa notizia su  "PROGETTO AMBIENTE INFO" del 24/05/10
http://www.progetto-ambiente.info/index.php?option=com_content&view=article&id=911:caccia-ambiente-presente-nelle-liste-amministrative-di-pantelleria&catid=34:le-news&Itemid=27 


Dal sito su Facebook di "DIEGO GABRIELE" - 23/05/10


Post di Sandro Casano di domenica 18 aprile 2010 alle ore 16.12

Pantelleria: il Sindaco Salvatore Gabriele fa il bilancio
di questi ultimi cinque anni

Carissimi concittadini,

Ormai alla fine dei primi cinque anni di amministrazione e in vista delle prossime elezioni, mi accingo a tracciare un bilancio su quanto si è fatto in questo periodo amministrativo e darvene notizia.Premetto che sono sicuro che qualcuno di Voi, anzi molti di Voi, hanno criticato la mia assenza dalle piazze ed hanno avuto l’impressione di una mia distanza dalla gente, bene miei cari concittadini il Vostro Sindaco e sottolineo “Vostro” avrebbe avuto ed ha piacere di stare in mezzo a Voi, di prestare il proprio orecchio per ascoltare i problemi di tutti e cercare le giuste soluzioni, ma credo che Voi tutti sappiate che avendo ereditato una situazione difficile, dove le passate Amministrazioni e per ultimo i Commissari non sempre hanno focalizzato l’esigenza di uscire dalla marginalità a cui da secoli siamo relegati, vuoi per la assoluta mancanza di infrastrutture adeguate vuoi per l’assenza di portavoce adeguati a rappresentare le nostre esigenze al governo regionale e nazionale, era necessario ristabilire un legame forte con tutte le istituzioni regionali e nazionali.

Le difficoltà di gestire una situazione debitoria pesante, dovuta ai decenni passati di allegra amministrazione, non ci hanno consentito di fare tutti gli interventi che avremmo voluto fare. Per esempio senza il peso di oltre due milioni e cinquecentomila euro di debiti fuori bilancio (stiamo parlando di cinque miliardi delle vecchie lire) avremmo potuto intervenire tempestivamente sulle strade, sulle scuole, sui cimiteri, sull’acquedotto ecc. Lo stiamo facendo ugualmente a prezzo di enormi sacrifici ed inoltre stiamo pagando tutti i debiti fuori bilancio.

Bene, sicuramente io sono mancato fisicamente in mezzo alla gente ma Vi garantisco che ho lavorato per la gente, ho lavorato sodo e continuo a farlo, l’amministrazione che mi pregio di rappresentare si è imposta di rimboccarsi le maniche e di lavorare all’unisono per l’isola e per il benessere di tutti noi Panteschi. Il risultato del nostro impegno è stato proficuo e ad oggi le condizioni dell’isola sono notevolmente migliorate, ecco che cosa abbiamo fatto:

LE GRANDI INFRASTRUTTURE (I PORTI, L'AEROPORTO, IL DISSALATORE (
omissis) - IL PORTO DI PANTELLERIA CENTRO  (omissis) - IL PORTO DI SCAURI (omissis) - L'AEROPORTO (omissis) - IL DISSALATORE (omissis) - RETE IDRICA (omissis) - RIFIUTI (omissis) - SCUOLE (omissis) - LE PIAZZE (omissis) - LE STRADE (omissis) - I PARCHEGGI (omissis) - IMPIANTI SPORTIVI (omissis) - GLI ACCESSI AL MARE (omissis) - CIMITERI (omissis) - DEBITI (omissis) - OSPEDALE (omissis) - ORGANIZZAZIONE DEL COMUNE (omissis) - RIGORE NELLA FINANZA (omissis) - UN IMPULSO ALLE OPERE PUBBLICHE (omissis) - TURISMO SPORT E SPETTACOLO (omissis) - EDILIZIA POPOLARE (omissis) - TRASPORTI (omissis) - TELECOMUNICAZIONI (omissis) - SERVIZI AI CITTADINI (omissis) - URBANISTICA E ASSETTO DEL TERRITORIO (omissis) -

VERSO IL PARCO TERRESTRE
L’isola è un territorio la cui identità è stata determinata da due grandi forze: il lavoro del “vulcano”, che ha generato una terra fertilissima, e il lavoro di organico adattamento delle risorse naturali alle necessità agricole, durato millenni, e prodotto dagli uomini che questo territorio hanno abitato lungo 5000 anni di storia. Il risultato è un luogo unico, di interesse mondiale, ma purtroppo tale unicità è una condizione che rischia di essere perduta. La consapevolezza della “salvaguardia” di questo luogo unico non può tradursi in una sterile mummificazione di ciò che natura e storia hanno fatto evolvere fino ai nostri giorni, lo sviluppo sostenibile, infatti, passa attraverso un utilizzo appropriato delle risorse e una gestione del territorio in chiave moderna e innovativa.

Pantelleria ospita ambienti di eccezionale valore, per tutelare i quali, negli ultimi decenni, la Regione Sicilia, lo Stato e l’Unione Europea hanno istituito o promosso molteplici strumenti di salvaguardia, valorizzazione e sviluppo. Infatti sono state istituite:

  • - la Riserva Naturale Orientata regionale,

  • - il Piano Territoriale Paesistico regionale,

  • - l’istituendo Parco regionale Archeologico Isola di Pantelleria,

  • - i siti rete Natura 2000 (Siti di Interesse Comunitario – Zone di Protezione Speciale).

L’istituzione di un parco nazionale, invece, consente di pensare strumenti e modalità con cui affrontare lo sviluppo agricolo, artigianale e turistico, la gestione integrata della fascia costiera e la tutela e valorizzazione delle eccellenze ambientali e paesaggistiche, in modo nuovo, con un approccio “di sistema” che dia risposte sia alla domanda pubblica di servizi ambientali che alle istanze e alle aspettative dei settori produttivi. Il parco non aggiunge vincoli, è solo uno strumento di gestione che armonizza e regola l’esistente e soprattutto una istituzione dove il Comune e i cittadini potranno svolgere il proprio ruolo.

Adesso siamo nella fase iniziale, in cui va costruita l’intesa tra Comune e Regione per l’avvio dell’Ente. Il parco avrà una vocazione agraria, sarà il primo, straordinario, parco agrario d’Italia. Oggi se cade un muretto, ci vuole l’autorizzazione di tre enti diversi per rimetterlo su, è un vincolo che blocca lo sviluppo e soprattutto ostacola il duro lavoro dei contadini, con il parco invece ci riappropriamo del nostro territorio e lo governiamo.

VICINI AGLI ANZIANI, VICINI AI GIOVANI - (
omissis)

Carissimi concittadini, da una lettura di queste pagine risulta evidente che finalmente Stiamo governando l’isola, cercando di farla uscire dall’arretratezza cronica in cui era confinata, la stiamo governando con la consapevolezze che già si vedono gli effetti positivi del nostro lavoro. L’appello che rivolgiamo alla comunità dell’isola, alle donne e agli uomini impegnati nel territorio, è quello di essere vicini a questa Amministrazione, condividerne gli sforzi, essere critici ma anche propositivi rispetto alle nostre scelte.

La nostra isola deve superare le divisioni, gli interessi particolari e personali, la cultura della lamentela facile, la nostra isola deve diventare – finalmente – una comunità orgogliosa della sua storia e delle sue bellezze e credetemi le potenzialità ci sono tutte. L’isola è un grande cantiere, che coinvolge tutto e tutti. Non perdiamo tempo lamentandoci dei disagi che i lavori in corso creano, lo abbiamo riscontrato anche noi, lo sappiamo, siamo i primi a lamentarci, però sia  chiara una cosa il disagio temporaneo è solo un piccolo, piccolissimo, prezzo da pagare per le grandi opere che da qui a poco tempo cambieranno radicalmente e in meglio la nostra isola.

Molto è stato fatto. Molto ancora resta da fare. Noi crediamo fermamente nel futuro di quest’isola.

Pantelleria 2010

IL SINDACO            
(Salvatore Gino Gabriele)


Commento a seguire di Guido Picchetti del 23 Maggio 2010 - ore 14,58

Caro Sindaco,

solo oggi sul sito di Diego Gabriele (che proprio oggi annovero su sua richiesta tra i miei amici su facebook) ho avuto modo di leggere, postato da Sandro Casano il 18 Aprile u.s., il Suo bilancio su questi ultimi cinque anni di governo dell'isola. Apprezzo la Sua chiarezza, e prendo atto di quanto da Lei cos
ì compiutamente descritto. Mi permetto tuttavia di intervenire in merito ad un problema che, come lei ben sa, mi sta molto a cuore: "L'AREA MARINA PROTETTA" e la sua realizzazione, e ciò anche in vista della applicazione della Legge n. 222 del 29 novembre 2007 che istituisce il "PARCO NAZIONALE DELL'ISOLA DI PANTELLERIA".

Nel bilancio suddetto Lei, alla tutela ambientale dell'isola nella prospettiva del Parco, fa solo qualche accenno nel penultimo capitolo, intitolato appunto "VERSO IL PARCO TERRESTRE". E' un titolo che compendia bene quanto Lei va poi ad illustrare, ma che già include in sè quella che personalmente ritengo una grave dimenticanza. L'ISOLA DI PANTELLERIA E' CIRCONDATA DAL MARE !.E' un mare niente affatto facile, lo sappiamo bene. Un mare che sembra a volte nemico e che batte le coste di quest'isola, conformandole a sua immagine e somiglianza, spesso con estrema violenza, ma che oggi rappresenta, al tempo
stesso, una delle sue atttrattive maggiori, per chi vive sull'isola e per chi viene a visitarla, impossibile negarlo. L'affluenza che si registra nel periodo estivo sull'isola (arrivando quasi a snaturarla... mi lasci dirlo!), penso ne sia la chiara dimostrazione.... E lo chieda anche a quanti oggi sull'isola proprio di tale affluenza beneficiano per i più diversi motivi, non pochi dei quali legati direttamente al mare...

L'asprezza del mare di Pantelleria non ha favorito, è vero, nei corso dei secoli l'utilizzo delle sue risorse, come è avvenuto e avviene solitamente nelle isole. Ma ha forgiato l'indole degli abitanti, indirizzandoli necessariamente verso le risorse della terra. Una terra anch'essa difficile, ma che i panteschi hanno potuto e saputo pazientemente domare con un lavoro millenario, fino a caratterizzare morfologicamente l'isola in un modo che, possiamo ben dire, unico al mondo. E salvaguardare questa "unicità" dell'isola di Pantelleria, evitando al tempo stesso ogni "mummificazione" capace di impedirne progresso e sviluppo, è certamente opera meritoria. E certamente bene Lei ha fatto ad inserirla nel suo programma di governo.

