Home Su Cons. Com. del 15/12/10 Gennaio 2010 Febbraio 2010 Marzo 2010 Aprile 2010 Maggio 2010 Giugno 2010 Luglio 2010 Agosto 2010 Settembre 2010 Ottobre 2010 Novembre 2010 Dicembre 2010

Da "IL CACCIATORE.IT" del 24/02/10

Uniti contro i nuovi 4 parchi siciliani
Incontro a Priolo (SR)

Saranno definite entro il prossimo 31 marzo le aree interessate all’istituzione dei nuovi 4 Parchi nazionali in Sicilia: Pantelleria, Egadi, isole Eolie, e Iblei. La delegazione siciliana del Partito Caccia Ambiente, convinta che non è possibile rimanere inermi davanti all’ennesimo sopruso da parte delle istituzioni che intendono imporre la creazione dei quattro nuovi Parchi Nazionali in Sicilia, invita tutti i cacciatori a partecipare alla riunione che si terrà questo Venerdì 26 Febbraio alle ore 20.00 presso il Palaenichem di Priolo (SR).

Inutile sottolineare l’importanza dell’evento che tende a impedire che la subdola speranza di mettere le mani su finanziamenti mirati da parte di certi amministratori locali possa irrimediabilmente compromettere ogni possibilità di sviluppo rurale in alcuni tra i più ricchi territori siciliani.

Gli abitanti dei territori Iblei dichiarano che:

  • “Abbiamo già troppe riserve”,

  • “Il parco ingessa l’economia del territorio”,

  • “il parco non permetterà neppure di raccogliere asparagi e funghi”, “il parco è solo una questione interna alle associazioni ambientaliste, che cercano un po’ di visibilità e qualche poltrona facile”.

Cacciatori, allevatori, agricoltori, sportivi e operatori collegati sono chiamati a organizzasi in un comitato del NO.

Si auspica la partecipazione di tutte le Associazioni Venatorie e delle Associazioni di categoria legate al mondo rurale.

Antonino Urpi - ninoupi@hotmail.it
Partito Caccia Ambiente - Coodinamento Nazionale – Delegazione Sicilia
tel. 3400674490 - www.cacciaambiente.it
http://www.ilcacciatore.com/2010/02/24/uniti-contro-i-nuovi-parchi-siciliani/


Da "UTILITY MAGAZINE" del 22/02/10

Bit: torna Pantelleria. Un progetto lega turismo e golf

Un settore, quello del turismo, che come tanti altri ha patito lo scorso anno un calo di presenze in Italia a causa della crisi. Così la Bit di Milano, la più grande manifestazione italiana dedicata al mondo del turismo cerca di fare il punto della situazione guardando anche al futuro, prospettando e offrendo nuove iniziative per rendere più appetibile il Belpaese. Tra le varie realtà presenti negli stand del capoluogo lombardo, c'è anche l'isola di Pantelleria, una delle località più apprezzate e visitate dal turismo italiano e non solo, soprattutto durante il periodo estivo.

Lo stand di Pantelleria alla Bit 2010

A rappresentare l'isola siciliana ci sono sia gli operatori del settore che l'amministrazione comunale che, con la propria presenza intende promuovere il territorio a tutto tondo. Ecco un bilancio e le iniziative descritte dall'assessore al Turismo, Angela Siragusa (nella foto in basso a sinistra), alla conferenza stampa per la nascita del Distretto Turistico Isole e Arcipelaghi di Sicilia:. "Dopo tanti anni di assenza il Comune di Pantelleria torna alla Bit (Borsa Internazionale del Turismo) di Milano, dal 18 al 21 febbraio 2010, grazie all'iniziativa del Sindaco, Salvatore Gino Gabriele, e del suo staff. Siamo profondamente convinti che il turismo rappresenti per il territorio delle isole la migliore opportunità di crescita e sviluppo. Certo anche noi abbiamo subito nell'ultimo biennio una Angela Siragusa - Immagine Pantelleriapuntocomlieve flessione di presenze turistiche nell'isola, un calo dovuto come è facile capire dalla crisi economica. Ma nonostante questo non ci possiamo lamentare, lo stato di salute di questo settore, per quel che ci riguarda, non è negativo."

