Dal sito UNEP / MAP - United Nations
Environment Programme - Mediterranean Action
Il MAP (Mediterranean Plan Action)
Nel 1975, solo tre anni dopo che la Conferenza
Ministeriale di Stoccolma che approvò l'istituzione dell'UNEP (United
Nations
Environment Program), 16 Paesi mediterranei e la Comunità Europea
approvarono il Piano di Azione Mediterraneo (MAP). Il MAP era il primo
piano approvato sotto l'egida delle Nazioni Unite per un programma di
protezione marina su scala regionale.
La principale finalità del MAP era
allora assistere i Paesi Mediterranei nella valutazione e nel controllo
dell' inquinamento marino e nella formulazione di politiche ambientali
nazionali, aiutando i governi ad individuare le migliori opzioni tra i
modelli di sviluppo possibili ed ad ottimizzare le scelte per
l'ubicazione delle varie fonti energetiche.
Sebbene il fine iniziale del MAP fosse il controllo dell' inquinamento
marino, l'esperienza tuttavia confermò che l'attuale trend
socio-economico, combinato con pianificazioni e gestioni dello sviluppo
inadeguate, avrebbe provocato una quantità di problemi ambientali. Di
conseguenza gli obiettivi del Map si andarono progressivamente
ampliando, arrivando ad includere la pianificazione e la gestione
integrata delle aree costiere, come strumento chiave per avere valide
soluzioni e giuste risposte ai problemi.
Venti anni più tardi, veniva delineato Il Piano per la Protezione
dell'Ambiente Marino e per uno Sviluppo Ecosostenibile delle Arre
Costiere del Mediterraneo (MAP Fase 2) tenendo in debito conto successi
e sconfitte del MAP riscontrati nel contesto dei recenti sviluppi.
Oggi il MAP coinvolge 21 Paesi che si affacciano sul Mediterraneo oltre
all'Unione Europea. Tutti insieme essi sono decisi a trovare e fornire
le giuste risposte alle sfide sempre maggiori che il degrado ambientale
va ponendo nel mare, nelle zone costiere e nelle isole, e a far sì che
il progresso non contrasti con una equilibrata e sostenibile gestione
delle risorse, al fine di proteggere la regione Mediterranea tutta e
migliorarne la qualità della vita.
Le sfide future.
Le priorità del MAP per il prossimo decennio sono:
Previsioni economiche mostrano che la
regione del Mediterraneo è in procinto di diventare una economia
avanzata, con un potenziale apporto di grossi investimenti nella decade
appena iniziata. E' un fenomeno tuttavia che necessita di una base di
stabilità, grazie alla quale le nazioni Mediterranee potranno favorirlo
con una più ampia e reciproca visione sul bene comune e una più decisa
ricerca di uno sviluppo ecosostenibile.
La chiave di successo per continuare ad ottenere risultati positivi in
questo sforzo "verde" nella regione è tuttavia il coinvolgimento e la
partecipazione delle popolazioni che la abitano e dei suoi milioni di
visitatori per un rispetto globale dell'ambiente Mediterraneo, fino a
che un tale rispetto diverrà parte integrante della vita quotidiana di
ognuno.
E' un obiettivo che non consiste solo in un cambio di atteggiamento, ma
che può anche motivare e e indurre ciascuno di noi ad agire in favore
dell'ambiente Mediterraneo.
NB. -
Libera traduzione dalla pagina web
http://www.unepmap.org/index.php?module=content2&catid=001001002

(copyright Guido Picchetti)