Dove invece non concordo, lamentando una Sua dimenticanza, è nella parte finale del Suo discorso, laddove Lei parla solo di "vocazione agraria", affermando che quello dell'isola sarà il "PRIMO, STRAORDINARIO, PARCO AGRARIO D'ITALIA". L'isola di Pantelleria è al centro di un canale, lo Stretto di Sicilia (come esso viene oggi chiamato), che è una delle principali vie del Mediterraneo. Non siamo in una piccola isola al centro dell'Oceano Pacifico, isolati dal mondo. Ma, possiamo dirlo, siamo al centro di un tratto di mare già di per sè estremamente trafficato, di cui purtroppo l'isola ancora non sa avvantaggiarsi per la mancanza di strutture portuali adeguate, ma dal quale potrebbe, speriamo mai, subire anche coseguenze spiacevoli (ricordo l'episodio dell' "Haven" nel Mar Ligure di qualche anno fa...).

E' inoltre un tratto di mare, quello dello Stretto di Sicilia, sul quale si stanno appuntando in questi ultimi tempi interessi molteplici, legati allo sfruttamento di risorse energetiche off-shore di vario genere, che potrebbero modificare notevolmente l'ambiente marino dello Stretto sotto vari punti di vista, sia sopra che sotto il livello del mare. Creare pertanto una zona di salvaguardia per l'ambiente marino che circonda l'isola, sufficientemente ampia per quanto le leggi internazionali lo consentano (Pantelleria, ricordiamolo, è terra di confine), e di dimensioni adeguate all'importanza di un Parco Nazionale quale quello che si intende creare a Pantelleria, potrebbe essere la soluzione indovinata e ottimale per il futuro della nostra Isola.

Dia un occhiata, La prego, alla nuova proposta di zonazione per l'AMP di Pantelleria firmata da Arturo Caravello. E' una proposta che, firmata anche dal Prof. Vincenzo Di Martino del CNR di Catania, da Maria Ghelia, e dal sottoscritto, a nome della Sezione di Pantelleria della Lega Navale (nonchè da tutti noi in qualità di vecchi soci del Comitato Pro Parco Marino), avrò l'onore (e l'onere) di presentare al prossimo 41° Congresso della Società Italiana di Biologia Marina a Rapallo dal 7 all'11 Giugno p.v. Finalità di questa presentazione è sia portare all'attenzione dei congressisti il problema della tutela ambientale marina dell'isola di Pantelleria, che ritengo di importanza vitale non solo per il mare dell'isola, ma per l'intero Mediterraneo (se non altro per le ottime possibilità di controllo ambientale che offre per la posizione strategica dell'isola...); sia far sì che la proposta Caravello per la nostra AMP rimanga agli atti ufficiali del Congresso, e possa un domani essere presa in seria considerazione da chi di dovere...

Con un cordiale saluto, e auguri per la ormai prossima competizione elettorale.

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da "EOLIE NEWS" del 23/05/10

Nuovi Parchi. Intervento di Legambiente Sicilia

Riceviamo da Piero Roux e pubblichiamo:

Legambiente Sicilia avanza le prime osservazioni sulla istituzione dei parchi nazionali di Iblei, Eolie, Pantelleria, Egadi-litorale trapanese, per i quali l’iter si è rapidamente velocizzato con il Ministro Prestigiacomo che ha avviato un canale di interlocuzione con l’assessore regionale ai beni Culturali ed Ambientali. Lo scorso 23 gennaio 2009 è stata la Corte Costituzionale che ha dichiarato inammissibile e non fondato il ricorso della Regione Siciliana contro la legge nazionale che avviava l’istituzione di quattro parchi nazionali : Iblei, Eolie, Pantelleria, Egadi-litorale trapanese. La sentenza della Corte Costituzionale, ribadisce in quest’ambito la competenza esclusiva dello Stato. Le regioni, anche quelle a statuto speciale, possono intervenire soltanto per adottare norme di tutela ambientale più restrittive rispetto a quella statale. E’ rimessa invece all’intesa con la Regione la definizione dei singoli decreti istitutivi dei parchi nazionali.

Legambiente si era opposta nel 2007 a tale previsione normativa perché in alcuni casi si interveniva ad istituire parchi nazionali dove esistevano aree naturali protette regionali ben funzionanti. Ed avevano sollecitato una forte iniziativa sul piano politico della Regione affinchè venissero modificate le previsioni di legge per favorire l’intervento dello Stato a tutela di aree non protette dalla Regione e per una gestione integrata terra-mare dove sono previste anche aree marine protette. La priorità quindi ai Parchi nazionali degli Arcipelaghi delle Egadi e delle Eolie. L’iniziativa della Regione non c’è stata, si è preferita la via di un inutile e controproducente ricorso alla Corte Costituzionale. Nei mesi scorsi hanno cominciato a prendere corpo i suddetti parchi con procedure formali ed istituzionali (vedasi Pantelleria) o con iniziative a cura di comitati locali (vedasi Iblei e Egadi-litorale trapanese). Solo recentemente è stata avviata anche una discussione nelle sedi istituzionali riguardante i Parchi delle Eolie e degli Iblei. Ciascuno di questi parchi pone questioni specifiche assai rilevanti che intendiamo richiamare, sottolineando però in via generale che non si stanno seguendo le procedure di confronto e concertazione con tutti gli attori locali e regionali (associazioni, organizzazioni di categoria, ecc.) come previsto dalla legge quadro.

Appare sempre più evidente che l’istituzione di alcuni di questi parchi sembra rispondere a necessità di tipo politico-clientelare e non costituisce più una novità una sorta di parcomania da collegio elettorale motivata dalla necessità di costruire nuove postazioni di spesa pubblica e nuovi posti di sottogoverno. Il problema sembra non essere l’istituzione dei parchi che tutela e porta benessere economico, ma la figura di chi lo gestirà. Peraltro se un primo parco nazionale andava istituito in Sicilia questo, anche come fatto simbolico oltre che per le straordinarie valenze naturalistiche, non poteva che essere (come previsto dalla L. 394/91) quello dell’Etna, il più grande vulcano attivo d’Europa.

Pantelleria
Il parco è stato previsto con un blitz parlamentare ed appare poco motivato perchè sull’isola esiste ed è ben operante una vasta riserva naturale regionale e perché non si sta contestualmente tenendo conto della previsione di un’area marina protetta. Il Parco Nazionale di Pantelleria puo’ avere senso sole se costituisce concretamente un avanzamento delle politiche di conservazione sull’isola che presuppongono:

  • estensione dell’area naturale protetta a tutto il sistema SIC-ZPS;

  • istituzione di un parco terrestre-marino per la gestione unitaria ed integrata del sistema marino-costiero;

  • inserimento in zona 1 dell’area “dietro l’isola” per garantire la tutela di territori di grande interesse naturalistico;

  • valorizzazione del ruolo operativo dell’Azienda Foreste Demaniali della Regione Siciliana, strumento gestionale insostituibile nel contesto pantesco.

Lo stato delle procedure di istituzione del parco di Pantelleria e l’avere posto come punto di riferimento per l’istituzione le prossime elezioni amministrative comunali, rinunciando alla contestuale protezione dell’ambito marino ed alla consultazione di una serie di soggetti interessati, suscitano più di una perplessità.

Iblei
Sin dall’inizio la proposta di un parco nazionale ci è sembrata una forzatura rispetto all’idea di un parco regionale; la proposta elaborata da un comitato locale interessante una superficie di oltre 150.000 ettari con la previsione di singolari previsioni regolamentari contra legem (come l’esercizio della caccia o l’ampliamento di aree industriali in area parco) indicano come vi siano tantissimi aspetti delicati da approfondire (dall’estensione territoriale al rapporto con le grandi riserve naturali esistenti di Cavagrande, Pantalica, Vendicari). Gli approcci semplicistici di questi ultimi giorni suscitano solo vaste opposizioni (come sta avvenendo in molti comuni) che rischiano di travolgere l’intera politica delle aree naturali protette nella nostra regione e coagulare contro i parchi soggetti potenzialmente favorevoli ma allarmati dall’approccio ipertattico e tutto politico (spesso non motivato tecnicamente) con il quale si sta operando. Peraltro l’ipotesi di un parco regionale secondo il modello della LR 14/88 (come ipotizzato dalla regione alcuni anni fà e con un ruolo diverso degli enti locali rispetto al parco nazionale) e limitato agli ambiti montani, ad alcune cave ed all’area dei carrubeti ci sembra più idonea e più rispondente alle specificità di quel territorio.

Egadi-litorale trapanese
Da anni abbiamo sostenuto la necessità di un Parco nazionale sull’arcipelago delle Egadi, per le stesse identiche motivazioni evidenziate per l’Eolie, con l’aggravante della fallimentare esperienza dell’Area Marina Protetta e la mancata istituzione, a 18 anni dalla previsione del Piano regionale, delle riserve naturali di Marettimo, Favignana e Levanzo. L’estensione del parco nazionale al litorale trapanese appare scelta immotivata e assolutamente non condivisibile sia per la enorme diversità di situazioni ambientali, storico-culturali e socio-economiche rispetto all’Arcipelago, sia per la diffusa antropizzazione della fascia costiera. Inoltre l’eventuale restrizione del parco nazionale del litorale alle sole riserve naturali esistenti dello Stagnone di Marsala e delle Saline di Trapani (che già garantiscono la tutela di quei territori) dimostra come la scelta del parco nazionale è dettata da esigenze di carattere prettamente politico e da collegio elettorale e dalla volontà, mai nascosta, di ridefinire i regimi di vincoli su quelle aree proprio attraverso lo strumento del parco nazionale. Per questo siamo favorevoli all’istituzione del Parco nazionale sulle Egadi (terrestre e marino) e nettamente contrari all’estensione a qualunque porzione del litorale trapanese.

Eolie
Costituiscono il parco più urgente ed assolutamente incontestabile sia per le valenze naturalistiche dei territori, sia per le aggressioni cui gli stessi sono esposti (illeciti edilizi, sventramento di montagne, progetti di cementificazioni faraoniche, discariche in ogni dove) sia per il fallimento delle politiche locali e regionali di conservazione di quei territori (vedasi grave situazione delle riserve naturali esistenti o mai istituite). L’istituzione del Parco delle Eolie è peraltro avvalorata dall’esistenza del Sito UNESCO individuato proprio per le valenze naturalistiche, paesaggistiche e geologiche. Anche sull’Eolie il Parco nazionale ha pieno senso se vengono tutelati in maniera congiunta ed integrata l’ambito terrestre e quello marino e se l’istituzione del parco ha come obiettivo impedire trasformazioni territoriali incompatibili come il progettato Megaporto che recherebbe un irrimediabile ed irreversibile impatto ambientale sul water-front liparese.