"La nostra presenza qui alla Bit di Milano ha come scopo la valorizzazione del territorio a ogni livello - spiega ancora l'assessore Siragusa - dal territorio in senso stretto, quindi come paesaggio e natura, ai beni culturali, all'enogastronomia. L'isola per fortuna ci dà la possibilità di offrire soluzioni diverse ai diversi turisti che la visitano: dal mare, al sub, al trekking, alla bici". E che Pantelleria sia una realtà particolare, una specie di isola felice nel panorama del turismo italiano, lo dimostra anche l'interesse che lo stand dell'isola siciliana ha riscosso in questi gironi, sia nei confronti di chi opera nel settore, ma anche del privato, con un numero elevato di persone che si sono informate sulle ultime novità offerte.

Il lago di Venere a PantelleriaIl progetto che intende coniugare il turismo con lo sport è quello presentato dalla Commissione Turismo e Sport del Ministero. L'idea è quella di fare sistema tra il golf, uno sport che in Italia conta numeri sempre più in crescita anche nel ceto medio e fra i giovani, e il settore alberghiero e turistico in generale offerto dalle regioni italiane. La Commissione, come spiega Stefano Cagnoni, responsabile del Comitato Turismo e Sport in rappresentanza del ministro del Turismo, sta lavorando alla mappatura di tutti i campi di golf presenti nel nostro paese, un modo questo non solo per capire lo stato in cui questi si trovano, conoscerne il Lo splendido mare di Pantellerianumero a livello nazionale e regionale, ma soprattutto per lavorare di concerto con gli operatori di settore perché si possa creare attorno a questo sport una importante rete turistica e di qualità.

"In Italia ci sono molti campi da golf e, come è naturale che sia, sono prevalentemente usati dagli sportivi - spiega Stefano Cagnoni -, ma ciò che manca è l'idea di poterli usare anche come punto di attrattiva e ritrovo per appassionati, turisti giocatori, italiani e stranieri. L'idea è quella di creare un sistema che coinvolga anche le strutture alberghiere e i beni culturali, innescando così in circolo virtuoso che soddisfa il turista e rende il settore funzionale". Una volta portato a termine questo progetto, quindi, verrà realizzata una vera e propria mappatura dei campi da golf italiani e delle strutture turistiche ad essi collegati, che verrà battezzata e inserita nel portale Italia. Il turista, o il giocatore potrà, con un semplice clic sul web, crearsi il proprio itinerario turistico lungo la via dei campi da golf italiani. E così tra un tiro in buca e un altro visitare diverse regioni dello stivale.
http://www.utilitymagazine.it/it/turismo/941-bit-torna-pantelleria-un-progetto-lega-turismo-e-golf.html
Articolo simile su "UPNEWS" del 22/02/10
http://www.upnews.it/viaggi/bit-torna-pantelleria--un-progetto-lega-turismo-e-golf ,
su ""INFORMAZIONE.IT" del 23/02/10
http://www.informazione.it/n/1446B6EC-5345-4284-949A-2197F0082149/C714116A-FB3D-43A4-B043-790ECC91A42F/Pantelleria-alla-Borsa-Internazionale-del-Turismo
,
e su "ESPERTOSEO.IT" del 24/02/10
http://www.espertoseo.it/17830/aggregatore/pantelleria-alla-borsa-internazionale-del-turismo.html


E-mail ricevuta il 19/02/2010 da Giovanni Bassi (joe.bass@alice.it)

Ammonta a 500.000 euro il finanziamento del Ministero dell'Ambiente
per gli studi propedeutici all'istituzione dell'AMP di Pantelleria

3 commenti finora...

Re: da  Vincenzo Di Martino - CNR [vincenzo.dimartino@cnr.it] - 19/02/10

Mi permetto di commentare la notizia secondo quella che è la mia, piccolissima esperienza.

  • Punto 1: lo sviluppo costiero di Pantelleria è di circa 50 Km.

  • Punto 2: esiste già negli archivi del "Ministero" una ricca documentazione cartografica relativa alla distribuzione dei posidonieti lungo le coste siciliane, isole minori comprese fino alla batimetrica dei 50 metri. La ricerca fu curata a suo tempo dal Prof. Francesco Cinelli (Guido ne sa  qualcosa). Basta consultare il sito web del SIDIMAR che, per altro, concede tale documentazione in uso gratuito agli enti di ricerca con il solo obbligo di citare la fonte dei dati.

  • Punto 3: ne consegue che, di fatto, esiste già una relativa caratterizzazione dell'ambiente costiero di Pantelleria.

