Dal sito UNEP / MAP - United Nations
Environment Programme - Mediterranean Action
Le
attività del MAP
Il
Mediterraneo, un mare con sfide uniche
Il Mar Mediterraneo copre più di 2,5 milioni di km quadrati, con un
litorale di 46.000 km. I Paesi del Mediterraneo hanno una popolazione di
quasi 425 milioni di euro, con un ulteriore 170 milioni di turisti in
visita ogni anno.
La profondità media è solo 1500 metri. È un mare semichiuso con due
uscite principali: lo stretto di Gibilterra, circa 14 km di larghezza, e
il canale di Suez, solo a pochi metri di larghezza. Di conseguenza, ci
vuole più di un secolo perchè le acque del Mediterraneo possano
rinnovarsi attraverso flussi da altri oceani.
Per quanto riguarda la diversità biologica, è uno dei mari più ricchi
del mondo: 7,5 per cento di tutte le specie animali e 18 per cento di
tutte le specie di flora marina, in un mare che rappresenta solo lo 0,7
per cento della superficie totale degli oceani.
La flora e la fauna del Mediterraneo sono costituite in parte da specie
di zona temperata e in parte da specie subtropicali, il 30 per cento
delle quali sono endemiche.
Le sue acque lambiscono le coste di Paesi dell'Europa, del Medio Oriente
e del Nord Africa, rendendo la regione politicamente, economicamente e
geograficamente complessa, come pure l'ambiente, unico e diverso.
UNA PANORAMICA
GENERALE
Lo sviluppo
sostenibile
Lo sviluppo sostenibile nel Mediterraneo ha caratteristiche specifiche.
Delle particolari pressioni derivano dal turismo, dalla concentrazione
urbana nelle zone costiere, dallo sviluppo dell'agricoltura irrigua e
intensiva, dalla la tendenza ad abbandonare le zone di montagna più
povere, dall'overfishing, e dai trasporti intercontinentali
marittimi (Asia-Europa). Tutte queste pressioni sono esercitate su delle
risorse particolarmente limitate e fragili: l'acqua, le aree naturali
delle coste e dell'ambiente marino.
Il lavoro del Centro Regionale di Attività Piano Blu ha richiamato
l'attenzione sull'ambiente e lo sviluppo, ben prima che il concetto di
sviluppo sostenibile fosse ben chiaro, per le interazioni tra
popolazione, sviluppo economico, e pressioni su coste e risorse naturali
come l'acqua e l'ambiente naturale.
Questo approccio del Piano Blu, a livello sistemico e lungimirante,
coincide in pratica con il concetto di sostenibilità, con i suoi tre
pilastri fondamentali: economico, sociale e ambientale, un concetto che
ha un significato particolare per il Mediterraneo.
Il Mediterraneo presenta problemi specifici dello sviluppo sostenibile.
Mentre i significativi progressi compiuti nell'accesso all'istruzione,
nella parità tra i sessi e nella salute pubblica, la disoccupazione tra
i giovani è la questione più scottante nell'area del Mediterraneo,
secondo i problemi sociali emersi nei Millenium Development Goals
individuati dalle Nazioni Unite.
La convenzione di Barcellona svolge un ruolo importante nella regione
del Mediterraneo sia come forum per lo sviluppo sostenibile, attraverso
la Commissione Mediterranea per lo Sviluppo Sostenibile (MCSD), sia come
quadro di cooperazione nella gestione di un bene comune come il mare.
La lotta
contro l'inquinamento da terra
Fino a 80% dell'inquinamento marino è causato da attività basate a
terra, con attività industriali dei settori chimico, petrolchimico e
metallurgico, che costituiscono la principale fonte di inquinamento. Poi
ci sono anche ì prodotti chimici utilizzati in agricoltura trasportati
al mare attraverso i corsi d'acqua di deflusso.
Tre dei Protocolli adottati dai Paesi
firmatari della Convenzione di Barcellona trattano aspetti specifici
dell'inquinamento da terra: fonti e attività basate su terra, scarichi
da navi e aeromobili e rifiuti pericolosi.
Il Programma di Azione Strategica (SAP), sviluppato da MED POL,
identifica le fonti principali di inquinamento terrestre e propone
azioni correttive, da attuarsi entro il 2025. Contiene anche un elenco
di 103 punti caldi (hot spot) di inquinamento e 51 aree sensibili
ufficialmente riconosciute che necessitano di particolare attenzione e
di interventi.