In ultimo ci sia permesso di formulare una serie di riserve sulla parcomania dilagante in questi ultimi mesi (in una Regione nella quale l’abusivismo continua a farla da padrone) che sembra non tenere conto della necessità da un lato di rendere più efficace la gestione delle aree naturali protette già esistenti (garantendo idonee risorse finanziarie ed una concreta attività di vigilanza oggi in molti casi assente) e dall’altro di valutare preventivamente il forte impatto su vasti territori di nuovi vincoli ed assetti istituzionali ed organizzativi comportanti estesi divieti di caccia, l’estensione ope legis del vincolo paesaggistico, la sottrazione di competenze agli enti locali e l’attribuzione di ampie potestà regolamentari ai nuovi enti parco nazionali.

Ai sensi delle vigenti disposizioni di legge (L. 241/1990, L. 394/1991, D.Lgs. 195/2005) si presenta formale istanza:

- come rappresentanza regionale:

  • di partecipazione al procedimento amministrativo di istituzione dei suddetti parchi nazionali chiedendo la comunicazione dei responsabili dei procedimenti presso l’Assessorato Territorio Ambiente della Regione Siciliana e la Direzione Protezione Natura del Ministero dell’Ambiente;

- come rappresentanza eoliana:

  • di acquisire copia degli elaborati sinora redatti con particolare urgenza per quanto riguarda il Parco Nazionale delle Eolie;

  • di essere invitati a partecipare agli incontri di confronto sulle proposte in corso di elaborazione.

http://eolienews.blogspot.com/2010/05/nuovi-parchi-intervento-di-legambiente.html

stessa notizia su "LIPARI BIZ" del 23/05/10
http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=9903


Da "PARKS.IT" del 22/05/10

Pantelleria dice no al grande Parco
I leghisti dell’isola in prima fila nella battaglia

Giù le mani da Pantelleria. Lo gridano à gran voce i leghisti panteschi guidati da Michele Tremarco. E se alle prossimo rinnovo del consiglio comunale sarà eletto il sindaco candidato dalla Lega per Pantelleria, Giovanni Paterno (si vota ü 30 e il 31 maggio prossimi), anche l'amministrazione comunale si metterà di traverso. Il pomo della discordia è un vero affare: il Parco nazionale. Un progetto gigantesco (che va da Marsala, all'arcipelago delle Egadi ed al litorale trapanese, passando per le saline) per cui il presidente della commissione Ambiente del Senato, Antonio D'Ali, ha presentato anche un disegno di legge. E per il quale, invece, tutti i sindaci della grande area interessata hanno detto un secco "no". «Dietro a questo progetto - spiega Tremarco - ci sarà sicuramente un grosso business.

La Comunità europea contribuirà con un consistente finanziamento, parlo di milioni di euro. Ma mentre qualcuno si arricchirà migliaia di persone saranno espropriate dei loro diritti». Già, perché se passa questo enorme progetto di Parco nazionale con tutti i vincoli che comporterebbe - da sottolineare che nell'area esistono già parchi naturali e marini di competenza territoriale - al panteschi che ancora vivono e lavorano sull'isola resterebbe una sola possibilità: fare i bagagli e andarsene a cercar lavoro altrove.

Per questo progetto il senatore D'Ali (ma non è l'unico a Roma a sostenerlo) ha addirittura proposto di modificare la legge 394 del 1991, quella che regolamenta i parchi, le riserve e le aree protette. Il ddl si incrocia, tra l'altro, con un'altra norma contenuta nella finanziaria 2007 e dovrebbe portare alla creazione di un'unica area protetta (con l'espropriazione delle singole gestioni locali) che comprenderà, oltre .alla Riserva marina delle Egadi, anche il litorale che va da Marsala, passando per le saline, fino al capoluogo. Trapani appunto. Ipotesi che ha trovato subito un "no" dal consiglio comunale di Favignana, dove nel corso di una seduta straordinaria l'assemblea ha votato all'unanimità un odg che boccia l'ipotesi di creazione del grande parco trapanese. Per i panteschi la posta in gioco è molto alta: si chiama. sopravvivenza. E gli abitanti dell'isola, con la loro vita, la loro attività, le loro coltivazioni (uniche al mondo) sono disposti a tutto pur di non finire "vittime" di qualche benpensante che sull'isola ci ha magari comprato uno, due, tre... quattro dammusi per farci vacanze e feste con gli amici, «La delega dei nostri diritti - conclude Tremarco - non può essere usata da pseudo-governanti che sull'isola ci vengono solo a far vacanza, contro di noi>. Il pensiero corre anche al ministro della Salute Antonio Fazio, grande sostenitore del progetto, che più che alla "protezione" dell'isola dovrebbe preoccuparsi di garantire la salute ai cittadini. L'ospedale è lì, si racconta da solo...

http://www.parks.it/rassegna.stampa/dettaglio.php?id=18468


dal gruppo su Facebook "NO AL PARCO DI PANTELLERIA - NO al PANTESCO trattato come l'orso yoghi" - 18/05/10

Estratto dal post di Andrea Farina del 10/05/10 - ore 15.25

L'ente parco secondo la legge

... omissis ....
 
.... si trascrivono gli art. 9 e art. 10 della Legge Quadro Ente Parco :

Art. 9  - Ente parco (integrato e modificato dall'art. 2, commi 24 e 25, della legge 9 dicembre 1998, n. 426)

  1. L'Ente parco ha personalità di diritto pubblico, sede legale e amministrativa nel territorio del parco ed è sottoposto alla vigilanza del Ministro dell'ambiente.
     

  2. Sono organi dell'Ente:

    1. il Presidente;

    2. il Consiglio direttivo;

    3. la Giunta esecutiva;

    4. il Collegio dei revisori dei conti;

    5. la Comunità del parco.
       

  3. Il Presidente è nominato con decreto del Ministro dell'ambiente, d'intesa con i presidenti delle regioni o delle province autonome di Trento e di Bolzano nel cui territorio ricada in tutto o in parte il parco nazionale. Il Presidente ha la legale rappresentanza dell'Ente parco, ne coordina l'attività, esplica le funzioni che gli sono delegate dal Consiglio direttivo, adotta i provvedimenti urgenti ed indifferibili che sottopone alla ratifica del Consiglio direttivo nella seduta successiva.
     

  4. Il Consiglio direttivo è formato dal Presidente e da dodici componenti, nominati con decreto del Ministro dell'ambiente, sentite le regioni interessate, scelti tra persone particolarmente qualificate per le attività in materia di conservazione della natura o tra i rappresentanti della Comunità del parco di cui all'articolo 10, secondo le seguenti modalità:

    1. cinque, su designazione della Comunità del parco, con voto limitato;

    2. due, su designazione delle associazioni di protezione ambientale individuate ai sensi dell'articolo 13 della legge 8 luglio 1986, n. 349, scelti tra esperti in materia naturalistico-ambientale;

    3. due, su designazione dell'Accademia nazionale dei Lincei, della Società botanica italiana, dell'Unione zoologica italiana, del Consiglio nazionale delle ricerche e delle Università degli studi con sede nelle province nei cui territori ricade il parco; in caso di designazione di un numero superiore a due la scelta tra i soggetti indicati è effettuata dal Ministro dell'ambiente;

    4. uno, su designazione del [Ministro dell'agricoltura e delle foreste] (1); e) due, su designazione del Ministro dell'ambiente.
       

  5. Le designazioni sono effettuate entro quarantacinque giorni dalla richiesta del Ministro dell'ambiente. Qualora siano designati membri dalla Comunità del parco sindaci di un comune oppure presidenti di una comunità montana, di una provincia o di una regione presenti nella Comunità del parco, la cessazione dalla predetta carica a qualsiasi titolo comporta la decadenza immediata dall'incarico di membro del consiglio direttivo e il conseguente rinnovo della designazione. La stessa norma si applica nei confronti degli assessori e di consiglieri degli stessi enti.
     

  6. Il Consiglio direttivo elegge al proprio interno un vice presidente scelto tra i membri designati dalla Comunità del parco ed una giunta esecutiva formata da cinque componenti, compreso il Presidente, secondo le modalità e con le funzioni stabilite nello statuto dell'Ente parco.
     

  7. Il Consiglio direttivo è legittimamente insediato quando sia nominata la maggioranza dei suoi componenti.
     

  8. Il Consiglio direttivo delibera in merito a tutte le questioni generali ed in particolare sui bilanci, che sono approvati dal Ministro dell'ambiente di concerto con il Ministro del tesoro, sui regolamenti e sulla proposta di piano per il parco di cui all'articolo 12, esprime parere vincolante sul piano pluriennale economico e sociale di cui all'articolo 14, [elabora lo statuto dell'Ente parco] (parole soppresse) (7), che è adottato con decreto del Ministro dell'ambiente, d'intesa con la regione.

    8-bis. Lo statuto dell'Ente è deliberato dal consiglio direttivo, sentito il parere della Comunità del parco ed è trasmesso al Ministero dell'ambiente che ne verifica la legittimità e può richiederne il riesame entro sessanta giorni dal ricevimento: L'Ente parco deve controdedurre entro sessanta giorni dal ricevimento alle eventuali osservazioni di legittimità del Ministero dell'ambiente, con deliberazione del consiglio direttivo. Il Ministro dell'ambiente adotta lo statuto con proprio decreto entro i successivi trenta giorni.

     

  9. Lo statuto dell'Ente definisce in ogni caso l'organizzazione interna, le modalità di partecipazione popolare, le forme di pubblicità degli atti.
     

  10. Il Collegio dei revisori dei conti esercita il riscontro contabile sugli atti dell'Ente parco secondo le norme di contabilità dello Stato e sulla base dei regolamenti di contabilità dell'Ente parco, approvati dal Ministro del tesoro di concerto con il Ministro dell'ambiente. Il Collegio dei revisori dei conti è nominato con decreto del Ministro del tesoro ed è formato da tre componenti scelti tra funzionari della Ragioneria generale dello Stato ovvero tra iscritti nel ruolo dei revisori ufficiali dei conti. Essi sono designati: due dal Ministro del tesoro, di cui uno in qualità di Presidente del Collegio; uno dalla regione o, d'intesa, dalle
    regioni interessate.
     

  11. Il direttore del parco è nominato, con decreto, dal Ministro dell'ambiente, scelto in una rosa di tre candidati proposti dal consiglio direttivo tra soggetti iscritti ad un albo di idonei all'esercizio dell'attività di direttore di parco istituito presso il Ministero dell'ambiente, al quale si accede mediante procedura concorsuale per titoli. Il presidente del parco provvede a stipulare con il direttore nominato un apposito contratto di diritto privato per una durata non superiore a cinque anni.
     

