15 Dicembre 2010 - Riunione del Consiglio Comunale
sul Parco Nazionale dell'Isola di Pantelleria

Da "PANTELLERIA COM" - News n°6815 di Domenica 19 dicembre 2010

L'ultima parola resta alla Regione. Interessati 2.663 ettari
IL CONSIGLIO COMUNALE HA DETTO SI AL PARCO MA CON UNA NUOVA PERIMETRAZIONE

Pantelleria avrà, dunque, il suo Parco. A votare a favore sono stati gli otto consiglieri di “Pantelleria Libera” presenti in aula (era assente il capogruppo Francesco Destito), mentre contro la nuova perimetrazione del Parco hanno votato i sei di Progetto Pantelleria. Il sindaco Alberto Di Marzo nel corso del consiglio comunale ha illustrato la proposta del Parco della sua amministrazione sottolineando che non aveva condiviso la perimetrazione fatta dalla precedente amministrazione e "per questo con i tecnici – da detto Di Marzo - si è cercato di fare una perimetrazione che fosse rispettosa della natura". Nella nuova proposta il Parco si estenderebbe per circa 2.663 ettari, diviso nelle zone 1, 2 e 3 e coinciderebbe pressappoco con i confini dell'attuale riserva naturale orientata che sarebbe ridotta di circa 250 ettari. "Rispetto all'attuale riserva - ha detto il sindaco - sono state estrapolate alcune aree come Bugeber, Tikirriki e Serraglia, che sono delle aree con un elevato grado di antropizzazione, e inserite nuove aree per lo più boschive o da tempo non più coltivate". Il sindaco ha sottolineato anche che "le zone che non vengono più comprese nel Parco non
risultano liberalizzate ma continuano ad essere sottoposte a molteplici vincoli. Abbiamo cercato – ha continuato Di Marzo - di realizzare, per quanto riguarda il Parco, la cosa meno dolorosa. L'ottanta per cento ricade in zona boschiva. Il Comune non ha quasi nessun peso nella gestione del Parco. Iniziamo a provare come funziona e poi, eventualmente, nel tempo si può ampliare".

Il Parco che alla fine occuperà più di 2.600 ettari, secondo questa nuova proposta di perimetrazione, approvata dal consiglio comunale, si suddividerà in tre zone: la zona uno per 2.249 ettari di rilevante interesse naturalistico, paesaggistico e culturale con inesistente o minimo grado di antropizzazione. La zona due per circa 407 ettari che presenta un limitato grado di antropizzazione e la zona tre estesa per sei ettari che corrisponde all'area di Montagna Grande dove sono allocati gli impianti tecnologici civili e militari. Il consiglio comunale ha approvato contestualmente oltre che la perimetrazione del Parco, anche la bozza del decreto e il regolamento. Questi atti adesso passeranno al vaglio della Regione Siciliana, del Ministero dell'Ambiente e del Comitato Nazionale dei Parchi.

Ma cosa prevede in sintesi il regolamento che è parte integrante della perimetrazione del Parco?. In tutto il territorio del Parco è vietata la caccia agli uccelli. "Sono vietati, infatti - come si legge nel regolamento approvato - la cattura, il danneggiamento e il disturbo delle specie animali" mentre sono possibili "gli abbattimenti selettivi, in particolar modo del coniglio selvatico". Sono vietate l'apertura e l'esercizio di cave, miniere e discariche. E' vietato anche il danneggiamento e il taglio dei boschi, sono consentiti il pascolo e la raccolta dei funghi. Oltre a questi divieti nella zona uno non si possono realizzare nuovi edifici e non possono essere realizzati nuovi tracciati stradali o la realizzazione di nuove opere di mobilità e non è consentita la impermeabilizzazione dei tracciati viari rurali esistenti, mentre è consentita sia nella zona uno che due la manutenzione straordinaria, il restauro, il risanamento conservativo e la ristrutturazione edilizia finalizzati al riuso dei manufatti esistenti. Solo nella zona due è possibile la realizzazione di nuovi edifici e l'ampliamento di quelli esistenti, funzionali alla conduzione del fondo agricolo. Nelle zone uno e due sarà vietato l'uso in agricoltura di fitofarmaci e pesticidi ma questo avverrà nel giro di due, tre anni dall'istituzione del Parco, passando così verso una agricoltura biologica. Tutto questo avverrà , secondo il regolamento del Parco, solo attraverso un piano di sostegno economico concertato con la Regione.