A mio modestissimo parere ne verrà fuori che la dove le cartografie esistenti non riportino la presenza di posidonia ver-ranno arbitrariamente allocate entità biocenotiche compatibili con le profondità riportate sulle carte (fotofilo, sciafilo, coralligeno, etc) che avranno ben poche occasioni di essere verificate da chicchesia. Immaginate un pò di andare a  verifi-care, lungo ben 50 km di sviluppo costiero, in questo periodo di condizioni meteo marine quanto mai instabili il reale stato dei luoghi. Occorrerebbero centinai di immersioni (ergo personale impegnato quanto meno a fronte di rimborso spese) e questo non è fattibile "in tempi brevi" e con soli 100.000 euro. Il tutto verrà condito da una corposa documentazione bibliografica con parecchie decine di titoli che molto poco hanno a che vedere con le finalità della ricerca ma servono a condire l'insalata.

E come sempre accade, ho già avuto modo di dirlo e scriverlo in altre occasioni, la zonazione della AMP verrà tracciata secondo le convenienze politiche e non secondo criteri di ecologicità.

Un cordiale buon fine settimana a tutti. Vincenzo Di Martino

Re: da Maria Ghelia [mariaghelia@tiscali.it]

Vincenzo Di Martino - CNR ha scritto:
> Mi permetto di commentare la notizia secondo quella che è la mia,
> piccolissima esperienza.

Hai ragione Vincenzo! Se penso alle migliaia di immersioni fatte in questo mare per scoprire solo alcuni segreti dei suoi tesori, mi chiedo quale sarà il criterio di "conoscenza" in base al quale si sceglieranno le zone da proteggere"! Io sto ancora lavorando alla mia personale raccolta dati e sono ben lungi dal vederne la fine...

Buona giornata e grazie. Maria

Re: da Avv. Giustino Piazza [piazza.moscone@tin.it]

Condivido pienamente le osservazioni del Prof. Di Martino e ricordo che vennero fatti tanti studi, anche da parte del Prof. Franco Bianchi.

Ma, d'altronde, a suo tempo, quando era stato messo in moto il relativo procedimento (all'epoca del commissariamento del Comune), il Prof. Bianchi a spese del Comitato Pro Parco assistette a Roma, presso il Ministero, il rappresentante del Comune di Pantelleria. Successivamente, avendo avuto la disponibilità anche del Prof. Gianni Russo, misi a disposizione del Comune le varie professionalità che costituivano il patrimonio scientifico della nostra associazione. Fu in tale occasione che il Comune deliberò di affidare la consulenza per proseguire le relative pratiche, se non ricordo male, ad un "agronomo", e ciò
mi indusse a scrivere allora al Comune,  chiedendo (testuali parole): "Avete  per caso in animo di impiantare un prato nel mare di Pantelleria ? ". Fu la mia una reazione che non piacque ad alcuni Soci, tanto da indurmi a presentare le dimissioni da Presidente del Comitato.

Speriamo bene ! Giustino Piazza

Re: da Angelo Renato Mojetta [amojetta@tin.it]

Cari amici, la bibliografia è sempre il fondamento di una buona ricerca, anche quando si parte da argomenti del tutto nuovi. Cercando di informazioni biologiche marine se ne trovano su Pantelleria. L'importante è che poi qualcuno si legga la bibliografia e non si accontenti di copiarla e metterla in fondo agli studi. Resta ancora il fatto che la cifra stanziata è ridicola per una ricerca seria e per pagare i ricercatori impegnati. Tra spese di viaggio, soggiorno e imbarcazioni (su cui ci saranno, immagino, succose creste) resterà poco per la vera ricerca. Avranno dei ROV da impiegare? Mah? Per fortuna o sfortuna, non riesco a decidere, Pantelleria è un'isola scomoda e difficile. Ergo, si potrebbe fare un parco che quasi si difende da solo. Purtroppo ci sono i razziatori e quelli lavorano tutto l'anno impunemente.

Que viva Pantelleria. Angelo Mojetta

Re: da parte del sottoscritto (gpicchetti@libero.it)

Riprendo un trafiletto pubblicato oggi dal "GIORNALE  DI SICILIA" del 19/02/10.  A lato il facsimile, e a seguire il testo in chiaro.