  12. Gli organi dell'Ente parco durano in carica cinque anni [ed i membri possono essere confermati una sola volta - periodo soppresso dalla L. 248/2005].

    12-bis. Al Presidente, al Vice Presidente, agli altri componenti del Consiglio direttivo e ai componenti del collegio dei revisori dei conti dell'ente parco spetta un'indennità di carica articolata in un compenso annuo fisso ed in gettoni di presenza per la partecipazione alle riunioni del consiglio direttivo e della giunta esecutiva, nell'ammontare fissato con decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, secondo quanto disposto dalla direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 9 gennaio 2001 (pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 37 del 14 febbraio 2001) e con la procedura indicata nella Circolare della Presidenza del Consiglio dei Ministri 4993/IV.1.1.3 del 29 maggio 2001.(*)
     

  13. Agli Enti parco si applicano le disposizioni di cui alla legge 20 marzo 1975, n. 70; essi si intendono inseriti nella tabella IV allegata alla medesima legge.
     

  14. La pianta organica di ogni Ente parco è commisurata alle risorse finalizzate alle spese per il personale ad esso assegnate. Per le finalità di cui alla presente legge è consentito l'impiego di personale tecnico e di manodopera con contratti a tempo determinato ed indeterminato ai sensi dei contratti collettivi di lavoro vigenti per il settore agricolo-forestale.
     

  15. Il Consiglio direttivo può nominare appositi comitati di consulenza o avvalersi di consulenti per problemi specifici nei settori di attività dell'Ente parco.

    (*) N.d.R.: comma introdotto dal D.L. 262/2006

Art. 10 - Comunità del parco (integrato dall'art. 2, comma 27, della legge 9 dicembre 1998, n. 426)

  1. La Comunità del parco è costituita dai presidenti delle regioni e delle province, dai sindaci dei comuni e dai presidenti delle comunità montane nei cui territori sono ricomprese le aree del parco.
     

  2. La Comunità del parco è organo consultivo e propositivo dell'Ente parco. In particolare, il suo parere è obbligatorio:

    1. sul regolamento del parco di cui all'articolo 11;

    2. sul piano per il parco di cui all'articolo 12;

    3. su altre questioni, a richiesta di un terzo dei componenti del Consiglio direttivo;

    4. sul bilancio e sul conto consuntivo;

    5. sullo statuto dell'Ente parco.
       

  3.  La Comunità del parco delibera, previo parere vincolante del Consiglio direttivo, il piano pluriennale economico e sociale di cui all'articolo 14 e vigila sulla sua attuazione; adotta altresì il proprio regolamento.
     

  4. La Comunità del parco elegge al suo interno un Presidente e un Vice Presidente. E' convocata dal Presidente almeno due volte l'anno e quando venga richiesto dal Presidente dell'Ente parco o da un terzo dei suoi componenti.

____________________________________

I PANTESCHI, dopo aver riflettuto (attenzione ai dettagli e alla composizione dell’organizzazione, sul rapporto costi-benefici" e sul potere di gestione del territorio da parte dell’Ente Parco (il piano ha effetto di dichiarazione di pubblico generale interesse e di urgenza e di indifferibilità per gli interventi in esso previsti e sostituisce ad ogni livello i piani paesaggistici, i piani territoriali o urbanistici e ogni altro strumento di pianificazione !!! ), sono sollecitati a COSTITUIRE, possibilmente uniti, UN COMITATO CIVICO con l’obiettivo di contare al massimo grado, per quel poco purtroppo che la legge quadro consente alle organizzazioni locali. PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI !

(Andrea Farina)

http://www.facebook.com/event.php?eid=115854781768289#!/group.php?gid=114428635250100&v=wall


dal sito "PROGETTO PANTELLERIA - SALVATORE GABRIELE" - 15/05/10

Chi ha messo i vincoli ? La storia e le carte
Riferimenti normativi principali vincoli Pantelleria

( per leggere il testo clicca qui )
 

- PIANO PAESISTICO - VINCOLI PAESAGGISTICI LEGGE N. 1497/39 E SUCC. MOD.
- SIIC/ZPS
- NORMATIVA COMUNITARIA E STATALE
- NORMATIVA REGIONALE
- RISERVA
- CACCIA

http://www.progettopantelleria.it/vincoli-pantelleria-la-storia.pdf


da "MAZARA ON LINE" del 15/05/10

Proposta per il parco nazionale nello stretto di Sicilia:
la A.M.P. di Pantelleria

PANTELLERIA. La nuova proposta di zonazione dell’AMP di Pantelleria presentata da Arturo Caravello in vista dell’istituzione del Parco Nazionale di Pantelleria, che prevede come zona A di tutela Integrale il Banco di Pantelleria, un vasto banco roccioso a circa 20 miglia dall’isola, e come zona costiera B l’area marina antistante l’Arenella (entrambe comprese in una più vasta zona C che valga a tutelare il mare di Pantelleria dalle minacce che sempre più numerose vanno addensandosi ultimamente su questo cruciale braccio di mare del Mediterraneo), sarà presentata ufficialmente come “poster” al prossimo 41° Congresso Nazionale della SIBM (Società Italiana di Biologia Marina) in programma a Rapallo dal 7 all’11 Giugno p.v. Qui a seguire riportiamo il testo di presentazione del “poster” al Congresso, redatto dal dr. Vincenzo di Martino del CNR di Catania, condiviso dagli altri coofirmatari sotto indicati. (GP)

G. PICCHETTI (1), A. CARAVELLO (2), M. GHELIA (3), V. DI MARTINO (4)
(1) Comitato Pro Parco Marino di Pantelleria e Lega navale Italiana – sezione di Pantelleria
(2) Comitato pro Parco Marino di Pantelleria – (3) Comitato Pro Parco Marino di Pantelleria - (4) ISAFOM/CNR – Catania

Area di studio – L’area presa in esame interessa non solo il profilo costiero di Pantelleria, ma anche una vasta area sommersa a nord dell’isola conosciuta come Banco di Pantelleria.Lungo le coste di Pantelleria si propone di fare oggetto di protezione l’intero perimetro costiero dell’Isola sottoponendo a maggiori attenzioni il tratto di costa conosciuto come l’Arenella, posto a sinistra dell’area portuale, compreso tra Punta della Croce e Punta Fram. Quest’area, caratterizzata da bassi fondali rocciosi, riccamente colonizzati, ben si presterebbe, infatti, a divenire meta di visite guidate mediante l’istituzione di percorsi di snorkeling e di itinerari percorribili con i battelli a fondo trasparente. Il Banco di Pantelleria è costituito da un massiccio edificio vulcanico successivamente collassato caratterizzato da grandi fessurazioni e canyons ad orientamento N-S. La porzione orientale del Banco presenta acque meno profonde ed i suoi fondali sono caratterizzati da una notevole copertura vegetale a P. oceanica. In questa zona il Banco si eleva fino a 13 m dalla superficie e lungo il suo perimetro, particolarmente lungo il versante sud, è facile riconoscere le paleo-spiagge lungo cui si aprono, numerose, grotte sommerse che denunciano le antiche linee di costa allorquando l’intero edificio vulcanico emergeva dalle acque. L’area intorno le scogliere già descritte è costituita da fondali sedimentari che si estendono tra le batimetriche dei 50 e dei 70 metri. di profondità. Da questi fondali fangosi si elevano tre piccoli edifici rocciosi di straordinaria bellezza che rappresentano una vera e propria oasi di vita sottomarina. La zona centrale del Banco è più profonda (mediamente sui 40 metri), e qui la posidonia diventa una vera e propria foresta raggiungendo valori di densità foliare elevati. La zona Ovest, caratterizzata da creste, pinnacoli ed enormi massi franati, è mediamente più profonda della zona Est (-30/-40 m.), e si spinge con un pinnacolo fino a 16,5 m. dalla superficie. Il Banco è interessato da una corrente occidentale di origine atlantica, che trovando sulla propria strada questo grande edificio roccioso, è, in sua prossimità, soggetta ad una forte accelerazione per una sorta di effetto Venturi naturale. Cosa questa che contribuisce ad un notevole arricchimento in nutrienti delle acque circostanti l’area.

Considerazioni conclusive – Ben consci che una tale proposta vuole essere tanto reale quanto provocatoria, gli Autori auspicano che le competenti autorità, MATTM in primis, vogliano prenderla seriamente in considerazione. La protezione di una porzione di mare aperto, infatti, presenta non poche difficoltà giuridiche che possono, comunque, essere superate se solo il mondo politico, oltre che accademico, prendono consapevolezza che tali proposte, provenienti dal “basso”, derivano dalle esperienze che da secoli le genti di mare si tramandano sotto forma un bagaglio di conoscenze non scritte che oggi stanno irrimediabilmente perdendosi.

References
BIANCHI, F. ACRI, F. 2002. Distribuzione dell’idrochimica nelle acque costiere dell’isola di Pantelleria. Risultati preliminari. Poster presentato al XXXIII Congresso della Società Italiana di Biologia Marina, Castelsardo (SS), 3-8 giugno 2002.
BIANCHI, F. ACRI, F. 2003a. Distribuzione dell’idrochimica nelle acque costiere dell’isola di Pantelleria. Risultati preliminari. Biol. Mar. Medit., 10 (2): 650-654.
BIANCHI, F. ACRI, F. 2003b. The Island of Pantelleria (Sicily Strait, Italy): towards the establishment of a marine protected area. First oceanographic investigations. Boll. Geof. Teor. Appl., 44: 3-9.
BIANCHI, F. ACRI, F. BERNARDI AUBRY, F. CAMATTI, E. 2003c. Idrochimica e plancton nelle acque costiere dell’isola di Pantelleria. Estate 2002. Poster presentato al XXXIV Congresso della Società Italiana di Biologia Marina, Sousse (Tunisia), 31 maggio – 6 giugno 2003.
BIANCHI, F. ACRI, F. BERNARDI AUBRY, F. CAMATTI, E. 2004. Contributo allo studio dell’idrologia e del plancton nelle acque costiere dell’isola di Pantelleria. Biol. Mar. Medit., 11 (2): 683-686.

[G. Picchetti]

http://www.mazaraonline.it/public_html/?p=10928


da "LA PADANIA" del 13/05/10 (scaricabile da "Pantelleria Exellence.it")

Pantelleria dice no al grande Parco
 I leghisti dell'isola in prima fila nella battaglia

di Pristina Malaguti

Glù le mani da Pantelleria. Lo gridano a gran voce i leghisti panteschi guidati da Michele Tremarco. E se alle prossime elezioni per il rinnovo del consiglio comunale sarà eletto il sindaco candidato dalla Lega per Pantellerla, Giovanni Paternò (si vota il 30 e il 31 maggio prossimi), anche l'amministrazione comunale si metterà di traverso. Il pomo della discordia è un vero affare: il Parco nazionale. Un progetto gigantesco (che va da Marsala, all'arcipelago delle Egadi ed al litorale trapanese, passando per le saline) per cui il presidente della commissione Ambiente del Senato. Antonio D'Ali, ha presentato anche un disegno di legge. E per il quale, invece, tutti i sindaci della grande area interessata hanno detto un secco "no".