(Nella foto Giuseppe Spata e Alberto Di Marzo)
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Da "PANTELLERIA COM" - News n° 6819 di lunedì 20 dicembre 2010

Il dibattito sul Parco
LA FRANCESCA: "QUESTO PARCO NON GARANTIRA' NIENTE AI NOSTRI AGRICOLTORI"

Durante il dibattito che è seguito dopo l'illustrazione del parco fatta dal sindaco, i consiglieri di Progetto Pantelleria a più riprese hanno lamentato l'assenza in aula dei funzionari comunali che dovevano dare spiegazioni su dettagli tecnici e che nessuno dei presenti era all'altezza di svolgere questo compito. La seduta è stata sospesa alcune volte per poter cercare documenti custoditi negli uffici e qualche tecnico è stato raggiunto telefonicamente.

Secondo Giuseppe La Francesca, capogruppo di Progetto Pantelleria, "il Parco viene inteso dall'attuale maggioranza come un ulteriore peso: Tanto è vero - ha detto - che l'ottanta per cento del parco sarebbe formato da bosco". Ha poi ricordato che l'attuale sindaco nel febbraio del 2010 "ebbe a dire - ha sottolineato La Francesca - che il Parco avrebbe dovuto garantire un reddito minimo a chi opera in agricoltura. Questa nuova perimetrazione del Parco, voluta dall'amministrazione Di Marzo,- ha detto ancora La Francesca - non garantirà un bel niente ai nostri agricoltori perchè insiste su aree boschive e non agricole.

Aver bocciato la vecchia perimetrazione proposta dalla passata amministrazione - ha continuato il capogruppo di Progetto Pantelleria - costituisce un grave errore perchè quella perimetrazione era condivisa dagli enti che devono esprimersi, la Regione e il Ministero dell'Ambiente. Con questa nuova perimetrazione si deve ripartire da zero. Nella vecchia perimetrazione erano incluse le zone SIC-ZPS e quella non era una forzatura - ha affermato La Francesca - ma avrebbe consentito a questo Comune di discutere di quelle zone con maggiore forza contrattuale. Adesso c'è il rischio di rimettere in gioco i vincoli con la possibilità che questa collettività si potrebbe vedere costretta a subire vincoli che non vorrebbe avere".

(Nella foto Giuseppe La Francesca)
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Da "PANTELLERIA COM" - News n° 6820 di lunedì 20 dicembre 2010

Il dibattito sul parco - Adele PIneda: ''La gente non è stata informata''
LEONARDO VALENZA: ''LE RISORSE PER I PARCHI SONO LIMITATE''

Il consigliere Leonardo Valenza, vice capogruppo di Pantelleria Libera, ha ribadito di essere “fermamente contrario ad un atto che prevedrebbe un'estensione del parco su una superficie pari all'ottanta per cento dell'intero territorio dell'isola anche in considerazione - ha detto Valenza - delle limitate risorse, circa 250 mila euro, che sono state messe a disposizione. D'altra parte ci sono anche le esperienze di altre popolazioni, ricadenti nel Parco, che vorrebbero uscire dagli stessi. Noi oggi siamo costretti, anche perchè c'è una precisa normativa che si deve applicare, ad accettare l'istituzione del Parco, però con questa nostra proposta ne vogliamo limitare l'estensione". Il consigliere Valenza ha affermato anche che non è vero che nelle zone SIC-ZPS non è consentita la caccia contrariamente a quanto si dice."Allo stato attuale nelle zone SIC-ZPS - ribatte La Francesca - la caccia è vietata, si potrà praticare la caccia solo quando l'assessorato regionale all'agricoltura farà le valutazioni di incidenza ambientale".

Per Adele Pineda non c'è stata una corretta informazione da parte dell'amministrazione Di Marzo, che "oggi afferma che la nuova perimetrazione è stata condivisa con la popolazione. Personalmente - sottolinea il consigliere Pineda - ho assistito ad alcuni incontri con la cittadinanza e mi sembra che la gente non sia stata informata in maniera precisa sui vincoli previsti dalla legge. Per una più corretta informazione sarebbe stato meglio ed opportuno che venisse data lettura della bozza di regolamento predisposta dall'amministrazione Gabriele che conteneva pochi divieti. Quel regolamento era stato anche concertato con gli organi preposti che quando oggi andranno a valutare la nuova perimetrazione, potrebbero decidere di rigettare l'attuale proposta, con la conseguenza che la nostra comunità potrebbe trovarsi nelle condizioni di subire vincoli imposti dall'alto. Vorrei ricordare a tutti - ha detto ancora Adele Pineda - che nella seduta del 5 novembre c'è stato un nostro concittadino che ci ha invitato ad andare a visitare il Parco delle Cinque Terre per vedere come funziona e come in quella zona si sia sviluppato enormemente il turismo e l'agricoltura e quindi di come il parco rappresenti uno sviluppo per il territorio".