Promozione turistica. Si uniscono i prodotti della terra e del mare

I prodotti della terra e del mare si uniscono per diventare il miglior connubio per la promozione, anche in chiave turistica, delle eccellenze gastronomiche del territorio. È l'iniziativa della Provincia e dei Comuni di Mazara, Castelvetrano e Partanna, che grazie ad un finanziamento della Regione di oltre un milione e 400 mila euro, hanno sottoscritto l'accordo di collaborazione «Terramare». L'evento promozionale, che avrà luogo contestualmente nei tre comuni di Mazara del Vallo, Castelvetrano e Partanna all'inizio della prossima estate ed a giugno 2011, sarà sarà presentato oggi alle 17 alla Borsa internazionale del turismo di Milano dal presidente della Provincia Mimmo Turano e dall'assessore alle Politiche del Mare, Nicola Lisma. (*GDI*)

Senza commenti... Ma un dubbio che mi piacerebbe qualcuno mi chiarisse: quanto valgono oggi i nostri soldi ?  (GP)
 


Da "NOTIZIARIO DELLE EOLIE" del 18/02/10 

Eolie & Parco naturale. Le critiche di "Caccia Ambiente"

Caccia Ambiente torna a rimarcare l'allarme per l' istituzione di 4 nuove aree protette in Sicilia a fine marzo nelle seguenti aree: Pantelleria, Egadi, isole Eolie e Iblei. Una decisione assunta in questi giorni dal Ministero dell'Ambiente durante un incontro con i vertici della Regione Siciliana, i sindaci dei comuni interessati e i presidenti della Provincia di Siracusa, Ragusa e Catania. La proposta pare stia trovando il consenso di gran parte dei dirigenti locali che vedono nelle aree protette un'opportunità di sviluppo. Caccia Ambiente ricorda che da tempo ha segnalato l’eccessivo numero di aree protette in Sicilia esortando un anno fa l’Assessorato agricoltura e foreste ad un recupero di parte del territorio da restituire all’attività venatoria. A tal fine si chiedeva di ristabilire le percentuali massime del 30% di territorio ai fini di un adeguamento alla legge regionale 33/97.

“Il territorio Siciliano – osserva Caccia Ambiente - vocato ad un intenso sfruttamento agricolo – pastorale per le sue peculiarità orografiche contiene già di per sé dei “confini naturali” oltre i quali l’intervento dell’uomo è di per sé limitato ed è storicamente ben strutturato. La formalizzazione di più ampi e vincolanti confini non porterebbe più vantaggiose protezioni ambientali, in quanto già presenti ed operative nella cultura e nella professionalità della nostra gente. Il nostro territorio dell’isola è fra i più conservati e salvaguardati in Italia, senza che per questo sia stato necessario il vincolo di qualsivoglia “area protetta”. Al contrario l’istituzione formale di un “parco” porterebbe alla limitazione di alcune attività agricole ed artigianali e di tutte le rarità agricole ormai riconosciute in tutto il mondo. A difesa del territorio e alla sua valorizzazione - per Caccia Ambiente - sono sufficienti l’opera delle Aziende Forestali Demaniali, i vari parchi naturali che le varie Amministrazioni locali hanno nel tempo istituito e il sincero rispetto che i siciliani portano verso la propria terra”.
http://notiziariodelleeolie.myblog.it/archive/2010/02/18/eolie-parco-naturale-le-critiche-di-caccia-ambiente.html


Da "BIG HUNTER" del 18/02/10

 Caccia Ambiente:
allarme in Sicilia per 4 nuovi parchi in approvazione

Caccia Ambiente torna a rimarcare l'allarme per l' istituzione di 4 nuove aree protette in Sicilia a fine marzo nelle seguenti aree: Pantelleria, Egadi, isole Eolie e Iblei. Una decisione assunta in questi giorni dal Ministero dell'Ambiente durante un incontro con i vertici della Regione Siciliana, i sindaci dei comuni interessati e i presidenti della Provincia di Siracusa, Ragusa e Catania. La proposta pare stia trovando il consenso di gran parte dei dirigenti locali che vedono nelle aree protette un'opportunità di sviluppo.

Il Patito Politico Caccia Ambiente ricorda che da tempo ha segnalato l’eccessivo numero di aree protette in Sicilia esortando un anno fa l’Assessorato agricoltura e foreste ad un recupero di parte del territorio da restituire all’attività venatoria. A tal fine si chiedeva di ristabilire le percentuali massime del 30% di territorio ai fini di un adeguamento alla legge regionale 33/97.

“Il territorio Siciliano – osserva Caccia Ambiente - vocato ad un intenso sfruttamento agricolo – pastorale per le sue peculiarità orografiche contiene già di per sé dei “confini naturali” oltre i quali l’intervento dell’uomo è di per sé limitato ed è storicamente ben strutturato. La formalizzazione di più ampi e vincolanti confini non porterebbe più vantaggiose protezioni ambientali, in quanto già presenti ed operative nella cultura e nella professionalità della nostra gente. Il nostro territorio dell’isola è fra i più conservati e salvaguardati in Italia, senza che per questo sia stato necessario il vincolo di qualsivoglia “area protetta”.