«Dietro a questo progetto - spiega Tremarco - ci sarà sicuramente un grosso business. La Comunità europea contribuirà con un consistente finanziamento, parlo di milioni di euro. Ma mentre qualcuno si arricchirà migliaia di persone saranno espropriate dei loro diritti». Già, perché se passa questo enorme progetto di Parco nazionale con tutti i vincoli che comporterebbe - da sottolineare che nell'area esistono già parchi naturali e marini di competenza territoriale - ai panteschi che ancora vivono e lavorano sull'isola resterebbe una sola possibilità: fare i bagagli e andarsene a cercar lavoro altrove.

Per questo progetto il senatore D'Ali (ma non è l'unico a Roma a sostenerlo) ha addirittura proposto di modificare la legge 394 del 1991, quella che regolamenta i parchi, le riserve e le aree protette. Il ddl sì incrocia, tra l'altro, con un'altra norma contenuta nella finanziaria 2007 e dovrebbe portare alla creazione di un'unica area protetta (con riespropriazlone delle singole gestioni locali) che comprenderà, oltre alla Riserva marina delle Egadi, anche il litorale che va da Marsala, passando per le Saline, fino al capoluogo, Trapani appunto. Ipotesi che ha trovata subito un "no" dal consiglio comunale di Favignana, dove nel corso di una seduta straordinaria l'assemblea ha votato all'unanimità un odg che boccia l'ipotesi di creazione del grande parco trapanese.

Per i panteschi la posta in gioco è molto alta: si chiama sopravvivenza. E gli abitanti dell'isola, con la loro vita, la loro attività, le loro coltivazioni (uniche al mondo] sono disposti a tutto pur di non finire "vittime" di qualche benpensante che sull'isola ci ha magari comprato uno, due, tre... quattro dammusi per farsi vacanze e feste con gli amici. «La delega dei nostri diritti - conclude Tremarco - non può essere usata da pseudo-governanti che sull'isola vengono solo a far vacanza, contro di noi». Il pensiero corre anche al ministro della Salute Antonio Fazio, grande sostenitore del progetto, che più che della "protezione" dell'isola dovrebbe preoccuparsi di garantire la salute ai cittadini. L'ospedale è li, si racconta da sola...

http://www.pantelleriaexcellence.com/articolo2.zip


Dal gruppo "PRO REFERENDUM PARCO PANTELLERIA" su Facebok del 13/05/10

Post di  Guido Picchetti del 13/05/10 - ore 10,50

Caro Eugenio,

ti ringrazio a mia volta delle tue osservazioni, soprattutto in quanto espresse in modo cortese e civile, non sempre riscontrabile in rete...

Se ci fosse ancora qualche possibilità di avere un referendum sul Parco Nazionale (pro o contro) sarei il primo ad aderire, puoi esserne certo, Forse poi voterei in modo difforme da altri, a favore, convinto come sono che i vantaggi con il Parco, per il futuro dell'isola, siano superiori agli svantaggi... Ma questa è un'altra questione, ormai superata dal fatto che ritengo assai difficile raccogliere 500.000 firme (dico cinquecentomila...), tutte certificate, per poter proporre, come prevede la Costituzione, un Referendum Abrogativo di una legge già emanata dallo Stato (per di più ribadita da una sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato inammissibile e infondato il ricorso specifico avanzato dalla Regione Sicilia). E questo è quanto proprio ieri sera mi ha precisato un amico avvocato, non certamente di primo pelo, da me interpellato al riguardo.

Niente da fare allora ? No, non penso sia così. Ci sono a mio giudizio alcune cose importanti da fare, proprio in vista dell'applicazione ancora da venire della legge istitutiva del Parco Nazionale dell'Isola di Pantelleria. Quali ? Due principalmente.

In primo luogo occorre incontrarsi e confrontarsi sulle varie opinioni e proposte, relative sia alle zone terrestri dell'isola già interessate da regole e vincoli di tutela ambientale (su molti dei quali ci sono dissensi e pareri diversi, regole che possono essere in questa nuova fase applicativa discusse e opportunamente modificate); sia all'area marina che è ancora tutta da definire, nonostante se ne discuta da oltre vent'anni. Ed è per questo che personalmente per l'AMP mi sto tanto battendo per la nuova proposta Caravello, che mi pare coincida con gli interessi attuali di chi ha veramente a cuore il mare di Pantelleria.

In secondo luogo occorre vigilare affinchè l'ente incaricato della gestione del Parco, che dovrà essere quanto prima costituito a norma di legge (ma che fortunatamente non sarà troppo numeroso, essendo le competenze gestionali limitate al nostro Comune e al Ministero) non sia e non diventi il solito comitato d'affari. Di enti gestione di parchi e riserve in Italia ce ne sono parecchi (forse anche troppi) e, salvo poche eccezioni, non brillano certo per efficienza e sobrietà. Ma proprio perchè nel nostro caso non sono coinvolti altri Comuni, anche Pantelleria potrebbe diventare una bella eccezione. Dipende solo da noi.

PS. Se hai tempo, da una letta all'articolo "Signor Sindaco" di Giulio Ielardi uscito sul n° 53 - Luglio 2008 della rivista "PARCHI" (Rassegna di cultura delle aree protette). Lo trovi interamente pubblicato nella pagina su questo sito da qui raggiungibile.
E' un pò lungo, ma ne vale la pena...

http://www.facebook.com/group.php?gid=116954668337681&v=wall


Dal gruppo "PRO REFERENDUM PARCO PANTELLERIA" su Facebook del 12/05/10

Post di Eugenio BELVISI (fondatore) dell'11/05/10 - ore 17,00

Caro Guido Picchetti, ti ringrazio dei chiarimenti, da cui si evince quanto si sia fatto e si sta facendo, tutto tenendo all'oscuro i panteschi che debbono inghiottire il rospo a “babbo morto”.

Che sia un referendum abrogativo o meno, poco importa, i panteschi dicono "basta !" e lottano contro le imposizioni che vengono... dall’alto senza consultazione alcuna delle realtà imprenditoriali e microeconomiche, nonché dei singoli cittadini che vivono nell’isola e che hanno molti doveri e pochi diritti, quasi fossero dei cittadini di classe “B”.

Non voglio entrare in merito dei pro e contro che avrebbe il parco, ma il cittadino andrebbe correttamente informato, come tu hai ben fatto per quanto riguarda l’excursus legislativo. Negli ultimi mesi la Prestigiacomo ha dichiarato di voler dare i parchi in gestione ai privati, in quanto non ci sono fondi per gestirli. Cfr: http://www.ecoblog.it/post/6446/prestigiacomo-parchi-e-aree-protette-sono-poltronifici-e-io-li-privatizzo (riportato qui a seguire, privo però dei numerosi commenti in calce... ndr).

Pantelleria è già abbastanza tutelata dal punto di vista ambientale vedi la riserva di Pantelleria che comprende una notevole superficie del territorio per non parlare delle Zone sic zps. Per qualche poltrona in più rischiamo di perdere tanti posti di lavoro; o forse il parco sarà solo rose e fiori, ma, ripeto, la scelta va a chi qui ci abita e ci vive. Poltrone o privatizzazione dell’isola? Ai posteri l’ardua sentenza, ciao.

E voi cosa ne pensate? PER IL REFERENDUM ( ABROGATIVO).

------------------------------------------------

Post di Eugenio BELVISI (fondatore) dell'11/05/10 - ore 18,59

...dimenticavo. Condivido personalmente l'idea di parco marino (banco pantelleria) che avete pubblicato sul vostro sito.

http://www.facebook.com/group.php?gid=116954668337681&v=wall


Da "ECOBLOG" del 20 luglio 2008

Prestigiacomo: "Parchi e aree protette sono poltronifici.
E io li privatizzo"

Privatizzare gli 800 Parchi italiani e le aree protette. E’ uno di quegli annunci che oltre a rappresentare una vera rivoluzione, lascia interdetti e perplessi. L’idea, del Ministro per l’Ambiente Stefania Prestigiacomo, è stata presentata al seminario estivo Symbola a Montefalco. Secondo il Ministro Prestigiacomo i Parchi e le aree protette sono una sorta di “poltronificio” (secondo gli ultimi dati disponibili i Parchi offrono lavoro a 80mila persone) e per la loro gestione ha proposto la creazione di fondazioni che attraverso il coinvolgimento di Privati possano organizzare le iniziative nei Parchi e non escludere la popolazione dalla loro fruizione.

E parla il Ministro, così, di “rivisitazione totale”. Ma Antonello Zulberti, Presidente del Parco regionale dell’Adamello Brenta e membro della giunta esecutiva di Federparchi parla senza mezzi termini di tagli ai fondi pubblici: "... in queste condizioni pochi parchi potrebbero sopravvivere, chi é in difficoltà sarebbe destinato a soccombere. Infatti, difficilmente i privati fanno investimenti a lungo termine per azioni su biodiversità, cambiamenti climatici, sviluppo sostenibile. La salvaguardia dell’ambiente é un servizio pubblico che fanno tutti i parchi e questo non si può derogare e ha dei costi. Già da tempo i parchi stanno cercando risorse private: l’Adamello Brenta si autofinanzia con 800/900mila euro l’anno, ma non bastano. Ci sono privati che fanno da sponsor per alcuni progetti, ma all’interno del consiglio direttivo oggi ci sono i rappresentanti degli enti locali, perché la questione della gestione non interessa."


http://www.ecoblog.it/post/6446/prestigiacomo-parchi-e-aree-protette-sono-poltronifici-e-io-li-privatizzo 


Da "BLOG SICILIA" dell'11/05/10

Il Parco Nazionale di Pantelleria – Un referendum impossibile

di Guido Picchetti

Da più parti sull’isola in questi ultimi giorni si va parlando di un fantomatico referendum da realizzare al fine di avere il parere della comunità pantesca sull’istituzione del Parco Nazionale di Pantelleria, un parco che dovrebbe comprendere al suo interno entrambe le aree protette del’isola: quella terrestre (costituita dalla Riserva Naturale Integrata già da tempo in funzione), e quella marina, la cui realizzazione, benché prevista da una legge dello Stato del 1991 (che prevedeva appunto tra le aree di reperimento per le AMP italiane l’isola di Pantelleria), non è, a quasi vent’anni di distanza, ancora avvenuta.