Durante il 2004-2005, tutti i paesi del Mediterraneo hanno preparato dei
Piani d'Azione Nazionali (PAN) che descrivono quali misure di riduzione
dell'inquinamento attueranno, da quando e con quali fondi, tenendo in
considerazione le questioni ambientali e socioeconomiche, i quadri
legislativi, e le infrastrutture disponibili.
Il Centro Regionale di Attività per una Produzione Pulita (Cleaner
Production Activity Centre) del MAP (CP/RAC) promuove l'utilizzo di
sistemi e di tecniche di produzione più puliti per la riduzione
dell'inquinamento industriale attraverso l'applicazione di una strategia
integrata di prevenzione ambientale nei processi e nei servizi
produttivi, con l'obiettivo di minimizzare i rifiuti attraverso la
riduzione dell'inquinamento alla fonte, con unna migliore utilizzazione
delle materie prime e dell'energia, e ad un riciclaggio interno dei
materiali impiegati.
La prevenzione degli incidenti marittimi e
degli scarichi illegali dalle navi
Il Mediterraneo ha la più grande densità di traffico di petroliere del
globo. Con il 28% di tutto traffico marittimo mondiale di prodotti
petroliferi in transito nelle sue acque, con circa 200.000 passaggi di
natanti all'anno,si può dire che in ogni momento nel Mediterraneo ci
sono circa 2000 navi. E tra il 1977 e il 1999 sono stati segnalati nel
Mediterraneo 151 incidenti marittimi con sversamenti di petrolio in
mare.
Considerato che alcuni paesi mediterranei sono in ritardo con il loro
livello di preparazione nell' affrontare le emergenze dell'inquinamento,
il Centro Regionale di Attività REMPEC del MAP li aiuta a soddisfare i
doveri previsti dal Protocollo per l?Emergenza e la Prevenzione (Prevention
and Emergency Protocol). fornendo supporto nello sviluppo di sistemi
nazionali di pronta risposta alle emergenze e assistenza nella
realizzazione di adeguati impianti portuali per la raccolta dei rifiuti
liquidi e solidi dalle navi. Il REMPEC fornisce aiuto anche per la
stipula di accordi internazionali di cooperazione e di reciproca
assistenza in casi di emergenza e nella formazione del personale.
Fin dal 1993, è stato inoltre istituito un Mediterranean Assistance
Unit (MAU) con compiti di consulenza, in grado di fornire immediata
assistenza alle autorità di uno Stato costiero minacciato o colpito da
un episodio di inquinamento.
La gestione
delle zone costiere
Circa 145 milioni di persone –il 35% di tutta la popolazione del
Mediterrraneo - vivono attualmente nelle zone costiere mediterranee. Il
Mediterraneo è anche la destinazione turistica più popolare, con 170
milioni di visitatori ogni anno. Le sue zone costiere e le sue risorse
naturali si trovano pertanto a dover affrontare gravi pressioni per uno
sviluppo e affollamento sfrenato.
Circa il 48% dei centri urbani lamenta una mancanza di impianti di
trattamento delle acque reflue e circa l'80% delle acque di scarico è
smaltita in mare senza subire alcun trattamento, il che significa che
uno scarico in mare di oltre 3 miliardi di metri cubi di acque non
trattate all'anno.
Ogni persona genera ogni anno, in
media, 254 kg di rifiuti solidi, con un incremento annuo del 2-3%. 30 –
40 milioni di tonnellate all'anno provengono dalla costa. Ciò include i
rifiuti domestici, carta, vetro e plastica che rappresenta il 75% dei
rifiuti in mare
La gestione integrata dell'area costiera (Integrated Coastal Area
Management) si prefigge di affrontare collettivamente i problemi
della zona costiera, essendo ben chiaro che essi sono interconnessi. La
gestione si basa sul coinvolgimento di una vasta gamma di competenze, di
parti interessate e di livelli aministrativi.
Il MAP, attraverso il suo Centro
Regionale di Attività PAP/RAC, si sta impegnando al fine di integrare la
gestione sostenibile nelle attività di pianificazione e sviluppo,
implementando i Programmi di Gestione delle Aree Costiere (CAMP),
progetti finalizzati alla risoluzione caso per caso nelle aree più
pericolosamente soggette a tali fenomeni.