Al contrario l’istituzione formale di un “parco” porterebbe alla limitazione di alcune attività agricole ed artigianali e di tutte le rarità agricole ormai riconosciute in tutto il mondo. A difesa del territorio e alla sua valorizzazione - per Caccia Ambiente - sono sufficienti l’opera delle Aziende Forestali Demaniali, i vari parchi naturali che le varie Amministrazioni locali hanno nel
tempo istituito e il sincero rispetto che i siciliani portano verso la propria terra”.

7 commenti finora...

Re: Vedono nei parchi un'opportunità di sviluppo. Nel Salento sono tre anni che hanno fatto un parco, il "Parco Naturale Punta Pizzo e Isola di Sant'Andrea" e sono tre anni che quella zona è abbandonata a se stessa, piena di erbacce e immondizia, e tenete conto che c'è un direttore del parco che prende un bello stipendio senza fare un ca...o. Ecco a cosa servono i parchi. i parchi dateli ai cacciatori e vi facciamo vedere come si gestiscono i parchi. Forza siciliani battetevi con tutte le forze affinchè non avvenga questo scempio.
(da benelli - 18/02/2010 - 9.13)



Re: Si Si... Chiudiamole altre 4 zone... Non bastano le aree già precluse alla caccia.. Non riesco a capire perchè noi siamo costretti a rispettare la legge in modo rigoroso.. E loro fanno tutto ciò che vogliono... Siete una vergogna ... !!!!!!!
(da Peppe - 18/02/2010 - 9.17)


Re: Fate tanto di quel casino e fate ricorso al Tar appena fanno le delibere... I politici la devono smettere di arraffare d....o. Con questa scusa i parchi non servono più. Sono troppi e non gestiti bene... Si pagano gli stipendi ai fannulloni ...
(da frascas - 18/02/2010 - 9.46)


Re: Alle regionali in Toscana si presenta caccia ambiente o no?
(da Moro colle - 18/02/2010 - 10.03)


Re: E dicevano che i verdi erano spariti...
(da Sardigna - 18/02/2010 - 10.47)

Re: Combattiamo contro i mulini a vento: non c'è niente da fare, la caccia la stanno chiudendo, sottraendoci i territori migliori. Non rinnoviamo il porto d'armi, andiamo a caccia all'estero.
(da luigi - 18/02/2010 - 10.51)

Re: Opportunità di sviluppo eccome ... !!! Ricevono milioni di euro moneta per la presunta istituzione ... si spartiscono l'euro moneta in parti eguali ... e dopo qualche anno li abbandonano ... istituendo discariche .... legalizzate ... , semplice ... ma proventi in entrambi i casi ... come succede nelle già ... molteplici oasi dei miei c...ni esistenti nella nostra beneamata Italia ...
(da stefano l. - 18/02/2010 - 11.22)

http://www.bighunter.it/Caccia/ArchivioNews/tabid/204/newsid730/4758/Default.aspx


Da "MIGRATORIA" del 18/02/10  e
da "IL CACCIATORE" del 17/02/10

Allarme in Sicilia
 4 nuovi parchi in approvazione

Il Partito Politico Caccia Ambiente da tempo ha posto l’attenzione sull’eccessivo numero di aree protette in Sicilia ed è passato appena un anno da quando su nostra esortazione l’Assessorato agricoltura e foreste, chiedendo al Direttore delle aziende Demaniali di aprire alcune di queste alla caccia, poneva la questione di un recupero di parte del territorio da restituire all’attività venatoria, riconoscendone quindi l’eccessiva diminuzione. A tal fine si chiedeva di ristabilire le percentuali massime del 30% di territorio da restituire alla caccia. Ma mentre cercavamo di sollecitare un ridimensionamento delle stesse ai fini di un loro adeguamento alla legge regionale 33/97 abbiamo avuto notizia di un iter pseudo-ambientalista parallelo ma contrario al nostro, che, in barba ad ogni normativa vigente e ignaro di ogni sentimento contrario delle popolazioni locali, sta istituendo in Sicilia 4 nuovi Parchi.