In tempi di campagna elettorale (le prossime elezioni della giunta comunale e del nuovo sindaco sono previste il 30 e 31 Maggio p.v.) in un’isola che sembra in questi ultimi tempi essersi aspramente divisa su questo argomento della tutela ambientale, marina e terrestre che sia, la proposta di un referendum in proposito sembrerebbe una soluzione ottimale.

Se non fosse per un particolare di rilevante interesse, dai più decisamente ignorato: il Parco Nazionale dell’isola di Pantelleria non è più in discussione, ma è già stato istituito con legge approvata dallo stato italiano il 29 novembre 2007, regolarmente pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 279 del 30 novembre 2007.

La stesura integrale della legge in questione è integralmente riportata sul sito, mentre le parti della legge che più strettamente riguardano Pantelleria, l’Art. 26 e il suo comma 4-septies, ripubblicate nello spazio dedicato all’AMP di Pantelleria
sul sito web del sottoscritto.

Proprio contro queste due parti della suddetta legge, che istituivano ben quattro nuovi parchi nazionali siciliani (Parco delle Egadi e del litorale trapanese, Parco delle Eolie, Parco dell’Isola di Pantelleria, e Parco degli Iblei), la Regione Siciliana il 28 gennaio 2008 presentò ricorso alla Corte Costituzionale per chiederne l’annullamento, ma non ci fu niente da fare. La stessa Corte Costituzionale con sentenza in data 23 gennaio 2009 respinse il ricorso della Regione Sicilia giudicandolo infondato e inammissibile.

Chi volesse prendere visione di detta sentenza, che sancisce di fatto l’istituzione del Parco Nazionale dell’Isola di Pantelleria, questo il link alla pagina web di “www.lexambiente.it” dove essa è integralmente riportata.

Un documento che può ben spiegare gli intendimenti della Amministrazione Comunale pantesca nell’appoggiare nel 2007 l’iniziativa del Ministero dell’Ambiente per l’istituzione del Parco Nazionale dell’Isola di Pantelleria, è certamente quello dove è riportata integralmente la lettera inviata dal sindaco di Pantelleria, Salvatore Gabriele, ai primi di Gennaio 2008 all’assessore regionale al Territorio Rossana Interlandi, proprio in riferimento alla querelle Regione/Stato, venutasi a creare con l’istituzione dei quattro nuovi parchi nazionali in Sicilia. Possiamo leggerla, integralmente
riportata in questo link.

Come traspare da tale lettera, le ragioni che inducono il Sindaco Salvatore Gabriele ad appoggiare l’iniziativa ministeriale sono più d’una, certamente valide.

Tra esse possiamo riconoscere:

  • Una accentuata e importante valorizzazione dell’isola nel suo complesso ambientale terra /mare.
     

  • Un’unica struttura gestionale dell’intero ambiente protetto sia a terra che a mare, anziché due enti gestori, che, oltre ad essere più dispersivi e costosi, potrebbero facilmente entrare in conflitto di competenze.
     

  • Possibilità, in fase di applicazione della legge del Parco Nazionale, di un ridimensionamento e di una riperimetrazione dei vincoli terrestri preesistenti.
     

  • Semplificazione gestionale, essendo per i parchi nazionali di norma previste unicamente le competenze centrali (statali/ministeriali) e quelle dei comuni interessati (in questo caso solo del Comune di Pantelleria), senza ulteriori possibili interferenze, essendo per legge escluse o superate le competenze regionali (vedi la succitata sentenza della Corte Costituzionale).
     

  • ... e altre ancora, tra cui possiamo includere (seppure non citata nella lettera) la possibilità di creare un’area marina di rispetto e di salvaguardia intorno all’isola di adeguata estensione e importanza, in cui oltre a essere precluse iniziative pericolose o dannose all’integrità costiera dell’isola, eventuali danni procurati da terzi per incuria o dolo, potranno essere perseguiti con maggiore efficacia.

Ciò che tuttavia dispiace, è che, di tutta quest’intensa attività dall’Amministrazione Comunale svolta in favore della tutela ambientale dell’isola, alla cittadinanza siano giunte solo poche, contraddittorie e frammentarie notizie. Ed è stata su tale ignoranza che è principalmente lievitato il cosiddetto “Fronte del No” (al parco naturalmente…), timoroso che ulteriori vincoli
potessero venirsi a creare e ad aggiungersi a quelli già esistenti per la Riserva Naturale Orientata terrestre; ma spaventando anche i non pochi fautori del “sì”, indotti a pensare che chissà quali interessi nascosti ci fossero…

E dispiace ancora che, anzichè incontrarsi per cercare di chiarirsi reciprocamente dubbi e incertezze, riportando il problema nella giusta e reale prospettiva, si sta cercando ancora di nasconderlo e di rinviare il tutto ad altra data, mentre l’urgenza di intervento si fa via via più pressante di fronte alle minacce che sempre più numerose e diversificate (fattorie eoliche, perforazioni petrolifere, pesca intensiva, inquinamento da idrocarburi, etc. etc.) vanno addensandosi in questi ultimi tempi su questo tratto di mare di importanza vitale per il Mediterraneo che è lo Stretto di Sicilia, e al cui centro è proprio l’Isola di Pantelleria.

Come altrimenti interpretare la richiesta che lo stesso Sindaco Salvatore Gabriele ha inviato nel Marzo scorso al Ministero dell’Ambiente (dichiarando così di dar ascolto agli amici del “Fronte del NO”) di sospendere le attività di mappatura dei fondali necessarie per l’istituzione dell’area marina protetta, in corso di svolgimento da parte dell’ISPRA lungo le coste dell’isola ?

Il Parco Nazionale è di per sé già una realtà e ciò che ora conta è dare ad esso una sostanza davvero coerente con le esigenze dell’isola, presenti e future, e che valga soprattutto a proteggerne le sue caratteristiche ambientali, terrestri o marine che siano.

Stessa notizia su "ZICZAC.IT" dell'11/05/10
http://ziczac.it/a/notizia/parco-nazionale-pantelleria-referendum-impossibile-blogsicilia-trapani/

su "VIRGILIO NOTIZIE" dell'11/05/10
http://oknotizie.virgilio.it/info/280142b462ede290/il_parco_nazionale_di_pantelleria_un_referendum_impossibile.html

su "LIPARI NOTIZIE" dell'11/05/10
http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=9772

su "FAI.INFORMAZIONE.IT" del 12/05/10
http://fai.informazione.it/p/4ABF8E2F-7FF3-4A8D-A1F6-52C3829CA0A9/Il-Parco-Nazionale-di-Pantelleria-Un-referendum-impossibile 

e su ""TRAPANI.BLOGSICILIA.IT" su Facebook - 11/05/10 alle ore 10.04
http://archivio.blogsicilia.it/2010/05/il-parco-nazionale-di-pantelleria-un-referendum-impossibile/   


Da "PIERFERDINANDOCASINI.IT" del 10/05/10

L’Italia, nuova spugna intrisa di petrolio?

di Gaspare Compagno

Mentre il mondo in generale e gli USA in particolare sono con il fiato sospeso per il disastro ecologico della marea nera fuoriuscita dalle trivellazioni off shore della BP, in Italia si prosegue come se nulla fosse successo. Intendiamoci, non intendiamo colpevolizzare l’industria del petrolio, capiamo quanto sia necessaria questa fonte energetica e capiamo quanto sia importante come possibilità lavorative in un momento in cui tutte le aziende italiane sembra che stiano abbandonando l’Italia, però abbiamo dei timori legati all’ambiente, oltre che alla possibilità che le nostre ricchezze vengano depredate senza ricevere nulla in cambio, come ad esempio è successo in Basilicata dove, ai pozzi petroliferi, è seguita una bassa ricaduta in termini occupazionali e di nuove attività di sviluppo.

Sull’ambiente registriamo quanto affermato dal WWF, soprattutto per gli scarichi a mare: “nel Mediterraneo, appena l’1% dei mari del Pianeta, si concentra secondo il Wwf il 28% del traffico mondiale di petrolio, ovvero 300 petroliere che rilasciano complessivamente una scia nera di 2.800 tonnellate di petrolio al giorno, ovvero 280 scarichi illeciti al giorno, mentre quelli scoperti dall’Agenzia Spaziale Europea (Esa) nel solo 1999 tramite satellite sono stati 1.638, che equivalgono a 17.000 kmq. di petrolio versato in mare, tre volte la superficie della Corsica”.

Cosa si potrebbe fare per prevenire ulteriori danni? Il Wwf ha chiesto un impegno per l’adozione di misure che rendano vantaggioso lo scarico delle acque di cisterna presso i depositi costieri e rischioso e svantaggioso il lavaggio a mare, comprese severe sanzioni, chiedendo inoltre la creazione di Aree marine particolarmente sensibili (PSSAs), con severe regole per ogni area (9 quelle identificate nel Mediterraneo, tra le quali anche il Nord Tirreno, oggi Santuario dei cetacei), il bando alle petroliere senza doppio scafo (un sistema di sicurezza che evita l’immediata fuoriuscita in caso di incidente), l’identificazione di rotte e aree consigliate o da evitare, l’installazione di sistemi di monitoraggio via satellite per individuare gli sversamenti illeciti, o incidenti, l’introduzione della ‘Blu box’ (come la scatola nera degli aerei) per individuare i ‘colpevoli’ degli inquinamenti e infine l’incremento del numero di porti in grado di effettuare lavaggi delle cisterne” (fonte: dichiarazione del wwf). A questi problemi si aggiunge l’ipotesi di nuove trivellazioni sul suolo e nel mare italiano mettendo a rischio il patrimonio naturale della nazione. Ad esempio la Shell, il colosso anglo-olandese del petrolio, ha inviato la nave Atlantic Explorer nel canale di Sicilia per stabilire se in quei fondali vi è davvero uno dei giacimenti più importanti di tutta l’Europa.

Il problema della profondità è facilmente superabile, in quanto le nuove tecnologie permettono di scendere nel sottosuolo oltre i 5 mila metri agevolando, quindi, anche le ricerche più complesse: alle tradizionali piattaforme off shore e navi trivellazioni, spesso si sostituiscono piattaforme subacquee quasi totalmente automatizzate, similmente a quella costruita dalla BP lungo le coste USA e che in questi gironi è protagonista della marea nera.

