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Dal sito UNEP / MAP - United Nations Environment Programme - Mediterranean Action

La rete delle aree marine protette del Mediterraneo
operativa a partire dal 2012

Nagoya/Atene, 28 ottobre 2010 – Esperti di studi sul Mediterraneo hanno espresso oggi l'impegno di insistere nell'istituzione di aree marine protette nella regione mediterranea e di perseguire la tutela della biodiversità, superando le aree di giurisdizione nazionale, e con l'obiettivo di arrivare a stabilire entro il 2012 un'efficacia rete di aree marine protette che includano anche zone di alto mare.

Durante un incontro collaterale ospitato oggi dalla Convention per la Biodiversità (CBD), i rappresentanti dello SPA/RAC (il Centro Regionale di Attività per "Specially Protected Areas" dell'UNEP/MAP), e i vari gruppi che hanno collaborato (tra cui l'IUCN e il WWF), hanno delineato come la regione mediterranea sta raccogliendo le sfide del piano strategico del CBD e delle aspettative di "Rio + 20", rivedendo il programma del "Mediterranean Biodiversity Strategic Action Programme - SAP BIO" che dovrebbe essere lanciato l'anno prossimo.

"Stabilendo un'efficace rete mediterranea di aree marine protette, comprese le aree in alto mare, entro il 2012 noi saremo in grado di applicare i principi più importanti per la salvaguardia della biodiversità, in modo da proteggere, consentire il recupero, e, ove possibile, ripristinare la struttura e il regolare funzionamento dei diversi ecosistemi marini e costieri", ha detto Abderrahmen Gannoun, direttore di SPA/RAC.

"In questo modo sarà anche possibile un'adeguata protezione della biodiversità, al fine di raggiungere e mantenere un buono stato ecologico e affrontare in modo sistematico le complesse minacce alla biodiversità".

Il Mediterraneo è uno degli ambienti più diversificati di tutto il mondo marino: ospita quasi un 8% di specie ancora sconosciute, contro una media dell'1% negli oceani del mondo; ed è riconosciuto come uno dei 25 punti più importanti del mondo per la biodiversità. Dati deludenti, tuttavia, sono quelli che indicano come il 19% delle specie conosciute del Mediterraneo sono in pericolo e l' 1% sono già estinte.

Gli sforzi dell'area mediterranea in materia di conservazione della biodiversità marina e costiera e protezione sono stati incentrati prevalentemente nell'adozione del "Specially Protected Areas and Biodiversity Protocol" (il protocollo per la biodiversità e le Aree Specialmente Protette) del 1995, e nella costituzione in Tunisia del "Centro Regionale di Attività per le zone Specialmente Protette e per la Biodiversità" (SPA/RAC) che ha il compito specifico di facilitarne l'attuazione.

Questo protocollo è uno dei più avanzati strumenti giuridici di questo tipo, e senza dubbio quello che comprende il maggior numero di specie marine classificate con uno status di protezione. La sua adozione ha permesso l'identificazione di 104 specie minacciate o in via di estinzione e nella regione, che ora sono state incluse inclusi negli elenchi nazionali di specie protette di 18 paesi. Il protocollo promuove con forza l'istituzione di aree protette marine e costiere, come ispirato dalla convenzione per la biodiversità, comprendendo quelle di importanza mediterranea che possono abbracciare o essere interamente situate in alto mare.

Mentre adottando le SPA e il protocollo sulla biodiversità e contribuendo attivamente al processo attualmente all'esame dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite viene affrontato il problema della tutela della biodiversità in aree che sono al di fuori delle competenze dei singoli stati, la Convenzione di Barcellona attraverso l'UNEP/MAP ha adottato nel novembre 2009 a Marrakech un "Regional Working Programme for the Coastal and Marine Protected Areas in the Mediterranean including the High Sea", vale a dire un programma di lavoro che prende in considerazione le aree costiere e marine dell'intera regione mediterranea, incluse le zone di alto mare. 

800 aree protette marine e costiere sono stati istituite, finora, nel Mediterraneo, 25 delle quali sono considerate di interesse speciale per l'intera regione Mediterraneo (SPAMI). il 41% delle aree protette marine mediterranee sono di piccole dimensioni (inferiori ai 1.000 ettari), solo il 15% sono prevalentemente marine, e la maggior parte di queste aree marine protette sono situate lungo le sponde del Mediterraneo nord occidentale.

"Le nuove sfide rimangono elevate. Le aree protette rappresentano soltanto un 5 per cento della superficie del Mediterraneo. Siamo ancora ben lungi dall'obiettivo ottimale del 20% indicato da "SAP BIO", e le aree marine protette già istituite non rappresentano ancora tutte le diversità del patrimonio naturale marino", ha detto il signor Gannoun. "Il progetto Mediterraneo per un grande ecosistema marino iniziato nel 2009 è ancora lungi dall'essere completato, e occorre soprattutto mirare allo sviluppo delle capacità di gestione delle aree marine protette. Attuare quell' approccio ecosistemico indicato dalla Convenzione di Barcellona, cui nel 2008 l' UNEP/MAP diede piena adesione, sarà un'ottima occasione per tenere nella dovuta considerazione i beni e i servizi dell'ecosistema nella gestione delle aree specialmente protette".

Nota per i redattori: il ruolo dell'UNEP/MAP - Assicurare condizioni di benessere ecologico e di integrità al mare e alle sue zone costiere è la chiave per lo sviluppo di un futuro sostenibile per la regione mediterranea e per poter combattere le complesse minacce alla biodiversità marina e costiera – come l'inquinamento, l'urbanizzazione delle coste, il cambiamento climatico, lo scarico di rifiuti e di acque di zavorra e la presenza di specie aliene, l'overfishing e altre tecniche di pesca insostenibili - individuando una gamma di risposte adeguate attraverso un'ampia gamma di attori.

Il Programma di Azione per il Mediterraneo (MAP), la Convenzione di Barcellona dell'UNEP, il Programma Regionale per il Mare: questi sono gli elementi che insieme compongono e determinano il quadro di cooperazione regionale, orientato ad un'azione finalizzata a sostenere e coordinare l'attuazione della Convenzione di Barcellona e dei suoi 7 protocolli: strumenti giuridici altamente avanzati, che sono stati adottati da 21 paesi rivieraschi del Mediterraneo e dell'Unione europea ai fini della tutela degli ambienti marini e costieri, avendo sempre ben presente la prospettiva di una efficace gestione delle risorse naturali e di uno sviluppo sostenibile.


NB. - Libera traduzione dalla pagina web http://www.unepmap.org/index.php?module=news&action=detail&id=104


(copyright Guido Picchetti)

Questa pagina è stata aggiornata il 07/11/13 .