Saranno infatti definite entro il prossimo 31 marzo le aree interessate all’istituzione dei nuovi 4 Parchi nazionali: Pantelleria, Egadi, isole Eolie, e Iblei. Questa la decisione assunta in questi giorni al Ministero dell’Ambiente, nell’incontro alla quale hanno partecipato, tra gli altri, il Ministro Stefania Prestigiacomo, l’assessore ai Beni Culturali della Regione Siciliana, Gaetano Armao, i sindaci e dei presidenti di Provincia di Siracusa, Ragusa e Catania, e i colleghi delle altre città e province interessate all’istituzione. In particolare per il parco di Pantelleria si è registrato il pieno consenso del territorio per l’istituzione del parco e dell’area marina protetta. Per quanto riguarda il parco delle Egadi tutti i soggetti intervenuti, compreso il sindaco di Favignana, hanno manifestato l’intesa e la necessità di dare immediata attuazione alla legge istitutiva del Parco. Per le Eolie è stato inoltre sottolineato che l’Ente Parco (ancora deve nascere e già pensano come guadagnarci) sarà anche l’ente gestore del sito Unesco.

Ma torniamo al Parco degli Iblei. Tra i grandi sostenitori del Progetto l’On. Fabio Granata del PdL che sul parco ha creduto da sempre; Soddisfatto il leader di Italia dei valori di Ragusa Giovanni Iacono. Colorito ma efficace come al solito il commento di Vittorio Sgarbi: «Chi è contro il parco sbaglia e va fermato, chi si contrappone, tra le istituzioni, è un incapace». La cosa divertente è che oggi tutti sono saliti sul carro dei vincitori. Oggi, tranne qualche voce fuori dal coro, tutti (i dirigenti locali) sono contenti della decisione del Ministro. Oggi il parco non è più e solamente un’inutile imposizione dall’alto (come era stato definito), oggi il Parco diviene una opportunità.

Fino a qualche settimana fa le carte in tavola erano però differenti: Nello Dipasquale, sindaco di Ragusa, alcuni giorni fa ai microfoni di una rete privata dichiarava: “Il Ministro Prestigiacomo ha stralciato la proposta contenuta nel libro denominato Parco degli Iblei, pubblicato nel 2006 ?. Tale documento (del no) è stato firmato da tutti i deputati regionali, dall’on. Peppe Drago, dai sindaci dei nove comuni coinvolti e dal presidente della Camera di Commercio di Ragusa in rappresentanza delle associazioni di categoria. Il Presidente della Provincia di Ragusa ha espresso il desiderio di consegnare e firmare personalmente il documento al momento della consegna al Ministro Prestigiacomo.

Ma accade qualcosa e improvvisamente, grazie alla bella siracusana salita sul gradino più alto del Ministero dell’Ambiente, è scomparsa la paura di non poter andare a raccogliere funghi e asparagi, e il fatto che da noi non ci sono gli stambecchi non importa più a nessuno, e si scopre, guarda caso solo oggi, che grazie al parco arriveranno dei finanziamenti che i nostri lungimiranti amministratori sapranno sicuramente far fruttare nel miglior modo possibile, di questo ne siamo certi

Ma allora tutti gli allarmismi? Le tante parole spese contro l’idea del Parco dagli amministratori locali? Cosa è stato promesso a chi prima diceva no? Quali interessi ci sono sotto? Ci sovviene un’idea. La legge quadro n° 394 del 1991, all’art. 9 in merito alla istituzione dei Parchi, stabilisce:

3. Il Presidente è nominato con decreto del Ministro dell’Ambiente d’intesa con i presidenti delle regioni o delle province autonome di Trento e di Bolzano, nel cui territorio ricada in tutto o in parte il Parco nazionale.

4. Il Consiglio direttivo è formato dal Presidente e da dodici componenti, nominati con decreto del Ministro dell’Ambiente, sentite le regioni interessate, secondo le seguenti modalità:

  • a) cinque, su designazione della Comunità del parco, con voto limitato;

  • b) due, su designazione delle associazioni di protezione ambientale individuate ai sensi dell’articolo 13 della legge 8 luglio 1986, n.349, scelti tra esperti in materia naturalistico-ambientale;

  • c) due, su designazione dell’Accademia nazionale dei Lincei, della Società Botanica Italiana, dell’Unione zoologica italiana, del Consiglio Nazionale delle Ricerche e delle Università degli Studi con sede nelle province nei cui territori ricade il parco; in caso di designazione di un numero superiore a due la scelta tra i soggetti indicati è effettuata dal Ministro dell’Ambiente;

  • d) uno, su designazione del Ministro dell’Agricoltura e Foreste;

  • e) due, su designazione del Ministro dell’Ambiente.