Ovviamente sono impianti costosi, ma alla Shell stimano di realizzare un impianto che potrà estrarre circa 150 mila barili al giorno, cifra iperbolica persino accostata al rendimento dell’altro grande giacimento attualmente in Italia: quello di Val d’Agri (in Basilicata) che già garantisce alla Shell 85 mila barili al giorno, pari a circa l’8% dei consumi italiani. Questi due impianti darebbero all’Italia il “titolo” di paese con più idrocarburi nell’Europa continentale. La Shell inoltre ha deciso di sondare anche altre zone dell’Italia tra cui il golfo di Taranto, Purtroppo l’area siciliana interessata dalla Shell è compresa tra Pantelleria e le isole Egadi, un’area che interessa 45.000 km quadrati ad alta concentrazione naturalistica e vi è compresa l’Area Marina protetta delle Isole Egadi, la più grande del Mediterraneo, nonchè una zona di cautela marina particolare quale l’isola di Pantelleria, tanto che a breve le Egadi e Pantelleria dovrebbero essere dichiarate parchi nazionali.

Ma non basta, perché oltre alla Sicilia e alla Puglia anche la Basilicata vede l’interesse dei gruppi petroliferi, infatti il WWF ci segnala che, “nelle zone di Oliveto Lucano e Palazzo San Gervasio e Mar Ionio, i permessi di ricerca rischiano di ampliare il territorio regionale interessato dalle attività petrolifere. Mentre la marea nera nel Golfo del Messico sta causando una delle più gravi catastrofi ambientali mai verificate con danni incalcolabili agli ecosistemi ed alle economie delle popolazioni costiere ed il Presidente Obama impone il blocco delle trivellazioni in mare, la Basilicata è sempre più assediata dalle compagnie petrolifere che non hanno alcun riguardo per il territorio ed i suoi abitanti.

La scorsa settimana infatti il Presidente del WWF Italia, Avv. Stefano Leoni, è dovuto intervenire presso il Ministero dello Sviluppo Economico chiedendo di non autorizzare il permesso di ricerca idrocarburi “Oliveto Lucano” richiesto dalla Esso e dalla Total, che ricade in buona parte nel Parco Regionale Gallipoli Cognato – Piccole Dolomiti Lucane, istituito con l.r. n.47/1997 che all’art. 19 prevede espressamente il “divieto di ricerca ed estrazione di idrocarburi liquidi e gassosi” ; l’area inoltre interessa anche le Aree SIC e ZPS di “Foresta Gallipoli Cognato ” “Bosco di Montepiano” e “Dolomiti di Pietrapertosa , individuate per la presenza di numerosi habitat e specie prioritarie tutelate dalla legislazione comunitaria. Fortissima preoccupazione ha espresso anche il WWF Italia nel comunicato stampa diramato il 1° maggio sull’autorizzazione rilasciata dal dimissionario Ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola a Shell Italia per il permesso di ricerca petrolifera offshore nel Golfo di Taranto che interessa il tratto di mare antistante la costa che da Trebisacce arriva quasi sino a Nova Siri. Il WWF sta lavorando inoltre per presentare proprie osservazioni nel procedimento relativo alla VIA presentata dalla società Texana “Aleanna Resorces LLC” al Dipartimento Ambiente della Regione Basilicata per il permesso di ricerca di idrocarburi “Palazzo San Gervasio”.” (fonte: WWF)

Nessuno ha preclusioni per i possibili sviluppi industriali legati allo sfruttamento dei giacimenti italiani, ma pensiamo che bisognerebbe sviluppare la green economy e tutelare l’ambiente, e siamo convinti che si possa fare convivere sviluppo economico e tutela dell’ambiente.

http://www.pierferdinandocasini.it/2010/05/10/litalia-nuova-spugna-intrisa-di-petrolio/


da "REPUBBLICA.IT" del 7/05/10

"Oasi". Il Wwf cala il tris

di Benedetta Perilli

Per il ventennale dell'iniziativa, triplice appuntamento in altrettanti weekend. Dal Friuli alla Sardegna, 100 aree protette saranno aperte al pubblico. Visite guidate (anche per le scolaresche) e "animal-watching" garantiti.

Cento oasi naturalistiche, dislocate su oltre 30mila ettari di territorio nazionale, aperte e gratuite per tre domeniche consecutive del mese di maggio. Torna, tra novità ed iniziative, il consueto appuntamento primaverile con la Festa delle Oasi del WWF e, in occasione dei venti anni della manifestazione, i festeggiamenti si triplicano. Il 9, il 16 e il 23 maggio spazio alla natura: dal Lago di Burano in Toscana alla foresta di Monte Arcosu in Sardegna, dalle Dune degli Alberoni in Veneto al bosco di Policoro in Basilicata. Dal Nord al Sud Italia tutte le regioni sono coinvolte e l'elenco dettagliato delle varie iniziative, con la mappa delle oasi, è consultabile sul sito del WWF.

Si potrà passeggiare tra zone umide, coste, foreste e boschi; avvistare cervi, fenicotteri e anatre selvagge, ma anche liberare rapaci e tartarughe marine curate nei centri del WWF. Non solo. Gli appuntamenti prevedono anche un ricco programma di percorsi sensoriali, spettacoli, concerti di musiche popolari, mercatini di prodotti biologici e pic-nic nei prati. La manifestazione coinvolgerà anche i ragazzi delle scuole dell'obbligo con un programma speciale che dal 10 al 14 e dal 17 al 21 maggio permetterà loro di conoscere le Oasi attraverso 500 visite gratuite e le loro esperienze diventeranno il materiale per una guida.

"Le Oasi - ha affermato Fulco Pratesi - sono un patrimonio di tutti gli italiani, un patrimonio di aree protette che difende gioielli dell'italica biodiversità come fenicotteri, salamandrine, lontre e farfalle che vogliamo far conoscere a tutti i cittadini. Anche per questo - ha aggiunto - la festa delle Oasi è un'occasione unica per celebrare tutti insieme il 2010, anno della biodiversità". Nell'ultima delle tre domeniche le attività della Festa saranno infatti a sostegno della conferenza nazionale della biodiversità organizzata dal Ministero dell'ambiente dal 20 al 22 maggio e, proprio nel 2010, il WWF ha avviato 25 progetti speciali di conservazione.

Dalla reintroduzione della testuggine acquatica nell'Oasi di Alviano sul Tevere, in Umbria, fino alla costruzione di tre nuovi giardini per le farfalle nelle Oasi di Ripa Bianca di Jesi, nelle Marche, passando per la tutela di numerose specie a rischio come il cervo, la lontra, il fratino, il gambero di fiume e il marangone dal ciuffo. Tutti animali che grazie all'impegno del WWF, e dei numerosi soci, volontari e donatori, potranno essere ancora ammirati nelle 100 Oasi.

Proprio a sostegno della manifestazione e delle iniziative del WWF è attivo fino al 23 maggio il numero 45508, al quale è possibile inviare donazioni tramite sms o telefonate. Dal 10 maggio partirà la settimana di sensibilizzazione e raccolta fondi promossa dalla Rai che culminerà domenica 16 con una puntata del Tgr Speciale Oasi con collegamento dall'Oasi Saline di Trapani, durante il quale è previsto anche l'intervento del ministro dell'ambiente che, in occasione della conferenza stampa di
presentazione della Festa delle Oasi, ha affrontato il problema della tutela e conservazione nel patrimonio nazionale.

Stefania Prestigiacomo ha sottolineato la crescita delle aree naturali protette ricordando che presto arriveranno altre quattro aree marine per le quali si sono conclusi gli iter, ovvero Le Secche della Meloria in Toscana, una sul litorale abruzzese, Costa degli Infreschi e della Masseta e Santa Maria di Castellabate nel Cilento, mentre dieci sono le candidate e cinque i parchi nazionali (Costa Teatina, Isola di Pantelleria, Egadi e litorale trapanese, Eolie, Iblei) che attendono di essere istituiti.

http://viaggi.repubblica.it/articolo/oasi-il-wwf-cala-il-tris/221080


da "IL PANTECO BLOG" del 6/05/10

Concessioni petrolifere nel mare di Pantelleria.
No grazie!

L'Italia ha gia' al suo attivo 66 pozzi petroliferi, la maggiore parte concentrati nell'Adriatico e nel sudovest della Sicilia, e intende permettere l'apertura di almeno altri 24 pozzi. Lo ricorda Oceana in una nota, segnalando che tra le zone piu' interessate, e quindi a rischio, ci sarebbero le isole Egadi e Pantelleria (Shell). Dopo quanto sta succedendo nel golfo del Messico…. no grazie!

http://ilpantecoblog.blogspot.com/2010/05/concessioni-petrolifere-nel-mare-di.html


da "NET1 NEWS" del 6/05/10

Petrolio, la Shell punta sulle Egadi

La Shell sta effettuando delle esplorazioni al largo delle coste di Trapani, tra le isole Egadi e Pantelleria, dove potrebbe trovarsi un gigantesco giacimento sottomarino capace di produrre 150mila barili al giorno. La notizia è stata data dal presidente della sede italiana della multinazionale anglo-olandese, e se l'ipotesi del giacimento fosse confermata, si tratterebbe del più grande di tutta Europa. Un boccone succulento per una delle società petrolifere facente parte del cartello delle "sette sorelle". La Shell sostiene infine che l'unico problema potrebbero essere le lungaggini e la complessità di procedure della burocrazia italiana. Dopo i disastri ambientali di queste ultime settimane (prima la petroliera cinese in Australia, poi la piattaforma della Bp nel Golfo del Messico), un'altra piattaforma in uno dei paradisi marittimi italiani sarebbe a dir poco una scelta sconsiderata.

http://www.net1news.org/petrolio-la-shell-punta-sulle-egadi.html


da "TERRA" del 6/05/10

Petrolio, Egadi nel mirino

di Diego Carmignani

BUSINESS. Le mani della Shell sulle isole siciliane. Sull’onda del disastro americano e dello snellimento burocratico introdotto da Scajola, parlamentari e politici locali alzano la voce per scongiurare lo scempio.

C'è un sito internet che si chiama shellapologises.com dove la multinazionale petrolifera anglo-olandese usa esprimere, orgogliosamente e pubblicamente, le proprie scuse. In particolare, per aver inquinato le foreste di mangrovie della Nigeria e per le conseguenze sanguinarie della sua presenza nello Stato africano. Le condizioni socio-economiche del nostro Paese non sono quelle del Delta del Niger, ma le risorse naturali certo non mancano. Così come le minacce oleose.

Lungo il tratto di mare al largo della costa di Trapani, tra le Egadi e Pantelleria, potrebbe trovarsi un enorme giacimento sottomarino in grado di produrre 150.000 barili al giorno: si tratterebbe, se l’ipotesi fosse confermata, del più grande bacino petrolifero europeo. A setacciare da qualche tempo l’area, neanche a dirlo, è proprio la Shell che, per bocca del presidente della sede italiana, ha confermato di recente alla stampa le esplorazioni in atto. L’unico problema è, secondo il colosso, la troppo macchinosa burocrazia italiana, a causa della quale «per portare a produzione un giacimento si impiega il doppio rispetto alle altre nazioni europee».