(Nella foto Angelo Lo Pinto e Leonardo Valenza)
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Da "PANTELLERIA COM" - News n° 6821 di lunedì 20 dicembre 2010
Il dibattito sul Parco - Casano: ''Nelle contrade continueranno ad esserci i vincoli''
GIOVANNI D'AIETTI: ''SUL PARCO IL SINDACO HA CAMBIATO IDEA''

Per il consigliere Sandro Casano "la riduzione dell'estensione del Parco che ci viene sottoposta oggi dall’amministrazione Di Marzo è solamente un fatto simbolico e virtuale in quanto vengono tenute fuori, con questa perimetrazione, tutte le zone SIC-ZPS, alcune contrade come Grazia, Scauri porto, Kamma fuori e parte della contrada di Rekale in cui continueranno a persistere tutti i vincoli previsti dagli strumenti urbanistici. Quindi - ha aggiunto il consigliere Casano - è aleatorio parlare di riduzione dell'estensione del Parco rispetto alla perimetrazione fatta dalla passata amministrazione. L'istituzione del Parco era secondo noi un modo per mettere a sistema tutti i vincoli esistenti nel territorio e con l'amministrazione Gabriele, Pantelleria era diventata protagonista di quel processo, grazie anche alla concertazione che era stata fatta sul posto con tutti gli Enti interessati, dalla regione al ministero dell'Ambiente che per la prima volta sono venuti nella nostra isola per vedere più da vicino e per conoscere la nostra realtà e le nostre esigenze. Si era riusciti a portare avanti un discorso di 'governance' del territorio e tutto quel lavoro rischia adesso di essere buttato in mare. Noi vediamo il Parco non come un vincolo, ma come un mezzo di sviluppo per l'agricoltura e il turismo. Noi cerchiamo di guardare all'ambiente come ad una risorsa che dia una spinta allo sviluppo e che può assicurare grossi benefici anche per le future generazioni".

Il consigliere Giovanni D'Aietti ha lamentato, invece, l'assenza di un funzionario tecnico che "avrebbe potuto chiarire i tanti dubbi e problemi emersi durante il dibattito consiliare. Non c'è stato - ha detto ancora D'Aietti - il coinvolgimento della popolazione. Ci sono stati degli incontri di cui io non sapevo niente. Vorrei leggere quei verbali per farmi una idea di quello che è stato detto anche perchè sarei stato agevolato nelle scelte a cui sono chiamato oggi. La gente doveva essere informata anche sulla vecchia perimetrazione". Poi rivolgendosi direttamente al primo cittadino ha affermato "Lei, sindaco Di Marzo, alla luce delle affermazioni fatte in campagna elettorale avrebbe dovuto opporsi strenuamente all'istituzione del Parco. Mi aspettavo che lei dicesse No al Parco. Oggi dice Si al Parco. Oggi invece non si oppone più anche se tende a ridimensionarne la portata. Si ricorda che aveva detto che doveva fare il referendum? Oggi ha cambiato idea.

Sa cosa penso sindaco? - ha detto ancora D'Aietti - che mentre la passata amministrazione Gabriele aveva predisposto una bozza di regolamento che limitava i divieti, ottenendo anche la condivisione degli altri Enti, la sua preoccupazione oggi è che la proposta che viene portata in consiglio dalla sua maggioranza vorrebbe accontentare tutti e se non ottenesse il risultato sperato, in tal caso potrebbe sempre addossare la colpa alla precedente amministrazione".

Per il consigliere Claudio Busetta la passata amministrazione considerava il Parco come una forma di pianificazione urbanistica. "il sindaco Gabriele ha avuto - ha detto Busetta - la capacità di coinvolgere tutti gli organi che hanno competenza giuridica sul parco ed era stato previsto che il coinvolgimento della popolazione avvenisse successivamente per poi sottoporre il piano al consiglio per la sua approvazione."

L'Ente Parco potrebbe recuperare risorse con il coinvolgimento del Ministero dell'Ambiente e della Comunità Europea, potendo usufruire dei canali preferenziali. Ritengo - ha detto ancora Busetta - che la gestione del territorio da parte dell'Ente Parco, quando ci sono regole condivise e accettabili, anziché ingenerare paure potrebbero, al contrario, essere utili al cittadino perchè comporterebbero uno snellimento delle pratiche autorizzative che sarebbero sottoposte alla visione e controllo di un solo ente".

http://www.pantelleria.com/news/lista_news.asp?NEWS_ID=5928  (solo su abbonamento)


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(copyright Guido Picchetti) 

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