Al Presidente
della Repubblica Italiana
Al Presidente della Regione Sicilia
Al Ministro delle Infrastrutture
Al Ministro dell’Ambiente
Al Ministro per i Beni e le Attività Culturali
Al Ministro per gli Affari Esteri
All’Assessore all’Ambiente della Regione Sicilia
All’Assessore per i Beni Culturali, Ambientali e P.I. della Regione
Sicilia
All’Assessore all’Industria della Regione Sicilia
APPELLO PER LA
TUTELA DEI BANCHI E DEI BASSIFONDI
DELLO STRETTO DI SICILIA
Eccellenza e
Spett.li Autorità
Lo Stretto di Sicilia rappresenta un settore del bacino Mediterraneo
elevata rilevanza sociale, economica ed ambientale. I popoli che
abitano in questa regione possono vantare grandi tradizioni storiche
e culturali di diversa origine (araba, berbera e latina-occidentale)
che, nel corso dei secoli, hanno convissuto e raggiunto insieme
grandi traguardi, testimoniati dalle tradizioni culturali e marinare
che permangono ancora ai nostri giorni.
Lo Stretto di Sicilia é oggi unanimemente considerato il principale
hotspot della biodiversità mediterranea. In questo tratto di mare
tra Sicilia, Malta, Libia e Tunisia sono presenti tutte le specie
marine protette del Mediterraneo capodogli, balene, tursiopi,
stenelle, delfini, globicefali, grampi, squalo bianco, cetorino,
mobula, tartaruga comune, tartaruga liuto, foca monaca, Posidonia
oceanica, Pinna nobilis, Lithophaga spp., laminarie, maerl, corallo
rosso, ecc.. Lo Stretto di Sicilia rappresenta attualmente anche la
più importante zona di pesca di specie maggiori e minori di grandi
pelagici, di specie demersali e sono presenti nell’area anche stock
di piccoli pelagici come le acciughe, gli sgombri e le sardine che
hanno consentito, sin dall’antichità, l’insediamento dell’uomo sulla
costa.
Un ruolo essenziale, unico e irreplicabile per la biodiversità e la
produttività dello Stretto di Sicilia, è giocato dai banchi o
bassifondi (Graham, Skerchi, Avventura, Talbot, Terribile, Alluffo,
Banco di Pantelleria, ecc.) che rappresentano ambienti fragili ma
indispensabili alla diversità biologica ed alla produttività
dell’intera area. La rilevanza ecologica e naturalistica di questi
peculiari biotopi ha indotto gli stati costieri che si affacciano
nello Stretto di Sicilia di valutare la possibilità di realizzare
nell’area dei banchi una zona protetta transnazionale che
rappresenti un santuario della biodiversità per tutelare le specie
protette e gli ecosistemi sensibili ed impedire la pesca illegale.
Lo Stretto di Sicilia conserva uno dei fondali più importanti al
mondo poiché conserva le testimonianze della vita dell’uomo
preistorico (dal paleolitico inferiore al neolitico) in una delle
aree più interessanti di contatto tra continenti essendo stato in
gran parte emerso fino alla fine del Pleistocene.
I fondali dello Stretto di Sicilia conservano, inoltre, un
patrimonio immenso di civiltà rappresentato dagli innumerevoli
relitti di ogni epoca e origine che sono l’emblema del forte
carattere interculturale di quest’area. L’interesse culturale,
ambientale ed economico di proteggere, con il coinvolgimento insieme
all’Italia dei paesi sia “transfrontalieri” (Malta) che di
“prossimità” (Libia, Tunisia) lo Stretto di Sicilia ha nella tutela
dei banchi un’importanza preminente. In particolare, i banchi del
Canale di Sicilia rappresentano un ecosistema di incredibile
rilevanza ecologica per precisi motivi scientifici:
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Creano
una discontinuità naturale sulla monotonia di fondali
mobili esercitando attrazione da corpo solido (tigmotropismo
positivo) per molte specie per le quali diventano un
“meeting point” in mare aperto.
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Realizzano una discontinuità batimetrica e di substrato
accogliendo fauna e flora non insediabile sui fondali in
cui il banco sorge; la biodiversità dei banchi risulta
essere estremamente alta e mostra una elevata
variabilità rispetto alla sua natura, alla profondità ed
all’esposizione.
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Giocano un ruolo ecologicamente rilevante poiché gli
ecosistemi di basso fondo del largo sono molto diversi
dagli analoghi costieri essendo sottoposti a minore
impatto antropico (overfishing, inquinamento, turismo) e
naturale (apporto terrigeno e di nutrienti da parte di
corsi d’acqua, sedimentazione costiera).