Meno male che c’è la burocrazia, verrebbe da dire (anche se uno degli ultimi atti di Scajola è stato snellire i procedimenti). Ma l’idea di un arcipelago piattaforma non va proprio giù agli isolani, ai siciliani e ovviamente a ogni persona di buon senso. Già un mese fa, quando circolò ufficialmente la notizia, il senatore del Pdl Antonio D’Alì, trapanese doc, presidente della commissione Ambiente e già noto per le sue posizioni negazioniste sui cambiamenti climatici, si era posizionato in prima linea, presentando un’interrogazione ai ministri Prestigiacomo, Scajola e Frattini, per chiedere «l’immediata sospensione delle attività di ricerca della nave laboratorio Atlantic Explorer, che stanno suscitando vivissima preoccupazione presso le comunità locali».

A rischio sono i fondali e gli ambienti marini di un’area che include la riserva protetta delle isole Egadi e la zona di cautela marina dell’isola di Pantelleria. Entrambi gli ecosistemi sono oltretutto sul punto di diventare parchi nazionali. In poche parole oasi, dove la caccia al petrolio è come minimo fuori luogo. E la denuncia di cui si faceva portavoce D’Alì si rimanifesta in questi giorni di marea nera e trivella facile. Alla ferma opposizione del senatore trapanese, si unisce anche Giulia Adamo, attuale capogruppo del Pdl Sicilia, che promette l’uso di ogni strumento politico per «bloccare uno scempio ambientale che taglierebbe le gambe all’intero territorio trapanese», appellandosi anche all’impegno del governatore Lombardo.

Sulla stessa linea Lucio Antinoro, sindaco di Favignana (la più grande delle isole), ha dichiarato la sua contrarietà alle operazioni Shell, si prepara ad incontrare il ministro Prestigiacomo ed ha predisposto un dossier che documenta cosa accadde 20 anni fa quando ci fu un’iniziativa simile al largo delle Egadi. Isole dove, ricordiamo, le tartarughe vengono a depositare le loro uova e le foche monache si sono fatte rivedere dopo 50 anni.

http://www.terranews.it/news/2010/05/petrolio-egadi-nel-mirino


Dal sito "AREA MARINA PROTETTA ISOLE CICLOPI" del 5/05/10

Comunicato stampa di martedì 4 maggio 2010

Attività formative, “lezione” su ambiente ed energia
del dirigente generale del Dipartimento Energia della Regione, Rossana Interlandi

Il “futuro” delle aree protette siciliane ha cominciato a muovere i primi passi. Rossana Interlandi, dirigente generale del Dipartimento Energia della Regione, ha annunciato che la riforma della legge regionale sull’Istituzione di parchi e riserve naturali varata nel 1981, e già modificata nel 1988, è approdata in commissione Ambiente e territorio dell’Ars.

“Una normativa che mette in primo piano l’ambiente, le nuove attività imprenditoriali che guardano all’ambiente, il vero nuovo lavoro di domani, e i nostri giovani. In particolar modo i laureati in Scienze ambientali, adesso riconosciuti con un apposito albo regionale e sempre più specializzati in settori legati all’ambiente” ha spiegato la Interlandi nel corso del seminario organizzato dal Cutgana dell’Università e del cdl in Scienze ambientali nei locali del Laboratorio naturalistico ambientale “Natura e Scienza” di San Gregorio del centro interfacoltà dell’Ateneo sul tema “Esperienza di gestione politica dell’assessorato regionale Territorio e ambiente”.

Nella foto da sinistra Cuspilici, Interlandi, Amore e MessinaAlla presenza del direttore del Cutgana e del presidente del cdl in Scienze ambientali, Concetto Amore, il delegato del rettore per le Aree protette, Angelo Messina, e del dirigente dell’assessorato regionale Territorio e ambiente, Antonino Cuspilici, e di oltre 100 studenti, la Interlandi ha sottolineato “il concetto della trasversalità nelle azioni dell’attuale amministrazione regionale in campo ambientale, dove dalla sola conservazione della natura si sta attivando una nuova politica ambientale, grazie anche ai fondi strutturali della Comunità europea, che coinvolge diversi dipartimenti, che guarda alla conservazione, fruizione sostenibile e promozione del territorio”. Obiettivi da raggiungere partendo “dalle aree protette siciliane attuali. Ed in Sicilia contiamo ben 75 riserve, 4 parchi regionali più l’istituendo dei Sicani e ben tre ipotesi di parchi nazionali (Pantelleria, Eolie e Iblei), per un totale di territorio sottoposto a tutela pari al 20 per cento, visti oggi come dei laboratori naturali indispensabili per arrivare ad una nuova normativa mirata ad una corretta fruizione sostenibile, che metta insieme
gli aspetti conservativi e la tutela delle risorse naturali con l’imprenditoria di settore. In altre parole - ha spiegato la Interlandi -, in Sicilia abbiamo una rete ecologica di 500 mila ettari che daranno lavoro ai nostri giovani laureati vicini alle tematiche ambientali. La Regione, a tal proposito, ha emesso un bando sull’eco-innovazione di prodotti e processi con ricadute occupazionali importanti per i giovani siciliani ed uno sui sistemi integrati ambientali”.

“Siamo in un territorio dove la natura è contrastata dall’industrializzazione delle aree del Petrolchimico. Dobbiamo recuperare i territori degradati industrializzati puntando sulle fonti rinnovabili sostenibili e quindi sfruttando l’energia solare grazie agli impianti fotovoltaici, da collocare sui tetti delle abitazioni e degli stabilimenti industriali senza deturpare e depauperare i terreni agricoli – ha spiegato l’ex assessore regionale -; si deve sfruttare al massimo l’energia solare per abbattere i costi dell’industrializzazione col principio dell’auto consumo. Stesso discorso per l’eolico, spesso deturpante per i nostri territori, che grazie al futuro Piano energetico ambientale, che guarda al minieolico meno invasivo sul paesaggio, non inaridisce i terreni e salvaguarda la fauna”.

Altro tema: ridistribuzione della ricchezza e riequilibrio delle risorse. “Molti imprenditori stranieri ed italiani, dopo aver realizzato opere in Spagna e in Germania, vogliono invadere il territorio siciliano con progetti ambientali anche innovativi, ma la Regione interverrà tutelando gli imprenditori locali e al tempo stesso permettendo ai giovani installatori e manutentori di impianti di poter lavorare”, ha aggiunto la Interlandi, la quale ha chiuso la “lezione” con un intervento sui rifiuti. “Il no ai termovalorizzatori significa invertire la rotta sul tema dei rifiuti, ovvero su una nuova visione del rifiuto che non va bruciato, con conseguente inevitabile inquinamento ambientale, ma riciclato. Meno rifiuti significa meno costi per tutti. Ma dobbiamo arrivare al 65% dei rifiuti riciclati, raddoppiando gli obiettivi della Unione europea, dobbiamo ridurre l’utilizzo della plastica e degli imballaggi, ed in tal senso nasce la rimodulazione degli Ato” ha chiuso il dirigente regionale.

http://www.openventiquattro.it/ecm/?9668=022&profilo=&id=news&catnews=10&recnews=267&ref=archivio-comunicato-stampa-di-marted-4-maggio-2010.htm


da "OSSERVATORIO-SICILIA.IT" del 4/05/10

Probabile giacimento petrolifero tra le Egadi e Pantelleria: occasione di riscatto?

di Natale Stinco

La marea nera al largo delle coste statunitensi occupa da giorni le cronache dei tg di tutto il mondo e, in Italia, il dibattito ambientale va ad aggiungersi alla diatriba nucleare riportata in voga da Berlusconi di recente. In questo contesto si inseriscono le dichiarazioni del capo operazioni di Shell Italia riguardanti un vasto giacimento petrolifero che esisterebbe nel tratto di mare al largo della costa di Trapani (tra le Egadi e Pantelleria). Si è allo stadio di ipotesi avanzata ma ancora nessuna certezza.

Le voci sono di un enorme giacimento sottomarino in grado di produrre 150.000 barili di petrolio al giorno. Fosse vero, significherebbe il più grande bacino petrolifero europeo. I tempi sono lunghi tra fase di studio e poi di eventuale realizzazione ma la portata della notizia, se confermata, potrebbe essere epocale per l’economia asfittica della nostra zona. Potrebbe rappresentare una forma di riscatto per la Sicilia oppure l’ennesimo saccheggio delle nostre risorse con il benestare di chi dovrebbe difendere i nostri interessi. Intanto le prime polemiche è probabile si svilupperanno sul piano ambientale.

Già lo scorso marzo, quando una nave laboratorio della Shell operava in zona per le prime ricerche, una nota del sen. D’Alì segnalava il rischio concreto perchè la ricerca in questione potesse essere considerata invasiva dei fondali e degli ambienti marini visto che l’area include l’Area Marina protetta delle Isole Egadi ed una zona di cautela marina particolare quale dell’isola di Pantelleria. Le due aree sono ormai sul punto di diventare parchi nazionali e D’Alì chiudeva la sua nota chiedendo “l’immediata sospensione di tutte le attività che stanno suscitando vivissima preoccupazione nelle comunità locali”. E questo potrebbe essere solo l’inizio…

http://www.osservatorio-sicilia.it/2010/05/04/probabile-giacimento-petrolifero-tra-le-egadi-e-pantelleria-occasione-di-riscatto/


da "IL PANTECO" - Maggio 2010

Una proposta interessante di Arturo Caravello
per il Parco Marino di Pantelleria

Riteniamo molto positiva la nuova proposta di zonazione dell’AMP di Pantelleria presentata da Arturo Caravello in vista dell’istituzione del Parco Nazionale di Pantelleria. Prevede come zona “A” di tutela Integrale il Banco di Pantelleria, un vasto banco roccioso a circa 20 miglia dall’isola, e come zona costiera “B” l’area marina antistante l’Arenella, entrambe comprese in una più vasta zona “C” volta a tutelare il mare di Pantelleria dalle minacce che sempre più numerose vanno addensandosi ultimamente su questo cruciale braccio di mare del Mediterraneo. La proposta sarà presentata ufficialmente come “poster” al prossimo 41° Congresso Nazionale della SIBM (Società Italiana di Biologia Marina) in programma a Rapallo dal 7 all’11 Giugno. Chi vuole saperne di più può cliccare: www.guidopicchetti.it.

 vai alla pagina web dov'è riportata la proposta

http://www.ilpanteco.it//wordpress/?page_id=31

 

(copyright Guido Picchetti) 

Questa pagina è stata aggiornata il 02/01/11 .