Il ministro Stefania Prestigiacomo, chiarisce e finalmente sgombera il campo dagli inutili allarmismi. Il Parco degli Iblei sarà una realtà. Lo crediamo bene! Quale migliore opportunità per piazzare qualche amico o per sistemare (secondo il vizietto atavico della bionda Stefania) qualche ’’politico trombato’’!?!? E non dimentichiamo gli appetibili finanziamenti

Caccia Ambiente esprime il suo chiaro dissenso alla istituzione del “Parco degli Iblei” e agli altri tre istituendi Parchi. Il territorio Siciliano vocato ad un intenso sfruttamento agricolo – pastorale per le sue peculiarità orografiche contiene già di per sé dei “confini naturali” oltre i quali l’intervento dell’uomo è di per sé limitato ed è storicamente ben strutturato. La formalizzazione di più ampi e vincolanti confini non porterebbe più vantaggiose protezioni ambientali, in quanto già presenti ed operative nella cultura e nella professionalità della nostra gente. Il nostro territorio dell’isola è fra i più conservati e salvaguardati in Italia, senza che per questo sia stato necessario il vincolo di qualsivoglia “area protetta”. Al contrario l’istituzione formale di un “parco” porterebbe alla limitazione di alcune attività agricole ed artigianali e di tutte le rarità agricole ormai riconosciute in tutto il mondo. A difesa del territorio e alla sua valorizzazione sono sufficienti l’opera delle Aziende Forestali Demaniali, i vari parchi naturali che le varie Amministrazioni locali hanno nel tempo istituito e il sincero rispetto che i siciliani portano verso la propria terra.

Gli abitanti dei territori Iblei dichiarano che: “Il parco ingessa l’economia del territorio”, “il parco serve solo per raccogliere asparagi e funghi”, “il parco è solo una questione interna alle associazioni ambientaliste, che cercano un po’ di visibilità”. “Abbiamo già troppe riserve”.

Ma a nessuno sembra interessare tutto ciò. L’on. Riccardo Minardo parlamentare regionale dell’Mpa rivelava importante che l’istituzione del Parco degli iblei avvenisse in accordo con tutti i soggetti interessati che grazie al coordinamento della Regione potevano superare quei problemi altrimenti fortemente penalizzanti per lo sviluppo del territorio. Solo parole al vento! Eppure noi avevamo suonato l’allarme sotto le scorse elezioni; Caccia Ambiente aveva offerto ai cacciatori locali e non solo la possibilità di agire da protagonisti per cambiare le cose e scongiurare un pericolo imminente. Ma alcuni gagliardi e opportunisti cacciatori avevano detto NO! Preferivano affidarsi all’amico candidato sindaco, all’onorevole Caio, all’amministratore Tizio e al consigliere Sempronio. Tutti dichiaravano ‘’ma quale Partito dei cacciatori…, state tranquilli che ci pensiamo noi’’.

Ci hanno pensato loro!!! 4 Parchi in un solo colpo!!! E la vostra, nostra, tranquillità è finita. Tuttavia……. Caccia Ambiente non si arrende ancora! Chissà se questa volta qualcuno ci darà una mano?

Antonino Urpi - Partito Caccia Ambiente - ninoupi@hotmail.it
Coordinamento Nazionale – Delegazione Sicilia
http://www.ilcacciatore.com/2010/02/17/sicilia-4-nuovi-parchi-in-approvazione/

http://www.migratoria.it/?p=3972

articolo simile su "FEDERFAUNA" del 17/02/10
http://www.federfauna.org/News/news.php?id=2760


Da "LIBERO NEWS" del 17/02/10

Sicilia: Vaccarella confernato alla presidenza del Cai Sicilia

Palermo, 17 feb.- (Adnkronos) - Mario Vaccarella, e' stato riconfermato alla presidenza del Cai Sicilia per il triennio 2010-2013. Vaccarella, 47 anni, alla guida del Cai Sicilia dal 2001, e' originario di Petralia Sottana. Dipendente dell'Azienda sanitaria provinciale di Palermo, esperto di materie giuridiche ambientali, funzionario delegato dell'assessorato regionale Territorio e ambiente per la gestione delle riserve naturali. E' al Club alpino italiano da 30 anni. Del comitato direttivo fanno parte Giovanbattista Condorelli (Cai Catania), Aldo Calderaro (Cai Siracusa), Giuseppe Oliveri (Cai Cefalu') e Camillo Sortino (Cai Palermo). Il collegio regionale dei revisori dei conti e' composto da Guglielmo Labruto (Messina), Fabrizio Valenza (Petralia) Riccardo Bonempo Scavo (Bronte). Del collegio regionale dei probiviri infine, fanno parte Giorgio Bisagna (Petralia), Carmelo Greco (Linguaglossa), Gioacchino Provenza (Cefalu'), Daniele Filippone (Petralia).