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Offrono rifugio ad adulti di molte specie marine
diventando così aree di riproduzione in grado di
sostenere gli stock ittici e il sistema ambientale ed
economico dello Stretto di Sicilia nel suo complesso. A
tale riguardo basti sottolineare che le attività di
pesca di Mazara del Vallo, incentrate prevalentemente
nello stretto di Sicilia, fatturano annualmente circa
200 milioni di euro. Una riduzione significativa delle
aree di nursery, come conseguenza della realizzazione
degli impianti eolici off-shore nei banchi,
determinerebbe una contrazione degli stock ittici ed un
rilevante danno economico agli operatori del settore.
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Rappresentano aree di nursery per molti organismi marini
naturalmente difese dalla pesca indiscriminata.
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Sviluppano un livello trofico aggiuntivo in ambiente
pelagico offrendo risorse alimentari addizionali a
specie di grandi predatori quali mammiferi marini e
squali.
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Ospitano biocenosi sensibili e fragili come posidonieti,
coralligeno del largo, merl (alghe calcaree), oggi
protette dalle convenzioni internazionali ed integre
solo in ambiente di banco, essendo state seriamente
compromesse in ambiente costiero.
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Favoriscono la costruzione di un micro-sistema completo,
sviluppando rapporti ecosistemici ed una biodiversità
unica e non replicabile.
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Consentono la fissazione dell’energia ed il suo
trasferimento trofico creando biomassa che viene
esportata nelle aree vicine. |
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Inoltre, la
fruizione ricreativa e culturale dei banchi dello Stretto di Sicilia
può rappresentare una prospettiva rilevante di didattica ambientale,
di offerta sostenibile del paesaggio sommerso fruibile sia dal
turismo subacqueo che, attraverso sistemi di visione remota, da una
utenza diffusa.
Questi sono solo alcuni tra i motivi che rendono i banchi dello
Stretto di Sicilia degli ecosistemi di estrema importanza ecologica
ed ambientale per il Mare Mediterraneo la cui tutela è necessaria
sia nel rispetto della conservazione della diversità biologica
raccomandata da numerosi strumenti internazionali (Countdown 2010,
Convention on Biological Diversity, Mediterranean Action Plan,
Convenzione di Barcellona, Direttiva Habitat, ACCOBAMS, Convenzione
di Bonn, ecc.) sia al mantenimento del loro ruolo produttivo a
livello di bacino (Precutionary approach to fishery (FAO), Code of
Conduct for a Responsible Fishery (FAO), Reikjavich declaration
ecc.), sia in virtù del patrimonio culturale presente in
ottemperanza alla Carta di Siracusa del 2000 che della Convenzione
UNESCO sulla protezione del patrimonio culturale sommerso del 2001
entrata in vigore il 2 gennaio del 2009.
A dispetto della loro importanza i banchi dello Stretto di Sicilia
sono oggi oggetto di iniziative incompatibili con la loro tutela e
la conservazione del loro ruolo ecologico, paradossalmente
giustificate e addirittura motivate da presunte quanto inverosimili
attenzioni per l’ambiente. Sono infatti in fase avanzata di
definizione progetti per la realizzazione nei banchi dello Stretto
di Sicilia di parchi eolici che precedono la realizzazione di
centinai di piloni, alti ognuno circa 60 metri e fissati su
basamenti di cemento, difesi da imponenti opere di protezione e
interconnessi tra loro e con la cabina a terra mediante centinaia di
chilometri di cavi interrati. La realizzazione di queste opere, non
solo deturperebbe irrimediabilmente la naturalità dei luoghi ma
distruggerebbe attraverso i lavori di scavo, posa, messa in uso e
attività l’ambiente dei banchi dello stretto di Sicilia interessati
compromettendo irreversibilmente la loro biodiversità, la loro
funzione ecologica e le specie e gli ecosistemi protetti che essi
ospitano. La realizzazione dei parchi eolici nei banchi
infliggerebbe altresì una profonda ferita alla sensibilità ed
all’intelligenza di quanti ancora pensano sia possibile coniugare
sviluppo ed ambiente. Si auspicano, pertanto, interventi tempestivi
al fine di sottrarre alla distruzione e preservare per future
generazioni uno degli ultimi lembi di Mediterraneo dove si
conservano livelli di naturalità comparabili a quelli che avrebbero
potuto osservare, migliaia di anni fa, i primi navigatori di questo
mare e che ancora oggi giocano un ruolo determinante nell’economia
dell’intero Mediterraneo centrale.
dal sito
http://www.facebook.com/notes/soprintendenza-del-mare/appello-per-i-banchi-dello-stretto-di-sicilia/18573057
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