Da 1990, 13 progetti CAMP sono state completati in Albania, in Algeria,
in Croazia (a Kastela Bay), a Cipro, in Egitto (a Fuka-Matrouh), in
Grecia (a Rodi), in Israele, in Libano, a Malta, in Slovenia, in
Siria,in Tunisia (a Sfax) e in Turchia (nella Baia di Izmir). Altri due
progetti sono in fase di attuazione in Spagna e in Marocco.
il Protocollo ICZM è un nuovo strumento giuridico. La finalizzazione del
nuovo protocollo ICZM è attualmente una delle priorità del PAP/RAC. Vede
riunirsi un gruppo di esperti designati dai governi con il compito di
redigere il testo che verrà sottoposto all'approvazione della Conferenza
delle Parti nel gennaio 2008.
Preservare l'ambiente marino del Mediterraneo e
la biodiversità costiera
La protezione delle specie minacciate e in via di estinzione nel
Mediterraneo è cruciale. La maggior parte delle minacce sono correlate a
fattori umani e pertanto il sostegno pubblico è un fattore chiave. La
conservazione della biodiversità di una data area marina, di ecosistemi
fragili e rari, di particolari specie di fauna e flora selvatiche e dei
loro habitat, è una delle funzioni del MAP di maggiore interesse, che ha
ottenuto ampi riconoscimento e sostegni.
Il Protocollo per le SPA (Speciali Aree Marine Protette) e per la
biodiversità impegna gli Stati Membri a sostenere azioni volte a
proteggere e migliorare il patrimonio naturale e culturale, e in
particolare a promuovere la creazione e la conservazione delle zone
specialmente protette, incorporando la conservazione della diversità
biologica nelle rispettive politiche nazionali.
Vari piani di azione sono stati stabiliti e vengono attuati dal centro
SPA/RAC del MAP. Essi riguardano la conservazione delle specie
minacciate nel Mediterraneo: i cetacei, le tartarughe marine (in
particolare la tartaruga verde Chelonia mydas), la vegetazione
marina, i pesci cartilaginei (come gli squali), varie specie di uccelli
marini; nonché la messa a punto di un piano d 'azione relativo
all'introduzione di specie estranee al mediterraneo,con il quale
regolamentare l'introduzione intenzionale o accidentale di specie non
indigene o geneticamente modificate, fino a vietare quelle che possono
avere effetti nocivi su ecosistemi, su habitat o sulle altre specie.
La promozione dell'informazione e della
comunicazione
Gli sforzi del MAP sono volti ad accrescere e migliorare il flusso di
informazioni sull'ambiente e sul MAP, a favore dei governi e delle
istituzioni nazionali e internazionali, e a promuovere una maggiore
consapevolezza pubblica su questi temi. Il MAP promuove anche la
partecipazione del pubblico alle sue iniziative, ritenendola un elemento
chiave dei processi decisionali a livello nazionale e locale.
Il MAP fornisce anche informazioni pubbliche sui dati scientifici e
tecnici e attraverso il suo Centro Regionale di Attività INFO/RAC
promuove e incoraggia le informazioni pubbliche a livello nazionale, per
costituire un archivio di dati da utilizzare nelle campagne di
informazione e di sensibilizzazione sull'ambiente e sullo sviluppo
sostenibile.
Il MAP sta sviluppando un'ambiziosa strategia di informazione
internazionale, con la quale intende raggiungere un pubblico sempre
vasto e soprattutto i giovani, utilizzando moderni metodi di diffusione
come Internet e le pubblicazioni multilingue.
La tutela del patrimonio culturale
Le coste del Mediterraneo coste presentano la più grande concentrazione
del mondo di siti storici e di monumenti, una ricca eredità di migliaia
di anni di successive civiltà, di commerci, conquiste e conflitti.
Mentre i siti storici potrebbero essere a rischio di degrado per cause
naturali, la sostenibilità dei siti storici è anche minacciata
dall'elevato numero di visitatori, nonché dai forti venti e
dall'inquinamento atmosferico. Anche i siti subacquei sono vulnerabili a
causa degli scarichi a mare e di attività di dragaggio.
Il Programma per la Protezione dei Siti Storici Costieri (100 HS) mira a
proteggere i siti storici mediterranei di interesse comune identificati
dagli Stati Membri sulla base di approvati criteri di selezione. Il
programma concentra il suo lavoro su siti che sono sulla lista dei 100
Siti Storici nei diversi stati costieri mediterranei e offrono occasione
di fare pratica nella gestione ottimale di un sito.
NB. -
Libera traduzione dalla pagina web
http://www.unepmap.org/index.php?module=content2&catid=001003&ocat_id=001003

(copyright Guido Picchetti)