Del gruppo regionale Cai Sicilia fanno parte attualmente 15 sezioni e 5 sottosezioni, con 2.600 soci (in aumento del 4 per cento rispetto all'anno precedente). Tra gli impegni assunti dal nuovo comitato direttivo ci sono una serie di iniziative per promuovere, specialmente tra i giovani, la cultura della montagna e la sua frequentazione in sicurezza anche attraverso iniziative di formazione nelle scuole. ''Per questo motivo - afferma Mario Vaccarella - solleciteremo anche la Regione ad applicare la legge sulle guide ambientali escursionistiche, un'operazione a costo zero che favorirebbe la piena fruizione del territorio, anche in ambiente innevato, garantirebbe la professionalita' degli operatori e creerebbe nuovi posti di lavoro''. Tra gli obiettivi anche quello di accelerare il dibattito sulla riforma della gestione dei parchi e delle riserve, anche in vista dell'istituzione in Sicilia dei nuovi quattro parchi nazionali (Eolie, Egadi, Pantelleria, Iblei).

http://www.libero-news.it/regioneespanso.jsp?id=351660sp?id=351660


Da "NOTIZIE DAI PARCHI.IT" del 15/02/2010

Giovannelli,
buon auspicio dai nuovi parchi in Sicilia

La Ministra Prestigiacomo lavora per istituire quattro nuovi Parchi Nazionali nella sua Sicilia.Non è una brutta notizia. Aveva esordito parlando dei Parchi come “poltronifici”. E Calderoli aveva parlato di “abolire” addirittura i Parchi. Poi l’inversione di marcia! La realtà dei fatti, più forte e testarda di tante dichiarazioni improvvisate, spinge in direzione opposta. I Parchi continuano a rappresentare un marchio di qualità, nonostante i tagli feroci ai bilanci, nonostante infantili e beceri tentativi di delegittimazione. E’ la Ministra stessa ad arrendersi all’evidenza e propone ben quattro nuovi Parchi Nazionali proprio nella terra che l’ha eletta e che lei stessa dice di amare: Eolie, Egadi, Pantelleria, Iblei. Forse quattro enti sono tanti. Forse un unico Parco Arcipelago di Sicilia (come Arcipelago Toscano) è più efficiente, sia in termini di amministrazione che di risparmio di risorse. Forse “Iblei” può essere “solo” regionale. Mentre sarebbe giusto promuovere a Parco Nazionale quella meraviglia del Mediterraneo che è l’Etna. Comunque, la volontà espressa dalla Ministra è una risposta inequivocabile ai detrattori dei Parchi. E viene dal Governo, dalla Regione Sicilia, dalle forze politiche che qui sono purtroppo su un’altra lunghezza d’onda. Forse che i Parchi Nazionali sono buoni in Sicilia e cattivi in Emilia e Toscana ? Sarebbe bene anche qui riflettere e “fare coesione” e “unità” attorno al nostro Parco Nazionale dell’Appennino. E’ una scommessa di qualità e non solo sopravvivenza del territorio del crinale. E’ una scommessa di competitività del sistema Italia, di proiezione alla green economy, al futuro, verso nuovi beni come ambiente, benessere e salute che non possono essere prodotti in serie. Sul Parco Nazionale occorre investire risorse ma anche creatività e progettualità con lo sforzo congiunto di tutti coloro che hanno a cuore il crinale e l’Appennino.
[Fonte: P.N. Appennino Tosco Emiliano - Fausto Giovanelli - Presidente del Parco Nazionale dell'Appennino Tosco Emiliano]

http://www.notiziedaiparchi.it/?p=1519

Articolo simile su "PARCO NAZIONALE DELL'APPENNINO TOSCANO" del 13/02/2010
http://www.parcoappennino.it/it/newsdettaglio.php?id=8178  e su ""PARKS.IT" del 13/02/2010
http://www.parks.it/news/dettaglio.php?id=8178


(copyright Guido Picchetti) 

Questa pagina è stata aggiornata il 01/01/11 .